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Le dimissioni dalla magistratura del Dott. Luigi Apicella PDF Stampa E-mail AddThis Social Bookmark Button
Editoriali - Lettere Aperte
Scritto da Gabriella Nuzzi e Redazione antimafiaduemila.com   
Martedì 28 Luglio 2009 10:41
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Il Dott. Luigi Apicella
 

I testimoni della verità e gli anticorpi del sistema

 
 Riceviamo dalla Dott.ssa Gabriella Nuzzi, pubblichiamo integralmente e sottoscriviamo una lettera con la quale il magistrato commenta le dimissioni di Luigi Apicella dalla magistratura additando le responsabilità di quei poteri forti che hanno violentemente attaccato il “pericoloso” lavoro svolto da Luigi de Magistris e dalla procura di Salerno.
Al fine di proteggere gli interessi di quella schiera di intoccabili che le loro stesse indagini avevano identificato e che rischiavano di compromettere.

L’addio del Procuratore Apicella alla magistratura è un gesto che desta profonda amarezza e sconcerto, che non può e non deve essere “liquidato” nelle brevi, laconiche parole pronunciate dal Presidente dell’A.N.M.
Occorre riflettere a fondo sulle ragioni di questa “scelta” obbligata.
L’opinione pubblica e le forze sane interne delle istituzioni hanno il diritto di conoscere la verità, del perché un intero apparato istituzionale, sulla base di un’inaccettabile menzogna (l’inscenata “guerra tra Procure”) e con tanta unanimità di intenti, abbia attaccato così violentemente dei servitori dello Stato, tolto loro le funzioni inquirenti, bloccato le indagini nelle quali erano impegnati, messo in atto una meticolosa opera di distruzione della loro reputazione personale e professionale.
Siamo stati lasciati soli, nel silenzio e nella indifferenza di chi, per dovere istituzionale oltre che morale, avrebbe dovuto accertare i fatti e tutelarci, in balia di attacchi di ogni genere, senza alcuna possibilità di difesa, senza diritto alcuno (per quanto mi riguarda, neppure quello ad essere madre), folli artefici di un disastro istituzionale o, piuttosto, testimoni scomodi di una verità devastante, in attesa che, lenta e silente, giunga finalmente la nostra eliminazione, la quieti ritorni e la normalizzazione del “sistema” sia definitivamente compiuta.
Stiamo pagando un prezzo altissimo per quella verità ed è in nome di essa che è necessario fare al più presto chiarezza su quanto è accaduto e sta accadendo, perché nessun magistrato sia più costretto a lasciare, per il proprio onore, il lavoro che ama.


Gabriella Nuzzi (
Fonte: www.antimafiaduemila.com, 28 luglio 2009)






Caso De Magistris: Luigi Apicella lascia la Magistratura. "L' ANM mi ha lasciato solo".


Addita le responsabilità dell’Anm che “non ha lanciato nessun allarme” e punta il dito contro le istituzioni, il giornalismo e la politica "che parimenti non hanno lanciato alcun allarme sui gravissimi fatti compiuti da magistrati (quelli di Catanzaro) per corruzione in atti giudiziari e falso che avevano, tra l'altro, tolto con procedure illegittime al magistrato inquirente (l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris ora parlamentare europeo), la trattazione di due gravissimi procedimenti penali".
Con queste parole, affidate ad una lettera inviata al capo dello Stato e al ministro della Giustizia, l’ex procuratore di Salerno Luigi Apicella si è dimesso poche ore fa dalla magistratura. Una rinuncia all’incarico "con effetto immediato ad essere trattenuto in servizio fino al settantacinquesimo anno di età".
Apicella, che per oltre 45 anni ha svolto l’attività di magistrato “con lealtà, abnegazione, trasparenza e libero di condizionamenti nel rispetto delle leggi per assicurare la giustizia ai cittadini", come lui stesso ha spiegato, ha ricordato l’”eccezionale impegno profuso dai magistrati della Procura della Repubblica di Salerno sotto la mia direzione anche in complesse indagini di criminalità organizzata di stampo camorristico, in maxi inchieste per reati contro la Pubblica Amministrazione". Un impegno "che ha ricevuto costantemente conforto nelle competenti sedi di giudizi anche di legittimità". Così come era accaduto per l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno che aveva giudicato perfettamente legittimo il discusso decreto di sequestro probatorio emesso lo scorso dicembre nell’ambito del cosiddetto “Caso de Magistris”. Al quale era seguito il controsequestro della procura di Catanzaro all’origine di quella che giornalisticamente, in modo totalmente errato e strumentale, era stata definita “guerra tra procure”.
"Questi eccellenti risultati – ha proseguito Apicella nella sua lettera - apprezzati anche dal procuratore nazionale Antimafia, dalle istituzioni, dalla stampa e dai cittadini, non hanno evitato che mi venisse inflitta una sanzione che inclina la mia fiducia nella giustizia. Non è questa la sede per discutere dei provvedimenti assunti dai miei colleghi di ufficio e da me, né per dolermi delle decisioni assunte nei nostri confronti, dei quali ciascuno rende conto innanzitutto alla propria coscienza umana e professionale, ma che comunque forniscono un quadro dell'attuale stato della giustizia in Italia. Tuttavia dalla valutazione dell'intera vicenda non posso non rilevare come non ci sia stato alcun allarme da parte del magistrati dell'Anm, né delle istituzioni, né del giornalismo, né della politica; né all'epoca dell'esecuzione dei  sequestri; né in questi ultimi otto mesi su gravissimi fatti ampiamente ricostruiti e documentati nelle oltre 1.400 pagine   'dell'incriminato provvedimento di sequestro".
Apicella ha ancora sottolineato di non potersi meravigliare “di come non vi sia stato allarme da parte dell'Anm e delle istituzioni sulla circostanza che alcuni di questi magistrati hanno continuato a trattare e gestire dopo il 2 dicembre 2008 coi procedimenti penali. Né posso non dolermi sull'adozione nei miei confronti di una sanzione così grave (sospensione dalle funzioni e dallo stipendio), pur non essendo indagato di gravi reati, come corruzione e falso, ma essendomi prodigato come dovevo per le funzioni esercitate per verificare la commissione di questi gravi delitti". "Sereno per aver sempre compiuto il mio dovere – ha concluso - nonostante le difficoltà incontrate come in questo caso, orgoglioso per aver ispirato ed assicurato nei cittadini fiducia nella giustizia, così come testimoniato da tanti messaggi, ma deluso dal silenzio dell'Associazione Nazionale Magistrati e dalle istituzioni su fatti allarmanti e dal trattamento ricevuto dopo essermi impegnato per  accertare tali fatti, ritengo di esprimere la mia profonda amarezza lasciando la magistratura".
La decisione dell’ex procuratore di Salerno è stata commentata dallo stesso Luigi de Magistris, già pm a Catanzaro e ora parlamentare europeo, che ha definito le dimissioni di Apicella un grande successo per la criminalità organizzata “grazie al contributo di questo Consiglio Superiore della Magistratura”. La decisione del magistrato, ha spiegato il deputato dell’Idv, arriva dopo che questi “era stato fermato dal CSM in quanto indagava, insieme ad altri magistrati, sui poteri forti e sulla masso-mafia presente anche in magistratura”. In Europa, ha concluso, “porteremo anche la vergogna di un CSM piegato a logiche di potere inaccettabili”.


Redazione ANTIMAFIADuemila (Fonte:
www.antimafiaduemila.com, 27 luglio 2009)




Al Dott. Luigi Apicella va tutta la solidarietà della redazione di ANTIMAFIADuemila, che lo ringrazia per il lavoro svolto con grande dedizione nonostante i tanti ostacoli e gli attacchi sofferti.

Alla collega, Dott.ssa Gabriella Nuzzi, ex pm della procura di Salerno, che con lui ha subito l’onta della delegittimazione e delle ingiuste sanzioni disciplinari esprimiamo invece la nostra vicinanza per il grave furto subito oggi all’interno della propria abitazione. Dove sconosciuti si sono introdotti nel pomeriggio, utilizzando le chiavi e a dispetto dell’allarme, per portare via gioielli e preziosi di valore. “All’apparenza – ha dichiarato il magistrato rispondendo in merito all’ipotesi che l’episodio possa in qualche modo essere collegato alla vicenda giudiziaria che la riguarda – sembra un furto nella norma, ma non sposso escludere nulla non avendo ancora verificato tutto quello che manca”.
La nostra speranza è che le indagini possano presto fare luce sulla reale natura dell’atto criminoso.







APPROFONDIMENTI


Il caso Salerno/Catanzaro (dal BLOG "Uguale per tutti")

 
 
Commenti
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peter58  - solidarietà   |2009-07-28 20:20:57
Voglio semplicemente esprimere la mia solidarietà al dott. Apicella e alla
dott.ssa Nuzzi per quanto avvenuto.
E' incredibile che magistrati onesti e
rispettosi delle Istituzioni vengano trattati in questo modo.
una vera vergogna
per l' Italia.

Se mai ce n'era bisogno, questa vicenda dimostra in modo
esemplare che lo Stato e le Istituzioni sono in mano alla criminalità, la
stessa criminalità che ha eliminato con le bombe Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino.
Maria Teresa   |2009-07-29 00:10:30
Sottoscrivo anch'io ed esprimo tutta la mia solidarietà
VaronEmanuele   |2009-07-29 01:09:17
Ecco un altro magistrato ucciso.
Ucciso e delegittimato, da pèarte di poteri
che ben poco conservano di "non deviato". Fa tristezza pensare alla
solitudine del Procuratore Apicella, accusato ingiustamente e messo da parte
solo per aver fatto il suo dovere, e come sempre nella sua lunga e luminosa
carriera, averlo fatto molto bene.
Questa è l'Italia che punisce chi è capace
e sa fare bene il proprio mestiere, ligio ai propri doveri di cittadino onesto e
amante del diritto e della legalità. Ed è l'Italia di chi muore se nojn si
allinea alle decisioni di chi comanda e sempre va contro la legge e il bene
comune. Solidarietà al Dott. Apicella, riconoscenza per quanto ha fatto per
questo nostro sporco e ingrato paese, e la speranza che la sua esperienza e
capacità possano ancora contribuire alla lotta all'illegalità imperante in
Italia.
gianluigi placella   |2009-07-29 06:50:56
Solidarietà al dottore Apicella per avere nel suo percorso professionale
rispettato lo Stato anche quando la miseria dei suoi rappresentanti la
tradivano. Sappia in questo momento così doloroso, che la sua azione non è
stata vana, ma che è servita a costituire un altro Stato. Quello riconosciuto
da chi oggi è unito nella solidarietà e nell'idea di giustizia e di dovere.
E
nel quale si rende onore ai suoi veri grandi servitori.

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