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“In cammino verso la giusta direzione” ad Orbetello con le Agende Rosse – Maremma


Il testo letto da Marcello Campomori del gruppo  Agende Rosse “Agostino Catalano” Maremma  alla marcia della pace dedicata alle vittime cadute difendendo la giustizia, il 23 maggio a Orbetello.

In cammino verso la giusta direzione

Francesco Mongiovì, tenente capo della scorta di Giovanni Falcone, nel suo videomessaggio per questa giornata, saluta gli alunni dell’Istituto Comprensivo don Milani  esortando tutti a stare sempre dalla parte giusta. Il titolo di questo meeting dice una cosa vera: il cammino racconta meglio di qualsiasi altra immagine la strada verso la pace, con uno stile che garantisce un vero avanzamento: insieme.

La giornata di oggi mette in connessione la necessità della pace con le sue due sorelle, la verità e la giustizia.

Giustizia e pace si baceranno, dice il salmo (Sal 85,11).

Verità e giustizia si sono coniugate nella vita dei tanti testimoni di cui vogliamo alimentare la memoria. Noi oggi possiamo pensare la giustizia perché loro ce l’hanno fatta vedere, quasi toccare, con il loro martirio firmato col colore del sangue versato. Le loro parole, i loro sogni, non si sono spenti col boato del tritolo, rischiano invece di farlo soffocati dalla sete di potere di coloro che la giustizia dovrebbero perseguirla.

In via D’Amelio, sul luogo della strage, c’è un albero d’ulivo, arrivato da Betlemme, piantato dalla madre di Paolo Borsellino, nel 1993, un anno dopo la strage. Si chiama Albero della Pace e il nome non è stato scelto a caso. Vuol significare che le risposte che stiamo cercando sono quelle che portano alla pace, alla pacificazione di una comunità che, dalla più piccola cellula alla nazione intera, chiede che si offra la verità come dono indispensabile per curare le ferite che la mafia alimenta in forme sempre più aggiornate.

Sotto l’albero c’è una lapide in memoria dei caduti che l’architetto Giovanni Rigoli, per la sua realizzazione, decise di costruire utilizzando una lastra di marmo verde delle Alpi, dei blocchi di travertino romano e dei ciottoli di Capo d’Orlando, materiali che si inseriscono coerentemente nel quadro della simbologia desiderata a “significare l’Italia unita in una Speranza di Pace e Giustizia”.

Oggi facciamo memoria ascoltando le parole di Tommaso Catalano, fratello di Agostino, agente della scorta di Paolo Borsellino morto con lui in via D’Amelio: “La pace facciamola tutti i giorni”. Infatti, la pace è un’opera artigiana che chiama tutti a lavorare con costanza, con fedeltà a quel sogno che sappiamo alla nostra portata. Non seguendo l’illusione di vivere senza conflitti, ma sapendo che una robusta consapevolezza della verità e della giustizia, attenua le ferite dei conflitti, permettendoci di gestirli senza esserne sopraffatti.

I ragazzi che escono dalle aule della scuola non hanno saputo questa mattina che avrebbero partecipato a questo cammino. Hanno tenuto aperto il cantiere dei loro lavori di pace per molto tempo, allenandosi, con le loro stesse mani, a preferire la pace al sopruso, la collaborazione al silenzio della solitudine, un laboratorio di vita comunitaria che abbiamo il compito di custodire.

Abbiamo bisogno di tante alleanze che proteggano quei germogli di vita che chiedono la luce della verità e la forza della giustizia per camminare nella pace.

Alleanza tra generazioni, chiamate a unire le forze e non a guardarsi in cagnesco, tra docenti, affinché la pace non sia una medaglia da attaccarsi al petto, ma una pratica quotidiana che non chiede altro di essere vissuta; tra studenti, nella gioia e nella fatica delle amicizie; tra docenti e studenti; tra famiglie e docenti; tra clienti e commercianti; tra pescatori e allevatori; tra padroni e operai.

Oggi, qui a Orbetello, credo che le voci si possano unire per chiedere a noi che li votiamo e ai politici che accettano la responsabilità di agire per il bene comune, di remare dalla stessa parte, di scegliere sempre la parte giusta come ci ha ricordato Francesco Ciccio Mongiovì.

Per non perdere l’orientamento nel nostro camminare per la pace ricordiamo sempre le parole nette di Paolo Borsellino:

Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”.

 

Marcello Campomori

Agende Rosse – Maremma

Gruppo Agostino Catalano