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18 luglio 2020: Il SIAP fa memoria della strage di via D’Amelio alla Caserma Lungaro di Palermo

SIAP Caserma Lungaro Via D'Amelio 19 luglio 2020di redazione 19 luglio1992.com

Come è ormai tradizione, il 18 luglio 2020 il Sindacato di Polizia SIAP ha organizzato una momento di ricordo alla Caserma Lungaro di Palermo, reparto Scorte, per fare memoria dei caduti della strage di Via D’Amelio. Perché i cinque agenti della scorta (Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina e Vincenzo Fabio Li Muli) che persero la vita insieme a Paolo Borsellino quella domenica pomeriggio di 28 anni fa sono partiti proprio da questa Caserma.
 
Erano presenti rappresentanti della società civile e dell’associazionismo antimafia, semplici cittadini. Hanno dato la loro testimonianza alcuni parenti di vittime di mafia (Vincenzo Agostino, Graziella Accetta) e Antonio Vullo, unico sopravvissuto alla strage di Via D’Amelio. Sono intervenuti il questore Renato Cortese e il vicequestore nonché dirigente del Reparto Scorte Filippo Calì. L’incontro è stato moderato dal segretario del SIAP di Palermo Luigi Lombardo.
 
Particolarmente significativo l’intervento di Salvatore Borsellino, che senza mezze parole ha risposto al post su Facebook di Claudio Fava, presidente della commissione regionale Antimafia, che in forma di preghiera qualche giorno fa chiedeva “Liberaci, Signore, da preghiere, messe in suffragio, commemorazioni, navi della legalità. Liberaci dalle interviste ai ‘parenti delle vittime’ (come se gli altri fossero solo forestieri)” e invitava a “Seppellire i morti, una volta per tutte”.

“Questi sono giorni difficili. Tutti i giorni dell’anno sono difficili quando si hanno dentro delle ferite che continuano a sanguinare. E continueranno a sanguinare finché non ci saranno verità e giustizia. La aspettiamo da 28 anni, purtroppo, e ancora ne siamo lontani. Tutti i giorni bisogna lottare per averle.E purtroppo c’è chi in maniera inopportuna in vicinanze di questa ricorrenza sparge del sale sulle ferite dicendo che dobbiamo seppellire i nostri morti. Noi i nostri morti li abbiamo seppelliti 28 anni fa. E prima di seppellirli li abbiamo dovuti ricomporre perché erano i pezzi dei nostri morti che dovevamo seppellire. I nostri morti li potrei pensare come seppelliti se fossero stati uccisi da un nemico che erano andati a combattere. I nostri morti erano soldati andati in guerra a combattere con un nemico. E se fossero stati uccisi da un nemico sarebbe stato normale che ciò potesse avvenire. Ma loro sono andati in guerra a lottare un nemico, mentre il fuoco che li ha uccisi è arrivato alle loro spalle da chi avrebbe dovuto combattere insieme a loro e invece ha preferito intavolare una scellerata trattativa con il nemico. Ed ha preferito sacrificare le vite di quei soldati per portarla avanti”. Ed infine ha concluso: “Io potrò seppellire Paolo quando potrò mettere nelle sue mani una agenda rossa. Quell’agenda che aveva quel giorno e di cui non si separava mai, neanche per andare a portare nostra madre dal medico. Solo allora potrò chiudere, finalmente, quella bara.”

 
Per noi era sul posto Rosanna Melilli che ha mandato in onda la diretta streaming che trovate qui di seguito.