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Home Documenti Altri documenti Movimento Agende Rosse
Movimento Agende Rosse PDF Stampa E-mail
Documenti - Altri documenti
Scritto da Salvatore Borsellino   
Mercoledì 07 Luglio 2010 15:06
 Colgo l'occasione della richiesta pervenutami dall'amministratori di uno dei gruppi FaceBook del Movimento Agende Rosse per l'appoggio ad una manifestazione per chiarire quello che secondo me deve essere questo Movimento per tenere fede alla sua genesi ed alle aspettative delle tante persone che vi hanno fino ad oggi aderito. 
Voglio precisare questo anche per fare ammenda di qualche mio errore fatto in passato del quale mi sono poi pentito ed al quale ho dovuto porre rimedio con una netta presa di posizione e di distacco da un partito al quale avevo dato fiducia ed al quale avevo creduto di potermi appoggiare.
Il Movimento delle Agende Rosse nasce in maniera spontanea da una serie di incontri tenuti in tutta Italia da me, da Benny Calasanzio, da Sonia Alfano e dal Prof. Enzo Guidotto su invito di gruppi di giovani, spesso appartenenti o orbitanti nell'orbita dei MeetUp di Grillo, aventi come tematica la difesa della legalità, la funzione della Società Civile, la difesa della Magistratura, l'approfondimento delle tematiche relative alla criminalità mafiosa e alle infiltrazioni di questa nella politica e nella pubblica Amministrazione, la ricerca della Verità e la richiesta di Giustizia sulle stragi del '92 e del '93. 

Nel corso di questi incontri il movimento ha cominciato a crescere, anche senza avere ancora questo nome, e si è poi consolidato con le manifestazioni a Piazza Farnese, a Piazza Navona, le manifestazioni davanti alle questure per solidarietà a Gioacchino Genchi e in particolare le manifestazioni del 18, 19 e 20 luglio dell'anno scorso con il presidio in Via D'Amelio, dove le Agende Rosse da noi stampate sono comparse per la prima volta, e la manifestazione di sostegno ai Magistrati della Procura di Palermo davanti al Palazzo Di Giustizia.
Il movimento si è quindi sempre caratterizzato per il riguardo alle tematiche della Verità, della Giustizia e della difesa della Magistratura dagli attacchi del potere politico, ed anche quando abbiamo partecipato al NO-B Day nel mio intervento ho voluto precisare che per quanto riguardava il capo del Governo la nostra protesta era rivolta al fatto che ci potesse essere a capo del Governo una persona sospettata di essere il mandante occulto delle stragi che, per impedire di essere processato continuava ad emanare leggi per porsi al di fuori e al di sopra della Giustizia.
La stessa partecipazione alle manifestazioni per L'Aquila era volta a sostenere i magistrati che stavano portando avanti le indagini sulle responsabilità delle conseguenze di quel disastro e sulla militarizzazione della città che impediva all'opinione pubblica di conoscere chi e come stesse lucrando sulla pelle dei vivi e dei morti. 
Alla stessa maniera la partecipazione al cosiddetto Information Day e al No-Bavaglio Day verteva sempre su queste tematiche.
Volere ora estendere la nostra partecipazione a tematiche, seppur validissime e importanti come quelle delle discariche, degli inceneritori, dei roghi di rifiuti, del nucleare e della bonifica del territorio significa generalizzare troppo gli obiettivi del movimento e quindi perderne in qualche modo di vista gli obiettivi originali. 
Noi non vogliamo essere uno dei tanti movimenti di protesta generalisti e ad ampio raggio, ce ne sono già tanti e non ne servono altri, bisogna semmai rafforzare quelli esistenti. 
Sicuramente racchiudendo anche queste tematiche potremmo aumentare a dismisura il numero degli aderenti, ma perderemmo di vista i nostri obiettivi primari che ho prima enunciato. 
A noi non interessa costituire gruppi di migliaia di persone che, spesso soltanto da dietro una tastiera, protestano contro tutto e su tutto, ci interessa raccogliere e moltiplicare le energie di persone che agiscano sul territorio e si impegnino personalmente e a fondo sui nostri temi di base. Un esempio classico di quello che dovrebbero essere le attività del nostro movimento sono i Comitati di Scorta Civica che appunto dal Movimento delle Agende Rosse e su ispirazione di questo hanno visto la luce. 
Ognuno di noi potrà poi sostenere altre cause, potrà impegnarsi in politica, manifestare in qualsiasi occasione senta di doverlo e poterlo fare, ma in questo caso non dovrà farlo con una Agenda Rossa in mano e in nome delle Agende Rosse. 
Già in passato ho dovuto bloccare chi ha tentato di farlo.
Spero di essere stato abbastanza chiaro ed esauriente, se non lo fossi stato scrivetemi pure, anche eventuali critiche, e sarò felice di migliorarmi e di migliorarci.
A presto
Salvatore

Comments:

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Simone  - il 23 Maggio 2009 le prime Agende Rosse   |2010-07-08 13:32:34
Caro Salvatore, noi condividiamo in pieno queste righe e speriamo di essere in
tantissimi tra pochi giorni in Via D'Amelio.
Volevo solo segnalarti la riga in
cui dici "dove le agende rosse da noi stampate sono comparse per la prima
volta" perchè cancella l'azione del 23 Maggio 2009 - 2 mesi prima -
all'albero Falcone prima di andare a ritirare quelle stampate sempre da parte
nostra per il 19 luglio.
O non eravamo sempre "noi" ?

a
presto

Simone C.
salvatore  - Le prime Agende Rosse   |2010-07-09 17:56:49
Caro Simone, utilizzo in parte, in risposta al tuo, il commento che ho
pubblicato sul gruppo del Movimento Agende Rosse di Caserta in risposta a Paola
Toti che parlava addirittura, e non so a che merito, di un "gioco delle tre
carte" per quanto riguarda appunto la nascita delle Agende Rosse.
Quello
che posso dire è che le Agende Rosse non nascono in un momento preciso, di
Agenda Rossa ne hanno parlato forse per primi Peppino Lo Bianco e Sandra Rizza
nel loro libro, ne avevo già parlato io negli anni dal 1992 al 1997, prima di
chiudermi nel silenzio, ne ho ricominciato a parlare nella mia lettera aperta
"19 luglio 1992 : Una strage di Stato" con la quale ho ricominciato a
parlare dopo 7 anni di silenzio.
L'idea di fare stampare l'Agenda Rossa nasce
prima del 19 luglio dell'anno scorso all'interno della redazione del sito
19luglio1992 in particolare su iniziativa di Marco Bertelli e Valentina Culcasi
e avrebbe dovuto inizialmente riportare al suo interno un lavoro di Marco
Bertelli che raccoglieva tutte le notizie riportate dai giornali e dai media nei
57 giorni dopo la strage di Capaci e prima della strage di Via D'Amelio.
L'Agenda avrebbe dovuto essere stampata da una organizzazione di Trapani che
poi, per motivi di budget e di autorizzazioni si tirò indietro. La facemmo
allora stampare a spese della redazione del sito, cioè a spese mie visto che ho
acquistato da solo e senza appoggi ne finanziamenti di nessuno, che avrei in
ogni caso rifiutato, anche i server per il sito e gli striscioni per le
manifestazioni così come mi accollerò da solo tutte le spese per la
manifestazione di quest'anno.
La voce che avremmo accolto con quell'Agende
Rossa, a simbolo della nostra rabbia e della nostra protesta, eventuali politici
che si fossero presentati in Via D'Amelio il 19 luglio, era intanto circolata e
il 23 maggio tu e il tuo gruppo, partecipaste alla manifestazione per
l'anniversario di Falcone levando in alto dei cartoncini rossi a simbolo appunto
dell'Agenda Rossa. Questa fu quindi probabilmente la prima volta che l'Agenda
Rossa venne adoperata come simbolo di richiesta di Verità e di Giustizia e di
questo avevo infatti parlato di recente in un mio post o in uno scritto, non
ricordo bene in quale occasione. Forse dimenticai di dire che il 19 luglio
dell'anno scorso, insieme con le agende stampate dalla redazione del mio sito
circolarono anche quelle che erano state da voi stampate per il 19 luglio.
Ti
ringrazio perché ancora una volta sarete insieme a noi il 19 luglio a
combattere la nostra lotta comune, la nostra RESISTENZA, ma ti assicuro però
che tutte queste discussioni sulla primogenitura delle Agende Rosse mi stanno
veramente amareggiando.
La verità è soltanto una, l'Agenda Rossa apparteneva
a mio fratello ed è sicuramente uno dei motivi per il quali è stato ucciso e
prima dii fa nascere o alimentare polemiche riguardo alla primogenitura
nell'averle scelto com simbolo bisognerebbe soprattutto riflettere su di questo.

Sono stato sette anni in silenzio, spero che queste diatribe non mi spingano
ancora una volta a tacere. Perché questa volta sarebbe per sempre.
Salvatore
Borsellino
Gianluca Vacca   |2010-07-08 23:39:33
Ciao Salvatore.
Condivido al 100% quello che hai scritto sia nel post che nel
commento. Secondo me fai benissimo a far sì che il movimento delle agende rosse
resti un movimento per la legalità e con un obiettivo specifico. Creare un
altro movimento 'generalista', come scrivi tu, non servirebbe a nulla. E poi noi
alziamo l'agenda in nome di Paolo, quindi la battaglia che portiamo avanti come
agende rosse deve essere quella di Paolo.
Mi dispiace che ci siano (da quel che
ho capito) polemiche sulla primogenitura delle Agende rosse: purtroppo l'Italia
è il paese delle sterili polemiche. Spero che questa non ti porti a tacere di
nuovo, come hai scritto nel commento. Anche se da lontano le tue parole sono
linfa per molti di noi, a cominciare da me. Non sentirle più sarebbe
terribile.
Io quest'anno non potrò essere a Palermo e questo mi dispiace
tantissimo (mia moglie si dovrà fare un piccolo intervento proprio in quei
giorni); però stiamo organizzando una proiezione pubblica in piazza qui a
Pescara.
Con il cuore comunque sarò lì: l'anno scorso ho vissuto qualcosa
d'incredibile che un giorno spero di poter raccontare ai miei eventuali
figli.
Quell'albero di via D'Amelio lo porto dentro di me da un anno....

Un
abbraccio
Goccia  - X Salvatore   |2010-07-24 17:07:20
Caro Salvatore,ho doverosamente aspettato che passassero questi giorni per
rispondere a quanto hai scritto. Lo faccio per amore di chiarezza e lo faccio
qui perchè qui mi hai menzionata. Vedi,caro Salvatore,ognuno nella vita ha il
suo ruolo e il suo compito e io,come te,non me le posso permettere certe cose.
Allora è necessario che io chiarisca,per chi legge e poi afferma che
"questo è il paese delle polemiche inutili", quanto segue: Sai
benissimo che non ho mai fatto polemiche con nessuno all'interno di questo
movimento. Se ho sollevato la questione sulla nascita del movimento non è certo
per sancire un mio personale primato in quanto non ero nemmeno presente
all'epoca e sinceramente,anche se lo fossi stata,non sono tematiche che possano
interessarmi. Il motivo è stato decisamente un altro e molto più legato a
tutto ciò che oggi sta venendo a galla circa i rapporti
interpersonali,reali,che legano persone molto diverse tra loro nonostante la
comunanza di un simbolo quale può essere l'agenda rossa. Problematiche che
erano state evidenziate tempo fa da alcuni e devo dare loro atto che avevano
ragione nonostante la mia caparbietà a voler credere ancora che tutto fosse
invece diverso. Problematiche che solo adesso,pare,cominciano a rendersi
evidenti agli occhi dei più. La mia sola ed unica preoccupazione è stata per
te,per tutto quello che ti gira intorno e che non è esattamente tutto rose e
fiori. Ridurre il mio intervento al semplice voler sancire primati non solo è
cosa che non mi appartiene minimamente ma non credo sia giusta. Esiste una sola
foto scattata con me e te e non l'ho mai nemmeno postata sul mio profilo FB,lo
fece un mio amico e gli chiesi di toglierla. Non esistono mie riprese davanti a
telecamere varie e non esistono mie dichiarazioni quale portavoce di questo
movimento, Questo dovrebbe chiarire a te e agli altri che sono l'ultima persona
al mondo che cerca "visibilità". Sono venuta a Palermo la prima volta
per Paolo Borsellino,i suoi angeli e per te. Mi sono
ritrovata,successivamente,in un movimento nel quale le persone che parlano di
ideali e di "vogliamoci bene" nemmeno si salutavano se non facevano
parte dello stesso gruppetto. Mi sono ritrovata in un movimento nel quale in
prima fila c'erano politici. Mi sono ritrovata in un movimento nel quale se un
appartenente delle agende rosse si sente male,un'altra "agendina" le
nega l'acqua perchè "è mia". Tra gente che sgomita per essere in prima
fila o per sancire ad ogni piè sospinto chi è stato il primo e chi l'ultimo.
Allora vorrei chiarire il problema "primato" e quello delle tre carte.
Prima di accettare la carica di amministratore del gruppo casertano,chiesi
espressamente ad un responsabile del tuo sito di dirmi in quale direzione questo
movimento volesse andare,dato che negli ultimi tempi,sembrava essersi parecchio
"politicizzato". Specificai chiaramente che avrei preferito non avere
alcun ruolo ma essere tra gli altri,come gli altri. Specificai inoltre che non
intendevo collaborare con quanti avevano creato un movimento alternativo che in
realtà, a mio parere,stava disgregando le Agende Rosse e isolando Salvatore
Borsellino. In alcuni gruppi il nome di Salvatore Borsellino cominciava anche a
comparire dopo quello di altri. Accettai perchè mi fu detto che eri stato
espressamente tu a fare il mio nome e che nelle tue intenzioni,creando questi
gruppi,c'era proprio la volontà di fare pulizia e dare una sterzata definitiva
al movimento. Io ho risposto alla tua richiesta con l'animo di chi sperava
davvero in una svolta.Tutto ciò non si è tradotto in realtà. Quando è uscito
il tuo post nel quale specificavi chi fossero i precursori di questo
movimento,ho capito che la persona che aveva parlato con me non mi aveva detto
la verità o almeno non tutta. Da qui la mia provocazione! Da qui il mio
"gioco delle tre carte". Per necessità,da molto tempo a questa parte,ho
preso l'abitudine di conservare copia di tutte quelle conversazioni che ritengo
importanti. Quello che sto affermando è scritto nero su bianco. Mi spiace,tutto
questo non ha nulla a che fare con i valori di Paolo Borsellino per quel che mi
riguarda. Non si sa mai dove una strada possa portarci alla fine, ma di certo,se
la si sceglie,è perchè uno sa in che direzione vuole andare ed io,ad un certo
punto, non ho più compreso dove questo movimento volesse condurmi. Quello che
accade oggi,dopo le giornate a Palermo,è solo la conferma di quante
problematiche ci sono che andrebbero risolte non spazzando il marcio sotto il
tappeto ma facendo una reale autocritica per poi ripartire su binari
completamente diversi e soprattutto con persone che siano
davvero,profondamente,umilmente,vòlte solo ed unicamente a portare avanti
l'insegnamento di Paolo Borsellino concretamente,nella vita di tutti i giorni e
non solo una volta all'anno. Per realizzare questo però ci vogliono scelte
coraggiose e anche dolorose in certi casi. C'è qualcuno che si permette di
sparlare alle spalle di Ciro Corona. A questa persona vorrei dire: prima di
parlare di un ragazzo che sta rischiando la pelle per aver gridato forte e
chiaro il suo intento di continuare a lottare fino alla fine contro la camorra e
lo ha fatto a Scampia non a via Montenapoleone,pensaci quando alzi al cielo la
tua agenda rossa e pensa a cosa Paolo Borsellino penserebbe di te. Questo è
solo un piccolo esempio di quanto amore,quanta solidarietà,quanto
altruismo,vive realmente nel cuore di chi si sente tanto il paladino di grandi
valori civili e morali. Esattamente come chi,di fronte alle parole bellissime e
amare di Manfredi Borsellino nella sua famosa lettera,risponde con ironia: "
Ah beh, se lo dice Manfredi..." Ma chi è questa gente che si permette di
ironizzare su Manfredi Borsellino? Cosa ha fatto nella sua vita di così eccelso
da potersi permettere questo? Queste sono le agende rosse? O per caso sono
quelle che fanno processi di piazza accusando tizio o caio di essere traditori
dello Stato senza avere una conoscenza diretta delle persone in questione,nè
prove inconfutabili per affermare ciò? Chi è questa gente da sentirsi in
diritto e in condizione di agire in questo modo? Io non credo che se Paolo
Borsellino potesse vedere cosa accade oggi avrebbe piacere di constatare che in
suo nome alcuni,non tutti,cavalcano la sua memoria per fini personali e
soprattutto con animo non limpido nè tantomeno credo avrebbe piacere di
constatare che le persone che inneggiano al suo nome in piazza poi in privato
ironizzano su suo figlio. In realtà molti vivono di slogan e di apparenza.
Ovvio che queste sono mie personali opinioni e valutazioni ma,da quello che
posso constatare in questi giorni,non mi sto discostando di molto dalla realtà.
Quando vorrai e se vorrai,ti invierò copia di una conversazione e
comprenderai,forse,chi ti ha voluto bene davvero,senza cercare nè premi nè
applausi,ma con la volontà di fare insieme un percorso che fosse
chiaro,limpido,corretto. Se io salgo su una barca è perchè so dove voglio
andare e sono disposta a remare fino allo stremo ma se qualcuno mi mente sulla
direzione verso la quale si dirigerà la prua allora diventa tutt'altro discorso
e a costo di tornare a nuoto,scendo dalla barca. Concordo pienamente con don
Ciotti quando afferma che bisogna passare dalla cultura dell'Io alla cultura del
Noi. Se non avverrà questo passaggio la parola rimarrà lettera morta perchè
priva di quel senso di solidarietà profondo che fa superare i piccoli e grandi
egoismi personali per conseguire un bene superiore. A te,caro Salvatore,dico
solo questo: portare un cognome importante non è solo un onore ma soprattutto
una grandissima responsabilità. Ogni passo,ogni parola,ogni gesto,viene
misurato con un metro diverso dagli altri e la responsabilità di ciò che
facciamo,per questo motivo,diventa enorme. Se avremo fatto bene il merito sarà
solo nostro ma se avremo fatto male il danno ricadrà anche su chi quel nome ha
reso grande e questo sarebbe imperdonabile. Come ti dissi giorni fa,mi auguro di
essere io quella che sbaglia,perchè se così non dovesse essere,quando
arriverà il momento,la tua amarezza e la tua delusione saranno grandi perchè
avrai voluto credere in qualcosa che in realtà non esiste o in persone diverse
da come tu,in buona fede,volevi vederle. Per quel che mi riguarda ti ribadisco
il mio affetto e il mio esserci sempre ogni volta che lo vorrai ma lo farò da
persona libera che non indossa pettorine di alcun colore. Gli ideali non si
infioccano. Un combattente resta un combattente sempre,qualunque divisa indossi
o anche senza, ma un combattante che ci vuol bene è anche colui che sa essere
critico senza acrimonia e non ci indora la pillola per compiacerci. I veri
combattenti sono coloro che stanno in trincea dalla mattina alla sera e non a
seconda dei calendari delle varie manifestazioni.
Spero ti giunga il mio
messaggio e il tuo cuore sappia accoglierlo non come critica ma come speranza di
crescita per tutti noi.

Con affetto
Paola Toti
salvatore  - Per Paola Toti   |2010-08-04 17:35:25
Cara Paola, leggo purtroppo soltanto oggi il tuo commento perché per motivi
diversi in questi giorni dopo Palermo non ho avuto il tempo di accedere con
continuità al sito.
Devo dirti che avrei preferito se mi avessi scritto una
mail dato che vengono trattati anche argomenti di carattere personale e con
riferimenti a persone (Manfredi) che potrebbero non gradire i riferimenti
stessi. In una mail personale avresti potuto poi meglio esplicitare certe
circostanze (attacchi a Ciro Corona), gente che non si saluta, gente che si
rifiuta di dare ad altri un bicchiere d'acqua, protagonisti di processi di
piazza senza lasciare queste affermazioni nel generico, cosa che getta
discredito su un intero movimento, e permettendomi così di identificare i
responsabili di tali comportamenti che non sono di sicuro generalizzati come
potrebbe sembrare ad un lettore occasionale ed esterno al movimento che
scorrendo il sito si imbattesse nel commento stesso,
La gente che io conosco e
che fa parte del movimento, che sacrifica tempo e danaro per partecipare alle
nostra manifestazioni, che sottrae tempo al proprio lavoro e ai propri affetti,
per prestare la loro opera nella gestione del sito su base esclusivamente
volontaria e senza ricevere alcun compenso se non la soddisfazione di combattere
per i propri ideali, è ben diversa da quella che tu mi dici di avere visto a
Palermo. Io sono stanco di sentirmi dire da altri quali sono gli insegnamenti di
Paolo Borsellino, io non mi sento di essere il depositario dei suoi insegnamenti
ma non accetto che altri pretendano di spiegarli a me visto che di sicuro lo
conoscevo meglio di loro. So che molto più un onere che un onore essere
fratello di Paolo e di questo tengo conto in ogni momento della mia vita. Quando
mi resi conto di non avere più dentro quella speranza che Paolo aveva coltivato
fino all'ultimo giorno della sua vita sono stato in silenzio per sette anni
perché mi sono reso conto di non essere degno di parlare solo perché portavo
il suo stesso cognome.
Io non intendo infiocchettare ideali e ritengo di essere
e dimostrare di essere una persona libera, accetto le critiche perché so di
potere sbagliare e le critiche, quelle che tendono a costruire e non a
distruggere servono a correggersi e ad evitare di ripetere gli sbagli quando si
fanno, non accetto però le critiche che tendono a presentare il comportamento
di pochi, anzi di singoli, come il comportamento di tutto un movimento
Goccia   |2010-08-16 18:44:33
Caro Salvatore,

la mia risposta su questo sito era conseguenziale alla
citazione della mia persona. Il rispetto per "gli argomenti di carattere
personale" è un principio che vale per tutti o vale per alcuni e altri no?
Non credi che anch'io,come Manfredi Borsellino,potrei dirti che non ho gradito
l'essere menzionata sul sito? Ho risposto qui perchè qui ero stata citata. Se
tu mi citi pubblicamente,io pubblicamente rispondo.

Se Mafredi Borsellino
dovesse "non gradire" il riferimento alla Sua persona la cosa mi
meraviglierebbe alquanto visto che lo citavo solo ed unicamente in maniera
positiva ed in merito ad una lettera resa pubblica e quindi
soggetta,pubblicamente,a valutazioni e commenti. Ma dato che a questo mondo
tutto è possibile,se quello che ho scritto dovesse infastidire Manfredi
Borsellino sono certa che sarà lui stesso a dirmelo. Sarò sempre pronta a
chiedere scusa per averne difeso il pensiero e le parole. Ovviamente Egli non ha
alcun bisogno di essere difeso da me ma in genere se ritengo una persona degna
di rispetto e vedo qualcuno mancargliene,intervengo istintivamente.

"Io
sono stanco di sentirmi dire da altri quali sono gli insegnamenti di
Paolo
Borsellino". Caro Salvatore,se ti riferisci a me,credo di aver scritto cose
ben diverse che ti possano riguardare senza volerti insegnare alcunchè.


Credo,inoltre,di non aver mai generalizzato circa gli appartenenti a questo
movimento specificando chiaramente che mi riferivo ad alcune persone in
particolare ma se tu affermi che "non accetto però le critiche che tendono
a presentare il comportamento
di pochi, anzi di singoli, come il comportamento
di tutto un movimento" io ti rispondo che quando quelle "poche
persone" hanno ruoli di primo piano in un movimento hanno anche il difficile
compito di rappresentarlo tutto e proprio per questo, e a maggior ragione,il
loro comportamento deve essere dieci volte più corretto che quello di altri.
Vale sempre la regola del buon esempio per me!

Ti invierò tutto il materiale
che potrà delucidarti sulle mie affermazioni e poi ne farai ciò che riterrai
più giusto. E' evidente che non sono riuscita a spiegare il mio pensiero nel
post precedente e visto che non ci sono riuscita cerco di farlo adesso. NULLA DI
QUELLO CHE HO SCRITTO ERA RIFERITO A TE!
Che poi sia io la persona che possa
voler "gettare discredito sul movimento" perdonami Salvatore ma la cosa
mi fa alquanto sorridere. In due anni me ne sono stata sempre in disparte,non ho
mai polemizzato con nessuno,non ho mai attaccato nessuno,non ho mai cercato
alcuna "visibilità" e quando ho avuto qualcosa da dire l'ho detta al
diretto interessato e credo di averlo fatto sempre con educazione e senza alcun
livore. Questa è la realtà,fino a prova contraria. Quindi...io se fossi in te
mi chiederei come mai una persona come me è arrivata a scrivere pubblicamente
certe cose prima di dare per scontato che voglia "screditare" qualcosa o
qualcuno. Sinceramente? Mi chiederei anche il motivo per il quale dovrebbe
farlo. A differenza di altri io non vivo di luce riflessa e non ho motivo di
pormi,con nessuno,in una posizione di sudditanza. Questo mi dà modo di dire
quello che penso alla luce del sole e di assumerne anche la responsabilità.
Parlare negli "angoli bui" dà, a chi lo fa, la possibilità di avere
sempre una via di fuga e di negare poi le proprie azioni...tanto non ci sono
testimoni. Stavolta i testimoni ci sono eccome. Son tutti lì in fila,schierati
come tanti soldatini neri su un campo bianco. Credo che molto più
negativamente efficaci,per questo movimento, siano le azioni e i comportamenti
di ALCUNE persone. Un esempio che valga per tutti è questo: Possibile che non
si possa esprimere un parere diverso da quello di alcuni senza per questo essere
cancellati dall'elenco degli "amici"? Possibile che non si possa avere
un'opinione personale e difenderla senza per questo passare per dei cospiratori
in combutta con "traditori dello Stato"? Personalmente credo che
nessuna persona dotata di un minimo di capacità di analisi potrà mai vedere in
me la persona che possa agire in tal senso visto che provengo da una storia
centenaria di amor patrio e fedeltà alle Istituzioni democratiche di questo
paese. Proprio per questo faccio molta fatica a comprendere come si possa
attaccare pubblicamente e continuamente un servitore dello Stato senza portare
alcuna prova di quanto si afferma. Dovrei dare per scontato che le opinioni di
alcuni siano la verità accertata? Per me la verità accertata sarà sempre il
frutto di un percorso istituzionale sancito nelle sedi competenti e non su
internet o FB. Ho scoperto,con mia somma meraviglia,che il solo ritenere
"qualcuno" innocente mentre altri lo hanno già processato e
condannato,possa renderci automaticamente dei collusi. Questa è la giustizia?
Questa la legalità? Ho osato difendere il capitano Ultimo. Ho il diritto di
avere una mia personale opinione su quanto lo riguarda o no? Qualcuno qui ha
assodata per certa la verità su Ultimo tanto da poter condannare non solo lui
ma chiunque creda nella sua onestà? "Prima o poi arriva l'ora in cui
bisogna prendere una posizione che non è nè sicura, nè conveniente, nè
popolare; ma bisogna prenderla, perchè è giusta." Beh,io quella posizione
l'ho presa,che facciamo? Io difendo un principio prima che una persona e per me
il principio è che non si può continuamente screditare una persona
pubblicamente parlandone come se di questa persona fossero accertate colpe e
responsabilità. E' come se io una mattina mi alzassi e dicessi che Tizio è un
ladro. Questo farebbe di Tizio un ladro automaticamente solo perchè lo dico io
o ci sarebbe bisogno di accertare che io dica il vero prima di condannare Tizio
e metterlo alla gogna? Tu sai meglio di me quanto questo sia costato in termini
di isolamento a chi poi ha pagato con la vita quell'isolamento. Certo,se io
dovessi attaccare pubblicamente un Tizio alquanto famoso questo sarebbe un bel
ritorno di immagine per me. Probabilmente per qualche giorno i giornali
parlerebbero di me ma cosa avrebbe questo a che vedere con la giustizia e la
legalità? Nulla,a mio modesto avviso. Ho letto commenti ironici circa certi
"pseudonomi da operetta". A chi fa questi commenti vorrei ricordare che
il Generale Dalla Chiesa sancì la necessità per gli operatori dell'anticrimine
di usare obbligatoriamente degli pseudonomi per ragioni di sicurezza. Ironizzare
su questo fa forse dimenticare che se Dalla Chiesa impose questa scelta è
perchè sapeva bene i rischi che corrono quegli operatori e tutto questo con le
operette ha ben poco a che vedere. Certo,sono frasi ad effetto che trovano anche
terreno fertile in certe persone ma con la giustizia e l'antimafia,chiedo
ancora,cosa ha a che vedere tutto questo? Tutto questo invece appartiene molto
più ad una realtà difficile nella quale molti hanno pagato con la vita il
prezzo del loro mestiere. Su Ultimo persona e su Ultimo quale servitore
fedele,fino alle estreme conseguenze,allo Stato e alle Istituzioni,non ho il
minimo dubbio al momento. Mi si portino elementi concreti,prove provate e
ammetterò il mio errore di valutazione ma vedo molto improbabile che questo
potrà accadere. Fino a quel momento continuerò a pensare che egli sia una
persona che sta già pagando da anni il prezzo enorme d'avere una condanna a
morte che gli pesa sulla testa ( accertata processualmente) e che sia una
persona che non potrà mai più vivere una vita normale. Come prezzo da pagare
per indossare una divisa credo sia sufficiente per non aggiungerci anche dubbi e
diffamazioni senza prove. A chi continua a tirare in ballo la mancata
perquisizione vorrei ricordare che c'è stato un processo,che fa fede una
sentenza e che in nessun paese civile si può processare due volte una persona
per lo stesso,supposto,reato.Figuriamoci farlo ogni giorno. Ha tanto il sapore
amaro dell'accanimento! Chiunque,e ribadisco chiunque,dovesse mai risultare
artefice o complice di azioni vòlte a destabilizzare le regole democratiche di
questo paese o avesse minimamente attinenza con gli eventi più tragici della
nostra storia recente avrà in me,sempre, il suo più acerrimo nemico ma fin
quando questo non accadrà,continuerò ad avere la mia personale opinione al
riguardo e la mia opinione è che Ultimo non sia ciò che alcuni
ritengono,negativamente,che sia. Tu stesso,lo so bene,hai un'opinione molto
distante dalla mia in proposito ma questo non mi ha impedito di esserti vicina e
di condividere con te un percorso. Alla fine entrambi vogliamo arrivare alla
verità,nonostante le opinioni diverse che possiamo avere in alcuni casi. La
democrazia non trova il suo fondamento proprio nella capacità di confrontare
opinioni diverse? Se non si ha la capacità di accettare questo come si può
parlare di verità? La verità non è appannaggio di alcuni e su certe cose,al
momento,nessuno ce l'ha in tasca,si possono solo avere opinioni che,in quanto
tali,sono passibili di errore e quindi non portano il marchio della verità
accertata. La differenza tra me e alcuni è che io prima di condannare aspetto
il processo. Altri istruiscono processi ed elargiscono condanne fuori dalle aule
dei tribunali.( Per inciso stiamo parlando di una persona che non è nè
inquisita,nè iscritta nel registro degli indagati,nè altro) quindi non vedo
come mai venga tirata sempre in ballo ultimamente.
Detto ciò,ti interessa
ancora che io ti invii ciò che può far luce sul mio pensiero circa certe
persone o quanto ho scritto sopra mi mette al bando automaticamente? Io non
faccio mai accuse generiche e se qui mi sono tenuta sul generico è stato solo
per opportunità visto che non mi sembrava il caso di rendere pubbliche alcune
cose ma nello stesso tempo ero stata tirata in ballo pubblicamente e ho agito di
conseguenza. Nella piena consapevolezza che probabilmente sarò cancellata da
questo sito,aggiungo solo che questo non cambierà minimamente la mia
considerazione sulla Tua persona. Il mio augurio è che Tu possa arrivare a
quella verità tanto agognata percorrendo la strada stretta e lunga della
Giustizia armata di prove e non quella larga e breve dell'opinione armata del
nulla.

Paola Toti

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