.......la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
Sedici anni fa rinasceva Giovanni Falcone, come oggi. Non provochiamo: ricordiamo lui, la moglie, la scorta, Capaci, Paolo Borsellino e gli altri santi che morirono in Via D'Amelio.
Oggi la stampa manco rievoca la strage del 23 maggio 1992. Ha cambiato strategia: non c'è una sola riga su Capaci, sulle pagine del {Corriere} e di {Repubblica} di stamani. Salvo, sul primo, una dichiarazione del guardasigilli Alfano, che annuncia l'edificazione di nuove carceri in nome di Falcone (!).
Forse che in questo clima di titolarità e ombre, di accordi e inseguimenti, di programmi identici e reciproca benevolenza, il peso d'una memoria scomoda possa rammentare lo scandalo delle recenti esternazioni - di Berlusconi e Dell'Utri - sull'eroismo di Mangano?
Forse che quell'apologia sullo stalliere di Arcore non va messa a tema col sacrificio, vero e indelebile, di autentici servitori dello Stato?
Noi scriviamo ciò che è successo dopo Capaci e Via D'Amelio, di cui gli apparati di comando, non solo mafiosi, sono responsabili.
Il tempo delle lapidi, dei pianti, della commozione, delle parate e delle {fiction} è finito.
E' passato perché Falcone, Borsellino e chi con loro perse la vita sono stati più forti - e lo sono ogni giorno - d'una {lobby} che li ha usati come strappalacrime e icone d'uno Stato impotente, che può solo assicurare struggimento e spezzare la noia quotidiana, suscitando innocua pietà collettiva.
E' chiaro a tutti che, ingenerando nelle masse un senso di impotenza assoluta e la mera contemplazione di tragiche biografie, si riesce a evitare quella coraggiosa aggregazione nella giustizia per cui si sono battuti Falcone, Borsellino e i loro collaboratori.
Questo hanno fatto le istituzioni, coi loro presìdi, certa informazione complice, le pellicole di un'umanità degradata a spettacolo, il silenzio sui fatti e i perché dei vuoti nella storia.
Le sentenze dei tribunali hanno ammantato quel capitolo di vergogna e follia dell'Italia delle tangenti e dei cappucci, connivente, distratta, idolatra, evanescente e volgare. Dilatando i tempi, ci hanno rubato la verità; e questo è stato un bene, se lor signori non l'hanno inteso. Perché ora siamo attrezzati, senza fanatismi e psicopatologie, e capiamo meglio che la mafia non può senza supporti tecnici, finanziari e giurisdizionali di altre società a delinquere.
Gli oscuri piani dei veri assassini, tesi all'oblìo della lotta culturale di Falcone e Borsellino, si sono rivelati un boomerang, e di fatto hanno amplificato il loro messaggio di emancipazione.
L'esercito dei giusti, che qualcuno vorrebbe battezzare "illusi" o "sfigati", è fatto di persone comuni, di anime, del Sud, del Centro e del Nord, che sanno esattamente che cosa, oltre il sangue versato, ci hanno insegnato Falcone e Borsellino.
Negli ultimi anni, nonostante la pervasiva persuasione occulta, le commemorazioni di facciata e la fabbrica mediatica del piagnisteo, la nazione dei normali s'è ritrovata nell'impegno, nelle piazze, sulla rete, nella ricerca della verità sul passato e sul presente. Ha raccolto l'eredità dei due giudici siciliani, del loro séguito e degli altri incorruttibili cercatori di giustizia, da Livatino a Scopelliti, da Alfano alle centinaia e migliaia di anonimi, capaci di mandare a pezzi paura e opportunismo.
La nazione dei normali ha creato le sue reti di solidarietà, intervento e informazione. Per cui non è più possibile che non si sappia, che non si veda, che non si reagisca.
Qui sta la santità, il miracolo, il ritorno in vita di Falcone e di Borsellino. E non occorre, a conferma, il crisma d'una qualche autorità.
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fatania
- tg assurdo
|2008-05-23 19:23:15
caro dott Borsellino,volevo informarla che nell'edizione di oggi di studio aperto in un servizio hanno avuto il coraggio di dire che "i mafiosi hanno perso".sul sito può rivederlo se ce la fa.
a me è venuta una tristezza infinita
Shiloh
|2008-05-23 22:08:15
Certo che non sono morti.
Se pensassimo per un solo istante che sono morti, vorrebbe dire che siamo morti anche noi.
E invece dobbiamo restare vivi per spazzare via il fango, lo schifo che ci circonda e cerca di soffocarci.
No, loro non sono morti, sono più che mai vivi nelle nostre menti, nelle nostre coscienze e nei nostri cuori, cuori che ad ogni anniversario che passa, sono un po' meno pieni di tristezza e un po' più pieni di speranza.
La speranza che vedo e che sento nei volti dei giovani che amano e condividono le idee, senza averli mai conosciuti se non nei filmati di repertorio, due Uomini con la U maiuscola.
P.S.
Per la cronaca, stasera il TG1 delle 20 ha messo in scaletta, tra le notizie da annunciare, non il ricordo della strage di Capaci, bensì il compleanno del "cremino", il famoso gelato...
Che gli dici a gente del genere?
Gli spieghi che "forse" non era il caso?
Naaaaaa, tempo sprecato.
L'unica è sperare che un tornado se li porti in Papuasia con tutta la redazione.
O in alternativa, che il cavallo della RAI li prensa a morsi e calci.
roberto
- 16 anni fa...
|2008-05-23 23:18:07
L'unico modo che abbiamo tutti per non farli morire mai, è continuare nel nostro piccolo la battaglia di legalità e giustizia per una società più giusta e onesta.
Giovanni e Paolo siete sempre nel nostro cuore!
Stefano40
|2008-05-24 00:14:59
La decadenza sta avanzando al galoppando come i cavalieri dell'apocalisse.
Ripensiamo a:
"GLI ANNI DELLA FENICE"
« Riempiti gli occhi di meraviglie, vivi come se dovessi cadere morto
fra dieci secondi! Guarda il mondo: è più fantastico di qualunque
sogno studiato e prodotto dalle più grandi fabbriche »
Ciò vuol dire: che questo non è più il tempo per pensare, per ricordare, per amare (forse per vivere).
salvatore
|2008-05-25 21:04:40
Questo è il tempo di lottare, lottare, lottare per potere continuare a pensare, ricordare, amare e anche a vivere
Shiloh
- Opinioni
|2008-05-24 11:56:33
Solo un "appuntino" al post.
Non voglio essere polemica, la mia è solo una riflessione e un'opinione personale.
Tutto sacrosanto ciò che dite ma non credo sia giusto condannare chi ha cercato di mantenere vivo il ricordo Di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino attraverso le fiction.
Io personalmente ho visto tutto ciò che la TV ha partorito in tal senso perchè dovevo capire, o perlomeno dovevo "provare" a capire, a mettere insieme i pezzi di una storia che altrimenti non aveva senso.
Chi come me nei giorni terribili delle stragi seguiva da lontano (geograficamente parlando) quelle vicende, o chi era troppo piccolo o nemmeno era nato, avrà pure il diritto di sentirsele raccontare in qualche modo.
E visto che non tutti gli italiani onesti leggono libri o frequentano i circoli culturali dell'antimafia, perchè non raccontare quelle storie attraverso la TV?
Ci lamentiamo perchè in televisione hanno la meglio i reality e la superficialità spinta e poi trattiamo con sufficienza le produzioni "un pelino" più impegnate?
Mi sembra un comportamento non coerente.
A chi quelle storie non le ha vissute da vicino, sulla propria pelle, tutti quegli omicidi sembrano una follia senza senso perchè non sa cosa c'è dietro, cos'è che innesca un omicidio, quali connessioni ci sono tra un omicidio e l'altro, perchè si arriva alle stragi del '92, passando attraverso le decine di omicidi che le precedono.
E siccome nessuno tiene in casa un archivio di cronache giudiziarie dove andare a ricercare nessi e connessi, ben vengano le ricostruzioni televisive.
Al mondo non esistono solo gli intellettuali o i fini dicitori, ci sono anche quelli come me, che hanno bisogno di mezzi di approfondimento più rozzi, subito interpretabili.
Vedere in TV le vite di Falcone, di Borsellino, di Dalla Chiesa e di tutti gli altri morti di mafia non mi ha ottenebrato il cervello, anzi, mi ha permesso di capirci qualcosa in più e di farmi un'idea meno vaga di come stiano realmente le cose.
E guarda caso, l'idea che mi sono fatta attraverso quelli che una volta si chiamavano sceneggiati, coincide con la vostra, che ci siete arrivati attraverso le carte processuali, le inchieste personali o la conoscenza diretta.
Allora vuol dire che non tutto era sbagliato, non tutto era da buttare, non tutto era"pellicola di un'umanità degradata a spettacolo".
Si può essere critici su come una fiction riesce, più o meno bene, ma non si può parlare di "pellicole di un'umanità degradata a spettacolo" solo perchè a noi personalmente quello spettacolo non è piaciuto o perchè gli interpreti non erano azzeccati.
Ricordo a chi legge che non molto tempo fa ci siamo stracciati le vesti perchè una fiction su Graziella Campagna non veniva mandata in onda.
Cos'era quella fiction se non una "pellicola di un'umanità degradata a spettacolo"?
Eppure l'abbiamo difesa e voluta, perchè parlava di una storia che chiedeva giustizia ma che soprattutto chiedeva, a gran voce, di non essere dimenticata, di essere conosciuta, di non sprofondare nel nulla dove era stata scaraventata dal degrado morale di chi avrebbe dovuto difenderla e ricordarla.
Voi dite che i nomi dei due giudici sono stati usati "come strappalacrime e icone d'uno Stato impotente, che può solo assicurare struggimento e spezzare la noia quotidiana, suscitando innocua pietà collettiva".
Ricordo a tutti che chi segue in TV certi avvenimenti solo per spezzare la noia, riserverà lo stesso trattamento anche agli organi di informazione più blasonati.
Il distratto-superficiale-ignorante invece che seguirlo con attenzione, userà come sonnifero l'approfondimento giornalistico in terza serata.
Invece che custodirli con cura, incarterà il pesce con le prime pagine dei quotidiani che riportano le foto delle stragi.
Invece che leggerli, userà come fermaporta i libri inchiesta che raccontano storie di mafia, o al massimo li metterà in bella mostra nella libreria solo per far vedere che ce li ha. In realtà non ha idea di cosa ci sia scritto dentro.
E poi, cosa c'è di male nello struggimento e nella pietà collettiva?
Elaborare un lutto è passaggio fondamentale per poterlo superare, per rialzare la testa e andare avanti con maggior forza.
Piangere sui nostri morti (perchè quei morti sono nostri) non ci impedisce di portare avanti il loro lavoro e le loro idee, tanto è vero che le coscienze si stanno svegliando adesso, dopo anni e anni di fiction e ricostruzioni televisive, e non allora, a caldo, come AVREBBE DOVUTO ESSERE IN UN PAESE CIVILE DEGNO DI QUESTO NOME.
A sentire ciò che la gente pensa e dice non mi sembra che sia lo struggimento e l'innocua pietà quello che gira per il paese.
Quello che gira vorticosamente è ben altro... e l'idea che si ha dopo aver visto le ricostruzioni televisive, ma anche cinematografiche, è che lo stato sia CONNIVENTE, non impotente.
C'è una certa differenza.
Con affetto per tutti voi
Luciana
Shiloh
- Opinioni 2
|2008-05-24 11:57:47
mi ha permesso di capirci qualcosa in più e di farmi un'idea meno vaga di come stiano realmente le cose.
E guarda caso, l'idea che mi sono fatta attraverso quelli che una volta si chiamavano sceneggiati, coincide con la vostra, che ci siete arrivati attraverso le carte processuali, le inchieste personali o la conoscenza diretta.
Allora vuol dire che non tutto era sbagliato, non tutto era da buttare, non tutto era"pellicola di un'umanità degradata a spettacolo".
Si può essere critici su come una fiction riesce, più o meno bene, ma non si può parlare di "pellicole di un'umanità degradata a spettacolo" solo perchè a noi personalmente quello spettacolo non è piaciuto o perchè gli interpreti non erano azzeccati.
Ricordo a chi legge che non molto tempo fa ci siamo stracciati le vesti perchè una fiction su Graziella Campagna non veniva mandata in onda.
Cos'era quella fiction se non una "pellicola di un'umanità degradata a spettacolo"?
Eppure l'abbiamo difesa e voluta, perchè parlava di una storia che chiedeva giustizia ma che soprattutto chiedeva, a gran voce, di non essere dimenticata, di essere conosciuta, di non sprofondare nel nulla dove era stata scaraventata dal degrado morale di chi avrebbe dovuto difenderla e ricordarla.
Voi dite che i nomi dei due giudici sono stati usati "come strappalacrime e icone d'uno Stato impotente, che può solo assicurare struggimento e spezzare la noia quotidiana, suscitando innocua pietà collettiva".
Ricordo a tutti che chi segue in TV certi avvenimenti solo per spezzare la noia, riserverà lo stesso trattamento anche agli organi di informazione più blasonati.
Il distratto-superficiale-ignorante invece che seguirlo con attenzione, userà come sonnifero l'approfondimento giornalistico in terza serata.
Invece che custodirli con cura, incarterà il pesce con le prime pagine dei quotidiani che riportano le foto delle stragi.
Invece che leggerli, userà come fermaporta i libri inchiesta che raccontano storie di mafia, o al massimo li metterà in bella mostra nella libreria solo per far vedere che ce li ha. In realtà non ha idea di cosa ci sia scritto dentro.
E poi, cosa c'è di male nello struggimento e nella pietà collettiva?
Elaborare un lutto è passaggio fondamentale per poterlo superare, per rialzare la testa e andare avanti con maggior forza.
Piangere sui nostri morti (perchè quei morti sono nostri) non ci impedisce di portare avanti il loro lavoro e le loro idee, tanto è vero che le coscienze si stanno svegliando adesso, dopo anni e anni di fiction e ricostruzioni televisive, e non allora, a caldo, come AVREBBE DOVUTO ESSERE IN UN PAESE CIVILE DEGNO DI QUESTO NOME.
A sentire ciò che la gente pensa e dice non mi sembra che sia lo struggimento e l'innocua pietà quello che gira per il paese.
Quello che gira vorticosamente è ben altro... e l'idea che si ha dopo aver visto le ricostruzioni televisive, ma anche cinematografiche, è che lo stato sia CONNIVENTE, non impotente.
C'è una certa differenza.
Con affetto per tutti voi
Luciana
Shiloh
- Opinioni 3
|2008-05-24 11:58:32
Invece che custodirli con cura, incarterà il pesce con le prime pagine dei quotidiani che riportano le foto delle stragi.
Invece che leggerli, userà come fermaporta i libri inchiesta che raccontano storie di mafia, o al massimo li metterà in bella mostra nella libreria solo per far vedere che ce li ha. In realtà non ha idea di cosa ci sia scritto dentro.
E poi, cosa c'è di male nello struggimento e nella pietà collettiva?
Elaborare un lutto è passaggio fondamentale per poterlo superare, per rialzare la testa e andare avanti con maggior forza.
Piangere sui nostri morti (perchè quei morti sono nostri) non ci impedisce di portare avanti il loro lavoro e le loro idee, tanto è vero che le coscienze si stanno svegliando adesso, dopo anni e anni di fiction e ricostruzioni televisive, e non allora, a caldo, come AVREBBE DOVUTO ESSERE IN UN PAESE CIVILE DEGNO DI QUESTO NOME.
A sentire ciò che la gente pensa e dice non mi sembra che sia lo struggimento e l'innocua pietà quello che gira per il paese.
Quello che gira vorticosamente è ben altro... e l'idea che si ha dopo aver visto le ricostruzioni televisive, ma anche cinematografiche, è che lo stato sia CONNIVENTE, non impotente.
C'è una certa differenza.
Con affetto per tutti voi
Luciana
salvatore
|2008-05-25 23:51:57
Grazie dell'appunto Luciana, anche se chi mette nel proprio palinsesto queste fiction spesso lo fa solo per acquistare audience e trasemette invece a tarda notte o non trasmette affatto inchieste serie sulle stragi del 92 e interviste a Paolo o a Falcone che potrebbero contribuire ad aprire gli occhi a tanta gente ignara, è anche vero che, anche contro le loro stesse intenzioni, contribuiscono anche a diffondere, soprattutto tra i giovani che in quegli anni dovevano ancora nascere o erano troppo piccoli per ricordare, la conoscenza di certi fatti e di certe figure. Certo se i film trasmessi fossero sempre come quelli di Ferrara, sarebbe tutta un'altra cosa.
Io dico spesso nei miei incontri che se non avessi assistito al film "Un eroe borghese" non mi sarei mai reso conto, anche se conoscevo i fatti, della grandezza di una persona come Giorgio Ambrosoli. Accetto quindi il tuo appunto e ti ringrazio per avermelo fatto.
emiliano
|2008-05-25 23:24:29
Condivido la risposta di Salvatore e ti ringrazio molto, cara Luciana, per il commento.
Preciso, però, che la tv manda ciò che vuole, in base a quanto serve ai suoi piani. La rete ci unisce, ci permette di approfondire e di non subire l'orientamento del potere.
Grazie infinite a Salvatore. Per il sito, il coraggio, l'attenzione e la forza di lottare.
emiliano
Shiloh
|2008-05-27 09:53:50
Sono io che ringrazio lei per il tempo che mi ha dedicato e per la bella risposta.
Lei dice di essere rimasto colpito da "Un eroe borghese".
A me ha fatto una grandissima impressione "i 100 passi", perchè di Peppino Impastato non sapevo quasi niente, ero troppo giovane quando l'hanno ucciso e in quegli anni, tra Brigate Rosse e mafia, i nomi che si sentivano in TV erano tanti.
Purtroppo Impastato era uno dei tanti.
Sfortunato due volte Peppino, ucciso brutalmente e ritrovato nello stesso giorno del ritrovamento del corpo di Aldo Moro.
La sua storia verrà raccontata sempre a margine di questa tragedia nazionale.
Eppure quello che stava facendo Peppino Impastato, secondo me, era più importante di qualsiasi accordo di governo avesse in mente Moro.
Con tutto il rispetto per lo statista.
Peppino era innocente (cosa che non sempre si può dire dei politici) e stava rinnegando, da solo, la stessa comunità che l'aveva partorito.
E in quale contesto poi...
Deve essere stato terribile per lui che oltretutto sapeva bene cosa stava rischiando.
Non ho mai capito se fosse un incosciente o un coraggioso.
Forse era tutte e due le cose.
Come vede, Dottor Borsellino, anche i film, che ai loro creatori portano fama e successo, possono servire a noi per non dimenticare.
E questo, al di là di ogni ragionamento, è già un buon inizio.
Rispondo brevemente anche a Emiliano
Sono d'accordo sul ruolo che può e deve avere la Rete.
La Rete è la nostra speranza, la nostra piazza, ma ho l'impressione che chi non ha un'indole nata per subire, non subirebbe nemmeno se Internet non ci fosse. ;)
Mi associo a Emiliano nel fare i complimenti a questo sito, del quale riprendo spesso i post e li riporto anche sul mio.
Adesso vi saluto e auguro a tutti buona giornata e buon lavoro.
Vi seguo sempre con affetto e ammirazione, anche se non intervengo.
Meglio, direte voi, vista la lunghezza dei post che ci rifili...
Luciana
Shiloh
|2008-05-27 09:54:33
Meglio, direte voi, vista la lunghezza dei post che ci rifili...
Luciana
salvatore
|2008-05-27 13:30:11
Luciana, i tuoi interventi sono sempre graditi perchè sono interventi mirati e significativi, quindi continua a farli e non ti preoccupare dela lunghezza.
In quanto al film "I cento passi" condivido del tutto il tuo giudizio, è un ottimo lavoro e ha fatto conoscere a tutti Peppino Impastato, anche a tanti giovani che non lo conoscevano.
Se non lo ho citato è stato solo perchè ho voluto citare il caso di una persona di cui non avevo capito lo spessore morale ed il film che me lo aveva fatto conoscere.
La figura di Peppino la conoscevo invece bene anche attraverso quella splendida persona che era sua mamma e la sua lotta per tenere viva la memoria del figlio, solo per questo non ho citato anche "I cento passi" ma ne faccio ammenda.
Shiloh
|2008-05-27 15:01:43
Nessuna ammenda!
E' praticamente impossibile citare tutti i bei lavori tratti dalle nostre disgraziatissime cronache.
Perciò è giusto citare soltanto quella che, per un motivo o per l'altro, ci ha dato di più.
Di nuovo buona giornata a tutti!
Luciana
Martina
|2008-05-24 12:05:30
Giovanni e Paolo hanno lasciato in ognuno di noi un pezzettino della loro forza e se noi sapremo usare nel modo giusto questo frammento della loro anima, PAOLO E GIOVANNI VIVRANNO PER SEMPRE!
gio82
|2008-05-28 07:25:33
Sono giunta a voi...e questo grazie al rimando di alcuni siti che ho scoperto e leggo con con particolare interesse: siti che rimarcano notizie non andate in onda (vedi la condanna di ANdreotti di ottobre 2007) siti tecnici tenuti da magistrati...siti che in un modo o nell'altro denunciano un SISTEMA CORROTTO.
Sono tanti i temi affrontati qui e scaturiti anche dai commenti.
Vorrei concentrarmi su alcune cose (non vado in ordine di importanza):
1) Condivido quanto detto sulle fiction e sottolineo che peraltro proprio quella su Paolo io l'ho trovata la migliore.Inoltre le notizie ivi riportate sono reali e non romanzate come in "Gli angeli di Borsellino" che cambia molti avvenimenti.E se non mi sbaglio scaturiscono dall'apertura alla comunità della famiglia Borsellino (come ha affermato lo stesso figlio Manfredi)...e a me rimandano una bellissima immagine di Paolo quale quello che, da racconti di persone a lui vicine, è effettivamente stato...un uomo responsabile, un uomo "giusto", un uomo che amava la vita e la sua famiglia.
2)A proposito della dimenticanza dei giornali e dei telegiornali, sottolineo anche qui ( ho cercato di diffondere la considerazione dove mi era possibile): posto che la maggior parte dei partecipanti venivano da altre città, che inoltre erano giovanissimi,bambini (per carità felice che ci sia un educazione contro l'illegalità..ma dico anche che ugualmente ci sarebbe dovuti essere giovani e meno giovani..non solo giovanissimi), io mi chiedo: dove sono i palermitani che 16 anni fa urlavano "bastardi, bastardi" contro i mafiosi non appena passarono le bare di Giovanni e Paolo?? Dov'è quella popolazione che tanto si lamenta delle ingiustizie del sistema mafioso ma che, con il proprio comportamento, contribuisce a dare potere alla mafia??
Sono riuscita a fare qualche registrazione della manifestazione...che come ogni anno io ritengo prioritaria rispetto a tutto il resto..e intendo metterla in un blog perchè più persone possano vederla, perchè tutti possano ricordare e continuare con il loro esempio
3) Io non li chiamerei eroi..ma solo per un motivo ben preciso che non vuole assolutamente sminuirli ma tutto al più diffondere un loro punto di vista: perchè entrambi hanno sempre insistito sul fatto che il loro fosse "spirito di servizio"...è questo che dobbiamo metterci in testa ossia che TUTTI dobbiamo agire con la loro stessa dedizione, con la loro responsabilità e professionalità...che TUTTI dovremmo adempiere ai doveri che ci siamo assunti nel momento in cui abbiamo scelto una professione..qualunque essa sia.
4)Relativamente alla lettera che è stata scritta da quella ragazza (Martina): encomiabile il suo impegno e la sua dedizione...spero che continui su questa strada...ma a volte mi chiedo: che fine faranno gli ideali quando si scontreranno con la realtà?? Mi spiego raccontando un esperienza personale: a 18 anni ero piena di ideali, credevo nella giustizia, credevo nell'equità, in un mondo più "giusto" e meno corrotto...così come tutti i miei compagni del liceo.Ricordo che protestavamo, che denunciavamo irregolarità di ogni sorta..anche quando questo voleva dire porsi in una situazione di svantaggio.Ricordo che fummo l'unica III liceale che ebbe il coraggio di boicottare le lezioni e manifestare SOLI davanti a scuola; ricordo gli innumerevoli temi scritti sulla mafia, sulla storia, sulla politica..molto critici.. e ricordo anche di non essere stata ammessa al premio Falcone che istituiva il mio liceo proprio perchè ho sempre denunciato i professori poco professionali(scusate la tautologia). Mi sono iscritta a Giurisprudenza con l'esclusiva idea di fare il magistrato..sono stata sempre una penalista e tale rimarrò..e dopo 5 anni ho lasciato la facoltà a 6 esami dalla laurea...perchè? Perchè chi studia queste materie e vive in questo ambiente, fin dal primo anno si rende conto di quanto fallace sia il sistema di leggi italiano; perchè ti insegnano come eludere la legge e non come rispettarla; perchè di fronte alle ingiustizie non sono più riuscita a credere NELLA LEGGE, NELLA GIUSTIZIA e NELL'EQUITA'..mi resta, grazie a persone come Paolo e Giovanni e a chi continua in questa lotta impari, solo LA SPERANZA che queste parole abbiano un senso profondo per ognuno di noi.
Un ultimo commento.. :
Per quanto mi riguarda, Giovanni e Paolo non sono morti, ma vivono nella mia coscienza di cittadina italiana e soprattutto palermitana..di quella stessa città che prima li ha uccisi e poi gli ha dedicato autostrade, aereoporti, strade e ogni tipo di monumento...di quella stessa città che continua ad essere dominata da logiche mafiose e perverse..una città che continua a vivere nel silenzio e nell'indifferenza...nella quale nel 2008 si sentono affermazioni "almeno la mafia ci protegge..ci fa progredire..se aspettassimo lo Stato saremmo a mare"..parole pronunciate da numerose persone...persone che alimentano un sistema in cui: un presidente della regione, condannato per favoreggiamento alla mafia, può candidarsi al Senato; in cui un Mangano è dichiarato eroe; in cui un magistrato viene trasferito e sottoposto a provvedimento disciplinare per aver fatto il suo dovere; in cui 2 magistrati(Capo dell'ufficio dei Gip di Messina Marcello Mondello e Giovanni Lembo, all’epoca dei fatti sostituto procuratore nazionale antimafia)vengono condannati (finalmente aggiungerei) rispettivamente per favoreggiamento aggravato dal fine di agevolare l’associazione mafiosa Cosa Nostra e per per concorso esterno in associazione mafiosa; dove un politico sottoposto a più processi gravi e con prove incontrovertibili siede al comando dell'Italia; dove un Dell'Utri afferma (se volete vi dò pure il link del video) che la parola "mafia" non esiste..ebbene sì dopo la morte di Giovanni e Paolo; dove ancora giungono minaccie di morte ai Pm....e potrei citare miliardi di altri casi.
Tutte queste persone rendono vana la morte di Paolo e Giovanni, tutti questi fatti sottolineano "il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità"...tutto ciò rende ancora l'Italia, la Sicilia e Palermo " terra disgraziata"
E allora mi chiedo: se ci sono tutte queste persone che, così numerose,rispondono qui e in altri siti omaggiando il lavoro di Giovanni e Paolo, lamentandosi del sistema e denunciandolo...perchè le cose sono così poco cambiate nei fatti?? Dove sono poi nel concreto??
Non dimenticare non vuol dire solo pronunciare belle parole, piangere su ciò che tristemente è accaduto,
ma cominciare a cambiare lo stato dei fatti anche da piccole azioni tra le quali principio cardine è fare il proprio dovere di cittadino.
Grazie per aver aperto questo sito, per darci la possibilità di contribuire ad un confronto che è sempre portatore di idee e di cambiamento, per il ricordo che tenete vivo
Ed un ringraziamento speciale va a loro, Giovanni e Paolo di cui conservo un umano ricordo di quei brevi momenti in cui ho avuto il piacere di incontrarli
gio82
|2008-05-28 07:27:15
che, con il proprio comportamento, contribuisce a dare potere alla mafia??
Sono riuscita a fare qualche registrazione della manifestazione...che come ogni anno io ritengo prioritaria rispetto a tutto il resto..e intendo metterla in un blog perchè più persone possano vederla, perchè tutti possano ricordare e continuare con il loro esempio
3) Io non li chiamerei eroi..ma solo per un motivo ben preciso che non vuole assolutamente sminuirli ma tutto al più diffondere un loro punto di vista: perchè entrambi hanno sempre insistito sul fatto che il loro fosse "spirito di servizio"...è questo che dobbiamo metterci in testa ossia che TUTTI dobbiamo agire con la loro stessa dedizione, con la loro responsabilità e professionalità...che TUTTI dovremmo adempiere ai doveri che ci siamo assunti nel momento in cui abbiamo scelto una professione..qualunque essa sia.
4)Relativamente alla lettera che è stata scritta da quella ragazza (Martina): encomiabile il suo impegno e la sua dedizione...spero che continui su questa strada...ma a volte mi chiedo: che fine faranno gli ideali quando si scontreranno con la realtà?? Mi spiego raccontando un esperienza personale: a 18 anni ero piena di ideali, credevo nella giustizia, credevo nell'equità, in un mondo più "giusto" e meno corrotto...così come tutti i miei compagni del liceo.Ricordo che protestavamo, che denunciavamo irregolarità di ogni sorta..anche quando questo voleva dire porsi in una situazione di svantaggio.Ricordo che fummo l'unica III liceale che ebbe il coraggio di boicottare le lezioni e manifestare SOLI davanti a scuola; ricordo gli innumerevoli temi scritti sulla mafia, sulla storia, sulla politica..molto critici.. e ricordo anche di non essere stata ammessa al premio Falcone che istituiva il mio liceo proprio perchè ho sempre denunciato i professori poco professionali(scusate la tautologia). Mi sono iscritta a Giurisprudenza con l'esclusiva idea di fare il magistrato..sono stata sempre una penalista e tale rimarrò..e dopo 5 anni ho lasciato la facoltà a 6 esami dalla laurea...perchè? Perchè chi studia queste materie e vive in questo ambiente, fin dal primo anno si rende conto di quanto fallace sia il sistema di leggi italiano; perchè ti insegnano come eludere la legge e non come rispettarla; perchè di fronte alle ingiustizie non sono più riuscita a credere NELLA LEGGE, NELLA GIUSTIZIA e NELL'EQUITA'..mi resta, grazie a persone come Paolo e Giovanni e a chi continua in questa lotta impari, solo LA SPERANZA che queste parole abbiano un senso profondo per ognuno di noi.
gio82
|2008-05-28 07:28:21
Mi sono iscritta a Giurisprudenza con l'esclusiva idea di fare il magistrato..sono stata sempre una penalista e tale rimarrò..e dopo 5 anni ho lasciato la facoltà a 6 esami dalla laurea...perchè? Perchè chi studia queste materie e vive in questo ambiente, fin dal primo anno si rende conto di quanto fallace sia il sistema di leggi italiano; perchè ti insegnano come eludere la legge e non come rispettarla; perchè di fronte alle ingiustizie non sono più riuscita a credere NELLA LEGGE, NELLA GIUSTIZIA e NELL'EQUITA'..mi resta, grazie a persone come Paolo e Giovanni e a chi continua in questa lotta impari, solo LA SPERANZA che queste parole abbiano un senso profondo per ognuno di noi.
gio82
|2008-05-28 07:28:42
Un ultimo commento.. :
Per quanto mi riguarda, Giovanni e Paolo non sono morti, ma vivono nella mia coscienza di cittadina italiana e soprattutto palermitana..di quella stessa città che prima li ha uccisi e poi gli ha dedicato autostrade, aereoporti, strade e ogni tipo di monumento...di quella stessa città che continua ad essere dominata da logiche mafiose e perverse..una città che continua a vivere nel silenzio e nell'indifferenza...nella quale nel 2008 si sentono affermazioni "almeno la mafia ci protegge..ci fa progredire..se aspettassimo lo Stato saremmo a mare"..parole pronunciate da numerose persone...persone che alimentano un sistema in cui: un presidente della regione, condannato per favoreggiamento alla mafia, può candidarsi al Senato; in cui un Mangano è dichiarato eroe; in cui un magistrato viene trasferito e sottoposto a provvedimento disciplinare per aver fatto il suo dovere; in cui 2 magistrati(Capo dell'ufficio dei Gip di Messina Marcello Mondello e Giovanni Lembo, all’epoca dei fatti sostituto procuratore nazionale antimafia)vengono condannati (finalmente aggiungerei) rispettivamente per favoreggiamento aggravato dal fine di agevolare l’associazione mafiosa Cosa Nostra e per per concorso esterno in associazione mafiosa; dove un politico sottoposto a più processi gravi e con prove incontrovertibili siede al comando dell'Italia; dove un Dell'Utri afferma (se volete vi dò pure il link del video) che la parola "mafia" non esiste..ebbene sì dopo la morte di Giovanni e Paolo; dove ancora giungono minaccie di morte ai Pm....e potrei citare miliardi di altri casi.
Tutte queste persone rendono vana la morte di Paolo e Giovanni, tutti questi fatti sottolineano "il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità"...tutto ciò rende ancora l'Italia, la Sicilia e Palermo " terra disgraziata"
E allora mi chiedo: se ci sono tutte queste persone che, così numerose,rispondono qui e in altri siti omaggiando il lavoro di Giovanni e Paolo, lamentandosi del sistema e denunciandolo...perchè le cose sono così poco cambiate nei fatti?? Dove sono poi nel concreto??
Non dimenticare non vuol dire solo pronunciare belle parole, piangere su ciò che tristemente è accaduto,
ma cominciare a cambiare lo stato dei fatti anche da piccole azioni tra le quali principio cardine è fare il proprio dovere di cittadino.
Grazie per aver aperto questo sito, per darci la possibilità di contribuire ad un confronto che è sempre portatore di idee e di cambiamento, per il ricordo che tenete vivo
Ed un ringraziamento speciale va a loro, Giovanni e Paolo di cui conservo un umano ricordo di quei brevi momenti in cui ho avuto il piacere di incontrarli
gio82
|2008-05-28 07:29:26
Tutte queste persone rendono vana la morte di Paolo e Giovanni, tutti questi fatti sottolineano "il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità"...tutto ciò rende ancora l'Italia, la Sicilia e Palermo " terra disgraziata"
E allora mi chiedo: se ci sono tutte queste persone che, così numerose,rispondono qui e in altri siti omaggiando il lavoro di Giovanni e Paolo, lamentandosi del sistema e denunciandolo...perchè le cose sono così poco cambiate nei fatti?? Dove sono poi nel concreto??
Non dimenticare non vuol dire solo pronunciare belle parole, piangere su ciò che tristemente è accaduto,
ma cominciare a cambiare lo stato dei fatti anche da piccole azioni tra le quali principio cardine è fare il proprio dovere di cittadino.
Grazie per aver aperto questo sito, per darci la possibilità di contribuire ad un confronto che è sempre portatore di idee e di cambiamento, per il ricordo che tenete vivo
Ed un ringraziamento speciale va a loro, Giovanni e Paolo di cui conservo un umano ricordo di quei brevi momenti in cui ho avuto il piacere di incontrarli
Shiloh
- Io ci credo ancora
|2008-05-29 10:18:41
Molto bello questo post, soprattutto perchè viene da chi conosce un sistema giudiziario che a noi profani (a me perlomeno) può sembrare alquanto bizzarro, ma che come possiamo notare, agli esperti veri e propri risulta essere sicuramente marcio.
Vorrei commentare i punti sottolineati dalla carissima Gio82.
1) Dimenticanze?
Tranquilli, in Italia nessuno si dimentica niente.
Al contrario di quanto potrebbe sembrare l'Italia ha la memoria lunga.
Ecco perchè di tante cose preferisce non parlare, perchè sa bene che solleticare troppo le coscienze potrebbe far male a qualcuno.
Meglio tacere e tirare a campare.
Dove erano i palermitani che 16 anni fa gridavano?
Non lo so, probabilmente a chiedersi "perchè" e "per chi" gridare.
16 anni di rospi ingoiati, depistaggi, elezioni di personaggi "stravaganti" e soprattutto, il combattere contro i propri concittadini (che quei personaggi stravaganti hanno eletto) adagiati in un quieto vivere che tutto sommerge, devono aver lasciato il segno perfino sulle pelli più coriacee.
Credo che non abbiano cambiato idea, semplicemente hanno perso le speranze.
Sta a noi fargliele ritrovare.
O perlomeno provarci.
Come?
Continuando a fare quello che stiamo già facendo.
Con la coerenza dei nostri comportamenti, parlando, scambiandoci informazioni ed esperienze, organizzando incontri con i giovani, nelle scuole di ogni ordine e grado, diffondendo tramite la Rete le nostre conoscenze, le nostre idee, la banale bellezza dell'essere onesti.
E soprattutto, per chi ne ha l'età e le capacità, studiando per entrare nelle istituzioni, per toglierle dalle loro mani e per cambiare quelle leggi che con tanto amore "loro" si sono creati a "propria immagine e somiglianza".
Dobbiamo "infiltrarci" nella "loro" società sattamente come "loro" si sono infiltrati nella nostra.
Dobbiamo avere pazienza. A differenza di 16 anni fa, adesso siamo collegati, ci scambiamo informazioni in tempo reale, abbiamo i nostri canali per la diffusione di immagini e testi, di voci, di storie, non possono tappare la bocca a tutti perchè siamo troppo connessi.
Internet non la puoi recintare, non la puoi controllare.
Se scappa uno starnuto a Lombardo (e mi risulta che dal suo ufficio sia scappato ben altro), in pochi secondi lo sa tutto il pianeta.
Abbiamo in mano un mezzo straordinario per farci sentire in tutto il mondo.
Usiamolo.
2) Sarebbe giusto non chiamarli eroi...se vivessimo in un paese normale.
Ma visto che il nostro Stato non trova corrispondenza nemmeno nei cartoni animati, dobbiamo chiamare "eroe" chi fa semplicemente il proprio dovere.
E' triste ma questa è la realtà.
Tutti quelli che frequentano questo sito e altri simili, hanno chiarissimo in mente questo concetto.
Tutti quelli che giornalmente si collegano, leggono e scrivono di queste cose, sanno perfettamente che per cambiare il mondo che ci circonda dobbiamo cambiare noi per primi.
Il difficile è farlo capire al resto degli italiani che non la pensa così.
3) Secondo me è uno sbaglio gettare la spugna.
Se non altro per tigna, bisogna insistere fino all'ultimo.
Anche perchè se chi ha una coscienza civile e uno spessore morale apprezzabile abbandona il campo, chi rimane sulla scena?
I corruttibili, gli sfaticati, gli amici degli amici.
I mafiosi.
Eh no.
Al punto in cui siamo dobbiamo solo cercare di riprendercelo il territorio, non regalargli quel poco di dignità che ci rimane.
Fa bene Martina a crederci perchè se non ci crede lei che è giovane, mi sapete dire chi dovrebbe prendersi la briga di provare a cambiare le cose?
E' dura, lo so. Il lavoro sarà lungo ed estenuante. Ci aspettano tempi bui, ma non perchè al governo c'è di nuovo il Tappo (ho notato che anche i suoi oppositori con i giudici integerrimi non ci vanno tanto d'accordo), no, il problema è che uno Stato che funzioni davvero non lo vuole nessuno di quelli che occupano attualmente la scena politica.
E a pensarci bene, non lo vuole nemmeno chi li ha votati.
E' questa la cosa terribile.
Siamo soli E ci guardano come si guarderebbe uno che ha la camicia di forza e lo scolapasta in testa.
Qualche volta mi sento scoraggiata, poi mi riguardo il video di cuffaro che insulta Falcone e mi riprendo.
Mi dico "no, non posso vivacchiare in una nazione dove questo *coso* può aprire bocca e dargli fiato e per giunta finisce pure a fare il senatore!
Uno così può fare il senatore solo in una Repubblica delle Banane.
Che poi è quello che siamo diventati...o che siamo sempre stati".
Però io non ci tengo a morire banana, senza perlomeno provare a dire qualcosa.
Luciana
P.S.
(se poi mi dai l'indirizzo del tuo blog, lo linko sul mio sito)
Shiloh
|2008-05-29 10:20:52
Dobbiamo avere pazienza. A differenza di 16 anni fa, adesso siamo collegati, ci scambiamo informazioni in tempo reale, abbiamo i nostri canali per la diffusione di immagini e testi, di voci, di storie, non possono tappare la bocca a tutti perchè siamo troppo connessi.
Internet non la puoi recintare, non la puoi controllare.
Se scappa uno starnuto a Lombardo (e mi risulta che dal suo ufficio sia scappato ben altro), in pochi secondi lo sa tutto il pianeta.
Abbiamo in mano un mezzo straordinario per farci sentire in tutto il mondo.
Usiamolo.
2) Sarebbe giusto non chiamarli eroi...se vivessimo in un paese normale.
Ma visto che il nostro Stato non trova corrispondenza nemmeno nei cartoni animati, dobbiamo chiamare "eroe" chi fa semplicemente il proprio dovere.
E' triste ma questa è la realtà.
Tutti quelli che frequentano questo sito e altri simili, hanno chiarissimo in mente questo concetto.
Tutti quelli che giornalmente si collegano, leggono e scrivono di queste cose, sanno perfettamente che per cambiare il mondo che ci circonda dobbiamo cambiare noi per primi.
Il difficile è farlo capire al resto degli italiani che non la pensa così.
3) Secondo me è uno sbaglio gettare la spugna.
Se non altro per tigna, bisogna insistere fino all'ultimo.
Anche perchè se chi ha una coscienza civile e uno spessore morale apprezzabile abbandona il campo, chi rimane sulla scena?
I corruttibili, gli sfaticati, gli amici degli amici.
I mafiosi.
Eh no.
Al punto in cui siamo dobbiamo solo cercare di riprendercelo il territorio, non regalargli quel poco di dignità che ci rimane.
Fa bene Martina a crederci perchè se non ci crede lei che è giovane, mi sapete dire chi dovrebbe prendersi la briga di provare a cambiare le cose?
E' dura, lo so. Il lavoro sarà lungo ed estenuante. Ci aspettano tempi bui, ma non perchè al governo c'è di nuovo il tappo (ho notato che anche i suoi oppositori con i giudici integerrimi non ci vanno tanto d'accordo), no, il problema è che uno Stato che funzioni davvero non lo vuole nessuno di quelli che occupano attualmente la scena politica.
E a pensarci bene, non lo vuole nemmeno chi li ha votati.
E' questa la cosa terribile.
Siamo soli E ci guardano come si guarderebbe uno che ha la camicia di forza e lo scolapasta in testa.
Qualche volta mi sento scoraggiata, poi mi riguardo il video di cuffaro che insulta Falcone e mi riprendo.
Mi dico "no, non posso vivacchiare in una nazione dove questo *coso* può aprire bocca e dargli fiato e per giunta finisce pure a fare il senatore!
Uno così può fare il senatore solo in una Repubblica delle Banane.
Che poi è quello che siamo diventati...o che siamo sempre stati".
Però io non ci tengo a morire banana, senza perlomeno provare a dire qualcosa.
Luciana
P.S.
(se poi mi dai l'indirizzo del tuo blog, lo linko sul mio sito)
Shiloh
|2008-05-29 10:25:20
che anche i suoi oppositori con i giudici integerrimi non ci vanno tanto d'accordo), no, il problema è che uno Stato che funzioni davvero non lo vuole nessuno di quelli che occupano attualmente la scena politica.
E a pensarci bene, non lo vuole nemmeno chi li ha votati.
E' questa la cosa terribile.
Siamo soli E ci guardano come si guarderebbe uno che ha la camicia di forza e lo scolapasta in testa.
Qualche volta mi sento scoraggiata, poi mi riguardo il video di cuffaro che insulta Falcone e mi riprendo.
Mi dico "no, non posso vivacchiare in una nazione dove questo *coso* può aprire bocca e dargli fiato e per giunta finisce pure a fare il senatore!
Uno così può fare il senatore solo in una Repubblica delle Banane.
Che poi è quello che siamo diventati...o che siamo sempre stati".
Però io non ci tengo a morire banana, senza perlomeno provare a dire qualcosa.
Luciana
P.S.
(se poi mi dai l'indirizzo del tuo blog, lo linko sul mio sito)
Luana
|2008-05-30 19:29:00
Questa cosa l'ho scritta anch'io sul mio space personale in ricordo dell'anniversario.
Non ho letto nessun articolo, sia sui giornali, sia sui i siti più cliccati che ricordasse la strage di Capaci, il che la dice tutta sul nostro bel Paese corrotto.
E' davvero una vergogna, il minimo è stato dedicare un servizio di 5 minuti al telegiornale.
Un servizio di 5 minuti? Ogni hanno dovevano ricordare queste stragi con dei veri e propri documentari, trasmissioni di attualità e approfondimento. Senza parole davvero.
Shiloh
|2008-05-30 23:27:31
Cara Luana, ho l'impressione che ormai certe ricorrenze verranno ricordate con enfasi solo in occasione dell'anniversario "tondo" (i 20 dal..., i 25 anni dal..., i 30 anni dal...).
Le date di mezzo non se le fila più nessuno.
Luciana
Luana
|2008-05-30 23:45:10
Mi sa mi sa che ormai non si filano più niente questi qui!!!
Dai media mi aspettavo di più.