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SCARPINATO AVREBBE DEPISTATO? I DUBBI SULLA RICOSTRUZIONE DEL DECRETO BOLOGNA

Nel decreto di archiviazione relativo all’indagine su mafia-appalti, il giudice Santi Bologna arriva a definire «attività depistante» la condotta di Roberto Scarpinato nei confronti di Gioacchino Natoli.

Il punto è noto: nella conversazione del gennaio 2024, Scarpinato ricorda a Natoli la riunione del 14 luglio 1992 alla Procura di Palermo e gli chiede di riferire che in quella sede si era parlato anche della richiesta di archiviazione. Per il giudice, quelle parole avrebbero contribuito a inquinare la ricostruzione dei fatti.

Ma siamo sicuri che sia questa l’unica lettura possibile?

Partiamo dalle audizioni del luglio 1992. Bologna attribuisce grande importanza al fatto che nessuno dei magistrati sentiti dal CSM abbia riferito che, durante quella riunione, si fosse parlato della richiesta di archiviazione. Ma quanto può essere significativo un silenzio, se non si verifica prima che cosa venne effettivamente chiesto ai testimoni? Non risulta infatti che in quelle audizioni vennero fatte domande specifiche su archiviazioni dell’indagine o di filoni di essa. E perché quindi l’assenza di quel riferimento dovrebbe essere considerata decisiva?

Il procure Salvatore De Luca stesso, sul quale abbiamo espresso dubbi nel comunicato che potete leggere qui (Salvatore De Luca è la persona giusta per guidare la procura di Caltanissetta nella ricerca della verità sulle stragi?), nelle audizioni del ’92, aveva detto: “io pensavo che mafia, appalti, politica costituisse il tema sul quale si sviluppavano poi l’esito delle indagini, le attività investigative svolte, ebbene mafia, appalti e politica a questo punto fu approfondito soltanto su un processo, posso anche dire qual’è, un processo contro Angelo Sino, costruttore, chiamiamolo così, costruttore, in odor di mafia…”. E ancora, alla domanda dei consiglieri del CSM se Borsellino avesse chiesto formali chiarimenti o sollevato contestazioni in assemblea sul processo appalti, De Luca rispose: “no in sede di quella assemblea no, assolutamente no, lo potrei giurare”

Il decreto ridimensiona anche le dichiarazioni rese molti anni dopo da Guido Lo Forte e Luigi Patronaggio, che hanno riferito di aver affrontato la questione della richiesta di archiviazione. Il ritardo con cui sono emersi questi ricordi può essere certamente un elemento da valutare. Ma se nessuno fece loro prima una domanda diretta perché, dato che non c’è contrasto coi ricordi precedenti ma un arricchimento degli stessi, vengono giudicati meno attendibili?

C’è poi un elemento nuovo che merita particolare attenzione.

Il 20 ottobre Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo su un’intercettazione del 25 ottobre 2023, nella quale Natoli, parlando con Antonio Ingroia, ha fatto riferimento proprio alla riunione del 14 luglio 1992 e alla richiesta di archiviazione predisposta da Lo Forte e Scarpinato.

Siamo di fronte a una conversazione avvenuta quasi tre mesi prima di quella con Scarpinato.

E allora la domanda è inevitabile: se Natoli parlava già di quella riunione e della richiesta di archiviazione nell’ottobre 2023, come si può sostenere che il ricordo sia stato introdotto o costruito soltanto dopo il colloquio del gennaio 2024?

Nell’audizione dello stesso giorno dell’articolo, in Commissione Antimafia, il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, viene sollecitato da una domanda di Cafiero De Raho proprio su questo argomento.

De Raho pone una questione precisa: perché la conversazione del 25 ottobre 2023 tra Natoli e Ingroia, nella quale si fa riferimento alla riunione del 14 luglio 1992 e alla richiesta di archiviazione, non sarebbe stata valorizzata come quella del 18 gennaio 2024 tra Scarpinato e Natoli?

De Luca non ha condiviso questa impostazione. Ha sostenuto che la conversazione debba essere letta nel contesto più ampio dei rapporti telefonici di Natoli e di quelli che la Procura considera tentativi di influenzare i ricordi degli interlocutori. La sua sostituta Pasciuti ha contestato che Ingroia, nella conversazione, dimostri di ricordare chiaramente la riunione: secondo la sua lettura, non sembra neppure ricordare con certezza se fosse presente.

Il punto, però, non è stabilire se Scarpinato abbia sollecitato Natoli a parlare della riunione del 14 luglio 1992: la conversazione del gennaio 2024 lo documenta. Il punto è capire se gli abbia suggerito di riferire un fatto falso oppure se gli abbia ricordato una circostanza di cui Natoli aveva già parlato, quasi tre mesi prima, con Antonio Ingroia.

L’intercettazione del 25 ottobre 2023 non dimostra, da sola, che la richiesta di archiviazione sia stata effettivamente discussa durante quella riunione. Ma pone una domanda che non può essere elusa: se Natoli aveva già collegato la riunione del 14 luglio alla richiesta di archiviazione prima della conversazione con Scarpinato, su quali elementi si fonda la conclusione che quel ricordo sia stato costruito o inquinato proprio da quel colloquio?

La Procura di Caltanissetta ha proposto una propria interpretazione, richiamando il contesto delle altre conversazioni e mettendo in dubbio l’attendibilità dei ricordi di Natoli e Ingroia. Ma questo non cancella la necessità di valutare nel merito anche l’intercettazione precedente, distinguendo ciò che essa prova da ciò che non prova.

È questa la questione che merita una risposta documentale, non una contrapposizione tra tesi precostituite: quali elementi dimostrano che Scarpinato abbia introdotto un ricordo falso, se Natoli aveva già fatto riferimento alla riunione e alla richiesta di archiviazione nell’ottobre 2023?

Perché una cosa è ritenere discutibile o inattendibile la ricostruzione di un testimone; un’altra è concludere che un interlocutore abbia compiuto un’attività depistante. Tra le due affermazioni deve esserci una dimostrazione, e proprio su questo passaggio è legittimo chiedere chiarezza.

Approfondimento: Il Fatto Quotidiano – Mafia-appalti, Scarpinato non depistò nulla: la prova in un’intercettazione
audizione procuratore De Luca del 20-11-26: https://www.youtube.com/watch?v=uQc5OAaayo8

Movimento delle Agende Rosse

 

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