Press "Enter" to skip to content

Palermo, Gioacchino Genchi assolto dopo 13 anni: “Nessun trattamento illecito di dati quando ha acquisito i tabulati di Cisterna”

15 giugno 2022 – Non ha violato i dati personali dell’ex vice procuratore nazionale antimafia Alberto Cisterna. Per questo motivo la quinta sezione del Tribunale di Palermo presieduta da Donatella Puleo, ha assolto Gioacchino Genchi, ex consulente informatico di diverse Procure italiane, accusato di trattamento illecito di dati e abuso d’ufficio “perché il fatto non costituisce reato”, disponendo la restituzione all’imputato dei beni in sequestro. Genchi aveva acquisito quei tabulati telefonici quando era consulente informatico dell’ex pm Luigi de Magistris.

Per l’ex consulente informatico della polizia, che oggi fa l’avvocato, il pm aveva chiesto la condanna a due anni di reclusione oltre alle pene accessorie. Genchi, che è stato difeso dall’avvocato Fabio Repici, aveva rinunciato ad avvalersi della prescrizione nel corso del processo, che si trascina dal 2009, cioè da ben 13 anni. Cisterna si era costituito parte civile ed ha partecipato attivamente a quasi tutte le udienze.

Dopo l’uscita del suo libro intervista (“Il caso Genchi. Storia di un uomo in balia dello Stato”), Genchi è stato accusato dalla Procura di Palermo che aveva condiviso quanto denunciato da Cisterna, disponendo il sequestro di tutti i sistemi e i supporti informatici al tempo utilizzati dall’investigatore. Tutto cominciò quando Genchi – consulente delle più importanti Procure italiane, sin dai tempi delle prime collaborazioni con Giovanni Falcone, oltre che consulente nelle indagini sulle stragi del ’92 – venne nominato dal pm di Catanzaro, Luigi de Magistris, nelle inchieste “Poseidone” e ”Why Not”. Nel corso dell’acquisizione dei tabulati dei dati relativi al traffico telefonico, emersero alcune utenze cellulari in uso a Cisterna, unitamente ad altre in uso a soggetti con lui in rapporti, quando questi svolgeva le funzioni di procuratore aggiunto della Procura Nazionale Antimafia. Per quei suoi rapporti, il Csm aveva applicato a Cisterna la sanzione disciplinare e la misura cautelare del trasferimento d’ufficio e l’incompatibilità a svolgere funzioni requirenti, entrambe confermate dalle sezioni unite della Cassazione.

Comments are closed.