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Fabio Dori, un uomo attratto dalla verità

Patricia Ferreira, Fabio Dori, Maurizio Fallarino, Marcello Campomori alla Cava di Roselle (GR) il 4-7-18 per ricordare il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta. *)

di Marcello Campomori

Se ne è andato senza fare rumore, in punta di piedi, così come aveva vissuto. In punta di piedi entrava nelle scuole per diffondere un incontro con le Agende Rosse, così come avvicinava chiunque mostrasse interesse per la verità e la giustizia.

Ogni tanto lo incontravo al banco della frutta all’inizio della giornata, ad espletare le sue funzioni di vigile urbano. Era una gioia vedere quest’uomo mostrare il volto bello e partigiano dello Stato in ambienti che normalmente sono mossi da pregiudizi. Quando scendeva dall’automobile non riceveva l’occhiata riservata agli “sbirri”. Intorno a lui tutti erano più rispettosi, capace com’era di coniugare fermezza e umanità. L’amore per la verità ha mosso non solo il suo fervido intelletto, ma tutta la sua persona. Ha fatto sembrare ovvio l’impegno per la giustizia a colpi di fedeltà.

Un uomo attratto dalla verità segue il flusso della storia senza rimanere invischiato nella palude della cronaca. Fabio l’abbiamo conosciuto così. I manuali pubblicati da Fabio, ricordiamo “La sorvegliabilità dei locali per la somministrazione di alimenti e bevande”, hanno come obiettivo la crescita della comunità, non cedono alla rivendicazione di una parte, convinto com’era che il bene comune va alimentato dal soffio della vita di ciascun cittadino.

Lui ha vissuto come servitore dello Stato, in divisa e senza, in una feconda continuità. Persone come Fabio diventano punti di riferimento per la loro umiltà, il segreto per stringere relazioni autentiche e perciò significative. Lascia in eredità uno stile preciso, segnato dallo studio approfondito e alla testimonianza ferma e risoluta accompagnata da quei modi che avvicinavano qualsiasi interlocutore.

Noi crediamo in questa tradizione che vuole persone pronte ad arginare la menzogna con la passione e la preparazione, lasciando ad altri urla e proclami. Ringraziamo Fabio per questa poderosa e gentile testimonianza.

 

Grosseto, maggio 2022 

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*) Mercoledì 4 luglio 2018 alla Cava di Roselle sono stati ricordati il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta (Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina e Vincenzo Fabio Li Muli) uccisi nella strage di Via D’Amelio il 19 luglio 1992, con la proiezione del docu-film «Paolo Borsellino – Adesso tocca a me» e la partecipazione dell’attore Cesare Bocci.