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L’assessore alla cultura dell’illegalità?

di Movimento Agende Rosse

Lettera aperta al presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci.

Ciò che il nostro movimento sta cercando di portare avanti da qualche anno, soprattutto nelle scuole, con l’aiuto dei gruppi territoriali sparsi per l’Italia è la cultura della legalità. Parallelamente ci è d’obbligo sottolineare negativamente i comportamenti di chi preferisce promuovere azioni che vanno nella direzione opposta. Prima delle dichiarazioni del suo assessore ai beni culturali avremmo voluto chiederle perché non ha preferito nominare in quel ruolo qualche incensurato anziché un personaggio noto principalmente per le sue condanne civili e penali (oltre che per essere stato sindaco di un comune sciolto per infiltrazioni mafiose). In una regione condizionata dal fenomeno mafioso, che attinge manovalanza dai giovani con poche possibilità economiche, allettati dalla possibilità di fare soldi “facili”, ci chiediamo perché lanciare il messaggio che in fin dei conti il crimine paga.

Dopo le recenti, scriteriate dichiarazioni dello stesso assessore sul PM antimafia Nino Di Matteo (“ha tratto beneficio delle minacce di morte ricevute dal carcere da Totò Riina. Ha cavalcato l’onda per fare il martire”) le chiediamo, Presidente Musumeci, di dare un segnale forte su quale sia la direzione che vuole intraprendere il nuovo governo della regione Sicilia. E l’unico segnale possibile, a nostro avviso, è la rimozione immediata di uno dei peggiori assessori mai scelti.

Riportiamo, perché condividiamo pienamente, l’ultima parte della lettera aperta che l’Associazione Antimafie Rita Atria le ha scritto:
“Certe frasi sono sempre gravi ma dette da un assessore della regione Siciliana sono insopportabili e offendono la storia della lotta alla mafia. Sia Falcone che Nino Caponnetto sostenevano che la mafia ha più paura della cultura che della giustizia. Il suo assessore non può rappresentare la cultura siciliana; non può rappresentare la cultura che sconfigge la mafia. Chiediamo a lei sig. Presidente della regione Siciliana ufficiali scuse (non basta il rimprovero al suo assessore)”. La lettera continua con la nostra medesima richiesta di rimozione del predetto assessore (che preferiamo non nominare) “per manifesta indegnità politica, etica e morale.”

Sul web è partita in maniera spontanea una petizione online che la invitiamo a valutare

https://www.change.org/p/presidente-del-rimuovere-subito-sgarbi-dall-incarico-di-assessore-per-le-gravi-dichiarazioni-su-di-matteo

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