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Vittorio Sgarbi, “ la mafia non esiste”. Se lo dice lui…

Oh! Finalmente uno che ha le idee chiare. Uno che sa di che cosa parla, tant’è che venerdì scorso, così come riporta la cronaca, l’esimio dottor Vittorio Sgarbi, che di certo di mafia dev’essere un esperto, avrebbe dichiarato in quel di Taormina che ‘la mafia non esiste’, che la ‘vera mafia è lo Stato’, e che ‘l’antimafia è il vero ostacolo dell’isola’.
Bene! Se lo dice lui dobbiamo crederci e ci dovrebbe pure credere il ministro Maroni. Anzi, consiglio al ministro, visto quello che afferma il critico d’arte, di chiudere la DIA, il ROS del carabinieri, lo SCO della Polizia di Stato e il Gico della Guardia di Finanza. Signor ministro Maroni non le sembra che stiamo sprecando tempo e denari per un fenomeno che, secondo Sgarbi, non esiste più? E visto che ci siamo, invito tutte le libere associazioni che contrastano le mafie, di chiudere i battenti. Una domanda semplice, semplice a Sgarbi. Ma i commercianti e gli imprenditori a chi pagano il pizzo? O nega anche questo odioso vezzo prevalentemente dell’Italia meridionale., signor Sgarbi?
Come sarei felice se le parole di Sgarbi fossero vere. Significherebbe l’annientamento del male che per decenni e decenni ha condizionato la Sicilia e l”Italia intera. Ma purtroppo, a differenza di Sgarbi, un “anticchia” di cose di Cosa nostra le conosco e non mi risulta che la mafia non esista più e che sia emigrata in massa. Poi, sull’affermazione che la “mafia è lo Stato”, io farei un distinguo, ossia: “alcuni pezzi dello Stato” D’altronde, lei che è addentro penso che abbia cognizione di causa. In ogni modo, signor Sgarbi lei che è una persona di spettacolo, sull’estinzione delle mafia sa che potremmo trarre vantaggi economici non indifferenti. Lei pensi allo sfruttamento di immagine che questa status potrebbe giovare alla Sicilia. Un po’ come avviene a Roma, ove centurioni e gladiatori allietano la vita dei turisti, facendosi immortalare nelle foto ricordo. Già immagino, oltre a lei sindaco di Salemi, il sindaco di Corleone che allestisce una compagnia teatrale ad hoc formata da precari, che vestiti con coppola e lupara, percorrono le vie cittadine per far rimembrare i fasti di quel che fu e non già di quel che è! Di certo, americani e gli immancabili giapponesi giungerebbero a flotte. Tanto, il destino dei precari, oltre ad interpretare i ruoli di ex mafiosi, rimarrebbe comunque in quell’alveo di “Italia peggiore” tanto cara al ministro Brunetta.
La mafia non esiste, secondo Sgarbi. Passano gli anni, cambiano gli uomini ma l’ipocrisia è dura a morire. Parlare, straparlare “tanto per”, è uno sport preferito dai logorroici e Vittorio Sgarbi di certo è un cultore di tale disciplina. Non si spiega diversamente. E, rimembrando il passato, mi sovviene che anche un notissimo personaggio, verso la metà degli anni sessanta, dichiarò che la mafia non esisteva. “Era un’invenzione dei comunisti, per togliere voti alla Democrazia Cristiana”. Ci sarebbe davvero da ridere a crepapelle, ma non possiamo farlo perché tante vittime innocenti sono morti, certificando con piglio notarile che purtroppo la mafia c’era, almeno sino alle stragi del 92/93. O nel periodo delle stragi la mafia non c’era più signor Sgarbi?
Beati i vivi che potranno parlare dei morti, ma beati i morti che non potranno ascoltare i vivi. Signor Sgarbi, visto che la mafia non c’è più in Sicilia e che sarebbe emigrata, strano destino di noi meridionali, ci può dire in quale parte dell’universo si è stabilita?
Ultima domanda. A Salemi c’è la mafia?

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