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Posts published in “Lettere Aperte”

Non c’è posto per Falcone e Borsellino a Brescello?

di Movimento Agende Rosse – Gruppo Mauro Rostagno – Modena & Brescello – 26 giugno 2017

Venerdì 24 giugno, si apre il Festival del Cinema in piazza Matteotti, sotto le stelle di una serata miracolosamente ventilata, che spezza le lunghe giornate insopportabilmente afose. Quest’anno si è scelto di partire con la serata dedicata alla legalità, film prescelto “L’Ora legale” di Ficarra e Picone da alcuni in piazza definito un filmetto ma che in realtà rispecchia amaramente e in modo davvero azzeccato il paese chiamato Italia. Sembrerebbe tutto normale, solo che siamo a Brescello, primo comune sciolto per mafia in Emilia Romagna. Presenti alla prima serata, due dei tre commissari insediatisi il 20 aprile 2016. Ci stupisce non poco non aver sentito parlare di Legalità nel senso tangibile del termine soprattutto qui in questa piazza dove Catia Silva, cittadina brescellese e attivista del Movimento Agende Rosse, è stata minacciata: da poco la sentenza di primo grado per cinque residenti per minacce di stampo mafioso, uno dei quali Diletto Alfonso, ritenuto promotore della cosca Grande Aracri, condannato al rito abbreviato nel processo Aemilia a 14 anni anni e due mesi. Poi succede quello che non ti aspetti. Mentre si attendeva che calasse la sera per poter assistere alla proiezione, decidiamo di avvicinarci ai commissari con arrotolato sotto il braccio lo striscione con i volti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Chiediamo la possibilità di appoggiare lo striscione sul pavimento della piazza, dove non avrebbe disturbato nessuno, senza chiedere null’altro, nessun intervento, nessuna parola, ma “solo” un gesto simbolico importante non solo per la ricorrenza del XXV anno dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, ma importante per un paese troppo spesso nominato nelle carte di Aemilia. Serata dedicata alla legalità, dicevamo, ma non troppo, per non disturbare. Perchè non c’è posto per lo striscione con i volti di Falcone e Borsellino, o meglio, per ben precisare, i due commissari si appellano alla burocrazia, affermando che avremmo dovuto chiedere il permesso diversi giorni prima alla Pro Loco.