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Intimidazioni mafiose: sostegno a Lucia Musti

Il Movimento delle Agende Rosse esprime vicinanza e sostegno alla Procuratrice generale di Bologna Lucia Musti, a seguito delle recenti minacce ricevute.
Nel gennaio scorso, durante il suo discorso di apertura per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, la Dottoressa Musti ha espresso parole forti e decise riguardo il radicamento della ‘Ndrangheta al nord, definendo l’Emilia Romagna “distretto di mafia”.
“Dobbiamo evidenziare che all’iniziale infiltrazione delle mafie nella nostra regione è succeduto l’insediamento, fino all’attuale radicamento”, ha osservato Musti. Da indagini e processi, ha detto, “è evidente che non è più questione di presenza di mafiosi, di diffusione di mentalità, ma piuttosto di condivisione del metodo mafioso anche da parte di taluni cittadini emiliano-romagnoli, imprenditori, cosiddetti colletti bianchi, ovverosia professionisti, i quali hanno deciso che ‘fare affari’ con la ‘ndrangheta è utile e comodo. Alla condivisione è seguita la nascita di un metodo nuovo mafioso autoctono dell’Emilia-Romagna, che risente fortemente del territorio altamente produttivo che annovera numerose eccellenze anche mondiali che hanno fatto dell’Emilia-Romagna una ‘preda ambita’”.[fonte ANSA]

L’intensa attività di contrasto alle mafie della Dottoressa Musti, l’ha vista impegnata, insieme alla PM della Dda di Bologna Beatrice Ronchi, come pubblica accusa nel processo d’appello di Aemilia92, conclusosi con quattro ergastoli, andando così a ribaltare la sentenza di primo grado. Sempre al fianco della Ronchi, rappresenta la pubblica accusa nel processo d’appello di Grimilde, rito abbreviato, che si sta celebrando nel carcere della Dozza di Bologna.