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Dalla Calabria alla Basilicata: le Agende Rosse di Bisignano incontrano i ragazzi

di Federica Giovinco

25 maggio 2021 – Il giorno dopo la commemorazione di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, la responsabilità era ancora più grande: parlare ai ragazzi di Falcone e dei falsi miti delle mafie.

Come gruppo Agende Rosse “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” di Bisignano (Cs), di cui mi onora esserne la coordinatrice, nato nella bella terra di Calabria due anni fa, siamo stati invitati dall’ IIS Pitagora di Policoro (MT), nella persona della prof.ssa Romano, accolti con calore dalla Preside, prof.ssa Stigliano. L’incontro, titolato “Il coraggio… la memoria”, ha visto relatrici la prof.ssa Ditaranto e due giovani alunne dell’istituto, che hanno tracciato le caratteristiche delle mafie e ricordato le vittime con grande partecipazione. Non solo i ragazzi di Policoro, ma tra i partecipanti anche i giovani del Liceo De Vincenti di Rende (Cs) con la Preside suor Immacolata Gigliotti. Moderatrice proprio una prof.ssa del De Vincenti, anche giornalista, Roberta Zappalà.

Il Movimento delle Agende Rosse è stato presentato da Mariarosaria Groccia, membro del direttivo locale, che ne ha descritto genesi e scopi con chiarezza e lanciando il messaggio che la lotta alla mafia è cosa di tutti, gli ideali di Falcone e Borsellino devono condurre le nostre vite.

Il mio intervento voleva essere prettamente rivolto ai ragazzi, “i più adatti a sentire subito il fresco profumo di libertà”, ma che spesso vengono fuorviati da una politica di miopia e da fiction fantascientifiche. Come tenere vivo Falcone ogni giorno? Nei piccoli gesti, tra i banchi di scuola, al parco, sul lavoro, poi nella cabina elettorale. Diffidare dalle cose poco chiare, non accettare compromessi morali, vivere nell’onestà.

Perché non conviene essere mafiosi? Il mondo affascinante della criminalità descritto dalle serie tv, il lusso di don Vito Corleone, sono fantasie. Il mafioso, il boss, vivono in bunker sotterranei come i primitivi, fuggono qua e là come topi, si nascondono in baracche con un fornellino ed un filo di luce, come Provenzano, traghettano travestiti da prete come Totò Riina. Che vita è questa? Non conviene essere mafiosi, anche perché prima o poi la giustizia arriva e lasci moglie e figli soli, con un padre che possono vedere (quando posso vederlo) dietro ad un vetro. Com’è la mafia oggi? Quella dei colletti bianchi, degli avvocati, giudici, politici, professionisti corrotti, massoneria deviata. Quella che scarica rifiuti tossici come rifiuti normali e fa ammalare la gente, per esempio. “Ragazzi, non pensate che se non ne sentite parlare la mafia non c’è. Anzi. Proprio dove non si sente è più radicata ed infiltrata. A me inquieta il silenzio!”

L’obiettivo primario per le Agende Rosse di Bisignano, questa mattina, era far conoscere la Calabria per l’ANTImafia, non più per la mafia. Siamo la terra di Nicola Gratteri, non la terra della ‘ndrangheta!

 

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