di redazione 19 luglio1992.com
“Questi sono giorni difficili. Tutti i giorni dell’anno sono difficili quando si hanno dentro delle ferite che continuano a sanguinare. E continueranno a sanguinare finché non ci saranno verità e giustizia. La aspettiamo da 28 anni, purtroppo, e ancora ne siamo lontani. Tutti i giorni bisogna lottare per averle.E purtroppo c’è chi in maniera inopportuna in vicinanze di questa ricorrenza sparge del sale sulle ferite dicendo che dobbiamo seppellire i nostri morti. Noi i nostri morti li abbiamo seppelliti 28 anni fa. E prima di seppellirli li abbiamo dovuti ricomporre perché erano i pezzi dei nostri morti che dovevamo seppellire. I nostri morti li potrei pensare come seppelliti se fossero stati uccisi da un nemico che erano andati a combattere. I nostri morti erano soldati andati in guerra a combattere con un nemico. E se fossero stati uccisi da un nemico sarebbe stato normale che ciò potesse avvenire. Ma loro sono andati in guerra a lottare un nemico, mentre il fuoco che li ha uccisi è arrivato alle loro spalle da chi avrebbe dovuto combattere insieme a loro e invece ha preferito intavolare una scellerata trattativa con il nemico. Ed ha preferito sacrificare le vite di quei soldati per portarla avanti”. Ed infine ha concluso: “Io potrò seppellire Paolo quando potrò mettere nelle sue mani una agenda rossa. Quell’agenda che aveva quel giorno e di cui non si separava mai, neanche per andare a portare nostra madre dal medico. Solo allora potrò chiudere, finalmente, quella bara.”

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