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Dalla Maremma, gli auguri di Buon Compleanno per Agostino Catalano

Caro Agostino,
nel farti gli Auguri di Buon Compleanno colgo l’occasione per salutare i tuoi fratelli e i tuoi figli Emanuele, Emilia e Rosalinda.

Non ho avuto la fortuna di conoscerti personalmente, ma mi sono fatto un’idea di Te dai racconti dei tuoi familiari – in particolare dei tuoi fratelli Tommaso e Giuseppa che ho avuto modo di conoscere quando ci hanno fatto visita a Grosseto – dai racconti nelle trasmissioni televisive della tua meravigliosa mamma Emilia che dopo quel 19 luglio 1992, con grande forza e coraggio è andata in moltissime scuole a parlare di Te e di legalità, fino a quando non ci ha lasciati, otto anni fa.

Caro Agostino, ho scoperto che in quello sventurato periodo storico – quello delle stragi del 1992 – facevi solitamente la scorta a Padre Bartolomeo Sorge, ma la mattina del 19 luglio 1992 venisti richiamato dalle ferie per sopperire alla carenza di organico nella scorta del giudice Paolo Borsellino.  Padre Bartolomeo Sorge è stato uno dei più grandi esperti della dottrina sociale della Chiesa. Fu direttore di importanti testate come “Civiltà Cattolica”, “Aggiornamenti Sociali” e “Popoli”, protagonista della lotta contro la mafia culminata con la primavera di Palermo.

Come ricorderete, la primavera di Palermo è stata quel breve periodo storico, culturale e politico della città di Palermo, dalla seconda metà degli anni ’80 fino all’inizio degli anni ’90, caratterizzato dal fiorire di iniziative politiche, sociali e culturali, e dalla nascita di associazioni e comitati cittadini, mirate alla promozione di una cultura della legalità in contrasto con quella mafiosa. Leader politico di quella primavera fu il Sindaco Leoluca Orlando, che è anche il Sindaco di oggi. Padre Bartolomeo Sorge[1] in occasione di un’intervista, citò anche Te Agostino dicendo:

Per me è stata una consolazione immensa l’aver vissuto in prima persona la primavera di Palermo. La mafia mi voleva uccidere ma non c’è riuscita. Ho avuto la scorta per sette anni, il mio capo scorta Agostino Catalano, è saltato in aria con Paolo Borsellino perché si era offerto di fargli la scorta, per carenza di personale, ma l’esperienza più drammatica e bella della mia vita apostolica – disse Padre Bartolomeo Sorge – è quando ho visto una catena umana di tre chilometri, uomini e donne, giovani e vecchi che si davano la mano, attraversavano la città gridando basta con la mafia, mentre prima quando sono arrivato avevano paura di pronunciare la parola mafia e si guardavano intorno per la paura che qualcuno li potesse ascoltare. Poi ho visto le lenzuola alle finestre dei quartieri popolari di Palermo, e ho detto “È LA VITTORIA”.

Purtroppo, dopo qualche anno dalle stragi del 1992-1993, la mafia è tornata a inabissarsi e per varie ragioni quella tensione morale si è nel tempo sempre più affievolita, al punto che il nostro Capitano, Salvatore Borsellino, dopo una fase iniziale di speranza e ottimismo, quando la madre  lo aveva invitato a raccontare il sogno di Paolo dovunque fosse stato invitato, ha cominciato a perdere la fiducia e a chiudersi in se stesso, fino a quando – mosso da una grande rabbia interiore – ha ripreso a lottare facendo nascere il movimento delle “Agende Rosse”, tanti gruppi di giovani e meno giovani che hanno preso il nome di vittime di mafia, come il nostro Gruppo, della mia terra, “la Maremma”, che è stato creato in tua memoria con il nome “Gruppo Agostino Catalano – Maremma”. È veramente bello accomunare il tuo nome a quello della Maremma, la mia terra bellissima proprio come te, persona per bene, altruista, dedita al lavoro, che per uno stipendio modesto eri disposto anche a rischiare la vita per proteggere la personalità di cui in quel momento dovevi occuparti. Noi tutti dobbiamo esserti grati e festeggiare con gioia il tuo compleanno facendo della memoria in tuo onore un messaggio di impegno, speranza e di lotta affinché alla rassegnazione e all’indifferenza prevalga la conoscenza, l’approfondimento di certi temi, molto spesso ignorati o falsificati ad arte da buona parte dell’informazione, in modo che alla violenza, alla sopraffazione, al malaffare, all’ambiguità, prevalgano i valori delle persone oneste e giuste, cioè delle persone perbene come Te.

Dobbiamo convincere più persone possibili che non si può continuare a girarsi sempre dall’altra parte, pensando che di certi argomenti scomodi si debbano occupare soltanto i magistrati, le forze dell’ordine, i familiari delle vittime di mafia e poche migliaia di cittadini.

A volte ti senti dire dagli amici o conoscenti “Ho già tanti problemi da affrontare, figuriamoci se vado a pensare alle stragi, alle tragedie di tanti cittadini che hanno perso i loro cari e se mi metto a fasciarmi la testa per cercare di capire chi sono stati i mandanti dei vari attentati che hanno costellato la storia d’Italia, di fatti risalenti a decenni e decenni fa, ormai destinati solo alla storia di questo Paese”.

Purtroppo molti nostri concittadini che leggono poco o niente e che si informano esclusivamente ascoltando i canali della TV, che salvo rare eccezioni non trattano certi argomenti o fanno addirittura disinformazione, non si rendono conto che ignorando ciò che è accaduto in passato non potranno avere la giusta chiave di lettura del presente. Un presente destinato ad incidere inevitabilmente sulla vita dei loro figli e nipoti, insomma delle prossime generazioni. E finiranno per farsi fregare, ancora una volta, dai soliti imbonitori di turno, rappresentati spesso da politici che per accaparrare qualche voto in più alimentano sistematicamente la paura e la rabbia della gente, avvoltoi che senza alcuna vergogna fanno finta di onorare la tua memoria, quella dei tuoi colleghi della scorta e del giudice Paolo Borsellino indossando una mascherina con la sua effige di fronte all’Albero della Pace di via D’Amelio.

Ma non ti preoccupare, con la “Scorta per la Memoria” cercheremo di impedire certi spiacevoli episodi.

Con grande ottimismo e speranza,
Buon compleanno Agostino!

Fabio Dori, Gruppo Agostino Catalano – Maremma

Grosseto, 16 maggio 2021

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[1] Padre Sorge è stato amico e confidente di Bergoglio, Papa Francesco; è deceduto il 2 novembre 2020, lo stesso giorno in cui è venuto a mancare Gigi Proietti.

 

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