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Ultimo appello della Voce Di Fiore

Il 31 gennaio la chiusura definitiva, se non viene raggiunto l’obiettivo minimo di sopravvivenza

Su Facebook c’è un gruppo che si chiama “Sosteniamo ’la Voce di Fiore’, creato dalla giornalista Angela Chirico. Conta ben 449 membri.

Sul sito del Corriere della Sera, è stata riportata la notizia (3 gennaio 2009) delle nostre difficoltà finanziarie, che ci hanno spinto a domandare aiuto ai lettori e a quanti condividono la battaglia per la legalità e la giustizia condotta con denunce, articoli, libri, siti, iniziative culturali.

Sul sito di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, e di altri esponenti dell’antimafia civile è pubblicato il nostro appello. La documentazione relativa è in fondo alla pagina.

Chiediamo un piccolo contributo che ci permetta di continuare.

Fin qui, abbiamo pagato di tasca nostra tutto quanto abbiamo realizzato. Ma ora non riusciamo a proseguire. Non siamo milionari né abbiamo risorse personali infinite. Siamo giovani, con idee, buona volontà e il desiderio di cambiare la Calabria partendo dall’etica e dalla cultura.

Non abbiamo finanziatori né scriviamo o agiamo per conto di qualcuno.

Pieni di nemici, siamo diventati assidui frequentatori dei tribunali: querelati per diffamazione, siamo anche parte lesa per minacce di morte. Non abbiamo avuto utili dalle nostre iniziative, né li abbiamo cercati per il nostro piacere privato.

Abbiamo scelto di impegnarci solo per necessità e urgenza. Abbiamo reso pubblico il nostro bilancio, perché tutto fosse alla luce del sole.

Se chi è al corrente di questa situazione facesse una donazione simbolica di 10 euro, “la Voce di Fiore” si salverebbe recuperando il disavanzo accumulato nel tempo per causa dell’isolamento in cui ha operato.

Come sapete, il libro su ’ndrangheta e politica “La società sparente” (Neftasia Editore, Pesaro, 2007), scritto nell’ambito dell’attività del nostro laboratorio culturale antimafia è diventato ormai irreperibile, al punto che è stato pubblicato in pdf su diversi siti, con download gratuito.

Oggi scriviamo, assumendocene ogni responsabilità, che l’editore del testo – in cui si raccontano intrecci e protagonisti dell’inchiesta Why not, fino a un certo punto in mano al magistrato Luigi De Magistris – sfugge alle nostre richieste di chiarimenti.

Lo abbiamo contattato innumerevoli volte, senza mai riuscire a parlarci.

Di fatto, a quanto pare chi cerca questo libro non lo trova, l’editore tace e noi abbiamo subito procedimenti penali, intimidazioni e minacce per quello che abbiamo scritto. Davvero un bel risultato.

Dicendola tutta, intendiamo adire le vie legali per recuperare i libri stampati non presenti nelle librerie italiane. Non sappiamo, infatti, dove essi si trovino, non avendo mai avuto alcuna risposta dall’editore, il quale non ci ha corrisposto i diritti d’autore per la seconda edizione del volume.

Qualora avessimo ricevuto quei soldi, li avremmo utilizzati per le iniziative del nostro laboratorio culturale, così come quelli ricavati dalla vendita delle copie della prima edizione, come chiaramente documentato nella pagina di questo link.

Chi ritiene di poterci aiutare, può effettuare un versamento secondo le modalità sotto specificate.

Diremo puntualmente come verrà utilizzato l’importo raccolto. Noi siamo costretti a chiudere il 31 gennaio prossimo, se non raggiungiamo l’obiettivo minimo di diecimila euro.

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