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	<description>A Paolo, Agostino, Claudio, Eddie Walter, Emanuela,  Vincenzo Fabio.</description>
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	<title>agenda rossa Archivi - 19luglio1992.com</title>
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		<title>Intervista a Salvatore Borsellino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Garavaglia Fragetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 09:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[Colosimo]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Borsellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>INTERVISTA A SALVATORE BORSELLINO Una deriva politicamente autoritaria e narrativamente negazionista sul presunto ruolo degli apparati deviati dello Stato dietro alle stragi. È questa la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/intervista-a-salvatore-borsellino-4/">Intervista a Salvatore Borsellino</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a">
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INTERVISTA A SALVATORE BORSELLINO</div>
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<div dir="auto">Una deriva politicamente autoritaria e narrativamente negazionista sul presunto ruolo degli apparati deviati dello Stato dietro alle stragi. È questa la denuncia indirizzata al governo dal fondatore del Movimento delle Agende Rosse Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso a Palermo il 19 luglio del 1992. Un allarme che, negli ultimi mesi, lo ha spinto a promuovere la nascita di un Coordinamento tra i familiari delle vittime delle stragi di mafia e terrorismo, con l&#8217;obiettivo di sviluppare una strategia unitaria di denuncia contro un sistema di potere che, nelle sue articolazioni istituzionali e mediatiche, sembra ignorare completamente le istanze della società civile su questi temi. Il tutto mentre in Commissione Antimafia si cerca in tutti i modi di allontanare le ombre dell&#8217;eversione nera e dei servizi segreti che si stagliano sulle stragi e, a Palazzo Chigi, si approva un Pacchetto Sicurezza che potrà addirittura permettere ai membri dell&#8217;intelligence – dietro autorizzazione della presidenza del Consiglio – di guidare associazioni mafiose e terroristiche.</div>
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<div dir="auto">Credo che in questi ormai più di trent&#8217;anni passati dall’esecuzione di quella strage non ci sia mai stato un periodo più nero di questo, in cui la speranza di avere Verità e Giustizia si sia fatta sempre più lontana. È in atto da parte del governo, anzi meglio, del sistema di potere che oggi ci governa, una strategia di riscrittura della storia del nostro Paese, che di stragi è costellata, tesa a parcellizzare queste stragi, che invece fanno parte di un unico disegno eversivo, cancellandone da queste le responsabilità dell’eversione nera (e non solo di questa) e banalizzandone le cause a sole stragi di mafia. Laddove invece alla mafia è stato spesso affidato, dagli apparati dello Stato deviato, soltanto il ruolo di esecutore delle stragi stesse. In particolare per quanto riguarda la strage di Via D’Amelio, la Commissione Parlamentare Antimafia, la cui presidenza è stata affidata ad una persona che non ha evitato di esibire in una foto i suoi rapporti più che confidenziali con un terrorista come Luigi Ciavardini, condannato come esecutore della strage alla Stazione di Bologna, ha ristretto i suoi lavori alla sola strage di Via D’Amelio, isolandola dalle altre stragi, in particolare da quella di Capaci a cui è invece indissolubilmente legata, e banalizzandone le cause ad un dossier mafia- appalti che mai avrebbe potuto giustificare l’accelerata esecuzione della strage. La quale era contraria anche agli interessi della mafia stessa. Non bisogna dimenticare infatti che senza la reazione dell’opinione pubblica e di parte della politica a quella strage, sarebbe decaduto in Parlamento quel decreto relativo al 41bis presentato dopo la morte di Falcone, i cui contenuti erano oggetto del “papello” del capo di Cosa Nostra Totò Riina. Insieme alle altre richieste per fermare le stragi.</div>
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<div dir="auto">Nel programma del governo Meloni presentato all’atto del suo insediamento non è assolutamente presente la parola “mafia” e la lotta alla mafia è assolutamente assente dalle successive azioni di questo esecutivo. Che, invece, sono state rivolte verso altri tipi di criminalità piuttosto che contro la criminalità organizzata. Anzi, l’abolizione o la depenalizzazione di certi reati, come l’abuso d’ufficio, il traffico di influenze, il falso in bilancio ed altri reati dei cosiddetti “colletti bianchi” indebolisce la lotta alla mafia in quella che è la nuova strategia delle mafie. Le quali, abbandonato il periodo dello scontro diretto, delle stragi, dell’attacco al cuore del Stato, sono ritornate alla strategia della sommersione, dell’infiltrazione negli stessi apparati dello Stato, della corruzione, dell’accaparramento degli appalti.</div>
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<div dir="auto">Quello che non capisco è come una persona che ha ricoperto il ruolo di magistrato possa portare avanti questa cosiddetta “riforma” della Giustizia che, oltre che attentare alla stessa indipendenza della magistratura, depotenzia gli strumenti indispensabili ai magistrati per potere condurre con efficacia la loro azione, come la durata e le modalità delle intercettazioni, magnificando la cosiddetta separazione delle carriere come la soluzione definitiva ai problemi della giustizia. Mentre, anche attraverso la creazione di due CSM, avrà come sbocco quello di mettere il Pubblico Ministero alle dipendenze del Ministro dell’Interno e quindi del governo. Bisogna considerare poi il fatto che gli effettivi passaggi di carriera sono in realtà meno dell’1%, e quindi inessenziali, e non dimenticare come questa separazione fosse stata ipotizzata nel manifesto della loggia massonica P2 di Licio Gelli come strumento per una trasformazione dello Stato in chiave autoritaria. Per sostenerla si è arrivati addirittura a chiamare in causa Giovanni Falcone, affermando che fosse favorevole a questa separazione, citando alcune sue opinioni espresse in qualche congresso. Dimenticando, però, che nel vecchio codice di procedura penale la funzione del PM era diversa e infatti, nello stesso Maxiprocesso, a condurre le indagini era il pool dell’ufficio istruzione, di cui facevano parte lo stesso Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Di Lello e Guarnotta, mentre a sostenere l’accusa in dibattimento erano i PM, Ayala e Signorino.</div>
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<div dir="auto">Tralasciando gli altri aspetti del cosiddetto Decreto Sicurezza, che con la sicurezza ha poco a che fare, poiché si tratta in effetti di un vero e proprio attentato alle libertà costituzionali e di una criminalizzazione di qualsiasi tipo di dissenso, quello che mi colpisce, anzi mi indigna particolarmente &#8211; e non può non indignare, come me, rutti i familiari delle vittime delle stragi che hanno insanguinato il nostro Paese &#8211; è la parte relativa alle facoltà che vengono date ai servizi segreti. Quello che da sempre hanno fatto questi servizi, come l’istigazione e la partecipazione a queste stragi, sarà da oggi coperto dalla legge. Potranno non solo infiltrarsi nelle strutture terroristiche ma anzi parteciparvi attivamente ed assumerne il comando, detenere ed utilizzare esplosivi, addirittura commettere omicidi rispondendone soltanto al capo del governo. In pratica quegli stessi reati che da sempre hanno commesso, ma per i quali dovevano, nel caso almeno fossero stati individuati, rispondere alla legge. Ora, per questi reati, saranno al di sopra delle leggi e il presidente del Consiglio, al quale dovranno risponderne, è arrivato addirittura a dire che il provvedimento è stato emanato come decreto e non discusso in parlamento per questioni di urgenza, per rispondere alle aspettative dei cittadini. In realtà i cittadini, in particolare quei cittadini che sono stati colpiti non solo come tali, ma anche nei propri affetti, i familiari delle vittime di queste stragi, non sono stati neppure ascoltati, nonostante avessero chiesto di esserlo, sia dalle stesse commissioni parlamentari che che stavano elaborando il provvedimento, sia dallo stesso presidente della Repubblica che non ha neanche risposto al nostro appello.</div>
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<p>Mio fratello Paolo era un uomo di destra, ma di una destra della quale nel nostro Paese si è perso pure il ricordo. Era di destra, ma lavorava all’unisono con una persona dichiaratamente di sinistra, come Giovanni Falcone. Ma anche di quella sinistra, nel nostro Paese, si è perso pure il ricordo. La presidente del Consiglio sostiene di ispirarsi a Paolo Borsellino, ma intanto il suo governo sta smantellando il patrimonio di leggi che Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, a prezzo della loro stessa vita, ci avevano lasciato per dare alla magistratura e al Paese tutte le armi necessarie per potere combattere il cancro che lo corrode: la criminalità organizzata. E purtroppo quella stessa formazione dal punto di vista culturale e politico che ha portato Paolo Borsellino ad essere quello che è stato ha portato persone come Pierluigi Concutelli, come Luigi Ciavardini, come Valerio Fioravanti, come Francesca Mambro, come Paolo Bellini, ad essere quello che sono stati.</p>
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<p>Soprattutto perché gli organi di informazione (e purtroppo, essendo ormai quasi del tutto scomparsa la stampa libera, è il sistema di potere a condizionarli e guidarli) tendono a privilegiare certi argomenti e a occultarne altri. Basta accendere la TV e si sente parlare soltanto di femminicidi. Ed è assolutamente giusto parlarne, ma non focalizzandosi per mesi sempre sullo stesso femminicidio e ripetendo notizie già date altre cento volte. Si parla sempre di guerre, ma non di tutte le guerre. Perché di alcune guerre che durano da anni, come ad esempio quelle in Congo, non si parla mai. Si parla ancora, e da anni, della strage dei coniugi di Erba, si parla mille volte di crisi climatica ma chi parla do contiguità mafia-istituzioni o di lotta alla mafia? Di criminalità organizzata si parla solo il 21 marzo, per la giornata in ricordo delle vittime della mafia, come se si dovesse ricordarle soltanto in quel giorno, quando hanno luogo le parate delle associazioni antimafia ufficiali che accettano fondi dalle istituzioni e che le ricambiano con posti di onore riservati a personaggi spesso impresentabili. Mi aspetto che prima o poi, insieme alla Giornata del Panettone o simili &#8211; non c’è più un giorno dell’anno che non abbia la sua dedica &#8211; venga istituita la Giornata del Mafioso e del Terrorista.</p>
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<p>Non credo che l’opposizione stia portando avanti in questo campo un’azione determinata ed efficace come sarebbe necessario. L’opposizione è troppo disunita e frammentata, dovrebbe imparare ad agire insieme e a contrastare questa deriva che ci sta portando verso un sistema di governo autoritario peggiore del ventennio fascista. E ciò accade perché, approfittando di avere la maggioranza in Parlamento &#8211; ma non nel Paese, a causa della disaffezione al voto da parte della maggior parte della popolazione &#8211; agisce mediante un utilizzo fittizio della democrazia. Riducendo progressivamente, fino ad annullarlo a forza di decreti legge, il ruolo del Parlamento.</p>
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<p>Su questo ho già accennato prima a una risposta, ma voglio aggiungere che le cause fondamentali della repentina accelerazione di quella stage sono sicuramente quella trattativa tra mafia e Stato, alla quale mio fratello era assolutamente contrario e che avrebbe avversato con ogni mezzo, ma soprattutto quello che mio fratello sapeva e quello che aveva scoperto sulla strage di Capaci e su cui aveva detto che si aspettava di riferire all’autorità giudiziaria prima, se fosse stato il caso, di riferirne in pubblico. Sono in particolare queste parole, pronunciate il 25 di giugno in un incontro pubblico alla biblioteca comunale di Palermo, che determinano la sua condanna a morte e l’esecuzione della strage. Paolo non verrà mai sentito dalla procura di Caltanissetta, alla quale verrà invece, dopo la sua morte, chiamato irritualmente a collaborare alle indagini quel Bruno Contrada (allora numero due del SISDE, ndr) del quale, pochi giorni prima, Gaspare Mutolo gli aveva rivelato la collusione con la mafia. Penso anche, ma non ne ho le prove, che Paolo negli ultimi giorni della sua vita si fosse reso conto o avesse avuto notizie del coinvolgimento dei servizi e dell’eversione nera nella strage di Capaci e che per questo sia stata affrettata la sua esecuzione e sia stata fatta scomparire la sua agenda rossa.</p>
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<p>Purtroppo, a distanza di più di trenta anni, proseguono i depistaggi, anche depistaggi di Stato, rivelati soltanto con il Borsellino Quater. Inoltre non si indaga come sarebbe necessario e non si è mai svolta nemmeno la fase dibattimentale di uno specifico processo su quella che sarebbe la scatola nera di quella strage, l’agenda rossa, sottratta dalla macchina di Paolo negli istanti immediatamente successivi all&#8217;attentato. E non soltanto, ma nei processi che si stanno svolgendo a Caltanissetta, su quelli che sono peraltro solo gli ultimi anelli di quel depistaggio di Stato sancito dalla sentenza del Borsellino Quater, è stata pure respinta, per «mancanza di requisiti», la costituzione di parte civile mia e di altri familiari di vittime. Non solo dopo più di trent&#8217;anni non abbiamo giustizia, ma ci viene negato anche il diritto di chiederla, anzi di pretenderla.</p>
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<p>L’idea mi è nata proprio a causa del tentativo in atto da parte di questo governo di riscrivere la storia del nostro Paese, cancellando la responsabilità dei servizi e dell’eversione nera, parcellizzando lo studio delle stragi e banalizzandone le cause. Secondo quest&#8217;ottica, esse devono essere attribuite soltanto a quanti sono stati utilizzati come esecutori, escludendo anzi da questi gli esecutori neofascisti. Inoltre, le ultime sentenze della magistratura hanno ancora di più allontanato la speranza di potere avere, nel corso della vita che mi resta, quella verità e quella giustizia per cui combatto da anni. Ho pensato allora che fosse necessario avere una voce comune, e quindi più forte e più incisiva, da parte delle associazioni dei familiari di vittime per quella che dovrebbe essere una esigenza di tutto il Paese. E che invece, troppo spesso, viene lasciata in carico soltanto a noi. Sono riuscito così a mettere insieme un Coordinamento tra queste associazioni, che riuniscono<strong> i familiari delle vittime di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia, della Stazione di Bologna, della strage di Via dei Georgofili, della strage del treno Italicus, della strage del Rapido 904, oltre che singoli familiari come io stesso</strong>, <strong>la famiglia Catalano, Brizio Montinaro, Stefano Mormile, Sergio Amato, la famiglia Agostino, Angela Manca, Paola Caccia, Luana Ilardo</strong>. Siamo così riusciti ad avere un maggiore impatto mediatico delle nostre rivendicazioni, ma non ancora quelle risposte da parte degli organi istituzionali che ci saremmo aspettati di avere. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, si è anche affrettato a convocare a Palazzo Chigi Mario Mori (ex ufficiale dei ROS finito alla sbarra al processo “Trattativa” e infine assolto, ndr) appena è trapelato che fosse indagato dalla Procura di Firenze per gravissimi reati, manifestandogli la sua solidarietà; al contempo, nessun organo costituzionale ha dato risposta agli appelli da noi inviati direttamente o comunicati attraverso gli organi di informazione.</p>
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<p>Alla politica, sia di opposizione che di governo, non posso che lanciare l’appello di fare di tutto, ognuno nel proprio ruolo, per fare emergere la verità su su queste stragi che hanno disseminato la storia d&#8217;Italia. Finché non emergeranno queste verità e non ci sarà questa giustizia, il nostro Stato non potrà essere definito davvero democratico.</p>
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<p>Alla società civile posso dire di fare ognuno, per quanto piccola possa essere, la sua parte. È necessario non soltanto non essere complici, ma anche non essere indifferenti, non voltare la testa dall’altra parte, non dire «non è affar mio, sono gli altri, le autorità, a doverci pensare». Se riusciremo a farlo, questo nostro disgraziato Paese non avrà più bisogno di eroi. Che, in fin dei conti, eroi non sono, ma soltanto uomini che hanno fatto fino all’ultimo il loro dovere e che sono stati costretti a diventare eroi, a morire come eroi, a causa anche dell’indifferenza di troppi.</p>
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<div dir="auto">[di Stefano Baudino]</div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/intervista-a-salvatore-borsellino-4/">Intervista a Salvatore Borsellino</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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		<title>Salvatore Borsellino: incontri in streaming</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/salvatore-borsellino-incontri-in-streaming/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pat&#38;Guido]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 18:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze e Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri con le scuole]]></category>
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		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Borsellino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.19luglio1992.com/?p=24030</guid>

					<description><![CDATA[<p>«CHI HA UCCISO PAOLO BORSELLINO? CHI HA RUBATO L’AGENDA ROSSA?» Venerdì 18 DICEMBRE 2020 dalle ore 9:45 alle ore 11:00 Incontro con SALVATORE BORSELLINO L’incontro&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/salvatore-borsellino-incontri-in-streaming/">Salvatore Borsellino: incontri in streaming</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800000;"><strong><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/02/Salvatore.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-10566 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/02/Salvatore-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/02/Salvatore-300x200.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/02/Salvatore-1024x683.jpg 1024w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/02/Salvatore-768x512.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/02/Salvatore-1536x1024.jpg 1536w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/02/Salvatore-2048x1365.jpg 2048w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/02/Salvatore-20x13.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/02/Salvatore-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>«CHI HA UCCISO PAOLO BORSELLINO? CHI HA RUBATO L’AGENDA ROSSA?»</strong></span></p>
<p><strong>Venerdì 18 DICEMBRE 2020</strong> dalle <strong>ore 9:45 alle ore 11:00</strong></p>
<p>Incontro con <strong>SALVATORE BORSELLINO</strong></p>
<p>L’incontro si svolge nell’ambito della <strong>IV edizione del Festival della Legalità</strong>, organizzato dall&#8217;<strong>Istituto d&#8217;Istruzione Superiore “A. Marino” di Casoli</strong>, in collaborazione con il <strong>Comune di Casoli (CH)</strong> ed il <strong>Movimento &#8220;Agende Rosse&#8221; di Salvatore Borsellino &#8211; Gruppo &#8220;Giovanni Falcone e Paolo Borsellino&#8221; Abruzzo – Chieti.</strong></p>
<p>L’incontro, trasmesso in diretta streaming <a href="https://www.facebook.com/events/437179007302914/?acontext=%7B%22ref%22%3A%2252%22%2C%22action_history%22%3A%22%5b%7B%5C%22surface%5C%22%3A%5C%22share_link%5C%22%2C%5C%22mechanism%5C%22%3A%5C%22share_link%5C%22%2C%5C%22extra_data%5C%22%3A%7B%5C%22invite_link_id%5C%22%3A427133271622209%7D%7D%5d%22%7D">sulla pagina Facebook dell&#8217;Istituto Scolastico «Algeri Marino»</a>, sarà anche trasmesso in diretta streaming sui <strong>canali del Movimento Agende Rosse</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>pagina Facebook del Movimento A. R.: </strong><br />
<strong><a href="https://www.facebook.com/194470781677/posts/10158867834711678/">https://www.facebook.com/agenderosse/</a></strong></li>
<li><strong>pagina Facebook di Salvatore Borsellino: </strong><br />
<strong><a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=230800685107393&amp;id=100045323904131">https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=230800685107393&amp;id=100045323904131</a></strong></li>
<li><strong>canale youtube del Movimento A. R.:</strong></li>
</ul>
<p><iframe title="«CHI HA UCCISO PAOLO BORSELLINO? CHI HA RUBATO L’AGENDA ROSSA?»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/qvvIaxwMJFk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>«LA MEMORIA COME VALORE»</strong></span></p>
<p><strong>Martedì 22 dicembre 2020 dalle ore 10:00 alle ore 11:00</strong></p>
<p>Incontro con:</p>
<ul>
<li><strong>Salvatore Borsellino</strong></li>
<li><strong>Silvia Camerino</strong></li>
<li><strong>Piera Aiello</strong></li>
</ul>
<p>L’incontro, trasmesso in diretta streaming su <a href="https://www.facebook.com/Radio-voce-della-Speranza-Catania-256212974448109">Radio Voce della Speranza Catania</a>, sarà anche trasmesso in diretta streaming sui <strong>canali del Movimento Agende Rosse</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>pagina Facebook del Movimento A. R.: </strong><br />
<strong><a href="https://www.facebook.com/194470781677/posts/10158867997931678/">https://www.facebook.com/agenderosse/</a></strong></li>
<li><strong>pagina Facebook di Salvatore Borsellino: </strong><br />
<strong><a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=230845175102944&amp;id=100045323904131">https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=230845175102944&amp;id=100045323904131</a></strong></li>
<li><strong>canale Youtube del Movimento A. R.:</strong></li>
</ul>
<p><iframe loading="lazy" title="«LA MEMORIA COME VALORE»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/QTVDQI0W-BE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Eventi:<br />
</strong><strong><a href="https://www.19luglio1992.com/evento/salvatore-borsellino-al-iv-festival-della-legalita-17-18-19-dicembre-2020/?instance_id=1125">Salvatore Borsellino al IV Festival della Legalità – 17/18/19 dicembre 2020</a><br />
</strong><strong><a href="https://www.19luglio1992.com/evento/incontro-la-memoria-come-valore-22-dicembre-2020/?instance_id=1126">Incontro ‘La memoria come valore’ – 22 dicembre 2020</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’intervista – Apparati dello Stato in via D’Amelio in attesa della strage per rubare l’Agenda Rossa</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/lintervista-apparati-dello-stato-in-via-damelio-in-attesa-della-strage-per-rubare-lagenda-rossa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pat&#38;Guido]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 16:23:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[Arcangioli]]></category>
		<category><![CDATA[Ayala]]></category>
		<category><![CDATA[Maggi]]></category>
		<category><![CDATA[NIFAR]]></category>
		<category><![CDATA[nuove ipotesi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Paolo De Chiara INTERVISTA/Seconda ed ultima parte. Parla Angelo Garavaglia Fragetta, uno dei fondatori del Movimento Agende Rosse e collaboratore di Salvatore Borsellino. «Tutti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-apparati-dello-stato-in-via-damelio-in-attesa-della-strage-per-rubare-lagenda-rossa/">L’intervista – Apparati dello Stato in via D’Amelio in attesa della strage per rubare l’Agenda Rossa</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_23215" aria-describedby="caption-attachment-23215" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-9.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23215 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-9-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-9-300x187.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-9-20x12.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-9.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23215" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><em>di Paolo De Chiara</em></p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>INTERVISTA/Seconda ed ultima parte. </strong></em></span><br />
<span style="color: #800000;"><em><strong>Parla Angelo Garavaglia Fragetta, uno dei fondatori del Movimento Agende Rosse e collaboratore di Salvatore Borsellino. «Tutti sapevano che da qualche tempo Paolo teneva questa Agenda. Ucciderlo e basta non aveva senso. Bisognava anche arrivare a prendere quella borsa e, soprattutto, prendere quell’Agenda.»</strong></em></span></p>
<p><em>I fotogrammi sono tratti dal <a href="https://drive.google.com/file/d/1Ow13Q_BiSuVQPk6q1gvAdwz05DCCV5J-/view?usp=drivesdk">Video: nuove ipotesi sul furto dell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino</a> a cura di Angelo Garavaglia Fragetta.</em></p>
<p>«Questa è la prima volta che viene fuori. <strong>Questa è una novità assoluta</strong>. Quando ho proiettato il video con questo aggiornamento alla presenza di un <strong>magistrato da sempre impegnato nella lotta alla mafia</strong> mi ha guardato e ha detto: <em>‘questo non è materiale giornalistico, questo è materiale per gli investigatori’</em>».<br />
Queste sono le parole pronunciate da <strong>Angelo Garavaglia Fragetta</strong>, uno dei fondatori del <strong>Movimento delle Agende Rosse</strong>. <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-agenda-rossa-spunta-fuori-una-novita-assoluta/"><strong>La sua teoria l’abbiamo raccolta nella prima parte di questa lunga intervista</strong></a>. «Il PM <strong>Cardella</strong> vede la borsa nell&#8217;ufficio di <strong>La Barbera</strong> e <strong>la reperta il 5 novembre</strong>. Più di un mese dopo La Barbera chiede a <strong>Maggi</strong> di produrre una relazione di servizio che giustifichi la presenza della borsa nel suo ufficio. La borsa (“in pelle marrone, chiusa e bruciacchiata”, <em>nda</em>) sembra essere o dentro o accanto un sacchetto di plastica. Vengono repertare le cose che ci sono all’interno della borsa e del sacchetto. Ci sono varie cose. E poi c’è anche un <strong>biglietto</strong> con su scritto <strong><em>‘Ritrovato sul luogo della strage, assistente Francesco Maggi’</em></strong>.<br />
Questo bigliettino, secondo me, è <strong>il motivo</strong> per cui <strong>Arnaldo La Barbera chiede a Francesco Maggi</strong> di fare la relazione di servizio».</p>
<p>E in questi anni nessuno ha mai sentito l’assistente Maggi su questo fatto. Perché? In questo modo sono state condotte le indagini? Ma sono state condotte le indagini?&nbsp;</p>
<p>Quanti anni sono passati dall’eccidio di via D’Amelio? Perché aleggia ancora questo segreto intorno all’<strong>Agenda Rossa</strong> di Paolo Borsellino? Chi l’ha fatta sparire? Chi la sta utilizzando come «arma di ricatto»?</p>
<figure id="attachment_23214" aria-describedby="caption-attachment-23214" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-10.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23214 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-10-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-10-300x170.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-10-20x11.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-10.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23214" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>«<strong>L’Agenda Rossa non doveva essere distrutta, doveva sparire</strong> – <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-salvatore-borsellino-lagenda-rossa-e-stata-nascosta-e-diventata-arma-di-ricatto/"><strong>secondo Salvatore Borsellino</strong></a> -. E c’era chi attendeva in via D’Amelio che ci fosse quella esplosione per mettere in atto tutto quello che è stato fatto.&nbsp;<strong>L’Agenda Rossa doveva sparire</strong>&nbsp;altrimenti l’assassinio di Paolo non sarebbe servito a nulla. E, sicuramente, non interessava alla mafia farla sparire.»</p>
<p>L’<strong>Agenda Rossa</strong> è sparita, come è sparito il contenuto delle <strong>agende elettroniche di Giovanni Falcone</strong>, come è sparito il <strong>pc dalla Procura della Repubblica di Palermo</strong> (con 10 anni di indagine su Matteo Messina Denaro), come è sparito il contenuto della cassaforte di Totò Riina (a seguito della mancata perquisizione della sua abitazione dopo la “consegna” da parte di Provenzano), come sono sparite le carte del <strong>generale Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>. Come sono sparite le prove in tante altre circostanze.<br />
<strong>In questo Paese tutto sparisce</strong>. Compresa la verità.</p>
<p><strong>Riprendiamo l’ultima parte dell’intervista con Angelo&nbsp;Garavaglia Fragetta</strong>, perché noi continueremo a seguire questa storia.<br />
E ripartiamo da via D’Amelio, pochi minuti dopo la strage.</p>
<blockquote><p><strong>Q</strong><strong>uante asportazioni della borsa di Borsellino ci sono state?</strong></p></blockquote>
<p>«Partendo dal presupposto che questa ultima asportazione (quella di Maggi, <em>nda</em>) sembra la più inverosimile, guardando tutti i video e riascoltando tutte le testimonianze, credo di aver individuato la seconda asportazione della borsa, <strong>quella di cui parla Ayala</strong>. Mettere insieme la testimonianza di <strong>Ayala</strong> e quella di <strong>Arcangioli</strong> è praticamente impossibile. Ho sempre pensato che uno dei due mentisse o stessero parlando di due asportazioni diverse.<br />
Intorno alle <strong>17:40/42</strong> ho estrapolato un’immagine in cui si vede Ayala e tutta una serie di persone accanto alla macchina di Paolo.<br />
<strong>Dalla ricostruzione fatta da Ayala</strong>, lui arriva in via D’Amelio, viene fermato perché devono spegnere il fuoco, poi passa vicino alla macchina di Paolo, si accorge che quella è la macchina di Paolo e chiede, addirittura, di aprirla per vedere se c’è qualcuno all’interno e dopo va nei giardinetti.<br />
Tornando indietro nel tempo, stiamo parlando delle <strong>17:21/22 circa</strong>, va nel giardinetto, riconosce <strong>il corpo di Paolo</strong> dopodiché dice <em>‘torno verso la macchina aperta e vedo che all’interno c’è una borsa’</em>. E a quel punto lui dà delle versioni: <em>‘l’ho presa io’, ‘l’ha presa un ufficiale dei carabinieri’, ‘l’ha presa un uomo con abiti civili’</em>. Io mi sono concentrato sui punti in comune e, in pratica, i punti in comune sono che lui quella borsa non la tiene in mano, ma la consegna o la fa consegnare a un ufficiale dei carabinieri che c’è lì vicino.<br />
<strong>Questa versione viene confermata dal suo amico Felice Cavallaro</strong> che si ricorda addirittura il grado di questo ufficiale, perché riconosce <strong>due stellette con la torre</strong> sulla divisa estiva.»</p>
<figure id="attachment_23213" aria-describedby="caption-attachment-23213" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-11.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23213 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-11-300x147.jpg" alt="" width="300" height="147" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-11-300x147.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-11-20x10.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/09/NIFAR-11.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23213" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<blockquote><p><strong>Chi è questo tenente colonnello?</strong></p></blockquote>
<p>«Nelle immagini sono riuscito ad estrapolare questa persona, si tratta dell’allora <strong>tenente colonnello Emilio Borghini</strong>.<br />
Sono le <strong>17:40/45</strong>, nella versione di <strong>Ayala</strong> e di un carabiniere di scorta dopo che fanno questa operazione vanno via, praticamente, da via D’Amelio. Non rimangono più. Quando ho trovato questa immagine ho pensato che questo fosse il secondo momento in cui Ayala passasse vicino alla macchina di Paolo e che fosse questo il momento in cui ci fosse la sua versione dell’asportazione della borsa. Quella confermata da <strong>Cavallaro</strong>. È una ripresa fatta da molto lontano, però le persone più alte si vede chi sono, tant’è che c’è anche questo <strong>Emilio Borghini</strong> (all’epoca comandante del gruppo carabinieri di Palermo, <em>nda</em>). Questa credo sia la seconda asportazione, quella definitiva. <strong>Che ci siano state due asportazioni della borsa è praticamente certo</strong>. Arcangioli non avrebbe nessun motivo di dire <em>‘ho rimesso la borsa in macchina’</em>, visto che va assolutamente contro di lui questa versione. Perché non ha nessun senso rimettere una borsa in una macchina che sta bruciando.»</p>
<blockquote><p><strong>C’era qualcuno in via d’Amelio, prima dell’esplosione, che attendeva il momento opportuno per prelevare l’Agenda?</strong></p></blockquote>
<p>«Tutti sapevano che da qualche tempo Paolo teneva questa <strong>Agenda</strong>. Ucciderlo e basta non aveva senso. Bisognava anche arrivare a prendere quella borsa e, soprattutto, a prendere quell’Agenda.»</p>
<blockquote><p><strong>Quindi c’era “qualcuno” che stava aspettando per prenderla?</strong></p></blockquote>
<p>«Era in zona per arrivare a prendere quella Agenda. Secondo me c’era più di uno.»</p>
<blockquote><p><strong>Perché?</strong></p></blockquote>
<p>«Chi avrebbe avuto in mano quell’<strong>Agenda</strong> avrebbe avuto potere rispetto a qualcun altro.»</p>
<blockquote><p><strong>Possiamo spiegare meglio questo concetto?</strong></p></blockquote>
<p>«Chi dice che c’erano i <strong>servizi segreti</strong>, ed è una cosa che è stata confermata da alcune testimonianze. Però, secondo me, c’era anche qualcuno del <strong>ROS dei carabinieri</strong> che aveva bisogno di quell’Agenda per avere potere.»</p>
<blockquote><p><strong>Cosa significa “avere potere”?</strong></p></blockquote>
<p>«È sicuro che qualcuno dello Stato era lì per mettere le mani sull’Agenda Rossa.»</p>
<blockquote><p><strong>Necessaria per Cosa nostra o per “qualcuno” legato agli apparati dello Stato? A chi interessava l’Agenda?</strong></p></blockquote>
<p>«Agli apparati dello Stato. A Cosa nostra non credo interessasse granché.»</p>
<blockquote><p><strong>Per Salvatore Borsellino: «Chi ha ucciso Paolo è chi ha prelevato l’Agenda Rossa».</strong></p></blockquote>
<p>«Diciamo che tra i mandanti, sicuramente, ci sono le stesse persone.»</p>
<blockquote><p><strong>I fatti restano fatti.</strong></p></blockquote>
<p>«Nel video metto una serie di fatti, ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni. <strong>Arcangioli</strong>, anni dopo, si occuperà delle intercettazioni del caso Calciopoli. <strong>Nicola Penta, che è un uomo di Moggi, racconta in una sua lettera che Arcangioli è uomo di assoluta fiducia di Mori</strong>.<br />
Poco tempo fa è stato trovato un appunto molto importante sui <strong>taccuini di Falcone</strong> in cui, per la prima volta, si diceva che <strong>Berlusconi pagava la mafia</strong>. Che Paolo questa cosa non la sapesse dubito fortemente. L’ultima intervista che rilascia è proprio su quell’argomento. Nel 2003 il Governo Berlusconi mette a capo dei servizi segreti <strong>Mario Mori</strong>, quello che poi si saprà essere colui che trattava con la mafia.»&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>Che fine ha fatto l’Agenda Rossa?</strong></p></blockquote>
<p>«È ancora in mano a qualcuno.»</p>
<blockquote><p><strong>È un’arma di ricatto?</strong></p></blockquote>
<p>«Assolutamente sì. Chiusa in qualche cassaforte.»</p>
<blockquote><p><strong>Vogliamo spiegare cosa è successo durante il processo, quando è stato proiettato il vostro video?</strong></p></blockquote>
<p>«Al Borsellino quater era arrivato il giorno dell’arringa della nostra parte civile, dove è stato proiettato questo video che poteva fornire indicazioni molto importanti. Soprattutto per la Procura. Sinceramente <strong>non abbiamo capito perché a quell’udienza i PM non hanno ascoltato l’arringa di Fabio Repici</strong>. Quel video poteva essere molto importante, anzi lo era. Perché poi sappiamo che è stato fatto un supplemento d’indagine.»</p>
<blockquote><p><strong>Lei cosa ha pensato quando ha visto questa scena?</strong></p></blockquote>
<p>«È stata proprio una sensazione di sconforto. E quella sensazione che mi assale ogni volta che proviamo a dare il nostro contributo esterno. E questo contributo non viene recepito. Non ho mai pensato alla malafede, però ho sempre avuto la sensazione che ci sia una sorta di arroganza. Come dire: <em>‘lo sappiamo noi come si fanno le cose’</em>. Però quando vai a studiare le carte, a vedere i video e ti accorgi che c’è qualcosa che non va capisci che il lavoro, a volte, non viene fatto bene. E non c’è chi ha il coraggio di ammetterlo.»</p>
<blockquote><p><strong>Ad oggi, a livello processuale, qual è il punto fermo sull’Agenda Rossa?</strong></p></blockquote>
<p>«Non so come stanno andando le indagini, se sono state archiviate. So che tutto il materiale che avevo l’ho dovuto consegnare.»</p>
<blockquote><p><strong>La Trattativa Stato-mafia è ancora in corso?</strong></p></blockquote>
<p>«È sempre ancora in corso, assolutamente.»</p>
<blockquote><p><strong>Perché?</strong></p></blockquote>
<p>«Matteo Messina Denaro è ancora in circolazione.»&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>Si potrà arrivare alla Verità e alla Giustizia in questo Paese, su questi fatti?</strong></p></blockquote>
<p>«Purtroppo penso di no. Non ci credo. Mi rendo conto che ci sono una serie di ostacoli che sono insormontabili. Noi sappiamo che lottiamo contro entità occulte che ha poteri enormi, ma non è solo questo.»</p>
<blockquote><p><strong>Possiamo fare un esempio?</strong></p></blockquote>
<p>«Ho provato, da collaboratore di Salvatore Borsellino, a chiedere a tutti i fotografi che c’erano quel giorno in via D’Amelio se potevano darmi una mano per ritrovare le foto. Ho fatto cinque o sei richieste, mi ha risposto soltanto uno che dalla seconda volta non mi ha più dato niente. <strong>Oltre a lottare contro entità occulte lottiamo anche contro determinati atteggiamenti</strong> che non portano alla possibilità di avere verità e giustizia.»</p>
<blockquote><p><strong>Gli ostacoli sono insormontabili perché determinati soggetti sono ancora all’interno delle Istituzioni?</strong></p></blockquote>
<p>«Queste persone o sono ancora all’interno delle Istituzioni o hanno amici e complici all’interno delle Istituzioni.»</p>
<blockquote><p><strong>In questi anni sono arrivate pressioni, avvertimenti, minacce?</strong></p></blockquote>
<p>«È successo un fatto strano. Non so se è il caso di citarlo. Diciamo che ce ne sono stati due.»</p>
<p><em>2 parte/fine</em></p>
<p><strong><em>RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright WordNews</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">La prima parte dell&#8217;intervista ad Angelo Garavaglia Fragetta: </span><a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-agenda-rossa-spunta-fuori-una-novita-assoluta/">L’intervista – Agenda Rossa: spunta fuori «una novità assoluta»</a></strong></p>
<div class="post-content">&nbsp;</div>
<p><strong>L’intervista a Salvatore Borsellino.</strong></p>
<p><strong>Prima parte: <a class="vc_gitem-link" title="L’intervista – Salvatore Borsellino: «gli assassini di mio fratello sono dentro lo Stato»" href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-salvatore-borsellino-gli-assassini-di-mio-fratello-sono-dentro-lo-stato/">L’intervista – Salvatore Borsellino: «gli assassini di mio fratello sono dentro lo Stato»</a></strong></p>
<p><strong>Seconda parte:&nbsp;<a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-salvatore-borsellino-chi-ha-ucciso-paolo-borsellino-e-chi-ha-prelevato-lagenda-rossa/">L’intervista – Salvatore Borsellino: «Chi ha ucciso Paolo Borsellino è chi ha prelevato l’Agenda Rossa»</a></strong></p>
<p><strong>Terza parte:&nbsp;<a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-salvatore-borsellino-lagenda-rossa-e-stata-nascosta-e-diventata-arma-di-ricatto/">L’intervista – Salvatore Borsellino: «L’Agenda Rossa è stata nascosta. È diventata arma di ricatto»</a></strong></p>
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<p><strong>Leggi anche: L’intervista al colonnello dei carabinieri Michele Riccio.</strong></p>
<p><strong>Prima parte: <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-dietro-alle-bombe-e-alle-stragi-ci-sono-sempre-gli-stessi-ambienti/">L’intervista: «Dietro alle bombe e alle stragi ci sono sempre gli stessi ambienti»</a></strong></p>
<p><strong>Seconda parte: <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-riccio-mi-ero-gia-attrezzato-per-prendere-bernardo-provenzano/">L’intervista – Riccio: «Mi ero già attrezzato per prendere Bernardo Provenzano»</a></strong></p>
<p><strong>Terza parte: <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-riccio-non-hanno-voluto-arrestare-bernardo-provenzano/">L’intervista – Riccio: «Non hanno voluto arrestare Bernardo Provenzano»</a></strong></p>
<p><strong>Quarta parte: <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-riccio-lordine-per-ammazzare-ilardo-e-partito-dallo-stato/">L&#8217;intervista &#8211; Riccio: «L’ordine per ammazzare Ilardo è partito dallo Stato»</a></strong></p>
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<p><strong>Per approfondimenti:</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.wordnews.it/impastato-la-mafia-e-nel-cuore-dello-stato"><b><span lang="IT">Impastato: «La mafia è nel cuore dello Stato»&nbsp;</span></b></a></strong></p>
<p><a href="https://www.wordnews.it/stato-e-mafie-parla-ravida-ex-ufficiale-della-dia"><strong>Stato e mafie: parla Ravidà, ex ufficiale della DIA</strong></a></p>
<p><a href="https://www.wordnews.it/attilio-manca-suicidato-per-salvare-bernardo-provenzano"><strong>Attilio Manca suicidato per salvare Bernardo Provenzano</strong></a></p>
<p><a href="https://www.wordnews.it/ingroia-lo-stato-non-poteva-arrestare-provenzano"><strong>INGROIA: «Lo Stato non poteva arrestare Provenzano»</strong></a></p>
<p><a href="https://www.wordnews.it/ingroia-provenzano-garante-della-trattativa-stato-mafia"><strong>INGROIA: «Provenzano garante della Trattativa Stato-mafia»</strong></a></p>
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<p><strong>L’intervista al pentito siciliano Benito Morsicato: </strong></p>
<p><strong>Prima parte: </strong><a href="https://www.wordnews.it/cosa-nostra-non-e-finita-e-ancora-forte"><strong>«Cosa nostra non è finita. È ancora forte»</strong></a></p>
<p><strong>Seconda parte: </strong><a href="https://www.wordnews.it/il-pentito-matteo-messina-denaro-e-un-pezzo-di-merda-voglio-parlare-con-di-matteo"><strong>Il pentito: «Matteo Messina Denaro è un pezzo di merda. Voglio parlare con Di Matteo»</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tratto da: <a href="https://www.wordnews.it/apparati-dello-stato-in-via-damelio-per-attendere-la-strage-e-rubare-lagenda-rossa">www.wordnews.it</a></strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-apparati-dello-stato-in-via-damelio-in-attesa-della-strage-per-rubare-lagenda-rossa/">L’intervista – Apparati dello Stato in via D’Amelio in attesa della strage per rubare l’Agenda Rossa</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’intervista – Agenda Rossa: spunta fuori «una novità assoluta»</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/lintervista-agenda-rossa-spunta-fuori-una-novita-assoluta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pat&#38;Guido]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2020 17:47:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[NIFAR]]></category>
		<category><![CDATA[nuove ipotesi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Paolo De Chiara INTERVISTA/Prima parte.&#160; Cosa è successo in via D’Amelio? Prima, durante e dopo la strage di Stato? Stavano aspettando il “botto” per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-agenda-rossa-spunta-fuori-una-novita-assoluta/">L’intervista – Agenda Rossa: spunta fuori «una novità assoluta»</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_23188" aria-describedby="caption-attachment-23188" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-1.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23188 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-1-300x163.jpg" alt="" width="300" height="163" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-1-300x163.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-1-20x11.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-1.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23188" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><em>di Paolo De Chiara</em></p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>INTERVISTA/Prima parte.&nbsp;<br />
</strong></em></span><span style="color: #800000;"><em><strong>Cosa è successo in via D’Amelio? Prima, durante e dopo la strage di Stato? Stavano aspettando il “botto” per impadronirsi dell’Agenda Rossa del magistrato? Lo abbiamo chiesto ad Angelo Garavaglia Fragetta, uno dei fondatori del Movimento Agende Rosse e collaboratore di Salvatore Borsellino. «Francesco Maggi fa la relazione di servizio in cui dice di aver preso la borsa il 21 dicembre del 1992. Cinque mesi dopo rispetto al giorno della strage. Questa relazione di servizio viene fatta su richiesta di Arnaldo La Barbera, che noi sappiamo essere un depistatore di indagini. Qualche giorno prima del 21 dicembre 1992 questa borsa viene repertata. Viene aperta e se ne scopre il contenuto. Ci sono varie cose. C’è anche un biglietto con scritto ‘Ritrovato sul luogo della strage, assistente Francesco Maggi’. Questa è prima volta che viene fuori. Questa è una novità assoluta.»</strong></em></span></p>
<p><em>I fotogrammi sono tratti dal <a href="https://drive.google.com/file/d/1Ow13Q_BiSuVQPk6q1gvAdwz05DCCV5J-/view?usp=drivesdk">Video: nuove ipotesi sul furto dell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino</a> a cura di Angelo Garavaglia Fragetta.</em></p>
<p>«Per me è uno snodo fondamentale l’Agenda Rossa.&nbsp;<strong>Chi ha ucciso Paolo è chi ha prelevato l’Agenda Rossa</strong>. Sicuramente». <a href="https://www.wordnews.it/chi-ha-ucciso-paolo-e-chi-ha-prelevato-lagenda-rossa">Parole pronunciate da Salvatore Borsellino durante l<strong>a lunga </strong>intervista rilasciata a <em>WordNews</em></a>. Ma da chi è stata prelevata l’Agenda del magistrato ucciso nell’eccidio di via D’Amelio il 19 luglio del 1992?<br />
<strong>È stata una mano mafiosa? </strong>«No, assolutamente no.», <strong>spiega Salvatore</strong>. «Che cosa poteva interessare ai mafiosi l’<strong>Agenda Rossa di Paolo</strong>. C’erano riportate delle cose che, sicuramente, non interessavano alla mafia.»</p>
<p>Dal <strong>verbale della Procura della Repubblica di Caltanissetta</strong> del giorno <strong>5 novembre 1992</strong> è possibile apprendere il <strong>contenuto di un sacchetto e della borsa</strong> “di pelle marrone, chiusa e bruciacchiata” di Paolo Borsellino. Negli uffici della Procura sono presenti <strong>Fausto Cardella</strong>, sostituto procuratore della Repubblica, assistito da <strong>Franca Ferreri</strong> con l’ausilio di <strong>ufficiali di polizia giudiziaria</strong> della sezione carabinieri.</p>
<p><strong>Nel sacchetto di plastica vengono trovati i seguenti oggetti:</strong> 1) Borsa in pelle marrone, chiusa e bruciacchiata (rientra tra gli oggetti presenti nel sacchetto?, <em>nda</em>); 2) un paio di occhiali; 3) un mazzo di chiavi; 4) un pacchetto di fazzoletti di carta; 5) uno scontrino fiscale; 6) n.3 fogli di carta spillati. “Detti oggetti erano contenuti in un sacchetto di plastica aperto nel quale vi era anche un biglietto nel quale si legge: <strong>«Rinvenuto sul luogo della strage, ass. Maggi Francesco»</strong>”.<br />
Ed ecco l’<strong>elenco degli oggetti contenuti nella borsa del magistrato</strong>: un pacchetto di sigarette Dunhill con tre sigarette, un crest nel Nucleo carabinieri di Palermo, un paio di pantaloncini da tennis bianchi, un costume da bagno, un carica batteria per telefono con batteria ed accessori, un altro pacchetto di Dunhill, un pezzo di giornale strappato.</p>
<figure id="attachment_23187" aria-describedby="caption-attachment-23187" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-2.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23187 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-2-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-2-300x180.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-2-20x12.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-2.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23187" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Cosa è successo in via D’Amelio? Prima, durante e dopo la strage di Stato? Stavano aspettando il botto per impadronirsi degli appunti del magistrato? Che fine ha fatto l’Agenda Rossa di Paolo Borsellino?<br />
<strong>Lo abbiamo chiesto ad Angelo Garavaglia Fragetta</strong>, uno dei fondatori del <strong>Movimento Agende Rosse</strong> e collaboratore di <strong>Salvatore Borsellino</strong>.</p>
<p>Perché abbiamo deciso di coinvolgerlo? Perché grazie al suo lavoro, dopo anni di silenzi e menzogne, sono emerse novità importanti intorno al <strong>“furto” dell’Agenda</strong>.&nbsp;<br />
«Ho fatto una serie di analisi sui video. È stato fatto un primo video, un collage di pezzi di video, senza nessun commento. <strong>Servivano ad accompagnare l’arringa del nostro avvocato</strong>. Già da lì si evincevano numerose cose».</p>
<blockquote><p><strong>Tipo?</strong></p></blockquote>
<p>«Alcuni orari in cui succedevano determinate cose. Quel giorno <strong>la Procura ha pensato di non presenziare</strong>. Non ha visto, quindi, il video. Comunque rimasto agli atti. Dopodiché abbiamo deciso di fare un video con audio, in cui spiegavamo determinate cose. A quel punto, <strong>la Procura di Caltanissetta ha dovuto aprire un’inchiesta</strong>. C’erano nuovi spunti per le indagini.»</p>
<blockquote><p><strong>Partiamo dall’inizio. Ritorniamo al 19 luglio del 1992 in via D’Amelio. Alle ore 16:58 esplode la Fiat 126, imbottita di tritolo. Cosa succede dopo la strage?</strong></p></blockquote>
<p>«Le prime immagini che si vedono, intorno alle <strong>17:20</strong>, lasciano intravedere il fatto che sul luogo dove è scoppiata la bomba ci sono numerosi focolai di incendio. I primi ad arrivare sono stati i Vigili del Fuoco che cercavano di spegnerli. Sul luogo dell’eccidio si scorgono il dott. <strong>Ayala</strong> e <strong>Giovanni Arcangioli</strong>, sono arrivati lì abbastanza presto.»</p>
<blockquote><p><strong>Che ruolo avevano, in quel momento, i due soggetti citati?</strong></p></blockquote>
<p>«<strong>Ayala</strong> era da poco diventato un deputato della Repubblica, dopo essere stato per tanti anni magistrato e aver svolto nel Maxi Processo il ruolo di PM; <strong>Arcangioli</strong> era un capitano dei carabinieri che quel giorno era di turno.»</p>
<blockquote><p><strong>A che titolo si trovano sul luogo della strage?</strong></p></blockquote>
<p>«<strong>Arcangioli</strong> era di turno ed era abbastanza naturale che fosse lì, il dott. <strong>Ayala</strong> abitava a circa 300, 400 metri al massimo da <strong>via D’Amelio</strong>. In quel momento era a casa, stava aspettando – dice lui – <strong>Cavallaro</strong> che doveva fare un’intervista per il suo libro. Quando ha sentito lo scoppio, con gli uomini della sua scorta, si è recato in via D’Amelio. Dopo 20 minuti era lì, fondamentalmente.»</p>
<blockquote><p><strong>Ritorniamo alle immagini.</strong></p></blockquote>
<p>«C’è questa immagine, ripresa da lontano, in cui si vedono <strong>Arcangioli e Ayala che sono bloccati dalle fiamme e non riescono ad entrare in via D’Amelio</strong>. Ayala è sempre circondato da almeno quattro persone, due uomini della sua scorta più altre persone che lo seguono sempre. <strong>Ho individuato l’orario preciso in cui viene asportata la borsa dalla macchina di Paolo</strong>, quella immagine in cui è presente <strong>Arcangioli con la borsa in mano</strong>. Nei video si vedono alcune immagini, si vede lui con la borsa in mano. In particolare, ho estrapolato un’immagine e si vede l’ombra proiettata dal sole sui palazzi, e andando in via D’Amelio, un altro anno, ho fatto le stesse foto per cercare di capire a che ora avvenivano determinate cose.»</p>
<blockquote>
<figure id="attachment_23186" aria-describedby="caption-attachment-23186" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-3.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23186 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-3-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-3-300x206.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-3-20x14.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-3.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23186" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>A che ora, quindi, viene asportata la borsa?</strong></p></blockquote>
<p>«Dall’ombra sul palazzo ho desunto che l’orario dell’<strong>asportazione della borsa</strong> fosse <strong>intorno alle 17:30/17:31</strong>. Trentadue, trentatré minuti dopo lo scoppio.»</p>
<blockquote><p><strong>Da chi viene asportata, per la prima volta, la borsa?</strong></p></blockquote>
<p>«La teoria è che ci sono diverse asportazioni della borsa. Tra le <strong>17:20</strong> e le <strong>17:32</strong> ci sono delle immagini che dimostrano che Ayala era nel giardinetto, all’interno del cancello, <strong>dove è stato trovato il corpo di Paolo Borsellino</strong>. Alle <strong>17:30</strong> si vede Arcangioli con la borsa in mano che esce, va verso l’uscita di via D’Amelio. Percorre, dal fondo di via D’Amelio, tutta la strada per uscire…»</p>
<blockquote>
<figure id="attachment_23185" aria-describedby="caption-attachment-23185" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-4.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23185 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-4-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-4-300x170.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-4-20x11.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-4.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23185" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Per andare?</strong></p></blockquote>
<p>«Non si sa bene dove.»</p>
<blockquote><p><strong>Con la borsa in mano?</strong></p></blockquote>
<p>«Con la borsa in mano. Ci sono state diverse versioni. <strong>Lui e Ayala hanno versioni diverse</strong> della stessa cosa. Lui dice (Arcangioli, <em>nda</em>) che ha preso questa borsa, l’ha aperta davanti ad Ayala, ha visto che dentro c’era solo un crest dei carabinieri ed altre cose di poco conto. E non si ricorda se lui o qualcuno, su sua indicazione, ha rimesso la borsa dentro la macchina.»</p>
<blockquote><p><strong>Arcangioli non parla dell’Agenda Rossa?</strong></p></blockquote>
<p>«No. Quando gli chiedono se dentro ci fosse l’Agenda Rossa lui dice no, c’era solo il crest dei carabinieri e altri oggetti.»</p>
<blockquote><p><strong>Che fine fa la borsa di Paolo Borsellino?</strong></p></blockquote>
<p>«Torna in macchina.»</p>
<blockquote><p><strong>Perché la borsa viene rimessa nella macchina? Qual è la logica?</strong></p></blockquote>
<p>«Secondo me non c’è nessuna logica. Nel senso che <strong>le macchine erano ancora interessate dagli incendi</strong>, dai ritorni di fiamma. I vigili sono continuamente impegnati a spegnere questi ritorni di fiamma. In un video, intorno alle <strong>17:40</strong>, in cui si vede proprio che i vigili stanno di nuovo spegnendo la macchina di Paolo. <strong>Rimettere la borsa in macchina non aveva proprio nessun senso</strong>. Non c’era nessun motivo. La borsa andava repertata, che sia tornata in macchina è una stortura impressionante, una delle tante. Una delle peggiori.»&nbsp;&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>Viene rimessa in macchina. E dopo cosa succede?</strong></p></blockquote>
<p>«Ufficialmente l’asportazione successiva dovrebbe essere quella di un poliziotto, l’assistente <strong>Francesco Maggi</strong> che dice che ha preso la borsa e l’ha portata nell’ufficio del <strong>questore La Barbera</strong>, dove poi verrà ritrovata. Mesi e mesi dopo.»</p>
<blockquote><p><strong>Senza Agenda?</strong></p></blockquote>
<p>«Senza Agenda, ovviamente. Questa versione pone dei dubbi molto, molto forti.»</p>
<blockquote><p><strong>Perché?</strong></p></blockquote>
<p>«Praticamente ci sono <strong>quattro indizi importanti </strong>al riguardo. Quando Maggi dice di aver preso la borsa afferma di averla presa da una <strong>Croma azzurra</strong> in cui all’interno c’era anche una mitraglietta M12. Questa macchina in realtà è quella degli uomini di scorta, che stava un paio di metri indietro a quella di Paolo. Per cui già la macchina, su cui dice di averla presa, è quella sbagliata. Poi, quel giorno, <strong>i segretari di Arnaldo La Barbera</strong> a cui doveva essere consegnata questa borsa non si ricordano la presenza di Maggi. Anzi di più, dicono che se qualcuno <em>‘ci avesse dato un reperto così importante, come la borsa del magistrato, noi l’avremmo sicuramente messa dentro l’armadio blindato dell’ufficio. Non l’avremmo certo lasciata sul divanetto’</em>, dove poi è stata ritrovata.»</p>
<blockquote><p><strong>Il terzo indizio?</strong></p></blockquote>
<p>«Francesco Maggi fa la relazione di servizio in cui dice di aver preso la borsa il 21 dicembre del 1992. Cinque mesi dopo rispetto al giorno della strage. <strong>Questa relazione di servizio viene fatta su richiesta di Arnaldo La Barbera</strong>, che noi sappiamo essere <strong>un depistatore di indagini</strong>.»</p>
<blockquote><p><strong>Perché, cinque mesi dopo, viene fatta questa richiesta? </strong></p></blockquote>
<p>«Perché in quel momento c’era il PM Cardella che stava indagando sulla sparizione dell’Agenda Rossa. Già all’epoca era aperta questa indagine. E avendo trovato <strong>questa borsa sul divanetto di Arnaldo La Barbera si chiedeva cosa ci facesse lì</strong>. A quel punto La Barbera aveva bisogno di una pezza d’appoggio, perciò viene fatta fare la relazione a Maggi.»</p>
<blockquote><p><strong>Possiamo spiegare meglio?</strong></p></blockquote>
<p>«Il PM <strong>Cardella</strong> vede la borsa nell&#8217;ufficio di <strong>La Barbera</strong> e <strong>la reperta il 5/11</strong>. Più di un mese dopo La Barbera chiede a <strong>Maggi</strong> di produrre una relazione di servizio che giustifichi la presenza della borsa nel suo ufficio.»</p>
<blockquote><p><strong>Perché La Barbera lo chiede a Maggi?</strong></p></blockquote>
<p>«Prima del 21 dicembre 1992 (esattamente il 5 novembre dello stesso anno, <em>nda</em>) questa borsa viene repertata. Viene aperta e se ne scopre il contenuto. Questa borsa sembra essere o dentro o accanto un sacchetto di plastica. Vengono repertare le cose che ci sono all’interno della borsa e del sacchetto. Ci sono varie cose, tipo un costume, un pacco di fazzoletti di carta, il crest dei carabinieri.<br />
E poi c’è anche un <strong>biglietto</strong> con su scritto <strong><em>‘Ritrovato sul luogo della strage, assistente Francesco Maggi’</em></strong>.<br />
Questo bigliettino, secondo me, è <strong>il motivo</strong> per cui <strong>Arnaldo La Barbera chiede a Francesco Maggi</strong> di fare la relazione di servizio.<br />
Il problema grosso è che su questo bigliettino si legge ‘<strong>Ritrovato</strong> sul luogo della strage’, quindi a qualsiasi cosa si riferisse Francesco Maggi, poteva essere il crest, poteva essere il mazzo di chiavi, poteva essere qualsiasi cosa che fosse maschile. Ma sicuramente non poteva essere una borsa di cuoio.»</p>
<blockquote>
<figure id="attachment_23184" aria-describedby="caption-attachment-23184" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-5.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23184 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-5-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-5-300x228.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-5-20x15.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-5.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23184" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Il quarto indizio, quindi, è il bigliettino?</strong></p></blockquote>
<p>«Sì, il biglietto ritrovato sul luogo della strage. A cosa fosse attaccato non lo so.»</p>
<blockquote><p><strong>Cosa ha detto Maggi, in questi anni, su questo bigliettino? </strong></p></blockquote>
<p>«Questa è la prima volta che viene fuori. <strong>Questa è una novità assoluta</strong>. Quando ho proiettato il video con questo aggiornamento alla presenza di un <strong>magistrato da sempre impegnato nella lotta alla mafia</strong> mi ha guardato e ha detto: <em>‘questo non è materiale giornalistico, questo è materiale per gli investigatori’</em>.»</p>
<figure id="attachment_23183" aria-describedby="caption-attachment-23183" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-6.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23183 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-6-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-6-300x183.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-6-20x12.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-6.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23183" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<blockquote><p><strong>Perché è una novità se il biglietto (“Rinvenuto sul luogo della strage ass. Maggi”) è già presente nel verbale del 5 novembre del 1992?</strong></p></blockquote>
<p>«A livello mediatico è la prima volta che viene fuori.»</p>
<blockquote><p><strong>Ma in tutti questi anni Maggi è mai stato sentito su questo bigliettino? </strong></p></blockquote>
<p>«No. Non è mai stato sentito sul bigliettino. È la prima volta che qualcuno fa notare questa cosa. Il verbale parla di una borsa e del suo contenuto e di un sacchetto e del contenuto di questo sacchetto.»&nbsp;&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>Ma come viene aperta l’indagine se, ufficialmente, nella borsa non viene “trovata” l’Agenda Rossa? Prendono la borsa, la riprendono, ma nessuno trova l’Agenda, diciamo così. Ufficialmente, quindi, è come se questa Agenda non esistesse. Perché, quindi, viene aperta una indagine?</strong></p></blockquote>
<p>«Nel 2005 viene aperta l’inchiesta perché viene trovata <strong>la foto di Arcangioli</strong> con la borsa in mano.»</p>
<blockquote><p><strong>Qual è lo spunto che permette l’inizio dell’inchiesta? </strong></p></blockquote>
<p>«Tutto parte dalla richiesta dei familiari. Dicono subito che <strong>manca quell’Agenda Rossa</strong>, che loro sapevano essere all’interno della borsa.»</p>
<blockquote><p><strong>Quando viene fatta questa richiesta?</strong></p></blockquote>
<p>«Viene fatto subito.»</p>
<blockquote><p><strong>Nell’immediato?</strong></p></blockquote>
<p>«Sì.»</p>
<blockquote><p><strong>E nel 2005 viene aperta l’inchiesta?</strong></p></blockquote>
<p>«Perché la versione ufficiale fino a quel momento, che era stato Maggi a portare la borsa nell’ufficio di La Barbera, viene <strong>smentita dalla foto</strong> in cui si vede Arcangioli con la borsa in mano.»</p>
<blockquote><p><strong>Tredici anni dopo?</strong></p></blockquote>
<p>«Esatto.» &nbsp;&nbsp;</p>
<blockquote>
<figure id="attachment_23182" aria-describedby="caption-attachment-23182" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-7.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23182 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-7-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-7-300x170.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-7-20x11.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-7.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23182" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<p><strong>Quante asportazioni della borsa di Borsellino ci sono state?</strong></p></blockquote>
<p>«Partendo dal presupposto che questa ultima asportazione (quella di Maggi, <em>nda</em>) sembra la più inverosimile, guardando tutti i video e riascoltando tutte le testimonianze, credo di aver individuato la seconda asportazione della borsa, <strong>quella di cui parla Ayala</strong>. Mettere insieme la testimonianza di <strong>Ayala</strong> e quella di <strong>Arcangioli</strong> è praticamente impossibile. Ho sempre pensato che uno dei due mentisse o stessero parlando di due asportazioni diverse.<br />
Intorno alle <strong>17:40/42</strong> ho estrapolato un’immagine in cui si vede Ayala e tutta una serie di persone accanto alla macchina di Paolo.<br />
<strong>Dalla ricostruzione fatta da Ayala</strong>, lui arriva in via D’Amelio, viene fermato perché devono spegnere il fuoco, poi passa vicino alla macchina di Paolo, si accorge che quella è la macchina di Paolo e chiede, addirittura, di aprirla per vedere se c’è qualcuno all’interno e dopo va nei giardinetti.</p>
<figure id="attachment_23181" aria-describedby="caption-attachment-23181" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-8.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23181 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-8-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-8-300x212.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-8-20x14.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/08/NIFAR-8.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23181" class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</figcaption></figure>
<p>Va nel giardinetto, riconosce <strong>il corpo di Paolo</strong> dopodiché dice <em>‘torno verso la macchina aperta e vedo che all’interno c’è una borsa’</em>. E a quel punto lui dà delle versioni: <em>‘l’ho presa io’, ‘l’ha presa un ufficiale dei carabinieri’, ‘l’ha presa un uomo con abiti civili’</em>. Io mi sono concentrato sui punti in comune e, in pratica, i punti in comune sono che lui quella borsa non la tiene in mano, ma la consegna o la fa consegnare a un ufficiale dei carabinieri che c’è lì vicino.<br />
<strong>Questa versione viene confermata dal suo amico Felice Cavallaro</strong> che si ricorda addirittura il grado di questo ufficiale, perché riconosce <strong>due stellette con la torre</strong> sulla divisa estiva.»</p>
<blockquote><p><strong>Chi è questo tenente colonnello?</strong></p></blockquote>
<p><strong>…</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>1 parte/continua</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright WordNews</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’intervista di Salvatore Borsellino.</strong></p>
<p><strong>Prima parte: <a class="vc_gitem-link" title="L’intervista – Salvatore Borsellino: «gli assassini di mio fratello sono dentro lo Stato»" href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-salvatore-borsellino-gli-assassini-di-mio-fratello-sono-dentro-lo-stato/">L’intervista – Salvatore Borsellino: «gli assassini di mio fratello sono dentro lo Stato»</a></strong></p>
<p><strong>Seconda parte:&nbsp;<a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-salvatore-borsellino-chi-ha-ucciso-paolo-borsellino-e-chi-ha-prelevato-lagenda-rossa/">L’intervista – Salvatore Borsellino: «Chi ha ucciso Paolo Borsellino è chi ha prelevato l’Agenda Rossa»</a></strong></p>
<p><strong><br />
Leggi anche: L’intervista al colonnello dei carabinieri Michele Riccio.</strong></p>
<p><strong>Prima parte: <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-dietro-alle-bombe-e-alle-stragi-ci-sono-sempre-gli-stessi-ambienti/">L’intervista: «Dietro alle bombe e alle stragi ci sono sempre gli stessi ambienti»</a></strong></p>
<p><strong>Seconda parte: <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-riccio-mi-ero-gia-attrezzato-per-prendere-bernardo-provenzano/">L’intervista – Riccio: «Mi ero già attrezzato per prendere Bernardo Provenzano»</a></strong></p>
<p><strong>Terza parte: <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-riccio-non-hanno-voluto-arrestare-bernardo-provenzano/">L’intervista – Riccio: «Non hanno voluto arrestare Bernardo Provenzano»</a></strong></p>
<p><strong>Quarta parte: <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-riccio-lordine-per-ammazzare-ilardo-e-partito-dallo-stato/">L&#8217;intervista &#8211; Riccio: «L’ordine per ammazzare Ilardo è partito dallo Stato»</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per approfondimenti:</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.wordnews.it/impastato-la-mafia-e-nel-cuore-dello-stato"><b><span lang="IT">Impastato: «La mafia è nel cuore dello Stato»&nbsp;</span></b></a></strong></p>
<p><a href="https://www.wordnews.it/stato-e-mafie-parla-ravida-ex-ufficiale-della-dia"><strong>Stato e mafie: parla Ravidà, ex ufficiale della DIA</strong></a></p>
<p><a href="https://www.wordnews.it/attilio-manca-suicidato-per-salvare-bernardo-provenzano"><strong>Attilio Manca suicidato per salvare Bernardo Provenzano</strong></a></p>
<p><a href="https://www.wordnews.it/ingroia-lo-stato-non-poteva-arrestare-provenzano"><strong>INGROIA: «Lo Stato non poteva arrestare Provenzano»</strong></a></p>
<p><a href="https://www.wordnews.it/ingroia-provenzano-garante-della-trattativa-stato-mafia"><strong>INGROIA: «Provenzano garante della Trattativa Stato-mafia»</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’intervista al pentito siciliano Benito Morsicato: </strong></p>
<p><strong>Prima parte: </strong><a href="https://www.wordnews.it/cosa-nostra-non-e-finita-e-ancora-forte"><strong>«Cosa nostra non è finita. È ancora forte»</strong></a></p>
<p><strong>Seconda parte: </strong><a href="https://www.wordnews.it/il-pentito-matteo-messina-denaro-e-un-pezzo-di-merda-voglio-parlare-con-di-matteo"><strong>Il pentito: «Matteo Messina Denaro è un pezzo di merda. Voglio parlare con Di Matteo»</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tratto da: <a href="https://www.wordnews.it/agenda-rossa-spunta-fuori-una-novita-assoluta">www.wordnews.it</a></strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/lintervista-agenda-rossa-spunta-fuori-una-novita-assoluta/">L’intervista – Agenda Rossa: spunta fuori «una novità assoluta»</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Speciale Borsellino, Genchi: “Non solo La Barbera dietro il depistaggio. Ecco i nomi”</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/speciale-borsellino-genchi-non-solo-la-barbera-dietro-il-depistaggio-ecco-i-nomi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 09:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[Arnaldo La Barbera]]></category>
		<category><![CDATA[Gioacchino Genchi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avvocato Genchi, lei è andato via dal gruppo investigativo&#160;Falcone-Borsellino, scontrandosi duramente col suo capo ARNALDO LA BARBERA, a libro paga Sisde con nome in codice&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/speciale-borsellino-genchi-non-solo-la-barbera-dietro-il-depistaggio-ecco-i-nomi/">Speciale Borsellino, Genchi: “Non solo La Barbera dietro il depistaggio. Ecco i nomi”</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22874 alignleft" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/07/GENCHI_GIOCCHINO.jpg" alt="" width="258" height="256" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/07/GENCHI_GIOCCHINO.jpg 258w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/07/GENCHI_GIOCCHINO-150x150.jpg 150w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/07/GENCHI_GIOCCHINO-20x20.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px" />Avvocato Genchi, lei è andato via dal gruppo investigativo&nbsp;<em>Falcone-Borsellino</em>, scontrandosi duramente col suo capo ARNALDO LA BARBERA, a libro paga Sisde con nome in codice “<em>RUTILIUS</em>”, definito dalle sentenze come il<em>&nbsp;“protagonista assoluto dell’intera attività di depistaggio”&nbsp;</em>e addirittura<em>&nbsp;“intensamente coinvolto nell’attività di sparizione”</em>&nbsp;dell’agenda rossa.&nbsp;Lei che è stato a lungo accanto a lui, pensa sia davvero così?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Conobbi La Barbera la vigilia di Ferragosto dell’88; io ero molto impegnato e non riuscii a parlare con lui subito. Lui ebbe il tempo di andare a lamentarsi a Roma col Capo della Polizia Parisi, il quale poi mi convocò dicendomi di andarlo a trovare. Il primo incontro non fu felice perché io avvertii risentimento nei miei confronti; non gli avevano riferito che lo avevo cercato per ben tre volte… Chiarito questo, poi nacque un rapporto di intensa collaborazione che durò fino al 1993. La Barbera venne perfino a casa mia, a San Nicola L’Arena, dove installammo una base operativa. Nacque un rapporto familiare, data la frequentazione assidua. Vivevamo sostanzialmente blindati.</p>
<figure id="attachment_388030" class="wp-caption alignright" style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-388030" src="http://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2018/03/arnaldo-la-barbera-ansa-487x600.jpg" sizes="auto, (max-width: 162px) 100vw, 162px" srcset="https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2018/03/arnaldo-la-barbera-ansa-487x600.jpg 487w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2018/03/arnaldo-la-barbera-ansa-243x300.jpg 243w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2018/03/arnaldo-la-barbera-ansa.jpg 568w" alt="Arnaldo La Barbera [ANSA]" width="162" height="200"><figcaption class="wp-caption-text">Arnaldo La Barbera</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Quando iniziai le mie indagini sui mandanti esterni, su Capaci, sui&nbsp;<a href="http://www.ilsicilia.it/speciale-strage-di-capaci-genchi-dai-diari-di-falcone-cancellato-il-file-orlando-video/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>databank</em>&nbsp;di Falcone</a>, viene fuori che il Dott. Falcone aveva incontrato il pentito Gaspare Mutolo in carcere; e di questo non avevano detto nulla i protagonisti che erano con lui (Gianni De Gennaro e il Dott. Sinisi) che peraltro non so a che titolo erano entrati in carcere con lui. Sapevano di questo incontro, ma prima che io lo decodificassi nei&nbsp;<em>databank</em>&nbsp;che delle&nbsp;<em>“manine di Stato”</em>&nbsp;avevano cancellato, nessuno se lo ricordava.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevamo un aeroplano a nostra disposizione a Punta Raisi… dei voli di Stato per contrastare al massimo la criminalità organizzata. A un certo punto io e La Barbera veniamo rimossi; quindi i magistrati Ilda Boccassini e Fausto Cardella ci fanno le deleghe&nbsp;<em>ad personam</em>&nbsp;per proseguire le indagini. Al ministero dell’Interno nel frattempo era subentrato Mancino al posto di Scotti. Era cambiato tutto. Anche per Parisi. E aveva preso tutto in mano il prefetto Rossi; ma i magistrati di Caltanissetta – al processo sul depistaggio che vede indagati 3 poliziotti – non gli chiesero il motivo della nomina. In quegli anni&nbsp;La Barbera taroccava le indagini sulle stragi, con lo scopo non solo di fare condannare degli innocenti, ma con l’obiettivo di non perseguire i veri colpevoli della strage di via D’Amelio. È questo forse l’aspetto più inquietante ed eversivo di questa vicenda, per il quale io sono stato destituito dalla Polizia. Dissi queste cose di La Barbera in un convegno pubblico, ho detto cose che oggi sono in sentenze di revisione definitive; ma i depistaggi non li ha fatti La Barbera da solo… Loro hanno chiuso tutto perché La Barbera è morto… e io sono stato destituito dalla Polizia! Questa è la realtà su cui nemmeno si è aperto un fascicolo per capire cosa fosse successo dietro la mia destituzione… per un intervento in un convegno e un post su Facebook. Queste sono delle cose scandalose che sono avvenute in Italia da persone che sono state nominate ai vertici della Polizia di Stato e dei Servizi di sicurezza. Nessuno gli ha chiesto conto di queste cose».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Avvocato ROSALBA DI GREGORIO nel suo libro scrive:&nbsp;<em>«Facile oggi attribuire la colpa al solo La Barbera che è morto. Ma dietro, chi c’era? L’esplosivo lo porta Spatuzza, ma il Semtex chi lo porta?»</em></strong></p>
<figure id="attachment_427250" class="wp-caption alignright" style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-427250" src="http://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/05/avv-rosalba-di-gregorio-600x312.jpg" sizes="auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px" srcset="https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/05/avv-rosalba-di-gregorio-600x312.jpg 600w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/05/avv-rosalba-di-gregorio-768x399.jpg 768w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/05/avv-rosalba-di-gregorio-1100x572.jpg 1100w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/05/avv-rosalba-di-gregorio-300x156.jpg 300w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/05/avv-rosalba-di-gregorio.jpg 1424w" alt="Avv. Rosalba Di Gregorio" width="310" height="161"><figcaption class="wp-caption-text">Avv. Rosalba Di Gregorio</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">«L’avv. Di Gregorio ha fatto un lavoro egregio in quel processo. Anche se, per la verità, è un difensore che ha avuto grosse difficoltà a fare il suo lavoro dato che difendeva dei mafiosi conclamati; mafiosi che però non avevano fatto quella strage. E questa non è una differenza da poco: perché per una strage si dà l’ergastolo. E non si può darlo così, come se fosse una multa per divieto di sosta… Quindi l’avv. Di Gregorio ha fatto un lavoro egregio nel processo, per il quale bisogna darle atto: come avvocato, come donna, come persona di grande intelligenza e grande coraggio. Ha studiato a menadito gli atti e le intercettazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul problema dell’esplosivo, Spatuzza ha smentito clamorosamente ciò che avevano costruito con quel pentito farlocco di Scarantino, che diceva di essere presente a Villa Calascibetta durante il vertice del&nbsp;<em>gotha</em>&nbsp;di Cosa nostra. Una cosa assurda: i mafiosi come Totò Riina ed altri probabilmente a Scarantino, se avesse fatto il posteggiatore abusivo, parcheggiavano in divieto di sosta e non gli lasciavano nemmeno la macchina in custodia perché c’era il rischio che gliela rubasse… quindi, figurarsi se uno come Bagarella o Riina si potevano fidare di un farlocco come Scarantino, con tutto il rispetto!&nbsp;Solo La Barbera si poteva fidare e ha utilizzato Scarantino, che si è fatto usare per costruire un processo. E i pm e i giudici che si sono bevuti le&nbsp;<em>farloccate</em>&nbsp;di Scarantino, e che poi hanno fatto carriera pure loro! Facciamo il processo a La Barbera e ai poliziotti, ma i magistrati sembrano come se fossero stati delle controfigure, come se fossero stati assenti, come se c’erano delle sagome di cartone, ma non è così. L’ergastolo agli innocenti non l’ha chiesto La Barbera, Mario Bo e gli altri poliziotti… L’ergastolo l’hanno chiesto i pubblici ministeri e gliel’hanno dato dei magistrati. Quindi, probabilmente sono in molti quelli che dovrebbero riflettere».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra gli scarcerati dopo la ritrattazione di Scarantino c’è GAETANO SCOTTO, il boss dei misteri, poi&nbsp;<a href="http://www.ilsicilia.it/mafia-allarenella-blitz-della-dia-otto-arresti-in-manette-i-fratelli-scotto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riarrestato a febbraio all’Arenella</a>. I pentiti lo indicano come il&nbsp;<em>trait d’union</em>&nbsp;fra i vertici di Cosa nostra e servizi segreti deviati. Lei cosa scoprì sul suo traffico telefonico?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Ho trovato i rapporti con gli apparati: i contatti con Castello Utveggio, che era una scuola di eccellenza (ex sede del Cerisdi e presunta base del Sisde, ndr). Queste telefonate qualcuno le deve spiegare… Su Scotto io ero assolutamente contrario al fermo, ma non perché fossi convinto che fosse innocente, ma perché Scotto libero era importante per vedere dove ci portava.</p>
<figure style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-447878 alignright" src="http://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/02/Gaetano-Scotto-Iene-02-600x319.jpg" sizes="auto, (max-width: 322px) 100vw, 322px" srcset="https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/02/Gaetano-Scotto-Iene-02-600x319.jpg 600w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/02/Gaetano-Scotto-Iene-02-768x409.jpg 768w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/02/Gaetano-Scotto-Iene-02-1100x585.jpg 1100w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/02/Gaetano-Scotto-Iene-02-300x160.jpg 300w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/02/Gaetano-Scotto-Iene-02.jpg 1364w" alt="Gaetano Scotto" width="322" height="171"></figure>
<p style="text-align: justify;">Quando lui ci stava portando ai Servizi, agli apparati, agli uomini dell’Alto Commissariato (con Contrada e gli altri) e che rientravano in questo circuito di soggetti che gravitavano intorno alla zona del Monte Pellegrino e di via D’Amelio, dove poi è scoppiata una bomba… Vedi-caso l’attentato è stato fatto in via D’Amelio e non in via Cilea dove Borsellino abitava, né a Villagrazia dove lo si sarebbe potuto uccidere facilmente, dato che il Dott. Borsellino andava al mare tranquillamente in barca, faceva il bagno…</p>
<p style="text-align: justify;">Avevamo le prove, quindi volevamo vedere questo soggetto libero dove ci portava; e quando sento dire che bisognava fermarlo, io mi metto di traverso.&nbsp;Dico:&nbsp;<em>“Ma come?! Arrestiamo il nostro cavallo di Troia?! Quello che ci deve portare a destinazione?”</em>.&nbsp;L’ordine che arrivò a La Barbera da Roma era questo: bisognava chiudere, bisognava formattare col&nbsp;<em>dictum</em>&nbsp;del Maxiprocesso che aveva stabilito la Cupola; per cui tutto ciò che succede è colpa della mafia.&nbsp;<em>“Io divento così Questore e tu</em>&nbsp;– mi dice La Barbera<em>&nbsp;– hai una promozione per merito speciale e una carriera assicurata in Polizia”.</em>&nbsp;A quel punto io dopo una lunga discussione che si è protratta fino alle 5 del mattino, in cui dissi a La Barbera tutto quello che pensavo (lui si mise pure a piangere) andai via, sbattendo la porta.&nbsp;Da quel momento non lo vidi più, e tornai al reparto mobile… e lì finì la mia carriera in Polizia. Gli altri la carriera l’hanno fatta con i depistaggi delle stragi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La pista sul CASTELLO UTVEGGIO E I SERVIZI SEGRETI fu archiviata anni fa. Alla luce della conferma del depistaggio, e del ruolo di La Barbera, oggi è stata ripresa questa pista?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«L’ipotesi suggestiva del Castello Utveggio era una delle tante. Certo, nella sua magnificenza e monumentalità esso aveva un alone di mistero. Ma c’è pure un dato obiettivo: per l’esecuzione della strage di via D’Amelio, oltre all’esplosivo piazzato sulla Fiat 126, c’era il dato informativo, ovvero che Borsellino andava là; fu una scelta strategica, di un’organizzazione criminale che sicuramente da quelle parti aveva una base operativa.</p>
<figure id="attachment_444644" class="wp-caption alignright" style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-444644" src="http://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/Strage-via-DAmelio-AFP-AGI-600x405.jpg" sizes="auto, (max-width: 333px) 100vw, 333px" srcset="https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/Strage-via-DAmelio-AFP-AGI-600x405.jpg 600w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/Strage-via-DAmelio-AFP-AGI-768x518.jpg 768w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/Strage-via-DAmelio-AFP-AGI-1100x743.jpg 1100w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/Strage-via-DAmelio-AFP-AGI-259x175.jpg 259w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/Strage-via-DAmelio-AFP-AGI-300x203.jpg 300w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/Strage-via-DAmelio-AFP-AGI.jpg 1268w" alt="Strage via D'Amelio" width="333" height="224"><figcaption class="wp-caption-text">FOTO:&nbsp;<em>AFP- AGI</em></figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">E per poter azionare il telecomando era necessario avere la visuale diretta, per vedere quando Borsellino si avvicinava al citofono. È chiaro che la visuale non può che essere da un’altura: se non è Castello Utveggio, sarà stato qualche tornante sul Monte Pellegrino o un sentiero. Sicuramente un punto alto. Non potevano di certo essere a Piazza Politeama quelli che hanno premuto il telecomando (di cui ancora non si sa con certezza chi e dove fu premuto).</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi fu scartata l’ipotesi suggestiva del Castello Utveggio e di tutto quello che ne consegue (i Servizi). Cancellare tutto perché faceva comodo… c’era Scarantino a cui addossare le colpe. Le dichiarazione equivoche di un altro pentito – Ferrante&nbsp; – andavano probabilmente lette e approfondite meglio, anche sulla base dei suoi contatti telefonici.&nbsp;Si toccava con mano che in quella strage c’erano presenze ed entità sicuramente diverse che volevano fermare Paolo Borsellino.&nbsp;Le ragioni? Le grandi indagini sulla mafia?? Il rapporto mafia-appalti che era lì a stagionare da tempo?? No, Borsellino in quel periodo stava sentendo il pentito Gaspare Mutolo che gli stava raccontando come stavano tentando di taroccare il Maxiprocesso: gli aveva parlato di Signorino e Contrada, e degli apparati collusi dello Stato».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Procura di Messina sta indagando sui pm Palma e Petralia. Per loro l’accusa è pesantissima: concorso in calunnia, aggravata dall’aver favorito Cosa nostra. Di recente però&nbsp;<a href="http://www.ilsicilia.it/via-damelio-chiesta-larchiviazione-per-i-pm-palma-e-petralia-accusati-del-depistaggio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha presentato richiesta di archiviazione</a>.&nbsp;Lei tempo fa ha accusato proprio ANNAMARIA PALMA. Quali elementi ha raccolto contro di lei? Ha fornito nuovi dettagli ai magistrati che stanno indagando?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Io sono un garantista e credo veramente nella presunzione di innocenza. Bisognerà dimostrare la colpevolezza dei Dott. Palma e Petralia. Ci sono però delle cose che non è necessario dimostrare, perché sono evidenti e che ritengo più scandalose: che la Dott.ssa Palma (e non da sola) abbia istruito dei processi farlocchi a Caltanissetta che hanno portato alla condanna di innocenti e che non hanno fatto individuare i veri colpevoli della strage di via D’Amelio, è una dato assodato, processuale. Non occorre fare indagini perché le sentenze già ci sono. Nel momento in cui un magistrato ha sbagliato – nella migliore delle ipotesi – a fare il suo lavoro, non dovrebbe essere promosso.</p>
<figure id="attachment_399906" class="wp-caption alignright" style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-399906" src="http://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2018/07/anna-maria-palma-600x377.jpg" sizes="auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px" srcset="https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2018/07/anna-maria-palma-600x377.jpg 600w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2018/07/anna-maria-palma-768x482.jpg 768w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2018/07/anna-maria-palma-1100x691.jpg 1100w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2018/07/anna-maria-palma-300x188.jpg 300w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2018/07/anna-maria-palma.jpg 1274w" alt="Anna Maria Palma" width="323" height="203"><figcaption class="wp-caption-text">Annamaria Palma</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Dopo essere stata per anni al fianco della seconda carica dello Stato (Schifani al Senato, con tutto ciò che ne consegue su Schifani che è un personaggio politico siciliano e palermitano un po’ ingombrante, uomo forte di Forza Italia) non la si manda a fare l’Avvocato generale a Palermo a fare il n.2 dopo il procuratore generale, con possibilità di fare le indagini disciplinari sui magistrati, di avocare i procedimenti della Procura della Repubblica, ecc.. Il CSM – quello che sta uscendo dalle chat di Palamara – ha nominato la Dott.ssa Palma all’unanimità Avvocato generale a Palermo! Io me lo auguro che la Palma riesca a dimostrare la sua innocenza, per quelle intercettazioni che sono fortemente inquietanti a sentirle, che la riguardano. Ma non mi sento di assolvere un CSM che in maniera scandalosa l’ha nominata e la mantiene nonostante quelle vicende e quei fatti in un ruolo così apicale».</p>
<p style="text-align: justify;">«Nel 2001 testimoniai a Caltanissetta – prosegue Genchi – puntando il dito contro la Procura nissena, accusandola per le iniziative assunte, come il fermo di Scotto. All’epoca ancora non c’era Spatuzza, le mie erano solo delle intuizioni, delle logiche deduzioni sulla base di quelle che erano le evidenze, che io ho sempre sostenuto.&nbsp;Io sono stato l’unico dal 1993 (quindi dall’indomani delle stragi) a sostenere che c’erano dei mandanti occulti e che non era quella l’apparenza, come i fatti hanno dimostrato.&nbsp;E – a parte lo scontro nell’udienza che è agli atti – ci sono due interviste al&nbsp;<em>Giornale di Sicilia</em>&nbsp;uscite in giorni consecutivi: una della Dott.ssa Palma e una del Dott. Di Matteo (che erano i pm in quel processo) che mi attaccano duramente con un articolo scritto da un giornalista che non ritiene nemmeno di interpellarmi…».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono poi dei TABULATI SCOMPARSI: quelli del cellulare di Borsellino (delle chiamate in entrata). Chi poteva aver telefonato a Borsellino quel 19 luglio? E chi secondo lei fece sparire quei tabulati?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Questa è una cosa che io segnalai subito quando mi portarono i tabulati. Io dico:&nbsp;<em>“Qui manca il traffico in entrata”;&nbsp;“No quello non serve”</em>&nbsp;mi rispondono. Come non serve? Io non avevo mai visto che nell’acquisire i tabulati si acquisissero solo quelli in uscita e non quelli in entrata. Cioè, era importante stabilire a chi avesse chiamato Borsellino e non chi lo avesse chiamato?</p>
<figure id="attachment_444642" class="wp-caption alignright" style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-444642" src="http://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/LAgenda-rossa-di-Paolo-Borsellino-600x341.jpg" sizes="auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px" srcset="https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/LAgenda-rossa-di-Paolo-Borsellino-600x341.jpg 600w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/LAgenda-rossa-di-Paolo-Borsellino-768x436.jpg 768w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/LAgenda-rossa-di-Paolo-Borsellino-1100x625.jpg 1100w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/LAgenda-rossa-di-Paolo-Borsellino-300x170.jpg 300w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2020/01/LAgenda-rossa-di-Paolo-Borsellino.jpg 1352w" alt="L'Agenda rossa di Paolo Borsellino" width="324" height="184"><figcaption class="wp-caption-text">L’agenda rossa di Borsellino</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Una cosa è certa: quando Borsellino, interrogando Mutolo, sente il nome di Contrada, cercano di intervenire su di lui. Agnese Borsellino riferirà – non solo al processo, ma anche a me – che suo marito quando è tornato da Roma (dopo l’incontro al Viminale con Mancino, Parisi e Contrada e l’interrogatorio di Mutolo, ndr) ha vomitato, per quello che era accaduto! Quindi chi lo avesse chiamato al cellulare, se mi consente, diventa una cosa importante, determinante. Io lo segnalo alla procura di Caltanissetta: i tabulati si potevano ancora acquisire perché erano disponibili, ma non mi autorizzarono ad acquisire quelli in entrata di Borsellino. Nessuno ha chiesto il motivo a questi signori che non mi autorizzarono. Voglio precisare: non è che non c’erano o sono spariti: i tabulati c’erano! E poi perché dopo Capaci mi autorizzano per quelli dei cellulari di Falcone, mentre per Borsellino mi danno l’ok solo per quelli in uscita?</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa c’era nei tabulati in entrata di Borsellino? C’era la verità di chi lo aveva chiamato, di chi lo stava cercando di fermare; c’erano quelle verità inconfessabili che erano scritte in quell’<strong>agenda rossa</strong>&nbsp;che, vedi-caso, viene fatta sparire e che era nella borsa!&nbsp;La borsa in pelle di Borsellino è rimasta intonsa: all’interno – mi ricordo – ci abbiamo trovato un costume blu di materiale sintetico, e la batteria di un cellulare&nbsp;<em>Motorola,&nbsp;</em>che era tutta affumicata ma funzionava ancora. La batteria non esplode e non va a fuoco, la borsa non va a fuoco, il costume non va a fuoco, l’agenda rossa che era dentro la borsa non si trova, è sparita! Cosa c’era in quell’agenda? Cosa c’era nel traffico in entrata di Borsellino?&nbsp;E se l’agenda può essere sparita, c’è una mano ignota. Ma per il traffico telefonico di Borsellino non acquisito, non c’è una mano ignota».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il mistero dei misteri resta l’AGENDA ROSSA.&nbsp;<a href="http://www.ilsicilia.it/lurlo-di-fiammetta-borsellino-basta-parate-il-19-luglio-il-csm-apra-indagini-su-ayala-e-altri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fiammetta Borsellino ha considerato “contraddittorie” le numerose versioni del pm AYALA</a>&nbsp;che avrebbe maneggiato la borsa e arrivò tra i primi in via D’Amelio…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«C’era anche un capitano dei Carabinieri che viene fotografato con quella borsa in mano (Giovanni Arcangioli che è stato assolto, ndr). Certo, per condannare ci vogliono le prove… Io ho fornito un dato evidente: che c’era sicuramente un’agenda che è stata fatta sparire; c’era un tabulato in entrata che non è stato acquisito nonostante la segnalazione; le conclusioni le traggano i vostri lettori che vedono questo intervista… posto che tutti questi signori di cui abbiamo parlato hanno fatto carriera. Uno scempio di giustizia che si sta consumando da quasi 30 anni.</p>
<figure id="attachment_430370" class="wp-caption alignright" style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-430370" src="http://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/07/ayala-in-via-damelio-1-600x405.jpg" sizes="auto, (max-width: 319px) 100vw, 319px" srcset="https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/07/ayala-in-via-damelio-1-600x405.jpg 600w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/07/ayala-in-via-damelio-1-300x203.jpg 300w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/07/ayala-in-via-damelio-1.jpg 700w" alt="Ayala in via D'Amelio" width="319" height="216"><figcaption class="wp-caption-text">Ayala in via D’Amelio (ANSA)</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Ayala – racconta Genchi – era amico di Falcone, io me lo ricordo perfettamente. Però ricordo pure che ci fu un momento in cui le loro strade si divisero. Ayala sostiene che poi si riappacificarono. Io analizzai i tabulati di Falcone:&nbsp;c’erano i contatti telefonici con Pietro Grasso, con Francesco Lo Voi, con Geri Seminara, qualche rapporto con i magistrati di Palermo, c’erano i rapporti col Dott. Almerighi del CSM…&nbsp;i rapporti con Ayala non mi risultava che ci fossero più.&nbsp;Questa è l’unica cosa che posso dire. Le carriere di Ayala sono pubbliche, però io ritengo che ci vogliano gli elementi per potere sostenere le accuse o le ipotesi di accuse quando si ha a che fare con persone che hanno avuto un ruolo nelle Istituzioni. Quindi, anche lì, c’è un deficit nelle indagini, che ancora più grave di ciò che può aver fatto o meno Ayala».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In termini di intercettazioni: cosa non è stato fatto, e cosa si sarebbe potuto fare per scoprire prima il depistaggio ed evitare questo macroscopico errore giudiziario?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Per esempio sarebbe bastato che quando io lascio il gruppo di indagini, la procura di Caltanissetta si chiedesse il perché. Io ipoteticamente potevo anche essere stato corrotto e pagato per non continuare; o potevo essere stato minacciato. Il ministero dell’Interno mi ha pure negato la macchina dove caricare i computer presi al ministero della Giustizia (nella stanza di Falcone, ndr) per portarli a Milano per farli analizzare, con il&nbsp;<em>databank</em>. E io ho dovuto noleggiare una&nbsp;<em>Fiat Croma</em>&nbsp;alla&nbsp;<em>Hertz</em>, con la mia carta di credito. Questo i magistrati – compreso il Dott. Petralia che era con me in macchina – lo hanno visto. Si sarebbero dovuti chiedere un perché. E invece hanno preferito non farlo, continuando quelle indagini che hanno portato ai depistaggi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ILDA BOCCASSINI ha puntato il dito contro di lei, definendola&nbsp;<a href="http://www.ilsicilia.it/depistaggio-borsellino-la-boccassini-errori-gia-nel-sopralluogo-a-capaci/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>“un soggetto pericoloso per le Istituzioni”&nbsp;</em>che&nbsp;<em>“vedeva complotti e depistaggi ovunque”</em></a>…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Beh, insomma… i depistaggi io li ho intuiti, e li dimostrano le sentenze. Quindi i depistaggi che ho visto io sono l’effetto delle sentenze. Quindi probabilmente io non è che vedessi male… La Dott.ssa Boccassini ha un suo modo di vedere le cose che è leggermente differente dal mio».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei è finito nella rete degli “spiati” da ANTONELLO MONTANTE ed è parte civile al processo…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Oggi Montante paga di tutto ciò che ha fatto: compreso gli accessi abusivi allo&nbsp;<em>SDI</em>, compreso il&nbsp;<em>dossieraggio</em>&nbsp;e tutta una congerie di malaffare che ha fatto. Ma se Montante ha fatto tutto questo, non lo ha fatto da solo o con quei quattro poliziotti, che sono nel banco degli imputati insieme a lui. Montante ha potuto fare le sue “<em>Montant-ate</em>” perché ha avuto tanti appoggi nelle istituzioni, nella politica, nella magistratura, che sono rimasti fuori da quel processo. E questo ritengo che sia l’aspetto più grave della vicenda, più delle stesse condotte che vengono contestate a Montante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giudizio di appello si dovrà concludere… ma su quella condanna così esemplare ho qualche dubbio in termini di calcolo della pena. È un processo che risente di una enfasi eccessiva, con la quale si cerca di gonfiare Montante per non cercare i complici; quindi si vuol far pagare a Montante anche le colpe che non sono sue».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il caso MONTANTE sembrerebbe intrecciarsi in qualche modo con la vicenda TRATTATIVA. I magistrati che indagano su di lui sospettano che possa avere una COPIA DELLE INTERCETTAZIONI MANCINO-NAPOLITANO.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-423947 alignleft" src="http://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/04/montante-pen-drive-600x409.jpg" sizes="auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px" srcset="https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/04/montante-pen-drive-600x409.jpg 600w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/04/montante-pen-drive-768x523.jpg 768w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/04/montante-pen-drive-1100x750.jpg 1100w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/04/montante-pen-drive-300x204.jpg 300w, https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/04/montante-pen-drive.jpg 1174w" alt="Montante, pen drive distrutte" width="323" height="220"></p>
<figure style="text-align: justify;">«Ci sono poche regole nell’informatica: una di questa è che un file può essere duplicato tantissime volte senza lasciare traccia. Posto che il file duplicato diventa identico all’originale, quindi il concetto di originalità che c’è nell’atto notarile nell’informatica non esiste. Un file infatti, si può mandare in tanti modi: con un <em>Whatsapp</em>, con una mail, con un cd, con una chiavetta usb, ecc… Poi c’è un altro aspetto: le intercettazioni (a prescindere dai protagonisti intercettati) prevedono: una copia su server della sala ascolto, una copia “<em>AG</em>” (per l’autorità giudiziaria), una copia “<em>PG</em>” (polizia giudiziaria), e una sui computer che effettuano l’intercettazione. Questa è la prassi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, non è improbabile che Montante non abbia avuto qualche chiavetta… quindi quelle intercettazioni probabilmente sono custodite da qualche parte. E gli unici che non le hanno ascoltate (e che avrebbero il diritto di ascoltarle) sono gli italiani, perché probabilmente si farebbero un’idea…».</p>
</figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Davide Guerciello (ilSicilia.it)</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/speciale-borsellino-genchi-non-solo-la-barbera-dietro-il-depistaggio-ecco-i-nomi/">Speciale Borsellino, Genchi: “Non solo La Barbera dietro il depistaggio. Ecco i nomi”</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>XXVIII Anniversario della strage di via d&#8217;Amelio &#8211; Programma iniziative</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/xxviii-anniversario-della-strage-di-via-damelio-programma-iniziative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2020 14:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[19 luglio 2020]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazioni 19 luglio]]></category>
		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[casa di paolo]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Borsellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 19 luglio 2020 ricorre il XXVIII Anniversario della strage di via D&#8217;Amelio in cui furono uccisi il Magistrato Paolo Borsellino e gli Agenti di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/xxviii-anniversario-della-strage-di-via-damelio-programma-iniziative/">XXVIII Anniversario della strage di via d&#8217;Amelio &#8211; Programma iniziative</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-22768" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/06/Banner1200x628_nologhi-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/06/Banner1200x628_nologhi-300x157.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/06/Banner1200x628_nologhi-1024x536.jpg 1024w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/06/Banner1200x628_nologhi-768x402.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/06/Banner1200x628_nologhi-1536x804.jpg 1536w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/06/Banner1200x628_nologhi-2048x1072.jpg 2048w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2020/06/Banner1200x628_nologhi-20x10.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Domenica 19 luglio 2020 ricorre il XXVIII Anniversario della strage di via D&#8217;Amelio in cui furono uccisi il Magistrato <strong>Paolo Borsellino</strong> e gli Agenti di Polizia <strong>Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli ed Eddie Walter Cosina.</strong> L&#8217;unico sopravvissuto alla strage fu l&#8217;Agente <strong>Antonio Vullo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Movimento Agende Rosse organizza una serie di iniziative in occasione di questo Anniversario. A causa dell&#8217;emergenza Covid, la maggior parte delle iniziative si terrà esclusivamente online mentre <strong>in via d&#8217;Amelio sarà presente un presidio durante tutta la giornata</strong>. Pertanto, la maggior parte degli eventi non avrà fisicamente luogo in via d&#8217;Amelio ma solamente via web.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma delle iniziative online nella giornata di domenica 19 luglio è il seguente:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MATTINA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">ore 10.30 &#8211; 12.30: <em>&#8216;Viaggio nella Costituzione&#8217;.</em> I giovani dialogano sui primi dodici articoli della Costituzione italiana con:<br />
<strong>&#8211; Alessandra Algostino,</strong> Professoressa di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università degli Studi di Torino<br />
<strong>&#8211; Gaetano Azzariti,</strong> Professore di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.<br />
Modera l&#8217;incontro <strong>Marco Bertelli</strong> (Movimento Agende Rosse).</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Viaggio nella Costituzione" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/gfNqVf5SeTc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>POMERIGGIO:</strong></p>
<p>ore 14:30 &#8211; 16:00: Contributi video dei gruppi di Agende Rosse di tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">ore 16.00 &#8211; 16.30: Presentazione dell&#8217;aggiornamento del video &#8216;Nuove ipotesi sul furto della Agenda Rossa&#8217; (video a cura di <strong>Angelo Garavaglia Fragetta</strong> del Movimento Agende Rosse).</p>
<p>ore 16:30 &#8211; 16:40: Saluti del sindacato di Polizia SIAP.</p>
<p style="text-align: justify;">ore 16.58: Minuto di silenzio. A seguire, <strong>Salvatore Borsellino</strong> legge la poesia &#8216;Giudice Paolo&#8217; di <strong>Marilena Monti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">ore 17.10 &#8211; 17:30: Contributo video della <a href="https://www.19luglio1992.com/la-casa-di-paolo/">&#8216;Casa di Paolo&#8217;</a> (via della Vetriera, Palermo).</p>
<p style="text-align: justify;">ore 17.30 &#8211; 17:50: Presentazione del dossier &#8216;Mafia e giustizia nella provincia di Messina&#8217; a cura di <strong>Federica Fabbretti</strong> (Movimento Agende Rosse).</p>
<p><iframe loading="lazy" title="XXVIII anniversario della Strage di Via D&#039;Amelio - Attività pomeridiane" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/CDEvX6KJYLQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">ore 18.00 &#8211; 20.00: <em>&#8216;Cedimenti nella legislazione antimafia: riforme necessarie o inammissibili benefici per la criminalità mafiosa?&#8217;</em> Incontro-dibattito su recenti sentenze in materia di &#8216;carcere duro&#8217; ed &#8216;ergastolo ostativo&#8217; per detenuti di criminalità organizzata. Intervengono:<br />
<strong>&#8211; Sebastiano Ardita,</strong> Magistrato e membro del Consiglio Superiore della Magistratura.<br />
<strong>&#8211; Marco Patarnello,</strong> Magistrato presso il Tribunale di Sorveglianza di Roma.<br />
<strong>&#8211; Fabio Repici,</strong> Avvocato.<br />
Modera l&#8217;incontro <strong>Giorgia Oppo</strong> (Movimento Agende Rosse).</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Cedimenti nella legislazione antimafia: riforme necessarie o irragionevoli benefici?" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/S24OtQjbnhQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gli eventi saranno trasmessi in diretta streaming sul sito www.19luglio1992.com, sulla <a href="https://www.facebook.com/agenderosse/">pagina Facebook</a> e sul <a href="https://www.youtube.com/c/19luglio1992-agenderosse">canale YouTube</a> del Movimento.</em></p>
<p>Grafica a cura di Marco Pallotto.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
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		<title>Mercoledì in radio, I Germogli della Legalità – La voce dei bambini contro le mafie</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/mercoledi-in-radio-i-germogli-della-legalita-la-voce-dei-bambini-contro-le-mafie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Savino Percoco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 22:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Contributi Esterni]]></category>
		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[I GERMOGLI DELLA LEGALITA’]]></category>
		<category><![CDATA[la voce dei bambini contro le mafie]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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		<category><![CDATA[savino percoco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di I Germogli della Legalità Nasce “I Germogli della Legalità”, una trasmissione radiofonica condotta dal coordinatore delle Agende Rosse in Prov. di Bari, Savino Percoco&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-16718" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/10/logo-gemme-della-legalità-300x290.jpg" alt="" width="300" height="290" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/10/logo-gemme-della-legalità-300x290.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/10/logo-gemme-della-legalità-20x20.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/10/logo-gemme-della-legalità.jpg 589w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><em>di I Germogli della Legalità</em></p>
<p>Nasce “<strong>I Germogli della Legalità</strong>”, una trasmissione radiofonica condotta dal coordinatore delle Agende Rosse in Prov. di Bari, <strong>Savino Percoco</strong> e da <strong>Ludovica Di Chiara</strong>, speaker di “QUI Pianeta TERRA”. A completare lo staff, <strong>Anna Rosa Lucarelli</strong>, che gestirà la sezione grafica.<br />
Un programma che pone al centro argomentazioni sul tema della giustizia, ospitando ai propri microfoni “la voce dei bambini contro le mafie”, lasciando esprimere talenti, opinioni, esperienze, ecc.<br />
Un format innovativo che, attraverso un insolito metodo comunicativo, vorrebbe instillare la cultura alla legalità, raggiungendo i cuori italiani e arrivando a quei soggetti che lo stesso Paolo Borsellino, considerava la speranza “bellica” per abbattere la piovra mafiosa: i bambini, i giovani, i ragazzi.</p>
<p>Se un giudice consapevole di essere prossimo ad una morte selvaggia era ottimista, era nostro dovere cogliere l’obbligo morale di accogliere la sua stessa carica interiore, seguendo il suo esempio di amore, fondando una trasmissione radiofonica che puntasse i riflettori proprio sulle voci più pure e innocenti del nostro Paese: i bambini.<br />
Arte (canto, recitazione, letture), interviste, curiosità, racconti personali, ecc, saranno i mezzi con cui “i germogli della legalità” parleranno dalle nostre radio, diffondendo una cultura che non si limiti ai concetti nozionistici ma fosse espressione dinamica del cambiamento.</p>
<p>La prima puntata andrà in onda mercoledì 24 ottobre alle ore 14.30, in collegamento da Torremaggiore (FG) con i piccoli <strong>Cristian, Mariapia e Domenico</strong> del gruppo 3P (<strong>Padre Pino Puglisi</strong>), che accanto alla responsabile<strong> Samantha Lamedica e Don Renato Borrelli</strong>, Parroco del Gesù Divino Lavoratore, racconteranno i loro progetti e l’esperienza della marcia della legalità, da loro organizzata dal 17 al 21 luglio di quest&#8217;anno.<br />
In linea da Acquaviva della fonti (BA), ci saranno <strong>Sergio e Denise</strong>, alunni dell’Istituto Caporizzi-Lucarelli e protagonisti lo scorso anno di uno straordinario progetto sulla legalità proposto dal Movimento delle Agende Rosse. A raccogliere le domande dei piccoli, il Direttore della rivista Antimafia Duemila, <strong>Giorgio Bongiovanni</strong>.</p>
<p>Appuntamento quindi a mercoledì sulle frequenze di Radio Aut Marche (<a href="http://www.radioautmarche.it/streaming.aspx">www.radioautmarche.it/streaming.aspx</a>), Viva radio (<a href="http://www.sardegnavivaradio.it/index.php/it/">www.sardegnavivaradio.it/index.php/it/</a>), Radio Saiuz ed emittenti collegate (<a href="http://www.radiosaiuz.it">www.radiosaiuz.it</a>&nbsp;e <a href="http://www.saiuzblog.it">www.saiuzblog.it</a>).</p>
<p>Per seguire le attività de “I Germogli delle legalità” potete collegarvi sulla pagina facebook:<br />
<a href="https://www.facebook.com/I-germogli-della-legalit%C3%A0-769955933346295/?modal=admin_todo_tour">https://www.facebook.com/I-germogli-della-legalit%C3%A0-769955933346295/?modal=admin_todo_tour</a> o sul canale youtube <a href="https://www.youtube.com/channel/UCjYwkhkMeDpYvB4NdcF11mg?view_as=subscriber">https://www.youtube.com/channel/UCjYwkhkMeDpYvB4NdcF11mg?view_as=subscriber</a></p>
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		<title>Di Matteo al CSM: il furto dell&#8217;agenda rossa è l&#8217;inizio del depistaggio</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/di-matteo-al-csm-il-furto-dellagenda-rossa-e-linizio-del-depistaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Giovinco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2018 20:13:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contributi Esterni]]></category>
		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[antonino di matteo]]></category>
		<category><![CDATA[Scarantino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Federica Giovinco “Aspettavo da molto tempo questo momento”, esordisce così il sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Antonino Di Matteo dinanzi alla I Commissione del Consiglio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/di-matteo-al-csm-il-furto-dellagenda-rossa-e-linizio-del-depistaggio/">Di Matteo al CSM: il furto dell&#8217;agenda rossa è l&#8217;inizio del depistaggio</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-15567 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/09/41974854_290318238458842_1861095610954809344_n-300x225.jpg" alt="il furto dell'agenda rossa è l'inizio del depistaggio" width="300" height="225" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/09/41974854_290318238458842_1861095610954809344_n-300x225.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/09/41974854_290318238458842_1861095610954809344_n-768x576.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/09/41974854_290318238458842_1861095610954809344_n-20x15.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/09/41974854_290318238458842_1861095610954809344_n.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><em>di Federica Giovinco</em></p>
<p>“Aspettavo da molto tempo questo momento”, esordisce così il sostituto Procuratore Nazionale Antimafia <b>Antonino Di Matteo</b> dinanzi alla I Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, audizione per accertare le responsabilità inerenti alle false dichiarazioni del pentito <b>Vincenzo Scarantino</b>, avvenuta nella giornata del 17 settembre 2018 in seduta pubblica, così come richiesto da Di Matteo. Il magistrato tiene a fare una premessa a qualsiasi punto di discussione, ossia tenere presenti “le falsità, ingiuste generalizzazioni che da tempo vengono diffuse e rilanciate con grande clamore mediatico” nei suoi confronti, afferma. Il dott. Di Matteo fornisce dati oggettivi per provare la sua estraneità alla vicenda Scarantino e, di conseguenza, ingiusta, seppur lui stesso definisce “doverosa”, convocazione al Csm. Il depistaggio non inizia con l’inizio della collaborazione di Scarantino bensì con le prove oggi ritenute false: “Quindi il depistaggio inizia nel 1992, due anni e sei mesi dopo io mi verrò ad occupare anche dei processi. Io non ho seguito completamente le prime indagini, non ho mai parlato con i magistrati che hanno seguito le prime indagini dal 1992 al 1994. Non ho mai interrogato Candura e Valenti (mafiosi coinvolti nel depistaggio), non ho mai ascoltato le intercettazioni, semplicemente perché non c’ero. Quando sono stato incaricato del primo processo Borsellino, quello che oggi è stato travolto dalla declaratoria di inutilità, io non l’ho seguito né nella fase investigativa né nella fase dibattimentale. Le dichiarazioni di Scarantino hanno portato al VIA D’AMELIO BIS ed io me ne sono occupato solo nella fase dibattimentale”.</p>
<p>Di Matteo vuole far sapere anche, che proprio lui, insieme agli altri PM, si è accorto nel corso del processo che l’attendibilità di Scarantino era limitata, tanto da chiedere di tenere in considerazione solo i primi tre verbali resi nel 1994. Questi i fatti che testimoniano l’estraneità di un giovane Di Matteo che, all’epoca dei fatti incriminati, non c’era ancora e, una volta incaricato, entrò a indagini concluse e ad udienza preliminare fatta, senza nemmeno conoscere il dott. La Barbera “che forse se mi incontrava nemmeno mi rivolgeva il saluto”, dice Di Matteo. Poi continua: “Nel processo VIA D’AMELIO TER, quello che ho seguito io, Scarantino non è stato nemmeno citato tra i teste dell’accusa”, quindi, legittimamente si sfoga di tutte le inesattezze che sentiamo o leggiamo oggigiorno: “Altro che processi tutti fondati sulle dichiarazioni Scarantino”, dimostrando che ci sono ben 26 condanne, tutte definitive, per concorso in strage, “non è vero che tutto è stato inutile”.</p>
<p>La preoccupazione che il giudice antimafia sottolinea ogni momento della sua audizione è che tutto questo spostare l’attenzione sulla vicenda Scarantino sia soltanto un modo per “bloccare quel percorso di completamento della verità proprio nel momento in cui quella verità è più vicina, soprattutto sul movente principale della strage e sulla possibilità che in quella strage abbiano avuto un ruolo ambienti esterni a cosa nostra”. Di Matteo non si preclude di fare anche il nome dell’allora imprenditore Berlusconi che, a detta di Riina, faceva parte di quella parte di Stato con la quale il suddetto boss di Corleone era in trattativa, dicendo: “sono state gettate le basi di tutto quello che oggi dovremmo approfondire però andiamo alle circostanze oggettive.” E qui si sente un mormorio dei membri della I Commissione per un problema tecnico con l’audio. “Non è vero che Brancaccio spunta con Spatuzza nel 2008, prima di Spatuzza erano stati condannati […] tutti gli uomini di punta del mandamento di Brancaccio. Questi sono dati di fatto con cui dobbiamo confrontare tutte le nostre ipotesi. Io potrei dire facilmente che escludevano Brancaccio per salvare Berlusconi e Dell’Utri, però di fatto quelle indagini avevano colpito Brancaccio”, dice Di Matteo, ma la commissione del Csm si appresta subito a ringraziare il giudice per la disponibilità e per i chiarimenti, chiudendo, così, la seduta.</p>
<p>Il giudice Di Matteo quindi ha spiegato molto chiaramente il motivo per cui è “falso e strumentale” accostare il suo nome a quelle vicende, ammettendo anche una cosa molto importante e, può dirsi tranquillamente, dalla portata innovativa: “Se c’è stato un <strong>depistaggio</strong> come io credo ci sia stato, questo depistaggio è iniziato <strong>UN MINUTO DOPO LO SCOPPIO DELL’ESPLOSIONE IN VIA D’AMELIO. È iniziato CON LA SOTTRAZIONE DELL’AGENDA ROSSA DEL GIUDICE</strong>”. Innovazione questa, dal momento che, dell’agenda rossa di Borsellino è sembrato non interessare mai a nessuno della gran parte di autorità coinvolte nelle indagini e nei processi. Dell’agenda rossa di Borsellino interessava solo “un minuto dopo lo scoppio”, al solo fine di impedirne il ritrovamento. Adesso che, come ha spiegato Antonino Di Matteo, si è vicinissimi alla verità COMPLETA sulla strage di via D’Amelio, “concentrare tutto sulla vicenda Scarantino, come mi pare stia avvenendo, possa impedire, bloccare, distogliere, la ricerca della verità”. E se così fosse, se davvero questa storia fosse solo un pretesto per mettere in atto un diversivo ed eludere, ancora una volta, la via della verità, il Consiglio Superiore della Magistratura, magari non rendendosi conto, lo starebbe agevolando, convocando Di Matteo per l’accertamento delle responsabilità ma tenendo a precisare, come si evince dalla registrazione dell’audizione, solo dei “chiarimenti” per applicare la legge, nello specifico l’art. 2 della Legge sulle guarentigie. Forse il problema è racchiuso in uno scenario diverso da quello dell’art. 2, perché il citato articolo non dice certamente che bisogna “processare” Di Matteo, e l’appiglio del Csm che sembra voler dire di averlo convocato per “forma”, non sembra giustificazione plausibile per quello che poi è nella sostanza: Di Matteo non ha mai avuto a che fare con il pentimento di Scarantino.</p>
<p>Un altro giudice noto, tale <strong>Giovanni Falcone</strong>, vittima di un processo mediatico e di una esasperata voglia di applicare addirittura un “criterio imprescindibile” da parte dell’organo di autogoverno della magistratura che, gli esperti delle carte definivano “criterio di maggiore anzianità” e quindi gli preferirono Meli, oltre a profetizzare che ad assassinarlo sarebbero state “menti raffinatissime”, lascia un’altra massima che suona di profezia: <strong>“Io dico che bisogna stare&nbsp;attenti&nbsp;a non&nbsp;confondere&nbsp;la politica con la&nbsp;giustizia&nbsp;penale. In questo modo, l&#8217;Italia,&nbsp;pretesa&nbsp;culla del&nbsp;diritto, rischia di diventarne la&nbsp;tomba.”</strong><strong>&nbsp;</strong></p>
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		<item>
		<title>Video: nuove ipotesi sul furto dell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/video-nuove-ipotesi-sul-furto-dellagenda-rossa-di-paolo-borsellino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Garavaglia Fragetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jul 2018 14:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[19 luglio 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di redazione 19luglio1992.com Il 19 luglio 2018 abbiamo presentato a Palermo in via D&#8217;Amelio un documentario inedito frutto del lavoro di anni di raccolta e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/video-nuove-ipotesi-sul-furto-dellagenda-rossa-di-paolo-borsellino/">Video: nuove ipotesi sul furto dell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/07/video-agenda-rossa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-14671 alignleft" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/07/video-agenda-rossa-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/07/video-agenda-rossa-300x169.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/07/video-agenda-rossa-1024x576.jpg 1024w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/07/video-agenda-rossa-768x432.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/07/video-agenda-rossa-20x11.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/07/video-agenda-rossa.jpg 1366w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>di redazione 19luglio1992.com</em></p>
<p>Il 19 luglio 2018 abbiamo presentato a Palermo in via D&#8217;Amelio un documentario inedito frutto del lavoro di anni di raccolta e analisi dei video della strage in cui persero la vita Paolo Borsellino e 5 agenti della sua scorta.</p>
<p>Il documentario, che si basa sul video proiettato a gennaio del 2017 durante l&#8217;arringa di <strong>Fabio Repici</strong> al processo Borsellino Quater, si prefigge lo scopo di dare agli investigatori nuove piste e pone nuove domande sul furto dell&#8217;agenda rossa.</p>
<p>Di seguito il documento del 19 luglio 2018 e il video proiettato a gennaio 2017 durante il processo.&nbsp;</p>
<p><strong>Chiunque guardando questi video pensa di poter essere in qualche modo utile alle indagini, chiunque abbia foto o materiale video di quel giorno, ci contatti</strong>:</p>
<p><a href="mailto:19luglio1992@gmail.com">19luglio1992@gmail.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Nuove ipotesi  (aggiornato 2020) sul furto dell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/NUiibVlKSrk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Paolo Borsellino - La scomparsa dell&#039;Agenda Rossa" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/sLE8TEpoILY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://player.vimeo.com/video/281720772?title=0&amp;byline=0" width="500" height="281" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://vimeo.com/281720772"><strong>Presentazione del video di Angelo Garavaglia sul furto dell&#8217;Agenda Rossa di Paolo Borsellino il 19 luglio 2018 a Via D&#8217;Amelio</strong></a><br />
video di <a href="https://vimeo.com/guidoepat">Guido e Patricia di Gennaro</a> su <a href="https://vimeo.com/guidoepat">Vimeo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/video-nuove-ipotesi-sul-furto-dellagenda-rossa-di-paolo-borsellino/">Video: nuove ipotesi sul furto dell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I ragazzi della Melone incontrano Salvatore Borsellino, in ricordo del fratello Paolo</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/i-ragazzi-della-melone-incontrano-salvatore-borsellino-in-ricordo-del-fratello-paolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Oppo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Mar 2018 12:47:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[agenda rossa]]></category>
		<category><![CDATA[gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[trattativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Stefania Pascucci e Riccardo Agresti &#60;&#60;25 anni fa, quando uccisero mio fratello, mia madre ci chiamò e ci chiese di andare in ogni dove&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/i-ragazzi-della-melone-incontrano-salvatore-borsellino-in-ricordo-del-fratello-paolo/">I ragazzi della Melone incontrano Salvatore Borsellino, in ricordo del fratello Paolo</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11663 alignleft" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/ricordo-borsellino-melone-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/ricordo-borsellino-melone-300x196.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/ricordo-borsellino-melone-1024x669.jpg 1024w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/ricordo-borsellino-melone-768x502.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/ricordo-borsellino-melone-20x13.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/ricordo-borsellino-melone.jpg 1237w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />di Stefania Pascucci e Riccardo Agresti</em></p>
<p>&lt;&lt;25 anni fa, quando uccisero mio fratello, mia madre ci chiamò e ci chiese di andare in ogni dove per parlare di Paolo. “Finché qualcuno parlerà di lui, Paolo non sarà morto”. Io ho tenuto fede a quella promessa, per questo sono qui con voi stamattina&gt;&gt;.</p>
<p>Con un velo di emozione così ha cominciato a parlare ai ragazzi Salvatore Borsellino alzando con una mano un libro dalla copertina rossa che ricorda e parla della famosa agenda rossa, fatta sparire il giorno dell’attentato, del magistrato Paolo Borsellino che conteneva la sua condanna a morte: i progressi delle sue indagini sulla trattativa fra Stato e mafia.</p>
<p>Grazie al supporto di Francesca Toto ed alla associazione “Agende rosse”, i ragazzi della “Melone” hanno potuto conoscere ed ascoltare la voce del fratello di Paolo, magistrato martire della lotta alle ingiustizie, Salvatore Borsellino, sceso a Fiumicino per dirigersi direttamente alla nostra Scuola.</p>
<p>Prima di entrare nel vivo del suo discorso, ha voluto ricordare una giovane studentessa universitaria, impegnata sul campo nella lotta alla mafia, cui una malattia ha impedito di continuare a vivere e a lottare in nome della legalità e della giustizia. Ma la tristezza malcelata, per questa prematura scomparsa, ha subito ceduto il posto alla speranza che l’opera ed il sogno di Paolo non svaniscano, che ci sia sempre qualcuno che con coraggio e forza combatta in nome della legalità.</p>
<p>Salvatore Borsellino ha raccontato che Paolo sosteneva che la lotta alla mafia non è quella che stava conducendo lui, con il pool, insieme alle Forze dell’ordine. Quella è solo repressione: la cattura e la condanna di colpevoli di reati gravissimi. La vera lotta alla mafia si conduce altrove rispetto alle aule di tribunale: si svolge nelle aule scolastiche dove si diffonde la cultura e l’istruzione, per consentire ai ragazzi di usare la propria testa e far comprendere loro che lo Stato è sacro: lo Stato sono i cittadini, lo Stato siamo noi e solo il popolo deve avere il potere di decidere quali regole adottare per vivere insieme, senza essere sottomessi a persone non elette da alcuno, senza uccidere o essere uccisi per chi non rappresenta che i propri interessi. Per quella promessa fatta alla madre e per questo motivo, Salvatore ha cominciato a togliere tempo alla sua famiglia per andare nelle Scuole a parlare a tutti i ragazzi, perché la mafia vince lì dove vive l’ignoranza e, come ha scritto lo scrittore e poeta Gesualdo Bufalino: “La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari”. &lt;&lt;Questa mattina, in questa sala, noi stiamo dando un duro colpo alla mafia&gt;&gt; ha proseguito Salvatore Borsellino, &lt;&lt;e stiamo continuando l’opera di Paolo che, la mattina del giorno in cui fu ucciso, si era interrotto durante la scrittura delle risposte ai ragazzi di un liceo presso cui non avrebbe potuto andare per impegni sopravvenuti e dai quali non sarebbe andato mai più. Fu interrotto da una telefonata al termina della quale lanciò via la cornetta dicendo rabbiosamente che la partita sarebbe iniziata proprio quel giorno&gt;&gt;. Partita mai terminata che la sua morte frenò, ma non ha interrotto.</p>
<p>Salvatore Borsellino ha spiegato che Paolo faceva tutto di fretta perché sapeva benissimo che gli rimaneva poco tempo. Il termine corretto è proprio “sapeva” e non “sentiva”. Infatti, gli era arrivata notizia che a Palermo la mafia aveva fatto arrivare un carico di esplosivo e che dopo la morte di suo fratello Giovanni, sarebbe toccato a lui. Anche in questo caso il termine giusto è proprio “fratello” e non “amico” o “collega”. Infatti, se si è figli di una stessa madre o di uno stesso padre o entrambe le cose si è certamente “fratelli”, ma solo anagraficamente. Tuttavia i veri fratelli condividono qualcosa di più forte: gli ideali, i sogni, il pensiero… o la morte. Paolo fu dilaniato dall’esplosione, come lo furono gli uomini e la donna della sua scorta, ma i “pezzi” di Paolo ora vivono nei cuori di tutti coloro i quali riescono a comprenderlo e ne ricordano l’azione.</p>
<p>Sono passati 25 anni dalla sua morte, le indagini sono state deviate e depistate ed i veri mandanti ancora non sono stati giudicati. Ci sono stati ben 4 processi che hanno fatto luce sulla mano omicida della mafia, ma non su chi ha voluto fermare l’azione di Paolo, e ciò che è accaduto dopo la strage fa chiaramente pensare che ci sia stata anche la mano di parti deviate dello Stato. Ad esempio la testimonianza fasulla di Vincenzo Scarantino, un falso pentito che si autoaccusò della strage, che fece deviare le indagini e i sospetti dai veri responsabili e solo in seguito confessò di essere stato costretto alle false dichiarazioni da Arnaldo La Barbera, capo della Squadra Mobile di Palermo, confessione confermata successivamente da Gaspare Spatuzza (il killer di Don Puglisi). Le modalità piuttosto “strane” con cui furono svolti gli interrogatori di Scarantino avevano fatto dubitare della verità fin da subito delle sue affermazioni alcuni magistrati, ma intanto il tempo trascorreva e le indagini non proseguivano sulla giusta pista.</p>
<p>Che Paolo dovesse morire a 52 anni era quasi una premonizione. Sia il padre che lo zio erano morti, di morte naturale a quella età e Paolo, scherzando, diceva che a 52 anni sarebbe morto anche lui. In effetti, non fu una malattia, ma un’auto imbottita di esplosivo a portarlo via, a meno che l’amore non sia una malattia. Infatti, Paolo una volta confessò che “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”. L’amore è ciò che ha mosso la vita di Paolo, che avrebbe potuto fare carriera altrove, e la città che lui amava lo ha ucciso.</p>
<p>Come ha raggiunto tale forza la mafia? Certamente un motivo storico è stato l’abbandono del sud da parte del Regno di Italia che inizialmente non era “Italia”, ma “Savoia”, cioè Piemonte, infatti, non si ha notizia di esistenza di fenomeni mafiosi antecedenti all’unità d’Italia. La mafia si rafforza con l’emigrazione e si ramifica all’estero, ma diventa potentissima alla fine della seconda guerra mondiale, quando gli americani, per avere il controllo del territorio e garantire il successo dello sbarco, presero contatti con esponenti della mafia collegati ai mafiosi americani. Una volta vinta la guerra, prima gli alleati e poi il governo statale lasciarono alla mafia il controllo. Gravissimo è stato proprio il mancato controllo del territorio da parte della Repubblica, cioè le mancate risposte dello Stato alle esigenze dei cittadini, risposte negate dai Savoia prima e dallo Stato poi, ma offerte a caro prezzo (prezzo di vite umane) dalla mafia.</p>
<p>Non si tratta di illazioni, ma di sentenze passate in giudicato. Un esempio può essere il caso di uno degli uomini più potenti della prima Repubblica, Giulio Andreotti (il più votato in tutte le elezioni, eccetto che in due casi, sempre presente nel parlamento italiano dal 1948 all’anno della sua morte nel 2013, molte volte ministro e primo ministro, e che per poco non fu eletto presidente della Repubblica), è stato giudicato avere commesso il reato di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso; non è andato in carcere solo per prescrizione del reato commesso.</p>
<p>Ma ancora non è stata detta la parola “fine”, perché attualmente è in corso un processo relativo alla trattativa tra Stato e mafia di cui nessuno ne parla. Il fatto è incredibile, in televisione e sui giornali si parla di tante cose, spesso inutili o, peggio, morbose, tuttavia di cose gravissime, come il fatto che lo Stato si sia piegato a trattare con l’antistato, provocando volontariamente vittime come poliziotti, magistrati e tanti altri, non se ne parla. Nessuno ricorda ad alta voce che lo Stato non può scendere a compromessi con l’antistato. Paolo Borsellino diceva: “Stato e antistato possono solo o combattersi o mettersi d’accordo” e lui fu vittima del compromesso fra Stato e mafia, fu fermato perché non rivelasse questa trattativa richiesta fortemente dalla mafia con gli attentati portati a Roma (a San Giovanni in Laterano, a San Giorgio al Velabro, contro il giornalista Maurizio Costanzo) e Firenze (in via dei Georgofili vicino gli Uffizi) eccetera perché si vedeva minacciata dal lavoro del pool.</p>
<p>Bisogna, però, essere precisi, non è esatto dire “trattativa fra Stato e Mafia” perché, non dimentichiamolo, lo Stato siamo noi e le Istituzioni democratiche devono essere “sacre”. Purtroppo non sempre i cittadini eleggono persone degne di rappresentare l’Italia. Magari vengono elette persone che hanno interessi personali che non collimano con quelli della società civile e quindi le Istituzioni vengono occupate da persone indegne. &lt;&lt;Ho fiducia nello Stato, quello di Falcone e Borsellino, perché lo Sato esiste, siamo noi, ma non ho fiducia in alcune persone che occupano le Istituzioni. Purtroppo anche il presidente Napolitano mi ha deluso perché ha fatto distruggere le conversazioni con Mancino. Si tratta di intercettazioni del ministro Mancino, indagato per gravi reati, e sono state registrate anche sue conversazioni, ma il fatto che le abbia volute distrutte è gravissimo, anche perché ora chiunque può affermare che Napolitano, in quelle telefonate, abbia promesso l’impunità a Mancino, e Napolitano ora non può smentire nulla: avrebbe invece dovuto rendere pubbliche quelle intercettazioni per allontanare da sé qualsiasi sospetto, invece, ha fatto un grave danno al prestigio della Istituzione del presidente della Repubblica&gt;&gt;.</p>
<p>Il motivo per cui il gruppo di magistrati di cui faceva parte Borsellino divenne così pericoloso per la mafia ed i politici collusi, fu anche di tipo tecnico. Inizialmente ogni processo era distinto e le informazioni provenienti dalle varie singole indagini non venivano condivise fra i vari magistrati ed ogni volta occorreva iniziare tutto daccapo, senza contare che i singoli giudici erano vulnerabili, potevano essere intimiditi o uccisi e uccidendo chi indaga da solo, si seppellisce con lui anche il portato delle sue indagini. Fu il procuratore Rocco Chinnici che, dopo l’assassinio del capitano dei Carabinieri, Emanuele Basile, e del suo amico, il procuratore Gaetano Costa, con cui Chinnici aveva condiviso indagini sulla mafia (i cui esiti si scambiavano in tutta riservatezza dentro un ascensore di servizio del palazzo di Giustizia), ebbe l&#8217;idea di istituire una struttura collaborativa fra i magistrati: il “pool antimafia”. Rocco Chinnici fu ucciso dai due cugini Nino e Ignazio Salvo, ma il suo posto fu preso da Antonino Caponnetto che chiamò nel pool Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Gioacchino Natoli, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta. La loro attività portò all&#8217;arresto e poi alla condanna al carcere duro (il cosiddetto “41 bis”) di più di 400 criminali legati alla mafia nel maxiprocesso di Palermo. Fu durante le indagini per il maxiprocesso che si venne a conoscere il vero nome della associazione mafiosa siciliana: “Cosa nostra”. Grazie alle rivelazioni del pentito Tommaso Buscetta, cui la mafia aveva ucciso ben 11 familiari e che vedeva nelle morti di donne e bambini un tradimento della linea antica di “Cosa nostra”, si venne a conoscere per la prima volta ciò che molti dicevano insistentemente non esistesse affatto: la struttura dell’organizzazione ed i legami esistenti con la politica.</p>
<p>Che una parte dello Stato abbia lavorato per favorire i mafiosi lo si comprende dal fatto che il boss mafioso Salvatore Riina sia riuscito a restare latitante per 40 anni, senza mai allontanarsi da Palermo e senza che sia mai stato individuato ed arrestato, cosa impossibile senza l’aiuto o la copertura delle forze dell’ordine colluse. Da un’intercettazione si era anche evidenziato che Riina tranquillizzava i detenuti dicendo di stare tranquilli “che poi si aggiusta tutto”. In effetti, era diventata prassi normale che i condannati per mafia in primo e in secondo grado, si vedessero poi assolti in terzo grado per motivi formali banalissimi, ad esempio per documenti vidimati con timbri di gomma invece che di ferro. Stranamente la Prima Corte di Cassazione (presieduta dal giudice Carnevale, definito l’ “Ammazzasentenze”) annullava tutti i processi per mafia, costati anche la vita di poliziotti e magistrati, tanto che erano stati cancellate oltre 300 sentenze per vizi di forma. Ovviamente è importante e giustissimo che esista la Corte di Cassazione, la quale ha l’importante compito di garantire il corretto funzionamento dei processi, evitando ingiustizie verso gli imputati, ma era evidente che qualcosa non andava, anche perché era sempre lo stesso giudice che annullava le sentenze dei processi con condanne per mafia. Fu proprio Falcone, quando andò a lavorare a Roma, a far sì che la Cassazione venisse gestita a rotazione e questo permise di salvare le sentenze del maxiprocesso che riuscirono a diventare definitive. Probabilmente da qui nasce tutto perché Riina sente che i politici di riferimento non riescono più a mantenere i patti con la mafia e colpisce quei politici che fino ad allora avevano protetto l’impunità dei mafiosi, o almeno reso inutili le condanne dei tribunali, ed ora non potevano più proteggerli. Viene così ucciso Salvo Lima, importante uomo politico, vicinissimo ad Andreotti, che fu sindaco di Palermo quando vennero accordate un numero enorme di concessioni edilizie a dei prestanome ignari, facendo scomparire la bellissima “Conca d’oro” di Palermo con un danno ambientale assurdo. Lima era esattore delle tasse a Palermo e garantiva i voti alla corrente andreottiana della Democrazia Cristiana. Questo assassinio fu un avvertimento all’allora presidente del consiglio Andreotti, che aveva firmato un decreto-legge che aveva fatto tornare in carcere gli imputati del maxiprocesso, scarcerati per decorrenza dei termini o agli arresti domiciliari. L’eliminazione di questa forza politica in Sicilia, fece poi perdere ad Andreotti la possibilità di essere eletto presidente della Repubblica.</p>
<p>Persa la fiducia nei politici nazionali, il boss mafioso Leoluca Bagarella aveva capito che a “Cosa nostra” serviva un partito che fosse diretta espressione della mafia e quindi diede l’incarico di costituire un nuovo partito, “Sicilia libera”, che nacque con obiettivi separatisti simili a quelli della “Lega nord”, con cui il nuovo partito in effetti ebbe vari contatti, ma successivamente l’altro boss mafioso, Bernardo Provenzano, decise che, invece di andare avanti col progetto del partito regionale “Sicilia Libera”, fosse migliore la soluzione che veda l’appoggio al partito che sta per nascere grazie ad un vecchio amico, Marcello Dell&#8217;Utri (condannato per frode fiscale, oggi ancora in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa). Quel partito è “Forza Italia” che, ascoltando le parole del suo leader Silvio Berlusconi, non sarebbe mai esistito e cresciuto senza l’aiuto di Dell’Utri.</p>
<p>In quel periodo Paolo stava interrogando un pentito, un killer esponente della vecchia mafia, Gaspare Mutolo, che rivelò gli intrecci fra la mafia e la politica e proprio durante uno degli interrogatori, Borsellino viene chiamato al telefono e convocato dal neo ministro Nicola Mancino. Mutolo racconta che quando rientra per l’interrogatorio, Paolo è nervosissimo, tanto da mettersi in bocca, senza nemmeno accorgersene, due sigarette da fumare. In effetti, era accaduto che al Viminale, in attesa di incontrare il ministro, Paolo Borsellino aveva incontrato l&#8217;allora Capo della Polizia Vincenzo Parisi accompagnato da Bruno Contrada (facente parte dei servizi segreti italiani e successivamente condannato per concorso esterno in associazione mafiosa) che, salutandolo velocemente, gli disse: “So che state interrogando Mutolo, tenga presente che siccome io a suo tempo ho fatto indagini su di lui, se posso essere utile&#8230;”. Questa cosa lo sorprese molto perché quello era il primo incontro con Mutolo e l’interrogatorio era a livello di massima segretezza. A parere di Salvatore Borsellino, Mancino aveva imposto a Paolo di chiudere l’indagine per far proseguire la trattativa, infatti, quel nervosismo non può essere dovuto solo alla attesa del ministro ed ancora più strano che Mancino abbia poi detto di non avere mai incontrato Paolo, anzi nemmeno di conoscerlo (eppure la sua foto era su tutti i giornali dopo la morte di Falcone, in quanto tutti sapevano che il prossimo omicidio sarebbe stato proprio il suo). Paolo era molto meticoloso ed in una agenda giornaliera, dove riportava con estrema precisione quanto svolto nella giornata, aveva appuntato chiaramente l’incontro con il ministro, mentre nella sua famosa e segreta agenda rossa, da cui non si separava mai, certamente aveva appuntato cosa si erano detti; ecco, quindi, il motivo della sparizione dell’agenda nell’attentato (da una foto si vede la borsa contenente l’agenda rossa nelle mani del capitano dei Carabinieri Giovanni Arcangioli), sparizione certamente voluta non dalla mafia, ma da chi, rappresentante delle Istituzioni, non voleva si sapesse cosa ci fosse scritto: dell’incontro con Mancino e della richiesta di interrompere le indagini.</p>
<p>Salvatore Borsellino non amava Palermo; pensava che, andando via dalla sua città, avesse chiuso, in qualche modo i rapporti con quella realtà. Era andato a lavorare al nord, ma non ha mai dimenticato la sua terra e soprattutto il giuramento fatto alla madre, dopo la Strage di Via D’Amelio, di tenere viva la memoria del fratello Paolo, e continua a lavorare ora che ha 76 anni e potrebbe essere in pensione: il lavoro è la sua droga: fa l’ingegnere per vivere e lavora parlando ai ragazzi per non morire.</p>
<p>&lt;&lt;Non so se serva, ma devo farlo per mantenere viva la speranza di non morire senza vedere condannati i veri responsabili della morte di Paolo. Paolo era ottimista, pur sapendo di morire non si è fermato. Lo ha fatto per dare ai giovani ancora la forza di combattere per fare in modo che un giorno, nel nostro Paese, ci sia chi sentirà ancora il profumo della libertà. Lo Stato non è quello che è sceso a patti con la mafia, che la ha aiutata e che ha ucciso Paolo. Il vero Stato è quello di Paolo, di Giovanni, dei poliziotti e carabinieri martiri uccisi in servizio. Ma bisogna smetterla di stare in silenzio. Se non ci fosse indifferenza non ci sarebbe bisogno di eroi. Non tocca agli altri agire: tocca a noi. Mafia è far finta di non vedere, è non denunciare i soprusi, è non pretendere il rispetto dei propri diritti e di quelli altrui. La mafia sarà sconfitta quando ciascuno di noi sconfiggerà quel pezzo di mafia che è in noi. Forse non riuscirò a vedere tolto il velo di silenzio sulla morte di Paolo, ma spero lo farete voi. Ho in voi la stessa speranza che aveva Paolo nelle generazioni future&gt;&gt;.</p>
<p>Noi alla “Melone” nutriamo fiducia nelle future generazioni, per questo proseguiamo il nostro impegno per la legalità, la cultura e l’istruzione.</p>
<p>Stefania Pascucci e Riccardo Agresti</p>
<p>da <a href="http://www.baraondanews.it/c/162714/13174/i-ragazzi-della-melone-incontrano-salvatore-borsellino--in-ricordo-del-fratello-paolo.html">www.baraondanews.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/i-ragazzi-della-melone-incontrano-salvatore-borsellino-in-ricordo-del-fratello-paolo/">I ragazzi della Melone incontrano Salvatore Borsellino, in ricordo del fratello Paolo</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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