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	<title>Aemilia Archivi - 19luglio1992.com</title>
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	<description>A Paolo, Agostino, Claudio, Eddie Walter, Emanuela,  Vincenzo Fabio.</description>
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	<title>Aemilia Archivi - 19luglio1992.com</title>
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	<item>
		<title>Cambio del nome ‘Viale Città di Cutro”: come finisce l’Interrogazione del 11 giugno 2026 al Comune di  Reggio Emilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marga M.Venturi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 13:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aemilia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/cambio-nome-viale-citta-di-cutro-come-finisce-linterrogazione-del-11-giugno-2026-al-comune-di-reggio-emilia/">Cambio del nome ‘Viale Città di Cutro”: come finisce l’Interrogazione del 11 giugno 2026 al Comune di  Reggio Emilia</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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			<p><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2026/09/viale-citta-di-cutro-inaugurazione-2009.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-47570" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2026/09/viale-citta-di-cutro-inaugurazione-2009.jpg" alt="" width="700" height="467" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2026/09/viale-citta-di-cutro-inaugurazione-2009.jpg 700w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2026/09/viale-citta-di-cutro-inaugurazione-2009-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>I consiglieri di Coalizione Civica l’11 giugno 2026 hanno presentato un’interrogazione (richiesta formale scritta) al Sindaco e alla Giunta del Comune di Reggio Emilia, per chiedere informazioni riguardo al cambio nome di Viale città di Cutro.</p>
<p>Lo strumento dell’interrogazione, a quanto ne sappiamo, prevede 20 giorni di tempo per la risposta scritta, ma ad oggi, 24 settembre 2026, non si hanno notizie.<br />
Ricordiamo l’origine della richiesta: il 1°luglio 2025 la ex prefetto <strong>Antonella De Miro</strong>, trovandosi in presenza, a Rubiera per ricevere la 2° cittadinanza onoraria (la prima era stata data dalla città di Reggio Emilia alcuni anni prima), aveva sollecitato ancora una volta l’attività antimafia da parte delle amministrazioni comunali e, decisamente, aveva espresso l’auspicio che “Viale città di Cutro” venisse rinominata “Via Reggio Emilia libera dalle mafie”, ritenendo evidentemente grave il mantenimento di una via dedicata a Cutro, dopo che il maxiprocesso Aemilia ha attestato “<strong>l’esistenza a Reggio Emilia di una ‘ndrina distaccata della locale ‘ndranghetista di Cutro, autonoma, seppur collegata ad essa, presente sul territorio sin dagli anni ottanta-novanta, e forse prima”. </strong></p>
<p>Indifferenza, indecisione, volontà di mantenere lo status quo? Tutto potrebbe far pensare al peggio, vista la difficoltà evidente dei nostri amministratori su questo tema, addirittura a parlarne, a dare risposte, a più di un anno di distanza dalla sollecitazione di De Miro, dopo aver richiesto e ottenuto il parere del comitato scientifico della Consulta della Legalità, e dopo che il Sindaco ha dichiarato a più riprese, già da un anno e più , che la decisione sarebbe stata questione di settimane.<br />
Allora perché viene riconosciuta la cittadinanza onoraria alla dott.ssa De Miro? Perché stia nella sua Sicilia e non parli? Lei che di Reggio Emilia e Provincia ha potuto conoscere fatti e misfatti e nel suo ruolo di prefetto non esitò a contrastare la ‘ndrangheta locale con tutti gli strumenti a sua disposizione, resistendo a pressioni e minacce.</p>
<p><strong>Perché la Dott.ssa De Miro non viene ascoltata e rispettata, visto che viene onorata come funzionaria esemplare?</strong><br />
<strong>Ancor oggi ci ritroviamo un’amministrazione che vuole che dimentichiamo.</strong><br />
<strong>Questo lungo tempo, questa titubanza sono inspiegabili e potrebbero essere interpretati come &#8220;inchino&#8221; alle mafie. E sarebbe grave. Mafie che occupano, criminalmente, i territori, deteriorando tessuto sociale ed economia e che i loro simboli di conquista rimandano all’alto livello di infiltrazione nei territori, sfiorando le istituzioni.</strong></p>
<p><strong>A Reggio Emilia i simboli di conquista ce li ritroviamo stampati, sulla bretella che dall’autostrada ci porta in città.</strong> Un segnale grave che accoglie chi entra in città. E’ doveroso ricordare a tutti e a tutte che Reggio Emilia è Città del Tricolore e del Maxiprocesso Aemilia e che quel simbolo non la onora. I cittadini onesti non hanno bisogno che venga loro intestata una via.<br />
Ringraziamo Coalizione Civica per il sostegno che ci ha dato in questa lotta per la legalità.</p>
<p><strong><em>Movimento Agende Rosse &#8211; Gruppo Rita Atria di Reggio Emilia e Provincia.</em></strong></p>

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		<title>Agende Rosse Modena: piena solidarietà al Giudice Andrea Rat</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/agende-rosse-modena-piena-solidarieta-al-giudice-andrea-rat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Natali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 17:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aemilia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Rat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia delle minacce subite sulla porta di casa dal Giudice Andrea Rat ci ha lasciati sconcertati e profondamente amareggiati. Un gesto così vile e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/agende-rosse-modena-piena-solidarieta-al-giudice-andrea-rat/">Agende Rosse Modena: piena solidarietà al Giudice Andrea Rat</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-45280 alignleft" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2025/12/andrea-rat-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2025/12/andrea-rat-300x200.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2025/12/andrea-rat-768x512.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2025/12/andrea-rat.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La notizia delle <a href="https://www.reggionline.com/indagini-corso-sulle-minacce-al-giudice-andrea-rat-video/">minacce subite sulla porta di casa</a> dal Giudice<strong> Andrea Rat</strong> ci ha lasciati sconcertati e profondamente amareggiati.</p>
<p>Un gesto così vile e intimidatorio colpisce tutti noi nel profondo. Vogliamo che in questo momento difficile arrivi il nostro pensiero e il nostro supporto.</p>
<p>È inaccettabile che una persona debba subire simili attacchi per aver svolto il proprio dovere con onestà e dedizione. La rettitudine e l&#8217;impegno di Rat a favore della giustizia sono un faro.<br />
Rat ha fatto parte del collegio giudicante dei processi <strong><a href="https://www.agenderosseaemilia.com/">AEmilia</a> e Edilpiovra,</strong> si è occupato spesso di misure di prevenzione patrimoniale a carico di soggetti accusati di associazione mafiosa e già in passato aveva vissuto sotto scorta.<br />
Siamo al suo fianco, con la certezza che la sua dignità e il suo coraggio siano infinitamente più forti di qualsiasi intimidazione.</p>
<p>Movimento Agende Rosse &#8211; Mauro Rostagno &#8211; Modena</p>
<p><em>foto: Gazzetta di Reggio</em></p>
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		<item>
		<title>“La storia di mano di gomma – Ascesa e declino del boss che da Cutro aveva sfidato la ‘ndrangheta del Reggino”</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/la-storia-di-mano-di-gomma-ascesa-e-declino-del-boss-che-da-cutro-aveva-sfidato-la-ndrangheta-del-reggino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Natali]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 17:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aemilia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Grimilde]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Aemilia '92]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bosi]]></category>
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		<category><![CDATA[processo aemilia]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Ascari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 10 luglio ore 21 presso la “Sala Pucci” a Modena si terrà l’incontro con Antonio Anastasi autore del libro “La storia di mano di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/la-storia-di-mano-di-gomma-ascesa-e-declino-del-boss-che-da-cutro-aveva-sfidato-la-ndrangheta-del-reggino/">“La storia di mano di gomma – Ascesa e declino del boss che da Cutro aveva sfidato la ‘ndrangheta del Reggino”</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="wp-image-41107 aligncenter" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2023/07/10-luglio-web-212x300.jpg" alt="" width="541" height="766" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2023/07/10-luglio-web-212x300.jpg 212w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2023/07/10-luglio-web-724x1024.jpg 724w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2023/07/10-luglio-web-768x1086.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2023/07/10-luglio-web-1086x1536.jpg 1086w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2023/07/10-luglio-web.jpg 1191w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" /></p>
<h3><strong>Lunedì 10 luglio ore 21 presso la “Sala Pucci” a Modena</strong> si terrà l’incontro con <strong>Antonio Anastasi</strong> autore del libro <strong><a href="https://www.rainews.it/tgr/calabria/video/2023/06/nicolino-grandearacri-manodigomma-antonioanastasi-39b25b6e-b17c-4528-abe1-fb544412eef7.html">“La storia di mano di gomma – Ascesa e declino del boss che da Cutro aveva sfidato la ‘ndrangheta del Reggino”</a>.</strong></h3>
<h3>L’incontro, organizzato congiuntamente dal movimento delle <strong>Agende Rosse gruppo Mauro Rostagno Modena e gruppo Barbara Rizzo Bologna</strong>, vede fra i relatori, dopo il saluto istituzionale dell’assessore alla legalità <strong>Andrea Bosi</strong>, la presenza del Procuratore Generale F.f. di Bologna <strong>Lucia Musti</strong>, <strong>Stefania Ascari</strong> componente della Commissione Parlamentare Antimafia e, in videocollegamento, <strong>Antonio Nicaso</strong> storico delle mafie, esperto di ‘ndrangheta. Modera la serata la giornalista <strong>Francesca Chilloni</strong>, fra le prime a segnalare la presenza mafiosa nel Reggiano.</h3>
<h3>La biografia – non autorizzata – racconta la storia del boss pluriergastolano <strong>Nicolino Grande Aracri</strong> ben noto anche nella nostra regione grazie ad <a href="https://www.processoaemilia.com/"><strong>Aemilia</strong></a> il processo più grande contro la mafia che si è tenuto nel nord Italia. Ancora una volta si evidenzia la grande capacità della ‘ndrangheta di intrecciare quei rapporti con l’imprenditoria, la politica, le Istituzioni e la massoneria. Rapporti a causa dei quali la ‘ndrangheta si può tristemente definire una delle mafie più potenti al mondo.</h3>
<p>gruppo Barbara Rizzo &#8211; Bologna<br />
gruppo Mauro Rostagno &#8211; Modena</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Contro il tentativo di colpire gli strumenti di contrasto all&#8217;infiltrazione mafiosa.</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/contro-il-tentativo-di-colpire-gli-strumenti-di-contrasto-allinfiltrazione-mafiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marga M.Venturi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 11:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aemilia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia e la 'ndrangheta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Movimento Agende Rosse,  gruppo -Rita Atria &#8211; di Reggio Emilia e Provincia ritiene inaccettabile l’escalation nei tentativi di colpire gli strumenti di contrasto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/contro-il-tentativo-di-colpire-gli-strumenti-di-contrasto-allinfiltrazione-mafiosa/">Contro il tentativo di colpire gli strumenti di contrasto all&#8217;infiltrazione mafiosa.</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il Movimento Agende Rosse,  gruppo -Rita Atria &#8211; di Reggio Emilia e Provincia ritiene inaccettabile l’escalation nei tentativi di colpire gli strumenti di contrasto alle infiltrazioni mafiose nell’economia locale,  cui stiamo assistendo. Sono segnali gravi che esigono una risposta forte e univoca dalle istituzioni e dalla società civile.<br />
Solo due mesi fa <strong>Antonio Ceraso</strong>, allora candidato sindaco di Cutro (ora eletto) in visita a Reggio Emilia si permetteva di attaccare pubblicamente le interdittive della Prefettura, a suo dire, a difesa dei “<em>cittadini onesti cutresi a cui sono negati i certificati antimafia</em>”. Fatto molto grave e per il quale avevamo richiesto, inutilmente, la convocazione urgente della Consulta per la legalità e sul quale ci aspettavamo, una ferma presa di posizione da parte del sindaco di Reggio Emilia.</p>
<p>Ora apprendiamo dalla stampa locale che <strong>Tommaso Manfreda</strong>, imprenditore edile e assessore ai<br />
Lavori Pubblici, fino a dicembre 2022, del comune di Casina, ha presentato ricorso al TAR a seguito dell’interdittiva ricevuta e fin qui nulla di nuovo, è un suo diritto; la novità preoccupante è che i suoi legali non si limitano a contestare il provvedimento nel merito, ma <strong>chiedono che vengano sospesi i protocolli di legalità sull’edilizia privata sottoscritti </strong><strong>dalla Prefettura e da tutti i Comuni della provincia.</strong><br />
<strong>Vale a dire, se l’istanza di inserimento di un’impresa nelle white-list viene respinta dalla Prefettura</strong><br />
<strong>per gravi criticità emerse dai controlli, il problema viene spostato dall’impresa in dolo, nientemeno</strong><br />
<strong>che al complesso di procedure di legalità costruito nel nostro territorio! Si tenta di togliere gli </strong><strong>strumenti per arginare l’infiltrazione mafiosa!</strong><br />
<strong>Tutto questo accade mentre dalla cronaca locale emerge inequivocabilmente come l’infiltrazione</strong><br />
<strong>della ndrangheta nell’economia sia sempre più pervasiva e giustifichi, anzi, l’adozione di ulteriori</strong><br />
<strong>strumenti di contrasto.</strong><br />
Ne sono una riprova i dati pubblicati dall’ANAC relativi al periodo 2014-2018, che rivelano un’impennata generalizzata del numero di imprese destinatarie di interdittive: nel 2014 nella nostra regione erano “solo” 8, mentre nel 2017 erano 51. Complessivamente nel periodo considerato le aziende interdette ammontano a 164. Questi dati parziali comprendono soltanto imprese qualificate a partecipare a procedure di gara pubbliche.<br />
Nel periodo 2014-2018 l’ANAC stabilisce il rapporto tra aziende colpite da interdittive e popolazione. Il numero di interdittive emerse ogni 100mila abitanti nella provincia di Reggio Emilia era di 8,3, mentre la media nazionale si attestava su 3,3 interdittive ogni 100mila abitanti.<br />
<strong>Le cose non sono migliorate dopo le sentenze del maxi processo Aemilia: se guardiamo alla nostra </strong><strong>provincia il 2022 si è chiuso con ben 100 interdittive!</strong><br />
<strong>Se tale progressione è sicuramente indice di maggiore attenzione delle prefetture e di una sempre </strong><strong>più efficace attività investigativa preventiva dell’autorità giudiziaria, “tuttavia -elemento più </strong><strong>allarmante- i numeri di tale dimensione sono sintomatici del livello con cui le organizzazioni </strong><strong>criminali di stampo mafioso stanno infiltrando il tessuto dell’economia legale”</strong> [ANAC].</p>
<p>In tale contesto non possiamo permetterci di fare nessun passo indietro nel contrasto alle infiltrazioni mafiose, <strong>gli strumenti messi in campo vanno difesi e potenziati</strong>, <strong>come hanno </strong><strong>prontamente dichiarato anche i sindaci Bini e Cavallaro</strong> ed auspichiamo che su questa linea si attestino convintamente tutte le Amministrazioni Locali. Infine, i dati sopra esposti che sicuramente sono stati oggetto di discussione nelle sedi opportune (consulte e commissioni <strong>attive</strong>), dovrebbero poter trovare spazio in modo altamente visibile e permanente nei portali istituzionali di tutti i comuni della provincia, al fine di rendere noto ai cittadini l’effettivo impatto delle organizzazioni mafiose sul nostro territorio.<br />
Come Gruppo Agende Rosse di Reggio Emilia e Provincia, crediamo nel valore civico e sociale che<br />
la conoscenza di questi fondamentali strumenti di contrasto messi in atto dalle istituzioni, portano<br />
alla cittadinanza.</p>
<p>Movimento Agende Rosse – gruppo Rita Atria- di Reggio Emilia e Provincia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/contro-il-tentativo-di-colpire-gli-strumenti-di-contrasto-allinfiltrazione-mafiosa/">Contro il tentativo di colpire gli strumenti di contrasto all&#8217;infiltrazione mafiosa.</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consulta provinciale per la Legalità Reggio Emilia: le dimissioni di Agende Rosse.</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/consulta-provinciale-per-la-legalita-reggio-emilia-le-dimissioni-di-agende-rosse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marga M.Venturi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 10:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aemilia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia e la 'ndrangheta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gruppo Agende Rosse Rita Atria di Reggio Emilia e Provincia intende comunicare ai cittadini le proprie dimissioni dalla Consulta Provinciale per la Legalità di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/consulta-provinciale-per-la-legalita-reggio-emilia-le-dimissioni-di-agende-rosse/">Consulta provinciale per la Legalità Reggio Emilia: le dimissioni di Agende Rosse.</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il gruppo<strong> Agende Rosse Rita Atria di Reggio Emilia e Provincia</strong> intende comunicare ai cittadini le proprie<br />
dimissioni dalla <strong>Consulta Provinciale per la Legalità di Reggio Emilia.</strong><br />
Siamo volontari e la nostra storia è fatta di lunghi chilometri percorsi sul territorio provinciale per portare quel patrimonio di consapevolezza e conoscenza tra le persone, maturato in questi anni sul tema della presenza mafiosa sul nostro territorio.<br />
Siamo abituati alla concretezza e a lavorare sodo.<br />
Alla <strong>Consulta</strong> abbiamo aderito con convinzione.<br />
Credevamo che questa struttura potesse generare una forte spinta tesa ad affrontare un vero percorso culturale sul tema del contrasto alla criminalità organizzata, proprio in virtù della qualità dei soggetti coinvolti al tavolo e nei gruppi tematici e anche per le dichiarazioni fatte dai vari rappresentanti istituzionali.<br />
<strong>La fase nuova.</strong><br />
Col passare dei mesi (e degli anni!), abbiamo però capito che il passaggio alla “<strong>fase nuova</strong>”, come disse l’allora presidente della Provincia Manghi, <strong>consisteva nell’attendere la partenza di un vecchio autobus, però senza autista e senza una destinazione precisa.</strong><br />
<strong>Dal 2018 ad oggi solo 7 incontri, troppo pochi se pensiamo che la nostra regione è stata classificata come Distretto di mafia dal Procuratore Generale della Corte di Appello di Bologna Lucia Musti.</strong><br />
<strong>Il fulcro di questo distretto è la nostra provincia, dove nel suo capoluogo si è celebrato un maxi-processo e dove è stato sciolto per mafia il primo comune dell’Emilia Romagna, Brescello.</strong></p>
<p><strong>Un problema di governance.</strong><br />
<strong>Alla Consulta manca una segreteria organizzativa e una figura dedicata a facilitare le comunicazioni tra i </strong><strong>partecipanti e la messa in rete delle idee; inoltre non è stato mai redatto un verbale e le poche proposte esterne che sono state fatte, come ad esempio quella della CGIL di invitare il Procuratore Paci e il Prefetto Rolli al tavolo, sono cadute nel vuoto più assoluto.</strong><br />
<strong>Così è stato per la nostra richiesta di convocazione urgente della Consulta a seguito delle gravi recenti</strong><br />
<strong>dichiarazioni del candidato a sindaco di Cutro, Antonio Ceraso, fatte a Reggio Emilia in presenza di una </strong><strong>consigliera comunale di maggioranza.</strong><br />
Questo denota l’investimento piuttosto scarso che è stato fatto in questi anni su questo organismo, spinto forse da un’idea approssimativa e confusa su come affrontare il tema nel nostro territorio?<br />
Oppure da un’idea molto chiara e precisa su come deve funzionare una Consulta? Chissà&#8230;                                    <strong> </strong><br />
<strong>Sperpero di un patrimonio di cultura e conoscenza.</strong><br />
<strong>I gruppi di lavoro sono rimasti al palo</strong>, nonostante l’impegno profuso di qualche referente esperto. Infine la costituzione della <strong>Cabina di Regia Ristretta</strong> per facilitare il lavoro e il confronto, si è verificata un inutile e fallimentare tentativo di rilanciare un lavoro che non è mai partito.<br />
Siamo dispiaciuti perché le premesse per fare un buon lavoro c’erano tutte a partire dal comitato scientifico<br />
composto da figure del calibro di Stefania Pellegrini, professore associato di Sociologia del diritto e del corso &#8220;Mafie e antimafia&#8221; all’Università di Bologna, ed Enzo Ciconte, studioso dei fenomeni di infiltrazioni mafiose al nord, consulente per la Commissione parlamentare antimafia (cfr. portale Comune di Reggio Emilia), oltre ovviamente a tutti i validi rappresentanti del tavolo.<br />
La nascita dello Sportello Legalità e Giustizia del Comune di Reggio Emilia, che noi di Agende Rosse abbiamo accolto con interesse, pur non essendo stato frutto del lavoro della Consulta, si  riteneva potesse portare  quel dinamismo necessario tra i componenti, ma il problema della mancanza di coordinamento da parte del Comune è evidente.                                                                                                                                <strong>           </strong><br />
<strong>A cosa servono Commissioni e Consulte?</strong><br />
Per cercare di governare i fenomeni o <strong>per dare l’idea all’opinione pubblica che qualcosa si sta facendo?</strong><br />
In questa <strong>Consulta</strong> volevamo esserci per lavorare insieme, spinti dalla necessità e dal desiderio di costruire un “noi”, insieme alla comunità dei cittadini, lavorando per loro e insieme a loro.<br />
Ne usciamo, anche da qui, come testimoni di quello che per noi è un fallimento ma sereni e certi di aver dato<br />
il nostro contributo per cercare di cambiare le cose; <strong>certi anche di aver fatto il nostro dovere come</strong><br />
<strong>Movimento antimafia e come cittadine e cittadini</strong>. Siamo convinti che la qualità e l’esperienza dei componenti del tavolo, sarà capace di cogliere le riflessioni e le critiche che abbiamo qui esposto con interesse costruttivo e onestà intellettuale.</p>
<p>Buon lavoro a tutti e arrivederci sul campo.<br />
<em>Movimento Agende Rosse, gruppo Rita Atria Reggio Emilia e Provincia</em></p>
<p>Reggio Emilia, 6 gennaio 2023</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/consulta-provinciale-per-la-legalita-reggio-emilia-le-dimissioni-di-agende-rosse/">Consulta provinciale per la Legalità Reggio Emilia: le dimissioni di Agende Rosse.</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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		<title>PERSEVERANCE &#8211; Le condanne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Natali]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2022 15:03:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aemilia]]></category>
		<category><![CDATA[Processi]]></category>
		<category><![CDATA[Beatrice Ronchi]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Aracri]]></category>
		<category><![CDATA[Perseverance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gruppo Agende Rosse Modena Mauro Rostagno accoglie con grande soddisfazione l&#8217;esito del Processo di Primo Grado del rito abbreviato di Perseverance conclusosi con ben 22&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="font_8">Il <strong>Gruppo Agende Rosse Modena Mauro Rostagno</strong> accoglie con grande soddisfazione l&#8217;esito del Processo di Primo Grado del rito abbreviato di <em><strong>Perseverance</strong> </em>conclusosi con ben 22 condanne &#8211; che si aggiungono ai 14 patteggiamenti ratificati dal tribunale -, segno tangibile del riconoscimento dell&#8217;efficacia e competenza dell&#8217;azione investigativa dei Carabinieri di Modena e della Polizia di Stato di Reggio Emilia coordinati dalla nostra DDA di Bologna ed in particolare dalla <strong>Dott.ssa Beatrice Ronchi</strong>, a cui vanno i nostri ringraziamenti per l&#8217;encomiabile ed inattaccabile lavoro.</p>
<p class="font_8">Condanne che mettono un ulteriore argine agli affari della &#8216;ndrangheta in terra Emiliana ma che sono l&#8217;ennesima conferma, se qualcuno ancora volesse far finta di non capire, che <strong>nulla è finito</strong>: la lotta contro le infiltrazioni mafiose continua e continuerà perché nonostante le sonore condanne di Aemilia, fuori si continuano a muovere gli interessi delle famiglie mafiose, non sempre in modo silente ed affaristico, ma anche tramite l&#8217;uso della minaccia, della violenza e della prevaricazione nonché con il possesso di armi.</p>
<p class="font_8"><em>Perseverance</em> è la dimostrazione che nonostante la testa della cosca sia stata fortemente decapitata, e con essa appiedati gli storici affiliati, le radici della pervasione mafiosa nel nostro territorio sono ancora oggi così profonde da trovare appoggio ed alleanza con nuovi e vecchi soggetti legati da vincolo parentale, sodalizi e biechi interessi.</p>
<p class="font_8">Per questo il nostro appello va alla popolazione: non abbiate paura di segnalare e denunciare. Lo Stato c&#8217;è. E le maglie della Giustizia non perdonano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: Gazzetta di Reggio 1 dicembre 2022</em></p>
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		<title>La nostra risposta a Ceraso, candidato sindaco di Cutro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Natali]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2022 19:53:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aemilia]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Ceraso]]></category>
		<category><![CDATA[Interdittive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gruppo Agende Rosse Modena Mauro Rostagno, impegnato da anni a seguire il Processo Aemilia nonchè tutti gli altri procedimenti penali da esso scaturiti, prende&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Gruppo Agende Rosse Modena Mauro Rostagno</strong>, impegnato da anni a seguire il <a href="https://www.processoaemilia.com/"><strong>Processo Aemilia</strong></a> nonchè tutti gli altri procedimenti penali da esso scaturiti, prende atto delle dichiarazioni del candidato sindaco a Cutro <strong>Dott. Ceraso</strong> relativamente alla volontà di&nbsp;&#8220;<em>difendere i cittadini onesti cutresi a cui sono negati i certificati antimafia nei tavoli istituzionali</em>&#8220;.</p>
<p>Ci preme ricordare a colui che si candida a guidare la Comunità cutrese che le Prefetture del nostro territorio non emettono provvedimenti interdittivi a seconda di presunte discriminazioni o a causa di semplici e lontane parentele e che fior di aziende emiliane hanno ricevuto analogo provvedimento. L&#8217;interdittiva antimafia nasce dopo un lungo percorso di indagine ed analisi dell&#8217;azienda richiedente al fine di bloccare ma anche prevenire l&#8217;infiltrazione mafiosa e non si può semplificare o ridurre la portata di un provvedimento amministrativo così importante legandolo a lontane parentele. La ndrangheta come altre associazioni mafiose si nutre di legami, di parentele, di frequentazioni amichevoli, di rapporti lavorativi e dall&#8217;analisi di provvedimenti interdittivi che resistono sia nei ricorsi al TAR che al Consiglio di Stato si evince sempre quanto possa essere permeabile la data azienda.</p>
<p>Purtroppo, similare difesa delle aziende cutresi interdette ci ricorda il periodo 2010- 2014, dove vari condannati in via definitiva per associazione mafiosa risultavano proprio coloro che pressavano politica e istituzioni ai fini di allargare le maglie della giustizia amministrativa ed inserirsi nell&#8217;economia legale dei pubblici appalti. La comunità cutrese sana, che lavora ed è ben inserita nel nostro territorio non ha bisogno di nessuna difesa d&#8217;ufficio in quanto è assolutamente in grado di rappresentare sè stessa ogni giorno con i fatti, non con le parole, che spesso quando si parla di mafia, vengono spazzate via da un semplice vento.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-36848" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/GDR-1-300x136.png" alt="" width="671" height="304" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/GDR-1-300x136.png 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/GDR-1-1024x464.png 1024w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/GDR-1-768x348.png 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/GDR-1-1536x696.png 1536w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/GDR-1-2048x927.png 2048w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/GDR-1-20x9.png 20w" sizes="auto, (max-width: 671px) 100vw, 671px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-36849" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/GDR-2-300x192.png" alt="" width="673" height="431"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/la-nostra-risposta-a-ceraso-candidato-sindaco-di-cutro/">La nostra risposta a Ceraso, candidato sindaco di Cutro</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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		<title>L&#8217;attacco alle interdittive antimafia di Ceraso, candidato  sindaco a Cutro.</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/lattacco-alle-interdittive-antimafia-di-ceraso-candidato-sindaco-a-cutro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marga M.Venturi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2022 19:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aemilia]]></category>
		<category><![CDATA[Grimilde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come Agende Rosse “Rita Atria” di Reggio Emilia e Provincia non possiamo che esprimere disappunto e preoccupazione a seguito delle dichiarazioni del candidato sindaco di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/lattacco-alle-interdittive-antimafia-di-ceraso-candidato-sindaco-a-cutro/">L&#8217;attacco alle interdittive antimafia di Ceraso, candidato  sindaco a Cutro.</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-36830" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/fe8d59b4-aff5-47a5-b3d0-26fb4575c473-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/fe8d59b4-aff5-47a5-b3d0-26fb4575c473-300x225.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/fe8d59b4-aff5-47a5-b3d0-26fb4575c473-1024x768.jpg 1024w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/fe8d59b4-aff5-47a5-b3d0-26fb4575c473-768x576.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/fe8d59b4-aff5-47a5-b3d0-26fb4575c473-1536x1152.jpg 1536w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/fe8d59b4-aff5-47a5-b3d0-26fb4575c473-20x15.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/11/fe8d59b4-aff5-47a5-b3d0-26fb4575c473.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Come Agende Rosse “Rita Atria” di Reggio Emilia e Provincia non possiamo che esprimere disappunto e preoccupazione a seguito delle dichiarazioni del candidato sindaco di Cutro <strong>Antonio Ceraso</strong>, in visita a Reggio Emilia.</p>
<p>Ci ha infatti colpito e indignato l’aperto attacco sferrato in un discorso pubblico dal suddetto candidato contro le interdittive antimafia, che sono di fatto il principale strumento di prevenzione contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia e di tutela del tessuto produttivo sano del territorio.</p>
<p>Evidentemente le 97 interdittive emesse da inizio anno dal Prefetto di Reggio Emilia <strong>Iolanda Rolli</strong> inquietano il signor Ceraso, che si erge a paladino di “cittadini onesti cutresi a cui sono negati i certificati antimafia” soprattutto in alcune regioni, tra cui l’Emilia Romagna. Un lodevole intento, certamente, quello di difendere i cittadini onesti, di qualunque provenienza, ma assolutamente fuori posto nel contesto dato. Il candidato sindaco saprà, infatti, che sono le stesse imprese a presentare le istanze d’inserimento nelle White list per concorrere ad appalti di servizi/opere pubbliche e, se presentano idonea documentazione, non hanno nulla da temere. Solo se emergono condizioni ostative la Prefettura rigetta l’istanza comunicandola all’impresa interessata, che può produrre elementi giustificativi e memorie difensive.</p>
<p>“Difficilmente ci è però capitato”, ha asserito il Prefetto Rolli nell’intervista rilasciata a “Il Resto del Carlino” il 16 novembre scorso. “E non è mai stata concessa una sospensiva da parte di Tar o Consiglio di Stato. Abbiamo sempre avuto ragione nel merito di ogni interdittiva&#8221;, ha concluso il Prefetto.</p>
<p>È allarmante come, mentre da una parte la PM <strong>Beatrice Ronchi</strong>, nella sua recentissima requisitoria all’interno del processo Grimilde, evidenzia una cultura mafiosa in Emilia che lei stessa definisce “sconfortante”, dall’altra vi sia un candidato sindaco che attacca il lavoro della Prefettura riducendolo ad accanimento contro una comunità.</p>
<p>Pertanto come movimento antimafia esprimiamo grande apprezzamento per l’accurato lavoro di controllo e contrasto alle infiltrazioni mafiose svolto dalle istituzioni; ci preoccupiamo molto, invece, che l’attuale crisi economica che colpisce anche imprese del nostro territorio possa favorire un’ulteriore infiltrazione della ‘ndrangheta nell’imprenditoria legale, un fenomeno già in atto, come evidenziato anche dal maxi processo Aemilia, che non si può sottovalutare e tantomeno banalizzare. Oggi non ci sono più alibi, non è ammessa nessuna ambiguità, si deve scegliere da che parte stare e non solo a parole, ma coi fatti. A maggior ragione se ci si candida a ricoprire un ruolo istituzionale.</p>
<p>Non è dunque un segnale rassicurante l’annuncio di Antonio Ceraso di voler difendere gli “onesti cittadini” finiti sulla black list, attaccando indirettamente chi ce li ha messi.</p>
<p>Auspichiamo che anche il Comune di Reggio Emilia assuma una posizione netta riguardo all’accaduto. Come, per fortuna, già hanno fatto altri amministratori del territorio.</p>
<p>Riteniamo infine necessario che la gravità delle dichiarazioni del candidato Ceraso venga discussa all’interno della Consulta Provinciale della Legalità, motivo per il quale ne abbiamo richiesto la convocazione.</p>
<p><strong><em>Movimento Agende Rosse, gruppo –Rita Atria – di Reggio Emilia e Provincia.</em></strong></p>
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		<title>Intimidazioni mafiose: sostegno a Lucia Musti</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/intimidazioni-mafiose-sostegno-a-lucia-musti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Garavaglia Fragetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 09:08:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aemilia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Musti]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Movimento delle Agende Rosse esprime vicinanza e sostegno alla Procuratrice generale di Bologna Lucia Musti, a seguito delle recenti minacce ricevute. Nel gennaio scorso,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-31629" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/04/31CB1C8E-391A-4BD9-9B5D-4B17B1E22D42-1024x576.jpeg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/04/31CB1C8E-391A-4BD9-9B5D-4B17B1E22D42-1024x576.jpeg 1024w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/04/31CB1C8E-391A-4BD9-9B5D-4B17B1E22D42-300x169.jpeg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/04/31CB1C8E-391A-4BD9-9B5D-4B17B1E22D42-768x432.jpeg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/04/31CB1C8E-391A-4BD9-9B5D-4B17B1E22D42-20x11.jpeg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2022/04/31CB1C8E-391A-4BD9-9B5D-4B17B1E22D42.jpeg 1320w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Il Movimento delle Agende Rosse esprime vicinanza e sostegno alla Procuratrice generale di Bologna <strong>Lucia Musti</strong>, a seguito delle recenti minacce ricevute.<br />
Nel gennaio scorso, durante il suo discorso di apertura per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, la Dottoressa Musti ha espresso parole forti e decise riguardo il radicamento della ‘Ndrangheta al nord, definendo l’Emilia Romagna “distretto di mafia”.<br />
“Dobbiamo evidenziare che all&#8217;iniziale infiltrazione delle mafie nella nostra regione è succeduto l&#8217;insediamento, fino all&#8217;attuale radicamento&#8221;, ha osservato Musti. Da indagini e processi, ha detto, &#8220;è evidente che non è più questione di presenza di mafiosi, di diffusione di mentalità, ma piuttosto di condivisione del metodo mafioso anche da parte di taluni cittadini emiliano-romagnoli, imprenditori, cosiddetti colletti bianchi, ovverosia professionisti, i quali hanno deciso che &#8216;fare affari&#8217; con la &#8216;ndrangheta è utile e comodo. Alla condivisione è seguita la nascita di un metodo nuovo mafioso autoctono dell&#8217;Emilia-Romagna, che risente fortemente del territorio altamente produttivo che annovera numerose eccellenze anche mondiali che hanno fatto dell&#8217;Emilia-Romagna una &#8216;preda ambita’”.[fonte ANSA]</p>
<p>L’intensa attività di contrasto alle mafie della Dottoressa Musti, l’ha vista impegnata, insieme alla PM della Dda di Bologna <strong>Beatrice Ronchi</strong>, come pubblica accusa nel processo d’appello di <strong>Aemilia92</strong>, conclusosi con quattro ergastoli, andando così a ribaltare la sentenza di primo grado. Sempre al fianco della Ronchi, rappresenta la pubblica accusa nel processo d’appello di <strong>Grimilde</strong>, rito abbreviato, che si sta celebrando nel carcere della Dozza di Bologna.</p>
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		<title>Brescello: scaffali della legalità e letture della realtà</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/brescello-scaffali-della-legalita-e-letture-della-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marga M.Venturi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 17:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aemilia]]></category>
		<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppi Agende Rosse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattina del 27 novembre 2021 presso la Biblioteca Comunale di Brescello, è stato inaugurato&#160;lo “scaffale antimafia e della legalità”. Si tratta di una raccolta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/brescello-scaffali-della-legalita-e-letture-della-realta/">Brescello: scaffali della legalità e letture della realtà</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-28364 alignleft" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2021/11/ff292028-8863-4dc5-8b87-ce59abbc8722-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2021/11/ff292028-8863-4dc5-8b87-ce59abbc8722-300x168.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2021/11/ff292028-8863-4dc5-8b87-ce59abbc8722-768x429.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2021/11/ff292028-8863-4dc5-8b87-ce59abbc8722-20x11.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2021/11/ff292028-8863-4dc5-8b87-ce59abbc8722.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nella mattina del 27 novembre 2021 presso la Biblioteca Comunale di Brescello, è stato inaugurato&nbsp;lo “scaffale antimafia e della legalità”. Si tratta di una raccolta di autori che hanno scritto su mafie e&nbsp;legalità, tra i quali <strong>Roberto Saviano, Piercamillo Davigo, Nicola Gratteri, Rocco Sciarrone, Paolo&nbsp;Borrometi, Nando Dalla Chiesa</strong> e altri. Non mancano gli autori locali che hanno seguito le vicende&nbsp;di mafia come <strong>Tiziano Soresina</strong> e <strong>Sabrina Pignedoli.</strong> La lista degli autori sarebbe stata in parte&nbsp;suggerita dal professore Nando Dalla Chiesa su richiesta dell’assessore alla Legalità del Comune di&nbsp;Brescello.<br />
Un evento quello di sabato che ha visto la presenza del sindaco, dell’assessore alla legalità, alcuni&nbsp;consiglieri, insieme ai membri della Commissione Mista per la Legalità del Comune di Brescello,&nbsp;che sono intervenuti portando alcune riflessioni di fronte ad una platea composta, prevalentemente,&nbsp;da studenti della scuola media di Brescello.<br />
In chiusura c’è stato anche un contributo di Tiziano&nbsp;Soresina, giornalista della<em> Gazzetta di Reggio</em> e autore de “I mille giorni Aemilia”, un libro che&nbsp;racconta i fatti relativi al più grande processo alla mafia mai celebrato al nord.<br />
Il giorno seguente, come di prassi, esce un breve comunicato stampa, pubblicato su un quotidiano&nbsp;che descrive l’evento e dove si legge che il Comune di Brescello è stato sciolto per “<strong>presunti </strong><strong>condizionamenti della criminalità organizzata</strong>”. Non si sa se il comunicato riporta ciò che è stato detto verbalmente durante l’inaugurazione da qualcuno dei presenti, ma a noi non è passato inosservato.<br />
I revisionismi d’altronde si presentano sotto vesti e luoghi inaspettati; arrivano piano, in silenzio, a&nbsp;piccoli passi distorcendo piano piano la realtà. Basta poco: un punto, una virgola spostata o, come&nbsp;in questo caso, <strong>un aggettivo che ribalta la prospettiva delle cose</strong>.<br />
<strong>L’aggettivo “presunto” </strong>sul tema Brescello, aggiunge quel pizzico di relativismo (q.b.) per dare alla&nbsp;realtà dei fatti un sapore diverso senza cambiarne la forma apparente. <strong>E’ opportuno invece </strong><strong>ricordare che lo scioglimento per mafia del comune di Brescello, avvenuto nella primavera del </strong><strong>2016, è stato preceduto da sei mesi di lavoro di una Commissione incaricata per le verifiche </strong><strong>ispettive, nominata dalla Prefettura di Reggio Emilia, che ha setacciato la macchina comunale da </strong><strong>cima a fondo, generando una relazione dettagliata e circostanziata. </strong>Il provvedimento di&nbsp;scioglimento che ne è scaturito, non è frutto di congetture basate su dati generici e incompleti o,&nbsp;come a qualcuno piace pensare, da maneggi politici romani, ma si fonda su elementi oggettivi&nbsp;determinati da atti e fatti che, messi a confronto, hanno evidenziato “<strong>&#8230;univoci e rilevanti elementi </strong>&nbsp;<strong>su collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata di tipo </strong><strong>mafioso e su forme di condizionamento degli stessi…</strong>” arrivando così all’applicazione della misura di cui all’art. 143 del TUEL. Nonostante gli sforzi che il sindaco precedente e alcuni ex-consiglieri (due dei quali assessori nella Giunta corrente, più una consigliera sempre dell’attuale maggioranza) abbiano messo in atto in tutte le sedi per fare ricorso al provvedimento (tutti andati male), resta il fatto che il Comune di Brescello andava sciolto.<br />
La recente sentenza <em>Grimilde</em> del 22 febbraio 2021 che ha portato in carcere<strong> Francesco Grande&nbsp;Aracri</strong> (fratello di Nicolino), i figli Salvatore e Paolo tutti residenti da decenni a Brescello, oltre al&nbsp;Presidente del Consiglio Comunale di Piacenza<strong> Giuseppe Caruso, attinge a piene mani da quelle </strong><strong>che sono le ragioni del Decreto di Commissariamento del Comune di Brescello, tanto che lo stesso </strong><strong>Giudice del processo Grimilde, lo considera uno strumento fondamentale per comprendere a fondo </strong><strong>le motivazioni della sentenza di primo grado e i meccanismi che hanno caratterizzato il radicamento</strong>&nbsp;<strong>della cosca Grande Aracri nel comune di Brescello.</strong><br />
Usare l’aggettivo “<strong>presunto</strong>” relativamente allo scioglimento del comune di Brescello, rischia di&nbsp;ridimensionare verso il basso anche la stessa sentenza Grimilde la quale, lo ricordiamo, tra le altre&nbsp;cose, dice: “…. <strong>a distanza di qualche anno (dallo scioglimento per infiltrazioni, ndr) la situazione </strong><strong>non appare cambiata almeno nelle sue manifestazioni spicciole esteriori</strong>”.<br />
Voler puntualizzare su un aggettivo utilizzato in un articolo non è una questione puramente formale,&nbsp;ma un invito a dare una lettura corretta della realtà e della storia che metta la verità, seppur&nbsp;scomoda, al centro di una questione che nemmeno le organizzazioni impegnate da tempo all’interno&nbsp;della Commissione Legalità del Comune di Brescello evidentemente riescono o vogliono affrontare.</p>
<p style="text-align: justify;">Reggio Emilia<br />
28 novembre 2021</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Movimento Agende Rosse Gruppo Rita Atria di Reggio Emilia e Provincia</em></strong></p>
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