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Un tradimento al giorno leva Falcone di torno

“Dissento profondamente da quanto affermato da Pino Arlacchi in merito alla sacrosanta dimostrazione di Torino. Eviti soprattutto Arlacchi, per sostenere le sue tesi e denigrare i giovani delle Agende Rosse, di mostrarsi disinformato o sostenere falsità. L’Agenda Rossa di Paolo non era una “agendina” ma una agenda usata da Paolo anche durante le deposizioni di collaboratori di Giustizia del calibro di Gaspare Mutolo per appuntare anche quello che non poteva essere immediatamente verbalizzato. Ed è falso che Falcone non tenesse diari, lo dice lo stesso Paolo nel suo ultimo discorso pubblico nella sala della Biblioteca Comunale di Palermo”.
Ancora una volta ha ragione Salvatore Borsellino che ha il semplice pregio di dire la verità. Non capisco come possa uno come Arlacchi, che nell’anno 2000 a margine del Global Crime di Palermo ha sparato la bufala che la mafia stava per essere estinta, permettersi di attaccare dei giovani puliti e assetati di giustizia e perpetrare la sua ormai manifesta ignoranza.
Meno male che oggi sono i ragazzi a saper distinguere tra un’agenda rossa che conteneva le ultime delicatissime riflessioni di Paolo Borsellino sulle indagini che gli sono costate la vita e un’agendina (vai perché si dovrebbe far sparire nel nulla una comune agendina) e non dei vecchi miti ammuffiti che pensano di poter campare della rendita di un’amicizia con Giovanni Falcone. Tradendola per altro con dichiarazioni assurde smentite dallo stesso Paolo Borsellino.
Che sollievo questa gioventù indignata e coraggiosa che protesta e si ribella in nome dell’Idea di Stato per cui sono morti tanti uomini giusti. Che sollievo che siano loro a rappresentare il futuro seppellendo tutti gli Arlacchi e affini nel passato.
A Salvatore e ai suoi ragazzi la mia personale solidarietà e di tutta la redazione.

Giorgio Bongiovanni (Antimafiaduemila, 7 settembre 2010)


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