Mi spiace riaffermare quel che per me appariva un dato di fatto scontato e se nei mesi scorsi mi sforzavo di far capire a tanti che “l’alzati juncu ca a china è passata”, era la conseguenza di quel silenzio assordante tipico del modus operandi della mafia che stava “ riconquistando” il territorio, dopo gli arresti di massa. La mafia, non era e non è affatto vinta e quando scrivevo che il “pizzo”, in contrasto con soloni esperti di cose di mafia, che affermavano che il pizzo era quasi estinto, volevo dimostrare il mio dissenso. Sono certo che proprio da detto odioso crimine la mafia trae linfa necessaria per gettare le basi del controllo del territorio, oltre ovviamente a finanziarsi. La mia non era un’analisi astratta, ma corroborata da “segnali” appresi direttamente.
Uno degli errori commessi in passato, è stata la sottovalutazione della capacità della mafia di rigenerarsi e rafforzarsi: si è voluto far credere, anche dolosamente, che la mafia non rappresentava più un problema. E, ciò permetteva ai mafiosi di interagire con esponenti politici che davano loro garanzie. Oggi, la situazione non è per nulla mutata. Sembra di accendere un televisore e vedere un film già visto, l’unica differenza è, che è a colori, ma potrebbe sembrare in bianco e nero, visto che il soggetto è identico al passato. E, a rendere ancor di più evidente il contrasto tra il dire e il fare, sono stati i segnali che gli stessi mafiosi hanno colto nelle dichiarazioni d’intenti di alcuni esponenti politici con incarichi di governo ed anche del settore della magistratura. Il riferimento è alla messa in discussione del 41/bis, la ventilata ipotesi di vendere i beni confiscati ai mafiosi, quindi la possibilità di essere nuovamente acquistati dagli stessi, e non ultimo il dubbio sull’efficacia del concorso esterno in associazioni mafiose. Per quanto concerne i beni sequestrati ed assegnati alle Associazioni che li curano senza finalità di lucro, in quest’ultimi giorni si è scatenata una vera e propria “campagna” contro Libera Terra di Don Ciotti.
No! Non possiamo permetterlo e dobbiamo essere fermi e decisi affinchè non si ritorni al passato. Voi mafiosi, dovete sapere che noi ripianteremo i nostri alberi di ulivo, ripianteremo gli aranceti e diventeranno ancor più rigogliosi di prima, ma non riuscirete con le vostre fiamme a rubarci il sogno di libertà.
Sono vicino a Don Luigi Ciotti e Libera ed esprimo loro tutta la mia solidarietà: i vili attentati non ci piegheranno. Noi siamo la parte migliore di questo Paese.
Approfondimenti: http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/06/12/news/raffica_di_incendi_nei_campi_di_libera_don_ciotti_non_sono_coincidenze-37073510/?ref=HREC2-3

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