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Dottor Vigna, imponderabilità di Cosa nostra è notoria.

La mia stima nei confronti d Piero Luigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia, non è assolutamente messa in discussione. D’altronde non potrebbe essere diversamente per il ruolo da lui ricoperto. L’ho conosciuto a Roma e poi, per usare un eufemismo, egli è stato un ingegnere nella costruzione della lotta alla mafia, mentre io ho solo ricoperto il semplice ruolo di manovale. Ma, al di là della stima personale, vorrei disquisire sulle sue parole pronunciate, ossia “… Io ragiono da magistrato, e per il magistrato quando una cosa non è provata non esiste… che i mandanti ‘occulti’ delle stragi del ‘93-94, se non sono stati trovati, per la Giustizia semplicemente non esistono”.

Vero! Un magistrato come un investigatore deve necessariamente far riferimento a prove e indizi inconfutabili: i teoremi, tanto cari a qualcuno non hanno giovato alla Giustizia. Anzi, hanno fatto danni incalcolabili.

Tuttavia, condivido solo in parte il ragionamento di Vigna e la diversificazione nasce appunto sulla visione d’insieme del fenomeno Cosa nostra. Di certo egli ha conosciuto Cosa nostra da studioso ed inquirente, mentre la mia qualifica di manovale mi ha permesso di “viaggiare” all’interno della mafia toccando con mano “pensieri e abitudini” altrimenti non riscontrabili nei semplici interrogatori o nelle carte processuali. In sostanza, parlare di mafia, potrebbe sembrare la cosa più semplice di questo mondo, ma il nocciolo del problema è, come bisogna interpretare e parlare di mafia se la sua imponderabilità è notoria? In gioventù sono stato agevolato dalla conoscenza diretta di alcuni mafiosi e poi, divenuto adulto, lo stesso Riina, mi ha ancor di più erudito sul fenomeno. E, sono giunto alla conclusione che, in Cosa nostra, nulla nasce per caso e che il pensiero del mafioso è l’esatto contrario di quello palesato: Riina è stato un magistrale interprete di questo modo d’agire. Non a caso gli sono stati attribuiti “comportamenti tragiriaturi” o che abbia nominato uomini d’onore all’insaputa di tutti e tenendoli “coperti”.

Quindi, Dottor Vigna lei ha ragione quando afferma che “una cosa non provata non esiste”, però devo evidenziare che sino agli anni ’80 nemmeno la mafia “ufficialmente” esisteva. E, non esistevano, per lo Stato, nemmeno i Capi mafia, mentre per tutti noi palermitani esistevano, eccome se esistevano. Cito un esempio di “svista” istituzionale. Michele Greco, il “Papa”, la cui leadership del gotha mafioso era universalmente riconosciuta dal “popolo”, ebbene per lo Stato no! Tant’è che gli aveva anche concesso il porto d’armi.

Lei, fa riferimento alle dichiarazioni di Brusca che esclude il coinvolgimento di Berlusconi sulle stragi. Io non ho motivo di dubitare ed anche perché non ho elementi per affermare il contrario. Invero, come ho già detto altre volte, il signor Brusca Giovanni non racconta tutta la sua “verità”. E, premesso che il suo ruolo in Cosa nostra non era marginale, potrebbe raccontarci le vicissitudine politiche della mafia. Così come sarebbe congruo che i fratelli Graviano, che hanno ereditato le pregresse “conoscenze” politiche del principe di Villagrazia, Stefano Bontade, ci dicessero dei loro rapporti con eminenti politici siciliani e non.

Io, non immagino una riunione della Cupola di Cosa nostra, alla quale partecipino i politici e che, tutti insieme appassionatamente pianifichino le stragi del 92/93 Assolutamente, no! Ma, che Cosa nostra abbia potuto ricevere l’input solidale da taluni politici, questo potrebbe essere verosimile. D’altronde, Falcone più volte ebbe a fare riferimento a “menti raffinatissime”

In buona sostanza, il solo fatto di non aver sinora riscontrato elementi probatori sulla partecipazione di personaggi esterni alla mafia, alle stragi, non significa che non esistano. E’ come la pronuncia della Cassazione che ha escluso l’esistenza dell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino, sol perché non sono state trovate le prove che fosse all’interno della borsa rinvenuta in via D’Amelio. Si potrebbe affermare il contrario, ovvero che l’Agenda Rossa non è stata rinvenuta perché qualcuno l’ha rubata.

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