Il 21 settembre 2010, nel porto di Gioia Tauro, la polizia ha intercettato e sequestrato ben 6/7 tonnellate di T4, rinvenute in un container che trasportava latte in polvere. Il container, proveniente dall’Iran, era diretto in Siria, ciò spinge gli investigatori a formulare l’ipotesi del traffico internazionale d’esplosivo senza alcun riferimento alla criminalità organizzata italiana, ma alla luce dell’esperienza potremmo dire: “A chi è realmente diretto l’esplosivo sequestrato?”
Per molto tempo non si era sentito parlare del Semtex o T4, l’ultimo grande sequestro di questi esplosivi in Calabria, è stato operato dal Gico in collaborazione col Sismi nel 2004. Riflettiamo!
Iran-Italia-Siria: il carico di esplosivo sequestrato era diretto dall’Iran alla Siria. Basta guardare la mappa per giungere alla conclusione che, nonostante tutto, vi erano modi ben più semplici, e quindi più sicuri, per far arrivare l’esplosivo a destinazione senza passare per la Calabria che dista 3.200 km dalla fonte e dal luogo di arrivo.
Calabria: E’ noto che la Calabria è la regione della ‘ndrangheta, per così dire il suo background d’origine e territoriale. Sono forse meno noti: il legame storico che lega quest’ultima alla mafia siciliana, il grande ruolo che, gli ultimi studi del settore, le forze dell’ordine operative sul territorio ed i massimi esperti del fenomeno, assegnano alla ‘ndrangheta nel sistema criminale mondiale.
T4: l’onnipresente e micidiale ciclotrimetilenetrinitramina o Rdx, meglio noto come T4. Gli esplosivi di tipo plastico, quali il T4 ed il Semtex, sono caratterizzati da una grande efficacia in quanto si ossidano in tempi brevissimi rilasciando una grandissima quantità di energia. Il Semtex è un esplosivo plastico a base di T4 e pentrite, prodotto in Cecoslovacchia in diverse versioni. Le esportazioni di questo esplosivo furono legali, anche per gli usi civili, fino al 1989, ma da allora l’esplosivo fu in dotazione soltanto ad alcuni corpi militari speciali. Il T4 è stato usato per gli attentati di Via Palestro a Milano (90-100 Kg), di piazza S. Giovanni in Laterano (120 Kg) e per quello alla chiesa di S. Giovanni al Velabro (100 Kg). Il Semtex è stato usato per l’attentato al treno Rapido 904 e per quello in Via D’Amelio.
Come deve essere considerato l’episodio del 21 settembre 2010: come un semplice incidente di percorso lungo le rotte dei traffici internazionali oppure, alla luce della situazione economica e politica attuale che investe i paesi del Mediterraneo e sulla base dell’esperienza passata, possiamo pensare ad un interesse criminale che coinvolge il nostro paese e se è così, questa volta, per chi suona la campana?
Non è forse il caso di accertare la distruzione del materiale sequestrato o gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria della Procura competente?
Anna Maria Barbos e Francesco Bruno
AIASU (Ass.Intern. per l’Applicazione delle Scienze Umane), SEZ. CRIMINE ROMA (www.aiasu.it)
Lo ‘strano’ percorso della nave


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