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Posts tagged as “Gruppi Agende Rosse”

Brescello: scaffali della legalità e letture della realtà

Nella mattina del 27 novembre 2021 presso la Biblioteca Comunale di Brescello, è stato inaugurato lo “scaffale antimafia e della legalità”. Si tratta di una raccolta di autori che hanno scritto su mafie e legalità, tra i quali Roberto Saviano, Piercamillo Davigo, Nicola Gratteri, Rocco Sciarrone, Paolo Borrometi, Nando Dalla Chiesa e altri. Non mancano gli autori locali che hanno seguito le vicende di mafia come Tiziano Soresina e Sabrina Pignedoli. La lista degli autori sarebbe stata in parte suggerita dal professore Nando Dalla Chiesa su richiesta dell’assessore alla Legalità del Comune di Brescello.
Un evento quello di sabato che ha visto la presenza del sindaco, dell’assessore alla legalità, alcuni consiglieri, insieme ai membri della Commissione Mista per la Legalità del Comune di Brescello, che sono intervenuti portando alcune riflessioni di fronte ad una platea composta, prevalentemente, da studenti della scuola media di Brescello.
In chiusura c’è stato anche un contributo di Tiziano Soresina, giornalista della Gazzetta di Reggio e autore de “I mille giorni Aemilia”, un libro che racconta i fatti relativi al più grande processo alla mafia mai celebrato al nord.
Il giorno seguente, come di prassi, esce un breve comunicato stampa, pubblicato su un quotidiano che descrive l’evento e dove si legge che il Comune di Brescello è stato sciolto per “presunti condizionamenti della criminalità organizzata”. Non si sa se il comunicato riporta ciò che è stato detto verbalmente durante l’inaugurazione da qualcuno dei presenti, ma a noi non è passato inosservato.
I revisionismi d’altronde si presentano sotto vesti e luoghi inaspettati; arrivano piano, in silenzio, a piccoli passi distorcendo piano piano la realtà. Basta poco: un punto, una virgola spostata o, come in questo caso, un aggettivo che ribalta la prospettiva delle cose.
L’aggettivo “presunto” sul tema Brescello, aggiunge quel pizzico di relativismo (q.b.) per dare alla realtà dei fatti un sapore diverso senza cambiarne la forma apparente. E’ opportuno invece ricordare che lo scioglimento per mafia del comune di Brescello, avvenuto nella primavera del 2016, è stato preceduto da sei mesi di lavoro di una Commissione incaricata per le verifiche ispettive, nominata dalla Prefettura di Reggio Emilia, che ha setacciato la macchina comunale da cima a fondo, generando una relazione dettagliata e circostanziata. Il provvedimento di scioglimento che ne è scaturito, non è frutto di congetture basate su dati generici e incompleti o, come a qualcuno piace pensare, da maneggi politici romani, ma si fonda su elementi oggettivi determinati da atti e fatti che, messi a confronto, hanno evidenziato “…univoci e rilevanti elementi  su collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi…” arrivando così all’applicazione della misura di cui all’art. 143 del TUEL. Nonostante gli sforzi che il sindaco precedente e alcuni ex-consiglieri (due dei quali assessori nella Giunta corrente, più una consigliera sempre dell’attuale maggioranza) abbiano messo in atto in tutte le sedi per fare ricorso al provvedimento (tutti andati male), resta il fatto che il Comune di Brescello andava sciolto.
La recente sentenza Grimilde del 22 febbraio 2021 che ha portato in carcere Francesco Grande Aracri (fratello di Nicolino), i figli Salvatore e Paolo tutti residenti da decenni a Brescello, oltre al Presidente del Consiglio Comunale di Piacenza Giuseppe Caruso, attinge a piene mani da quelle che sono le ragioni del Decreto di Commissariamento del Comune di Brescello, tanto che lo stesso Giudice del processo Grimilde, lo considera uno strumento fondamentale per comprendere a fondo le motivazioni della sentenza di primo grado e i meccanismi che hanno caratterizzato il radicamento della cosca Grande Aracri nel comune di Brescello.
Usare l’aggettivo “presunto” relativamente allo scioglimento del comune di Brescello, rischia di ridimensionare verso il basso anche la stessa sentenza Grimilde la quale, lo ricordiamo, tra le altre cose, dice: “…. a distanza di qualche anno (dallo scioglimento per infiltrazioni, ndr) la situazione non appare cambiata almeno nelle sue manifestazioni spicciole esteriori”.
Voler puntualizzare su un aggettivo utilizzato in un articolo non è una questione puramente formale, ma un invito a dare una lettura corretta della realtà e della storia che metta la verità, seppur scomoda, al centro di una questione che nemmeno le organizzazioni impegnate da tempo all’interno della Commissione Legalità del Comune di Brescello evidentemente riescono o vogliono affrontare.

Reggio Emilia
28 novembre 2021

Movimento Agende Rosse Gruppo Rita Atria di Reggio Emilia e Provincia