Voglio rimarcare , senza offesa per nessuno, che io non do molto credito a queste Istituzioni, capisco che devono esistere, ma ciò non toglie che sono Organismi che funzionano sulla base di indirizzi meramente politici.
In buona sostanza, giocoforza devono esistere per regolamentare un problema, però mi chiedo: perché in questi organismi non fa parte la”base” degli investigatori che hanno il polso della situazione territoriale? Io, mi auguro che la decisione non sia motivata da problemi di risparmio di denaro o del personale addetto a tale servizio.
E, poi a proposito di scorte, come non fare riferimento al Caso del professore Marco Biagi, che il Ministero dell’Interno, allora retto da Claudio Scajola di Forza Italia, dopo avergli accordato la scorta, nonostante ripetute minacce, gliela tolse: fu barbaramente ucciso. Gli stessi brigatisti dichiarano di aver avuto “terreno” facile perché non era protetto. Noto lapalissiane analogie tra Beppe Lumia e Marco Biagi: al primo è stata declassata la scorta, al secondo invece gliela tolsero, ma il risultato è sempre l’indebolimento della sicurezza personale.
Sappiamo poi, che il Ministro Scajola si dimise per una infelice frase pronunciata contro Marco Biagi e pur tuttavia di recente è stato nuovamente fatto ministro e ancora una volta si è dimesso. Strano destino il suo!
Io ho rabbia, ho risentimento perché mi sto davvero rendendo conto che quella delle scorte sta diventando una soap opera e quindi non mi rivolgo ai vari Comitati prefettizi, ma direttamente al Capo della Polizia prefetto Manganelli che mi conosce personalmente, allorché fui un suo collaboratore negli anni ottanta. Perché non prende in esame l’opportunità di far compiere su tutto il Territorio nazionale un monitoraggio dei vari soggetti, nessuno escluso, che hanno la scorta? Io penso che un’oculata ridistribuzione potrebbe consentire di rinfoltire nuovamente il servizio ai vari Lumia che stanziano in un territorio altamente inquinato da poteri mafiosi.
Giova rimarcare, come ho denunciato tante volte, che è palpabile la sensazione del detto siciliano “”calati juncu ca passa ‘a china”” e ne consegue, per favore, di non lesinare le scorte. Stiamo discutendo di vite umane.
Pippo Giordano

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