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Urge ripristinare la scorta a Beppe Lumia

A proposito del “dimagrimento” delle scorte avrei anch’io qualcosa da dire. Le recenti prese di posizione del Dottor Giuseppe Ayala, sembra siano state prese alla lettera dal Comitato per l’ordine e sicurezza di Palermo. Ritengo che tale Comitato abbia elementi sufficienti per adottare il declassamento della scorta del senatore Beppe Lumia. E’ ovvio che l’assunzione di responsabilità è talmente forte che necessariamente alla base della decisione del Comitato, deve esserci, un evidente “calo” d’interesse da parte dei mafiosi all’indirizzo di Lumia. Parimenti faccio rilevare che proprio qualche mese fa il senatore è stato nuovamente minacciato. E perché non si sta tenendo conto di siffatte minacce? Io, non ho elementi che avvalorano la decisione assunta, evidentemente hanno informazioni dirette e tuttavia non più tardi di qualche giorno fa, rispondendo proprio ad Ayala, facevo notare di non sottovalutare il “silenzio” di Cosa nostra.

Voglio rimarcare , senza offesa per nessuno, che io non do molto credito a queste Istituzioni, capisco che devono esistere, ma ciò non toglie che sono Organismi che funzionano sulla base di indirizzi meramente politici.

In buona sostanza, giocoforza devono esistere per regolamentare un problema, però mi chiedo: perché in questi organismi non fa parte la”base” degli investigatori che hanno il polso della situazione territoriale? Io, mi auguro che la decisione non sia motivata da problemi di risparmio di denaro o del personale addetto a tale servizio.

Comunque, questa mia ritrosia parte da molto lontano, ancorché de visu constatai la nullità dell’allora elefantiaco ufficio Dell’Alto commissario per la lotta alla mafia. E per favore qualcuno non venga a dirmi che sto blaterando, perché fui testimone di spaventosa e macroscopica inefficienza. Non nutro nemmeno tanta simpatia verso la Commissione centrale del Viminale che ha negato lo status di collaboratore di giustizia a Gaspare Spatuzza: a parere mio è stata assunta una decisione dal sapore politico, infatti non si è tenuto conto delle decisioni delle Procure.

E, poi a proposito di scorte, come non fare riferimento al Caso del professore Marco Biagi, che il Ministero dell’Interno, allora retto da Claudio Scajola di Forza Italia, dopo avergli accordato la scorta, nonostante ripetute minacce, gliela tolse: fu barbaramente ucciso. Gli stessi brigatisti dichiarano di aver avuto “terreno” facile perché non era protetto. Noto lapalissiane analogie tra Beppe Lumia e Marco Biagi: al primo è stata declassata la scorta, al secondo invece gliela tolsero, ma il risultato è sempre l’indebolimento della sicurezza personale.

Sappiamo poi, che il Ministro Scajola si dimise per una infelice frase pronunciata contro Marco Biagi e pur tuttavia di recente è stato nuovamente fatto ministro e ancora una volta si è dimesso. Strano destino il suo!

Io ho rabbia, ho risentimento perché mi sto davvero rendendo conto che quella delle scorte sta diventando una soap opera e quindi non mi rivolgo ai vari Comitati prefettizi, ma direttamente al Capo della Polizia prefetto Manganelli che mi conosce personalmente, allorché fui un suo collaboratore negli anni ottanta. Perché non prende in esame l’opportunità di far compiere su tutto il Territorio nazionale un monitoraggio dei vari soggetti, nessuno escluso, che hanno la scorta? Io penso che un’oculata ridistribuzione potrebbe consentire di rinfoltire nuovamente il servizio ai vari Lumia che stanziano in un territorio altamente inquinato da poteri mafiosi.

Giova rimarcare, come ho denunciato tante volte, che è palpabile la sensazione del detto siciliano “”calati juncu ca passa ‘a china”” e ne consegue, per favore, di non lesinare le scorte. Stiamo discutendo di vite umane.

Pippo Giordano

 

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