
Il 28 febbraio, presso la Casa del Popolo di Altofonte, si è svolto un importante momento di confronto pubblico dedicato al prossimo referendum costituzionale riguardante la riforma della magistratura. L’evento, coordinato da Aaron Pettinari (caporedattore di Antimafia Duemila) e introdotto da Patrizia Capizzi (Comitato per il NO), ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama giuridico, tra cui Piergiorgio Morosini, Presidente del Tribunale di Palermo, e Nadia Spallitta, rappresentante degli “Avvocati per il NO”
Ecco un sunto dei temi principali trattati:
1. La minaccia alla separazione dei poteri
Il Presidente Morosini ha spiegato che la riforma stravolge l’equilibrio stabilito dai costituenti nel 1948, volto a evitare che il governo possa interferire con l’attività giudiziaria. È stato citato il caso Matteotti (1924) come esempio storico di cosa accadeva quando il potere politico poteva rimuovere i magistrati che indagavano sui mandanti di delitti eccellenti. La riforma punta a smantellare il CSM, l’organo che garantisce l’indipendenza del giudice da tali pressioni.
2. Il sorteggio e la natura “antidemocratica” della riforma
Uno dei punti più criticati è l’introduzione del sorteggio per la scelta dei membri del CSM. I relatori hanno definito questa logica come irragionevole e contraria al principio di democrazia elettiva (Art. 1 della Costituzione), sottolineando che il sorteggio annulla il pluralismo professionale, territoriale e di genere. Nadia Spallitta ha aggiunto che l’Unione Europea stessa considera l’associazionismo e l’elezione dei magistrati indispensabili per il confronto democratico.
3. La separazione delle carriere e la “partita di calcio”
Spallitta ha contestato la metafora calcistica spesso usata dai sostenitori del SÌ (secondo cui il giudice sarebbe “amico” del PM), definendola una banalizzazione. Ha evidenziato che la terzietà del giudice è già garantita dai fatti: statisticamente, circa il 62% delle istanze dei PM viene rigettato dai giudici. La riforma rischierebbe invece di assoggettare il Pubblico Ministero al controllo politico, come già avvenuto in altri paesi.
4. L’Alta Corte Disciplinare e il controllo del dissenso
È stata espressa forte preoccupazione per la creazione di un’Alta Corte disciplinare, vista come un possibile “tribunale speciale” sotto influenza politica. Morosini ha fatto il parallelo con la Polonia, dove riforme simili hanno permesso di radiare magistrati che avevano disapplicato leggi nazionali contrarie alle direttive europee su temi come i diritti civili.
5. Impatto sulla vita dei cittadini e dei lavoratori
I relatori hanno chiarito che la riforma non accorcerà i tempi della giustizia. Piuttosto, mirando a indebolire l’indipendenza dei giudici, potrebbe rendere più difficile la tutela dei diritti dei più deboli in cause riguardanti lo sfruttamento sul lavoro, la salubrità ambientale e la sicurezza. È stato ricordato come nel 1971 il CSM protesse i “pretori d’assalto” che applicarono lo Statuto dei Lavoratori nonostante l’ostilità del governo e dei vertici giudiziari.
Conclusione dell’incontro
Il dibattito si è chiuso con l’invito a una partecipazione consapevole, evidenziando che il quesito referendario coinvolge ben sette articoli della Costituzione. Difendere l’assetto attuale della magistratura è stato presentato non come una difesa corporativa, ma come l’unico modo per garantire che la legge resti realmente uguale per tutti.
Il sunto degli interventi
Angela Domenica Marino: “Buonasera a tutti. Prendo la parola come nipote e familiare di vittime, i fratelli Marino cittadini di Altofonte, deceduti nella strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, e come militante del movimento Agende Rosse siamo qui per sostenere il nostro NO al referendum perché la battaglia per la verità non si ferma mai. Dopo 45 anni di depistaggi finalmente siamo arrivati alla verità storico-giudiziaria: a finanziare e depistare la strage fu Licio Gelli. L’onorevole Tina Anselmi, scoprendo la loggia P2 nel 1981, ci aveva avvertiti: il loro piano era sconfiggere la verità sottomettendo la magistratura al potere politico. Oggi questo referendum vuole completare quel progetto. Come diceva il dottor Paolo Borsellino, il magistrato non deve solo essere indipendente, ma deve apparire indipendente. Dividere le carriere e colpire il CSM serve solo a rendere i giudici ricattabili. Per questo siamo qui: per sostenere le ragioni del NO. Lo dedico a tutte le vittime, a mia nonna che ha subito un grandissimo lutto familiare perdendo i suoi tre figli in un solo giorno, e per un futuro migliore per tutti i cittadini: anziani, uomini, donne e bambini. Rossa è l’agenda scomparsa di Paolo Borsellino come il sangue di tutte le vittime innocenti. Grazie.”
Aaron Pettinari (Caporedattore di Antimafia Duemila): “Buonasera a tutte e a tutti. Grazie Patrizia per avermi invitato a coordinare questi lavori. È importante partecipare a incontri come quello di oggi per addentrarci in quello che è il referendum costituzionale sulla riforma della magistratura. Questa è la prima fake news: viene chiamato referendum sulla riforma della giustizia, ma non c’entra niente la giustizia, è una riforma della magistratura che cambia sette articoli della Costituzione. Si interviene pesantemente sul CSM. Patrizia ha toccato un punto importante citando Gelli; troppo spesso il ministro Nordio si sente toccato se gli si ricorda che il ‘Piano di Rinascita’ della P2 aveva tra i suoi elementi proprio la separazione delle carriere e l’assoggettamento della magistratura alla politica.
Come Antimafia Duemila siamo preoccupati perché stiamo attraversando una lunga serie di leggi gravi: dalla legge Cartabia alla Nordio, sembra esserci una linea di continuità. Abbiamo avuto leggi sulle intercettazioni, sull’ergastolo ostativo, il decreto rave, la presunzione d’innocenza e l’abolizione dell’abuso d’ufficio. È importante allargare l’orizzonte e capire il quadro d’insieme di ciò che arriverà dopo. Esprimo inoltre la mia solidarietà al Presidente Morosini, oggetto di attacchi ignobili per aver semplicemente commentato una sentenza. Presidente, le chiedo: come inciderà questa riforma sui diritti dei cittadini? Che effetti produce nella vita di tutti i giorni?”
Piergiorgio Morosini (Presidente del Tribunale di Palermo): “Buonasera a tutti. Ringrazio per l’invito a questo confronto sul voto del 22-23 maggio. Ricordo che è un referendum confermativo: non c’è il quorum, quindi ogni voto è determinante. Questa riforma è la più importante dal 1948 perché stravolge il rapporto tra i poteri dello Stato. I padri e le madri costituenti volevano separare nettamente il potere legislativo, esecutivo e giudiziario per evitare che i governi utilizzassero la magistratura per i propri fini.
Pensate all’omicidio di Giacomo Matteotti nel 1924: il PM Tancredi, che stava arrivando ai mandanti contestando l’omicidio premeditato, fu rimosso dal caso dal Ministro della Giustizia attraverso una ‘promozione’ improvvisa. Il nuovo PM, più malleabile, declassò il reato a omicidio preterintenzionale e i responsabili se la cavarono con tre anni. Per evitare questo, nacque il CSM: un organo autonomo composto per 2/3 da magistrati eletti e per 1/3 da membri laici scelti dal Parlamento con maggioranze qualificate.
Questo assetto ha permesso passi avanti enormi contro le mafie, le stragi e la corruzione. Oggi propongono di sottrarre la polizia giudiziaria al PM. Ma è proprio grazie alla direzione del PM sulla polizia (riforma Vassalli del 1989) che abbiamo avuto le indagini su Tangentopoli e sulle complicità mafiose nelle istituzioni. Senza questa autonomia, i vertici dei corpi d’armata condannati per il depistaggio sulla strage di Bologna non sarebbero mai stati perseguiti.
Ma non riguarda solo il penale. Nel 1970 lo Statuto dei Lavoratori fu reso effettivo grazie a tre pretori di Milano che non si fecero intimidire dal Ministro e dai vertici giudiziari che volevano punirli definendoli ‘politicizzati’. Fu il CSM a proteggerli. Se vince il SÌ, il CSM sarà smantellato e sostituito da un meccanismo a sorteggio e da un’Alta Corte a trazione politica. Sarebbe un ritorno al blocco unico dei poteri, un salto nel buio che tradisce la saggezza dei costituenti del 1948.”
Aaron Pettinari: “Grazie Presidente. Dobbiamo essere chiari: il punto è difendere la Costituzione. Ci dicono che è una riforma tecnica, ma usano invettive e casi ‘farlocchi’ come quello di Rogoredo per non discutere nel merito. Nadia, spesso chi sostiene il SÌ usa la metafora della partita di calcio: dicono che l’arbitro (il giudice) non può essere ‘amico’ di una delle squadre (il PM). È davvero così?”
Nadia Spallitta (Avvocati per il NO): “Ringrazio per questo momento di confronto. Condivido la necessità di contestualizzare questa riforma in un momento di crisi internazionale dello stato di diritto. Internamente, questa legge è stata preceduta da altre che hanno tolto poteri alla Corte dei Conti, abrogato l’abuso d’ufficio e limitato le intercettazioni e la libertà di stampa. È un tentativo di delegittimare la magistratura per indurre sfiducia nel cittadino.
La metafora della ‘partita di calcio’ è assurda e banalizza un potere dello Stato. Affermare che il giudice sia condizionato dal PM è smentito dai dati: oltre il 60% delle richieste dei PM viene rigettato. Cambiare la Costituzione sulla base di un sospetto è ingiusto. Io credo nella ‘terzietà’ del giudice, che nella mia esperienza è sempre stata mantenuta. Le correnti e l’associazionismo, pur con le loro patologie, hanno permesso al giudice di interpretare la legge in modo conforme alla Costituzione. Il sorteggio, invece, è antidemocratico e contrario all’Articolo 1. L’Unione Europea stessa ci dice che l’associazionismo è indispensabile per il confronto.”
Aaron Pettinari (Domanda): “È indubbio che ci siano state deviazioni, come il caso Palamara. Il sorteggio dei membri del CSM elimina davvero queste patologie?”
Piergiorgio Morosini: “Lo scandalo Palamara è emerso solo perché altri magistrati hanno indagato usando le intercettazioni. Quei magistrati sono stati radiati o sanzionati, mentre la Camera ha negato l’uso delle intercettazioni per i parlamentari coinvolti. La magistratura ha già risposto, si è seduta al tavolo con la politica, con l’avvocatura e col mondo accademico per scrivere la riforma Cartabia del 2022, che ha previsto nuove regole per le elezioni al Consiglio Superiore della Magistratura, nuove regole sulla responsabilità disciplinare dei magistrati, nuove regole sulla valutazione di professionalità dei magistrati, quindi cioè tutte quelle materie che sono in questo momento oggetto della riforma costituzionale, quella quel lavoro dei magistrati assieme alla politica, agli avvocati e al mondo accademico si è tradotta in una legge che è stata votata definitivamente nel 2022, la legge Cartabia, votata anche dalla Lega e da Forza Italia che in questo momento stanno proponendo questa riforma costituzionale. Non si sono attesi gli esiti di quella riforma del 2022 perché nel 2024 si è passati a appunto a proporre la riforma costituzionale. Quindi questi partiti che si sono seduti al tavolo e hanno votato nel 2022 la riforma che doveva essere una risposta a quei problemi, una riforma attraverso legge ordinaria. Poi si sono sostanzialmente rimangiati un po’ il lavoro che avevano fatto proponendo una riforma costituzionale. Capite che le finalità della riforma costituzionale sono evidentemente altre?
Il sorteggio è irragionevole: nega il pluralismo di genere, territoriale e professionale. Nessuno sorteggerebbe un sindaco se quelli precedenti hanno fallito; il sorteggio esce dalla logica democratica.
C’è un fastidio evidente verso chi controlla il potere politico. Pensate a Iolanda Apostolico: è stata lapidata mediaticamente per aver applicato una direttiva europea superiore a un decreto legge. Nonostante il CSM e la Cassazione le abbiano dato ragione, gli attacchi l’hanno costretta alle dimissioni. Questa non è critica, è denigrazione che non rispetta lo stato di diritto. Ogni potere deve avere dei limiti. Questa riforma non accorcerà i processi, ma metterà il giudice sotto scacco della politica. Pensate alla sicurezza sul lavoro o allo smaltimento dei rifiuti: sono costi che le imprese vogliono tagliare, e un giudice che deve decidere su queste materie deve essere sereno, non ricattabile da un CSM politico.”
Domanda dal pubblico: “Potete fare un esempio di come cambierebbe un processo civile o penale?”
Piergiorgio Morosini: “I processi in sé non cambiano, non si accorciano. Cambia chi decide sulla vita del magistrato. In Polonia, il giudice Tuleia è stato radiato da un’Alta Corte disciplinare politica perché aveva assolto due donne che avevano interrotto la gravidanza applicando norme europee invece di una legge nazionale. Quello che è successo lì — attacchi mediatici, modifica degli organi disciplinari e sanzioni ai giudici — ricorda molto da vicino ciò che si sta preparando qui”
Nadia Spallitta: “L’Alta Corte disciplinare prevista è un tribunale speciale in contrasto con l’Articolo 102. La sua composizione dipenderà dalla maggioranza politica del momento. Il nostro sistema è invidiato in Europa; la separazione delle carriere in altri paesi ha solo aumentato l’influenzabilità del PM. Rischiamo di diventare una ‘democrazia imperfetta’.”
Intervento finale (Sostenitore del Comitato): “Dobbiamo parlare senza peli sulla lingua. Questo governo combatte chi combatte le mafie in un paese dove la magistratura è stata l’unico baluardo. Non dobbiamo risparmiare nulla in questa campagna elettorale. È il primo passo di un attacco più ampio che passerà anche dalla legge elettorale. Presidiamo i seggi e convinciamo le persone a votare.”
Aaron Pettinari / Patrizia Capizzi (Chiusura): “Grazie a tutti per essere rimasti fino a tardi. Qualsiasi virgola modificata nella Costituzione modifica la nostra vita. Andate a votare e fate votare consapevolmente NO, perché la Costituzione non si tocca.”
Video dell’incontro:
https://www.facebook.com/100045323904131/videos/1345666427581878

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