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Un giorno di memoria e 364 di silenzi

E’ un dato di fatto: le vittime innocenti delle mafie non vengono mai commemorate come sarebbe doveroso!

Le motivazioni di ciò credo che si possano così riassumere: il menefreghismo dilagante verso questo tema e il potere che avrebbero, conoscenza e memoria, nel contrasto alle mafie.

In tanti troppi casi, la sporadica memoria per le vittime delle mafie viene accompagnata da mancanza di verità e giustizia per i loro famigliari; da non esperto ritengo che questo sia dovuto principalmente a: la mancanza di prove certe che porti la giustizia a fare il suo corso e/o all’impossibilità di fare le doverose indagini per sopraggiunta omertà.  

L’omertà, ad esempio, è ciò che caratterizza il caso dell’omicidio di Nino Agostino e Ida Castelluccio!

Gli allora ventenni e neo sposi Nino (poliziotto) e la moglie Ida (all’epoca incinta di pochi mesi) sono stati uccisi in un’agguato mafioso a Palermo il 5 agosto del 1989. In questi 23 anni Nino e Ida sono state riconosciute (su quali prove?) vittime innocenti di mafia ma ai loro famigliari non è stato garantito il diritto alla verità e la doverosa conseguente giustizia. Dopo 23 anni, infatti, nessun indagato è mai stato rinviato a giudizio e il movente, i mandanti, eventuali complici ed esecutori del duplice omicidio restano sconosciuti!

Il 5 agosto di ogni anno a Palermo la famiglia Agostino commemora i propri cari e, anche per i restanti 364 giorni dell’anno, chiede verità e giustizia denunciando i misteri e i depistaggi che caratterizzano questa triste storia. Pochi, pochissimi però sono i media, le associazioni e i protagonisti della lotta alle mafie che si uniscono alle parole degli Agostino e, qualora lo facciano, si limitano a farlo durante i giorni di commemorazione. 

Perché gli appelli e le denunce che ininterrottamente fa da 23 anni la famiglia Agostino viene dai più inascoltata e non divulgata mediaticamente se non in sporadici casi? Perché questo caso è avvolto dal più impenetrabile dei misteri e nessuno o quasi ci scrive-dibatte sopra tranne quando ci sono elementi per uno “scoop giornalistico”?

Forse perché nel “caso Agostino” sono implicati i Servizi Segreti Italiani? Forse perché nel “caso Agostino” sono implicati alcuni membri infedeli delle Istituzioni Italiane? Forse perché la verità sul “caso Agostino” farebbe tremare le fondamenta dei “poteri forti”? Forse perché dietro  “l’omertà di Stato” (così definita dagli stessi inquirenti) che caratterizza il caso Agostino” si nascondono verità che anche dopo 23 anni non si devono- possono scoprire e divulgare? Forse perché chi è implicato nel caso Agostino è implicato anche nel fallito attentato all’Addaura e/o forse nelle stragi di Capaci e via D’Amelio? Forse perché dopo 23 anni anche la magistratura ha le sue colpe per questa mancanza di verità e giustizia?

E’ per tutte queste ragioni quindi che quei pochi media e protagonisti dell’antimafia che trattano il caso Agostino lo fanno solo 1 giorno all’anno, perchè così non si fa troppo rumore su un caso tanto scomodo? Anche quest’anno avverrà la stessa cosa e quindi “ne parleremo” solo nei primi giorni di agosto?

Se, come in molti sostengono tra cui il sottoscritto, dietro al caso Agostino ci sono verità inconfessabili e pericolose per molti potenti di oggi e di allora, perché tutta l’antimafia compatta non chiede verità e giustizia per Nino Agostino e Ida Castelluccio 365 giorni l’anno?

Forse ha ragione chi sostiene che, ad oggi, l’Italia non è pronta o peggio non vuole conoscere certe verità!

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