(AGI) – Roma, 5 set. – Per valutare se costituirsi o meno parte civile nel processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia il governo aspetta che sia fissata l’udienza preliminare. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Pietro Giarda, rispondendo in question time a una interrogazione dell’Idv. “E’ interesse primario delle istituzioni – ha premesso Giarda – che il problema posto dagli interroganti sia affrontato in termini di piena e trasparente applicazione della legge, senza indulgere in tentazioni di facile demagogia. Il governo si e’ reso parte attiva per accertare se si siano verificati i presupposti formali per intraprendere le iniziative per acquisire i dati indispensabili e formulare le valutazioni giuridiche necessarie per assicurare l’ammissibilita’ della costituzione di parte civile”. E’ stata pertanto formulata – ha spiegato il ministro – apposita richiesta di notizie all’Avvocatura dello Stato: la risposta e’ stata nel senso che nessun avviso ai sensi dell’articolo 419 del codice di procedura penale risulta ancora notificato per ordine del tribunale di Palermo sulla base della richiesta di rinvio a giudizio richiamata dagli interroganti”. Quindi, “la costituzione di parte civile potra’ avvenire solo a seguito di fissazione dell’udienza preliminare che non puo’ essere evidentemente sostituita da notizie di stampa: le valutazioni attinenti la costituzione di parte civile saranno assunte dal governo una volta pervenuti gli avvisi di tale udienza e comunque entro i termini fissati dall’articolo 79 del codice di procedura penale”. AGI
In risposta all’interrogazione presentata dall’on. Antonio Di Pietro ed altri (Idv)
DINO PIERO GIARDA, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Gli interroganti chiedono se il Governo intenda autorizzare la costituzione di parte civile dello Stato, da proporsi già nell’udienza preliminare, nel procedimento penale in corso presso il tribunale di Palermo, relativo alla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Non sfugge a nessuno l’estrema delicatezza di questo procedimento, che certamente va apprezzato per l’impegno e lo sforzo investigativo, che sono stati profusi al fine di far luce su una delle pagine più drammatiche e tristi della nostra democrazia. Non vi è dubbio che non debbano sussistere, e non sussistono, ombre sulla volontà dello Stato di contrastare con gli strumenti della legge l’attacco mafioso sino alla sua completa e definitiva sconfitta e che ciò debba realizzarsi in un contesto di lealtà e di rispetto assoluto dei doveri istituzionali. È pertanto interesse primario delle istituzioni che il problema posto dagli interroganti sia affrontato in termini di piena e trasparente applicazione della legge, senza indulgere in tentazioni di facile demagogia. Proprio in considerazione di ciò, il Governo si è reso parte attiva per accertare se si siano verificati i presupposti formali per intraprendere le iniziative per acquisire i dati indispensabili e formulare le valutazioni giuridiche necessarie per assicurare l’ammissibilità della costituzione di parte civile. È stata pertanto formulata apposita richiesta di notizie all’Avvocatura dello Stato, che ricordo essere la destinataria ex lege delle notifiche agli organi di Governo. La risposta è stata nel senso che nessun avviso, ai sensi dell’articolo 419 del codice di procedura penale, risulta ancora notificato per ordine del tribunale di Palermo sulla base della richiesta di rinvio a giudizio richiamata dagli interroganti. Ne discende che, poiché, come è ben noto, la costituzione di parte civile potrà avvenire solo a seguito di fissazione dell’udienza preliminare, che non può essere evidentemente sostituita da notizie di stampa, le valutazioni attinenti alla costituzione di parte civile saranno assunte dal Governo una volta pervenuti gli avvisi di tale udienza, e comunque entro i termini fissati dall’articolo 79 del codice di procedura penale
5 settembre 2012, fonte: www.governo.it

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