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Convegno ‘Mafia in Veneto senza ipocrisie’ – Trevignano (TV), 8 novembre 2012

Il circolo locale di Trevignano della Legambiente organizza giovedi 8 novembre alle 20.45 a Villa Onigo di Trevignano, una serata dedicata al problema ormai evidente della Mafia in Veneto.
Relatori della serata: prof. Enzo Guidotto, Presidente dell’Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso, già consulente della Commissione Parlamentare Antimafia; Paolino Barbiero, segretario generale della SPI CGIL di Treviso, Gianni Belloni dell’Osservatorio amiente e legalità di Venezia e Il Consigliere Comunale di  Trevignano Gianni Pellizzari .
Si parlera anche del caso Entei in Veneto; ditta colpita da indertittiva antimafia e  aggiudicataria tramite gara d’appalto dei lavori di ampliamento del depuratore di Carbonera TV, dalla società Alto Trevigiano Servizi in data 25 maggio 2011. Si tratta di uno dei tantissimi casi quotidiani presenti in Veneto e nel particolare  seguito dal circolo Legambiente di Trevignano. Per maggior dettagli vedi: http://www.osservatorioambientelegalitavenezia.it/al-depuratore-di-carbonera-tv-lavora-una-ditta-colpita-da-interdittiva-antimafia/
Si allega il volantino della conferenza.

Gianni Pellizzari

 

 

Il tema del convegno si rivela di primaria importanza per gli operatori economici veneti giustamente preoccupati per la crisi economica in corso, accentuata dalla difficoltà di ottenere prestiti dalle banche e di riscuotere crediti dagli enti locali ai quali hanno fornito beni e servizi.

E’ il caso di sottolineare che dall’inizio della crisi, l’esasperazione ha fatto registrare nel Nordest una sessantina di suicidi fra datori di lavoro sull’orlo del fallimento e  lavoratori dipendenti rimasti disoccupati.

Inoltre, circa 100 imprenditori piccoli e medi – nel Padovano e dintorni – hanno accettato o chiesto prestiti alla finanziaria “Aspide” che faceva capo al “Gruppo Crisci”, e solo quando non sono stati in grado di restituire il denaro si sono accorti, per le minacce ricevute e le violenze subite, che si trattata di una organizzazione creata per truffare il prossimo da malavitosi della Campania legati ai camorristi “Casalesi”.

Un metodo identico era stato sperimentato in passato in Veneto dai fratelli Saccà, legati a Cosa Nostra, che avevano però alle spalle i capiclan della camorra Nuvoletta, Bardellino e Zaza, a loro volta affiliati anche a Cosa Nostra. La relativa inchiesta accertò che l’organizzazione, che si avvaleva della collaborazione di liberi professionisti, aveva truffato – anche là con minacce e violenza – operatori economici in ben 30 province di 11 regioni.

Inoltre, una società che operava nell’orbita dei Nuvoletta – con amministratori poi arrestati nel Bassanese per associazione di tipo mafioso – già nella seconda metà degli anni Ottanta aveva ottenuto appalti per lavori di pulizia nei palazzi che ospitano la Giunta Regionale e il Consiglio Regionale del Veneto oltre che nell’azienda di trasporti pubblici di Padova e nel compartimento ferroviario di Venezia.

Nel 1993 la Commissione parlamentare antimafia venne in missione a Venezia per fotografare la situazione. Nella relazione conclusiva si legge: bisogna che nel Centronord «si diffonda la convinzione del carattere nazionale del fenomeno, della sua varietà di forme e di comportamenti, della sua capacità di adattamento agli ambienti, della sua aspirazione a costruire una vera e propria economia criminale, alternativa rispetto a quella che si fonda sulla libera concorrenza e sul libero mercato. Ma occorre, per questo, una collaborazione attiva ed un impegno proficuo da parte degli enti locali, delle forze economiche e sociali, della società civile, del mondo politico».

«Bisogna sconfiggere, nel Centronord, l’idea che prospettare i pericoli della mafia produca effetti negativi sul buon nome di una città o di una regione. Bisogna rimuovere antichi pregiudizi, preconcetti, illusioni e perfino atteggiamenti che talora nascondono altri obiettivi».

Enzo Guidotto


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