Press "Enter" to skip to content

“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.” Paolo Borsellino

Dal 20 al 31 marzo, si è svolto il Progetto dal titolo “Il volto della mafia nei suoi molteplici aspetti e il ponte della legalità”, nato dalla collaborazione tra  e realizzato attraverso una Rete di scopo, avviata da tre istituti scolastici: il Liceo Aldo Moro di Reggio Emilia, il Liceo Stanislao Cannizzaro di Palermo ed il Liceo Vincenzo Floriani di Vimercate (MB)

Ha iniziato il liceo Aldo Moro di Reggio Emilia accogliendo l’iniziativa proposta da Agende Rosse Rita Atria di Reggio Emilia e provincia, trasformandola in un progetto i cui obiettivi di legalità sono stati estesi oltre la regione Emilia Romagna, coinvolgendo altri due Istituti scolastici del territorio nazionale, con finalità di integrazione e scambio su una problematica forte, dalle mille facce e tutt’oggi persistente nell’intero Paese.

Oltre l’Emilia, la Lombardia e soprattutto la Sicilia con i suoi trascorsi, con le sue storie, rappresentano fonti e luoghi di memoria da cui ripartire sempre, non soltanto per celebrare chi ha lottato per offrire ai giovani un onesto futuro, ma soprattutto per considerare prioritarie le azioni a tutela di una legalità corretta e non più corrotta, perché l’impronta del passato, non resti solo un’ombra, ma si converta in luce che illumini il cammino delle nuove generazioni.

L’ incontro tra le classi dei diversi istituti ha reso concreto il percorso, un’unione che si potrebbe oggi definire riuscita pienamente, in quanto in grado di colmare di legalità presente e futuro possibili. Le/i giovani di diverse provenienze territoriali si sono unit* nell’apprendimento e nello scambio di esperienze importanti, intense.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con i tre gruppi territoriali delle Agende Rosse di Reggio Emilia, di Palermo e di Vimercate.

I primi a spostarsi, organizzando un viaggio per Palermo, sono stati gli studenti della 4G del Liceo Moro. La mattina dell’11 marzo, nell’aula che al Moro accoglie la 4G, si è svolto un incontro di preparazione al percorso in programma a Palermo, condotto dal Dott. Stefano Baudino, giovane giornalista e scrittore.

Il 20 marzo, al loro arrivo a Palermo, gli studenti del Moro hanno trovato ad accoglierli i loro compagni di studi della 4I presso il Liceo Cannizzaro.

La Dirigente Scolastica Anna Maria Catalano si è unita agli alunni che, da bravi palermitani, hanno fatto degustare loro prodotti tipici siciliani come arancinette, panelle e poi cannoli, cassatine e “sfincie di San Giuseppe”.

Chi vuole ripercorrere la storia recente non può non fermarsi a Palermo. E’ stata la tappa fondamentale, 5 giorni d’esplorazione in una città ricca di luoghi significativi. La mafia ovunque arriva lascia il segno, questa città l’ha crocifissa, lasciando numerose lapidi a ricordare; le stragi si sono susseguite negli anni uccidendo validi e coraggiosi magistrati e le loro scorte.

Le stragi del 1992, avvenute a Capaci e in Via D’Amelio, sono le ultime (con la strage dei Georgofili a Firenze del 1993).  I giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino sono saltati in aria insieme alle persone delle loro scorte che ricordiamo: Vito Schifani, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Emanuela Loi, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Fabio Li Muli e Agostino Catalano..

Lungo il percorso dall’aeroporto (che oggi porta il nome dei due magistrati) a Palermo, il pullman con la 4G a bordo non poteva non fermarsi per qualche minuto lungo quel tratto di autostrada, per ricordare quel 23 maggio del 1992.

La prima tappa del percorso urbano è stata in via D’Amelio sotto l’albero della Pace, albero di ulivo voluto da Maria Pia Lepanto, madre di Paolo Borsellino. Lì, hanno trovato ad attenderli Antonio Vullo, unico superstite della strage di via D’Amelio, che, insieme a Luciano Traina fratello di Claudio, ha ripercorso quel terribile pomeriggio del 19 luglio 1992. Al loro ricordo di quell’inferno si aggiunge il dolore provocato dal fatto che, a più di trent’anni di distanza, non sia ancora stata fatta piena luce sull’attentato.

Il 21 marzo, in occasione della giornata della “Memoria ed impegno per le vittime innocenti di mafia”, le due classi hanno incontrato la prof.ssa Rosalba Cassarà, sorella di Ninni, vicequestore barbaramente assassinato il 6 agosto del 1985, la quale ha tessuto un ricordo del fratello in un racconto tra memorie familiari e contesto professionale . “La memoria, l’impegno hanno un’importanza fondamentale e rilevante per far sì che i sacrifici di tanti uomini grandi che hanno fatto grande la nostra Repubblica Italiana, non siano resi vani. E siccome siete voi le nuove generazioni, i futuri professionisti, i futuri magistrati, poliziotti, commercianti, industriali, vi auguro il meglio dalla vostra vita. Siete voi, che dovete prendere in mano la situazione e trarre auspicio dall’esempio di uomini che non sono nati eroi, lo sono diventati per necessità perché la situazione che li circondava non era per niente adeguata ad accogliere le loro istanze di Libertà, di Verità, di Giustizia…” ha detto loro la prof.ssa Cassarà.

Nel pomeriggio, presso la libreria “Tante Storie”, ci si è ritrovati con il dott. Leopoldo Laricchia, Questore di Palermo, la vice comandante della Polizia Penitenziaria Luisa Bonomo e la D.S. Daniela Crimi, tutti a sottolineare il ruolo importante delle Istituzioni nel contrasto alla criminalità e nella promozione della cultura della legalità. Ospite d’eccezione Graziella Accetta, mamma di Claudio Domino vittima a soli 11 anni.

Al mattino del 22 marzo le classi hanno visitato “Il Bunkerino”, ovvero gli uffici in cui hanno lavorato i due magistrati Falcone e Borsellino, divenuti Museo, mentre al pomeriggio sono state in visita presso i Cantieri Culturali, voluti e curati da Letizia Battaglia, dove hanno potuto esplorare le immagini dei fotoreporter divenuti famosi per aver fotografato le stragi di mafia e visitato la mostra “ISOLITUDINE”, progetto espositivo che, attraverso le opere degli artisti Guido Casaretto, Ra Di Martino, Petra Feriancova e Voluspa Jarpa, riflette in modo critico sui temi di insularità, memoria, confine, dialogo e possibilità, in un periodo in cui il presente è caratterizzato dal riemergere di problemi storici, culturali e politici mai risolti compiutamente.

Il 23 mattina, le classi si sono nuovamente incontrate presso il Palazzo di Giustizia di Palermo, dove, presso l’Aula della Corte d’Appello, hanno incontrato il Presidente Antonio Balsamo e il magistrato Alfredo Morvillo, fratello di Francesca, a sua volta magistrato e moglie di Giovanni Falcone. Presente all’incontro anche la dott.ssa Roberta Gatani, nipote di Paolo e Salvatore Borsellino, responsabile della “Casa di Paolo”, struttura nata per la volontà di Salvatore Borsellino, meta pomeridiana in cui si è svolto il doposcuola dei nostri studenti ai bambini accolti del quartiere Kalsa.

Il 27 Marzo la classe di Palermo raggiunge gli amici a Reggio Emilia. Sì, amici, perché i ragazzi hanno stretto amicizia ed alcuni di loro sono proprio inseparabili. Ad accoglierli il Dirigente Daniele Cenini, da subito entusiasta del progetto. Da bravi Emiliani l’accoglienza non poteva non prevedere un momento “mangereccio” con pizza, gnocco e lo squisito “erbazzone”. Graditissime anche le torte al cioccolatino e di riso, contributo degli amici emiliani alla conoscenza delle specialità locali.  Il percorso degli studenti della 4G e 4I a Reggio Emilia ha inizio dal “Museo della Psichiatria’ ricordando la legge Basaglia. Infatti, la Legge 180 è la prima e unica legge quadro che impone la chiusura dei manicomi e regolamenta il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici. Ciò ha fatto dell’Italia il primo paese al mondo ad abolire gli ospedali psichiatrici.

“Quando entrai per la prima volta in una prigione, ero studente in medicina. Lottavo contro il fascismo e fui incarcerato. Mi ricordo della situazione allucinante che mi trovai a vivere. Era l’ora in cui venivano portati fuori i buglioli dalle varie celle. Vi era un odore terribile, un odore di morte. Mi ricordo di aver avuto la sensazione di essere in una sala di anatomia dove si dissezionano i cadaveri. Quattro o cinque anni dopo la laurea, divenni direttore di un manicomio e, quando entrai là per la prima volta, sentii quella medesima sensazione. Non vi era l’odore di merda, ma vi era un odore simbolico di merda.” Franco Basaglia

La lezione al museo della psichiatria ha portato ai giovani una conoscenza del passato in modo molto articolato, con un impatto molto forte con le due scolaresche unite. Quelle stanze, quelle pareti, quei graffiti in cui è scritta non soltanto la storia dello stigma e della marginalità sociale, resteranno indubbiamente scolpite nella memoria dei giovani visitatori e visitatrici.

Una lectio magistralis sul maxi processo Aemilia, il più grande processo alla ‘Ndrangheta mai celebrati al nord Italia, tenuta dal Giudice Andrea Rat e da Paolo Bonacini, giornalista, scrittore ed esperto nei processi di mafia, quella a cui hanno assistito il 28 marzo nel tribunale di Reggio Emilia.

“La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”. Giovanni Falcone. Questo è il principio ispiratore.

Un excursus storico che va dal maxiprocesso di Palermo al processo Aemilia fino a spiegare come la ‘ndrangheta si è infiltrata nel nord d’Italia e perché ha trovato terreno fertile per i loro loschi affari. ‘Il contrasto si fa fuori dai tribunali, a partire da scuola, nell’educazione dei bambini e delle loro  famiglie, ha detto il giudice Rat, nella ferma convinzione che la mafia si sconfigge solo se le nuove generazioni si opporranno ad essa.

A Vimercate erano presenti, 2 classi 4 e dell’Istituto Floriani che hanno accolto i compagni Siciliani ed Emiliani all’interno della splendida Sala Consiliare di Palazzo Trotti sede del Municipio.

Il 30 marzo nella splendida sala Cleopatra del palazzo comunale di Vimercate, interamente affrescata dal pavimento al soffitto, a fare gli onori di casa sono Paola Carrese, coordinatrice del movimento Vimercatese di Agende Rosse e Riccardo Corti Assessore con delega alla legalità, il quale ha sottolineato l’importanza di un incontro come questo in un luogo che rappresenta le istituzioni.

Ospiti d’eccezione Lucrezia Ricchiuti vicepresidente dell’Associazione brianzola che ha lo scopo di divulgare la cultura della legalità soprattutto contro la corruzione, all’interno delle pubbliche amministrazioni locali. E Angelo Garavaglia Fragetta membro del direttivo Agende Rosse che ha raccontato ai ragazzi il mistero dell’agenda rossa di Paolo Borsellino. È stato lui, infatti, a raccogliere tutto il materiale utile di quel maledetto 19 luglio 1992 ed analizzarlo con particolare cura, scoprendo alcuni dettagli inediti che potrebbero svelare cosa sia veramente accaduto nel pomeriggio del giorno in cui il magistrato Paolo Borsellino fu ucciso in via D’Amelio.

Ha concluso questo cammino esperienziale  e scolastico Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo e fondatore del Movimento delle Agende Rosse. Infatti, nel primo pomeriggio, i ragazzi delle tre  scuole in rete, all’interno dell’auditorium della Biblioteca cittadina, intitolata a Falcone e Borsellino, hanno potuto incontrare in video conferenza Salvatore Borsellino. Un incontro emozionante e coinvolgente fatto di ricordi e di storie: la sua famiglia, l’importanza e il ruolo della madre, l’infanzia e gli amici, l’incontro con Giovanni Falcone, gli studi e le scelte di vita che hanno portato i fratelli su due strade diverse.

Salvatore Borsellino ha parlato a ragazze e ragazzi raccontando della sua storia sofferta di fratello e di testimone, ha parlato della mafia e della lotta svolta da chi con coraggio ha dato la propria vita per combatterla. Ha parlato dei valori in cui credeva fermamente Paolo: la pratica della legalità, la fiducia nei giovani e l’ottimismo, il coraggio di non farsi condizionare dalle minacce, l’importanza dell’istruzione e della conoscenza, quali strumenti fondamentali per crescere come uomini liberi.

Il fratello di Paolo ha infine lanciato un messaggio  molto importante ai ragazzi:                   

“Ora passo il testimone a voi e alle nuove generazioni per portare avanti questa lotta di verità e giustizia”.

I gruppi  Agende Rosse di Palermo, Reggio  Emilia e Vimercate (MB)

                                                                                             

Comments are closed.

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com