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Funerali del mafioso Curcio, interviene Salvatore Borsellino: «C’è soltanto da vomitare»

L’INTERVENTO – PUBBLICATO DA WORDNEWS.IT.

 

Abbiamo raccolto il punto di vista del fratello del giudice Paolo Borsellino (massacrato, dallo sTato e dalla mafia, insieme agli uomini della sua scorta, il 19 luglio del 1992). Fondatore delle Agende Rosse, il movimento che da anni chiede Verità e Giustizia sulle stragi di mafie e di sTato. Salvatore, nella prima edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo, è stato insignito dal riconoscimento dedicato alla fimmina calabrese che sfidò la schifosa ‘ndrangheta.

Funerali del mafioso Curcio, interviene Salvatore Borsellino: «C’è soltanto da vomitare»Salvatore Borsellino (la foto è stata gentilmente concesse da Patricia & Guido Di Gennaro)

– Premio Nazionale Speciale Lea Garofalo 2022 a Salvatore Borsellino

Stiamo continuando a raccogliere i punti di vista su questa vicenda. I manifesti di cordoglio realizzati dall’amministrazione di Petilia Policastro, i funerali in stile Casamonica e le presenze istituzionali restano per noi dei fatti gravissimi. E, come stiamo sostenendo da giorni, non bastano le semplici dimissioni di una assessora comunale. Il capro espiatorio di tutto.

Restano molti interrogativi. L’assessora è stata l’unica a prendere parte al “festoso” funerale? Abbiamo rivolto il quesito al vice-sindaco Carmelo Garofalo. Lo abbiamo telefonato per verificare le diverse testimonianze che abbiamo raccolto. Abbiamo ricevuto solo insulti (“siete degli sciacalli”). Un’offesa che non ci fa nè caldo nè freddo. L’abbiamo già rispedita al mittente.

– CARTA CANTA. Il rap del vice-sindaco di Petilia Policastro: «Già sta sciacallando abbastanza…»

– Funerale del mafioso Curcio. Noi restiamo in attesa delle risposte da parte del vice-sindaco di Petilia

– Funerali del mafioso Curcio. Ma era presente anche il vice-sindaco di Petilia?

Non ci siamo rivolti soltanto al vice-sindaco. Per la verità abbiamo telefonato anche all’assessora (oggi ex) e al Presidente della Provincia di Crotone. Silenzio tombale. I telefoni squillano ma nessuno risponde.

Abbiamo indicato altre due presenze al “festoso” funerale: un consigliere di maggioranza e una consigliera di opposizione. Se fosse confermata la loro presenza dovrebbero dimettersi? Per quanto riguarda la consigliera comunale (di minoranza) abbiamo saputo che sta riflettendo sulle sue dimissioni. Sarà vero? Noi l’abbiamo contattata per giorni. Siamo proprio sfortunati con queste telefonate. Ma avranno fatto girare il nostro numero? Nessuno vuole rispondere. Dovreste, comunque, rispondere alla cittadinanza. Sappiamo per certo che qualcuno, come è stato riferito, ha deciso di non rispondere ai nostri tentativi. Siamo diventati antipatici. Sicuramente non hanno ben compreso il ruolo dell’informazione.

E poi, che ruolo svolge la minoranza eletta nel consiglio comunale di Petilia Policastro? A cosa serve ritirarsi sull’Aventino?

Siamo stati anche minacciati. Per la sorella del defunto mafioso calabrese siamo dei “fetusi” a cui devono “spegnere le candele” e finire all’inferno con il “viso tumefatto”.

– FUNERALI DEL MAFIOSO CURCIO: non potevano mancare le (inutili) MINACCE

 

 

Abbiamo ampiamente parlato dello strano funerale (di un mafioso condannato all’ergastolo per il massacro di Lea Garofalo) autorizzato da qualcuno. Ma il silenzio istituzionale che stiamo registrando non è tanto piacevole.

Restano le responsabilità dell’amministrazione comunale. Ma ci sono altre responsabilità istituzionali?

«Secondo me sì, a meno che sia stato tutto controllato, quanto è accaduto, e possa avere delle conseguenze tra un po’ di tempo. Se ci saranno delle conseguenze vuol dire che il controllo c’è stato e che è stato lasciato ufficialmente anche per verificare chi va al funerale e chi non va. Parlo di Istituzioni più alte.»

Angela Napoli, intervista rilasciata WordNews.it, 17 luglio 2023

Per approfondire, ulteriormente, i vari punti di vista stiamo raccogliendo il parere di coloro che, nella prima edizione che si è svolta proprio a Petilia Policastro, hanno ricevuto il Premio Nazionale Lea Garofalo.

Nell’attesa di conoscere la risposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’Interno all’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE presentata dall’On. Stefania Ascari.

– Manifesti funebri per il massacratore di Lea Garofalo. Parla Angela Napoli: «Sono indignata»

– Funerali del mafioso Curcio. Per Gennaro Ciliberto: «Un segnale di potenza»

– FUNERALI del MAFIOSO CURCIO. Parla Pino Cassata (Agende Rosse Rozzano): «Un cattivo esempio per i giovani»

 

– IL CASO IN PARLAMENTO. Ci sarà una risposta del Governo per i «manifesti» e i «festosi funerali» dell’assassino Curcio (il massacratore di Lea Garofalo)?

Oggi è il turno di Salvatore Borsellino. Abbiamo chiesto un suo contributo:

«Mio fratello diceva che “politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio, o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”. Purtroppo sempre più spesso la politica sia ai livelli più alti sia soprattutto nelle amministrazioni locali ha smesso di fare la guerra alla mafia ed ha scelto di convivere, di mettersi d’accordo e lo fa in maniera sempre più visibile ed anche con ostentata impudenza.»

Salvatore Borsellino parte dalla sua esperienza personale: «Mi sembra di essere ritornato a sessanta anni indietro, quando decisi di abbandonare la mia terra in cui non era possibile distinguere tra politica e mafia, tra Stato e mafia. Il sindaco della ma città, Palermo, era un mafioso ed il cardinale della mia città era un amico dei mafiosi. Avevo creduto di trovare, lontano da Palermo, un altro paese ma era solo una illusione, quel cancro che divorava la mia terra oggi è entrato in metastasi e la convivenza con la mafia si è generalizzata ed è arrivata ai livelli più alti. Viene smantellato il patrimonio di leggi per cui Paolo Borsellino e Giovanni Falcone hanno sacrificato la loro vita, vengono indetti funerali di Stato per persone condannate per frode fiscale ed ancora inquisite per reati ancora più gravi.»

«Le amministrazioni locali si adeguano stampando manifesti di partecipazione e cordoglio per la morte di feroci ergastolani, onorandoli con fuochi d’artificio e partecipando con ostentazione ai funerali. Saranno ricompensati con consistenti pacchetti di voti alle elezioni? POVERA ITALIA.»

 

 

La storiaccia non finirà, certo, con le dimissioni di una assessora presentate in un consiglio comunale. O con le INUTILI lamentele. O con le sterili minacce, che rispediamo con forza alla mittente-parente.  

La Stampa libera non ha padroni e padrini.  

Ecco le nostre domande:

– Chi ha autorizzato e non ha controllato il “festoso” funerale?

– Perchè nessuno, ancora oggi, si assume le proprie responsabilità dopo un messaggio devastante che è passato su quel territorio?

– Bastano le dimissioni della ex assessora che ha partecipato al “festoso” funerale?

– Al “festoso” funerale era presente anche il vice-sindaco di Petilia Policastro Carmelo Garofalo?

– Al “festoso” funerale erano presenti anche due consiglieri comunali, uno della maggioranza e una dell’opposizione?

– Curcio, il protagonista di tutto questo “circo” dell’antimafia, si è suicidato, come sostiene la versione ufficiale, o è stato indotto al suicidio?   

Lo scriviamo ancora una volta, per l’ennesima volta. Visto che si continua a far finta di non capire: dovevamo farci i fatti nostri? dovevamo girare la testa dall’altra parte? dovevamo mettere la testa sotto la sabbia, come gli strunzi? dovevamo evitare le domande?

«Un fatto gravissimo. Queste sono responsabilità gravissime. Le Istituzioni non possono partecipare a un funerale di un uomo di mafia. Anche questa signora si dovrebbe dimettere. Ma che messaggio dà alla popolazione di quel paese? Che bisogna dare rispetto un uomo di mafia? Ripeto, la morte non ci rende tutti uguali.»

On. Stefania Ascari, componente commissione parlamentare Antimafia, WordNews.it, 20 luglio 2023

– IL CASO IN PARLAMENTO. Ci sarà una risposta del Governo per i «manifesti» e i «festosi funerali» dell’assassino Curcio (il massacratore di Lea Garofalo)?

Lea e Denise Garofalo, l’ultimo giorno in vita per la fimmina calabrese, Milano, 24 novembre 2009

 

LEGGI ANCHE: 

L’INTERVISTA a Salvatore Borsellino

PRIMA PARTE. «Borsellino: «gli assassini di mio fratello sono dentro lo Stato»

SECONDA PARTE. «Chi ha ucciso Paolo Borsellino è chi ha prelevato l’Agenda Rossa»

TERZA PARTE. Borsellino«L’Agenda Rossa è stata nascosta. E’ diventata arma di ricatto»

 

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OMICIDIO LEA GAROFALO. Il suo assassino è ritornato per quattro ore in paese, a Pagliarelle (Crotone). Ufficialmente per fare visita a sua madre “moribonda”. La donna, Piera Bongera, solo qualche giorno prima è stata vista arzilla e serena in un supermercato. Cosa hanno in mente questi criminali? Perchè sul territorio è rientrato anche il cugino Vito Cosco, implicato nella strage di Rozzano? Per l’avvocato Guarnera: «Hanno preparato l’ambiente per dare un segnale allo stesso ambiente».

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 Il grido d’aiuto (inascoltato) di Lea Garofalo

– “Lea, in vita, non è stata mai creduta”

– «Con Lea Garofalo siamo stati tutti poco sensibili»

– UNDICI ANNI DOPO

 

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