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”Oltre la morte”: Nino Agostino e Ida Castelluccio, un delitto fra mafia e Stato

4 Agosto 2019

“Oltre la morte”. Non è un caso che si intitoli così l’audiodocumentario scritto e realizzato dalla giornalista Antonella Beccaria per Antimafia Duemila sull’omicidio di Nino Agostino e Ida Castelluccio.
E non è un caso nemmeno che nel sottotitolo si parli di “un delitto fra mafia e Stato”. Il primo caso mancato si deve all’iscrizione incisa sulla lapide di Giacoma Augusta Schiera: “Qui giace la madre dell’agente Antonino Agostino, una mamma in attesa di giustizia anche oltre la morte”. Il secondo, legato al precedente, si spiega nel fatto che quell’omicidio, avvenuto esattamente trent’anni fa, il 5 agosto 1989, è stato compiuto da uomini appartenenti alla criminalità organizzata, ma con complicità che vanno rintracciate all’interno delle istituzioni.

L’avvocato della famiglia Agostino, Fabio Repici – la cui intervista fa il punto della situazione a oggi -, nell’audiodocumentario (che si può ascoltare in versione integrale attraverso il player pubblicato sopra) parla di un delitto “compiuto a mezzadria fra Cosa Nostra, polizia di Stato e apparati dello Stato”. E nei 57 minuti del racconto di Antonella Beccaria, si spiegano i motivi attraverso una coralità di voci. Sono quelle dei giornalisti Stefania Limiti e Walter Molino, dell’ex magistrato e avvocato Carlo Palermo, sopravvissuto alla strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985, e di Davide Mattiello, consulente della Commissione Antimafia.
Alle loro, la ricostruzione audio interseca quella di altri protagonisti di questa vicenda, a iniziare da Vincenzo Agostino, padre dell’agente assassinato. Lo fa riprendendo le parole che pronunciò il 21 dicembre 2015 durante un’udienza del processo Capaci bis e sempre dal processo Capaci bis arrivano altre testimonianze. Sono quelle di Saverio Montalbano, ai tempi a capo del commissariato San Lorenzo, presso cui Nino Agostino prestava servizio (udienza del 10 giugno 2015), e dell’avvocato Giustino Piazza, padre di Emanuele, il collaboratore del Sisde scomparso il 16 marzo 1990 (udienza dell’11 novembre 2015).
Si possono poi ascoltare estratti della deposizione di Vincenzo Scarantino, il falso pentito della strage di via d’Amelio del 19 luglio 1992, costretto a mentire e che sarebbe stato “invitato” ad assumersi anche la responsabilità del delitto Agostino-Castelluccio (processo Borsellino Quater, udienza del 4 giugno 2015). Infine arriva dal reportage del 24 aprile 2014 di Servizio Pubblico, la trasmissione di Michele Santoro, la voce dell’ex ispettore Guido Paolilli, l’amico degli Agostino che venne chiamato da Pescara a Palermo per costruire la finta pista passionale come movente del duplice omicidio.
“Oltre la morte”, dunque, è il lungo racconto di trent’anni di menzogne, depistaggi e delitti correlati. Ma è anche la testimonianza della lotta di una famiglia che non si è arresa di fronte a uno scenario così articolato e, all’apparenza, inscalfibile. Non si è arresa al punto che, come ha voluto testimoniare Giacoma Augusta Schiera prima di morire, non conosce limiti nemmeno di fronte alla fine biologica di una vita.

Redazione AMDuemila

 

 

 

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