Press "Enter" to skip to content

Posts tagged as “Giovanni Tinebra”

La testimonianza di Ilda Boccassini al processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di Via D’Amelio (‘Bo + 2’)

di Redazione 19luglio1992.com

Il 20 febbraio scorso Ilda Boccassini è stata chiamata a testimoniare nel processo che vede imputati per il reato di calunnia aggravata tre appartenenti alla Polizia di Stato (Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei), allora nel gruppo investigativo “Falcone-Borsellino”, accusati di aver depistato le indagini sulla strage di Via D’Amelio attraverso l’ ”indottrinamento” del falso pentito Vincenzo Scarantino.

Le parole del famoso magistrato della procura di Milano, conosciuta soprattutto per i processi a carico di Silvio Berlusconi, sono state riprese e riportate da tutte le agenzie di stampa nazionali e da diversi quotidiani online, inclusa la dichiarazione shock della giornata: il procuratore capo di Caltanissetta dell’epoca, Giovanni Tinebra, si sarebbe chiuso per diverso tempo in una stanza con Vincenzo Scarantino, prima che iniziassero gli interrogatori ufficiali con il pentito.

Sin dall’inizio della collaborazione di Gaspare Spatuzza nel 2008, che ha rivelato le falsità fino a quel momento considerate certezze (anche processuali) sulla strage di Via D’Amelio, la dottoressa Ilda Boccassini è stata consacrata dalla stampa come l’unica ad aver capito, sin da subito, l’impostura portata avanti da Scarantino, anche grazie al ritrovamento di due lettere del 1994 (ma scoperte solo nel 2008) in cui il magistrato riversò i suoi dubbi sul pentito e le sue critiche ad alcuni (anonimi) colleghi.

Proprio per l’importanza della testimone, quindi, può essere interessante leggere attentamente alcune delle sue dichiarazioni che non sono state riportate dalla stampa.

(Tutti i virgolettati presenti in questo articolo, quando non specificato diversamente, sono tratti dalle dichiarazioni rese alle udienze del 29 novembre 2019, 9 dicembre 2019 e 20 febbraio 2020 del processo a carico di Mario Bò, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, pendenti davanti al Tribunale di Caltanissetta, presieduto da Francesco D’Arrigo).

(altro…)