Ripubblico la versione completa dell’articolo di Benny Calasanzio che, per un disguido, mi era stato recapitato mancante di alcune parti.

Non so come dirvelo. Vi ricordate di quel magistrato cattivo, quello che vìola le leggi e le regole, quello che è pure napoletano? Il collega dell’altra pericolosa Gip mangiapolitici, Clementina Forleo, De Magistris, ricordate no?
Ricordate che era stato accusato di tutto e di più, si erano persino quasi inventati un reato, l’associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa per intercettare lui e i giornalisti che raccontavano cioò che si poteva e andava raccontato. Come Carlo Vulpio, di cui presto recensirò il libro per questo blog.
Io vi dico cosa è successo, ma avrei preferito che a dirvelo fosse stato il Corriere della Sera, o Repubblica.
Pensavo che dopo aver pompato e rilanciato le accuse a De Magistris da parte del Csm, della Vacca :-), dei parlamentari, di altri giornali, avessero dedicato il medisimo spazio ad una notiziola che diceva più o meno che tutto quello che abbiamo sentito da ogni parte, tutte le accuse al cattivo magistrato secondo la Procura di Salerno sono da archiviare, semplicemente perchè De Magistris è stato un magistrato impeccabile.
Ma c’è di più. I magistrati campani hanno anche messo nero su bianco che è in atto un complotto, un unione di intenti per delegittimare, per fermare il lavoro di De Magistris e cacciarlo da Catanzaro, e per punire i giornalisti che stavano raccontando il fango che che emergeva (mancavano i depuratori, non pervenuti):
“A causa delle sue inchieste il dott.De Magistris ha subìto costantemente pressioni, interferenze e iniziative volte a determinarne il definitivo allontanamento dalla sede di Catanzaro e l’esautorazione dei poteri inquirenti”.
Ma basta leggere anche solo l’indice generale del provvedimento della Procura di Salerno (1186 pagine) per capire di cosa hanno trattato i media nell’ultimo anno, di cosa doveva pentirsi De Magistris, per cosa doveva pagare. Il nulla più nulla.
Capitolo II – INSUSSISTENZA DI ILLEGITTIMITA’ PENALMENTE RILEVANTI NELL’AMBITO DEI PROCEDIMENTI PENALI NN. 3750/03/21, 444/05/21, 949/06/21 (C.D. INCHIESTA “TOGHE LUCANE”). – INSUSSISTENZA DELLE CONDOTTE DI ABUSO D’UFFICIO. Capitolo III – INSUSSISTENZA DEI REATI DI CALUNNIA E DIFFAMAZIONE. Capitolo IV – IL CONTESTO STORICO-AMBIENTALE IN CUI HA OPERATO IL PUBBLICO MINISTERO DR. DE MAGISTRIS NEGLI ANNI DELLA SUA PERMANENZA PRESSO GLI UFFICI GIUDIZIARI DI CATANZARO. – INSUSSISTENZA DI INOSSERVANZE AGLI OBBLIGHI DI ASTENSIONE DI CUI ALL’ART. 36 C.P.P.
Capitolo V – LE FUGHE DI NOTIZIE. – LE INDAGINI DELLA PROCURA DI MATERA. – LE INDAGINI DELLA PROCURA DI CATANZARO. – INSUSSISTENZA DI PROFILI DI PENALE RESPONSABILITA’ A CARICO DEL DR. DE MAGISTRIS.
La Procura di Salerno conclude la sua indagine scrivendo testualmente: “Ritenute pertanto, alla stregua dei suesposti rilievi, infondate le notitiae criminis” e chiede al Gip di archiviare il procedimento nei confronti di Luigi De Magistris e dei giornalisti come Annachiara Spagnolo e Carlo Vulpio.
Tradotto in italiano, lo faccio per i politici che hanno difficoltà, vuol dire che non hanno mai commesso nulla, sono limpidi come l’acqua (depurata).
Ma non gioite. Molto probabilmente le parole della Procura di Salerno serviranno solo a noi e per la coscienza degli imputati. La condanna del cattivo magistrato e dei giornalisti collusi sembra essere già stata emessa. Con largo anticipo, quasi illegale.
I pm Nuzzi e Verasani, titolari dell’indagine sul comportamento di De Magistris, erano già stati ascoltati dal Csm e avevano anticipato la conclusione dell’inchiesta, dicendo che stavano per prendere un provvedimento immotivato, che era il caso di archiviare tutto. Niente da fare, nonostante gli avvocati di Luigi De Magistris chiedessero di aspettare l’esito dell’indagine, com’è normale che si faccia, il Csm, ha deliberato il trasferimento di Luigi De Magistris da Catanzaro, così impara ad indagare meno.
A luglio deciderà la Cassazione.
Nel frattempo vorrei che si pensasse un momento a tutto quello che ha subito De Magistris in questi mesi, al gioco al massacro che aveva il magistrato campano come unico obiettivo, alle delegittimazioni che ha subito in ogni luogo e in ogni occasione da parte di mediocri e insolventi politici di entrambi gli schieramenti, allertati,
impauriti che Giovanni Falcone, che Paolo Borsellino tornassero a far danni.
Suvvia, non temiamo più di dirlo. Giovanni Falcone aveva intuito che nel gioco grande della mafia entrava prepotentemente la massoneria, i comitati d’affari politico istituzionali, e per questo è stato ucciso.
Paolo Borsellino, dopo aver preteso di indagare in quel senso ed essersi convinto che era la via giusta (senza mai ricevere il via libera dal sig. Giammanco), è stato ucciso.
Luigi De Magistris, dopo aver intuito e dimostrato in parte l’imbarazzante innovativo metodo di spartizione dei fondi europei, della sofisticata metodologia di sperpero di denari pubblici, lontana anni luce dalle sporche tangenti, è arrivato ad un passo dalla morte professionale. Perchè sporcarsi le mani col tritolo, che pesa, puzza e fa un casino? Una biro è più economica e non genera funerali di Stato con calci e sputi ai politici connessi.
Chi risarcirà De Magistris di tutto questo? Non ha più partecipato ad incontri, non ha più potuto essere presente a convegni e manifestazioni, per timore, per certezza che ogni suo sguardo, ogni movimento delle sopracciglia potesse creare un appiglio per quelli che stanno dall’altra parte della barricata. Ma soprattutto sta rischiando di perdere la cosa più preziosa per lui che è l’essere magistrato.
Di scuse non si parla, siamo in Italia, ma almeno, lo dice la Procura di Salerno, se De Magistris sarà punito, pagherà per il nulla, senza alcuna ragione.
Questo sì che renderà il Csm credibile, indipendente ed autorevole come un carro del Carnevale di Viareggio.
Ricordate che era stato accusato di tutto e di più, si erano persino quasi inventati un reato, l’associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa per intercettare lui e i giornalisti che raccontavano cioò che si poteva e andava raccontato. Come Carlo Vulpio, di cui presto recensirò il libro per questo blog.
Io vi dico cosa è successo, ma avrei preferito che a dirvelo fosse stato il Corriere della Sera, o Repubblica.
Pensavo che dopo aver pompato e rilanciato le accuse a De Magistris da parte del Csm, della Vacca :-), dei parlamentari, di altri giornali, avessero dedicato il medisimo spazio ad una notiziola che diceva più o meno che tutto quello che abbiamo sentito da ogni parte, tutte le accuse al cattivo magistrato secondo la Procura di Salerno sono da archiviare, semplicemente perchè De Magistris è stato un magistrato impeccabile.
Ma c’è di più. I magistrati campani hanno anche messo nero su bianco che è in atto un complotto, un unione di intenti per delegittimare, per fermare il lavoro di De Magistris e cacciarlo da Catanzaro, e per punire i giornalisti che stavano raccontando il fango che che emergeva (mancavano i depuratori, non pervenuti):
“A causa delle sue inchieste il dott.De Magistris ha subìto costantemente pressioni, interferenze e iniziative volte a determinarne il definitivo allontanamento dalla sede di Catanzaro e l’esautorazione dei poteri inquirenti”.
Ma basta leggere anche solo l’indice generale del provvedimento della Procura di Salerno (1186 pagine) per capire di cosa hanno trattato i media nell’ultimo anno, di cosa doveva pentirsi De Magistris, per cosa doveva pagare. Il nulla più nulla.
Capitolo II – INSUSSISTENZA DI ILLEGITTIMITA’ PENALMENTE RILEVANTI NELL’AMBITO DEI PROCEDIMENTI PENALI NN. 3750/03/21, 444/05/21, 949/06/21 (C.D. INCHIESTA “TOGHE LUCANE”). – INSUSSISTENZA DELLE CONDOTTE DI ABUSO D’UFFICIO. Capitolo III – INSUSSISTENZA DEI REATI DI CALUNNIA E DIFFAMAZIONE. Capitolo IV – IL CONTESTO STORICO-AMBIENTALE IN CUI HA OPERATO IL PUBBLICO MINISTERO DR. DE MAGISTRIS NEGLI ANNI DELLA SUA PERMANENZA PRESSO GLI UFFICI GIUDIZIARI DI CATANZARO. – INSUSSISTENZA DI INOSSERVANZE AGLI OBBLIGHI DI ASTENSIONE DI CUI ALL’ART. 36 C.P.P.
Capitolo V – LE FUGHE DI NOTIZIE. – LE INDAGINI DELLA PROCURA DI MATERA. – LE INDAGINI DELLA PROCURA DI CATANZARO. – INSUSSISTENZA DI PROFILI DI PENALE RESPONSABILITA’ A CARICO DEL DR. DE MAGISTRIS.
La Procura di Salerno conclude la sua indagine scrivendo testualmente: “Ritenute pertanto, alla stregua dei suesposti rilievi, infondate le notitiae criminis” e chiede al Gip di archiviare il procedimento nei confronti di Luigi De Magistris e dei giornalisti come Annachiara Spagnolo e Carlo Vulpio.
Tradotto in italiano, lo faccio per i politici che hanno difficoltà, vuol dire che non hanno mai commesso nulla, sono limpidi come l’acqua (depurata).
Ma non gioite. Molto probabilmente le parole della Procura di Salerno serviranno solo a noi e per la coscienza degli imputati. La condanna del cattivo magistrato e dei giornalisti collusi sembra essere già stata emessa. Con largo anticipo, quasi illegale.
I pm Nuzzi e Verasani, titolari dell’indagine sul comportamento di De Magistris, erano già stati ascoltati dal Csm e avevano anticipato la conclusione dell’inchiesta, dicendo che stavano per prendere un provvedimento immotivato, che era il caso di archiviare tutto. Niente da fare, nonostante gli avvocati di Luigi De Magistris chiedessero di aspettare l’esito dell’indagine, com’è normale che si faccia, il Csm, ha deliberato il trasferimento di Luigi De Magistris da Catanzaro, così impara ad indagare meno.
A luglio deciderà la Cassazione.
Nel frattempo vorrei che si pensasse un momento a tutto quello che ha subito De Magistris in questi mesi, al gioco al massacro che aveva il magistrato campano come unico obiettivo, alle delegittimazioni che ha subito in ogni luogo e in ogni occasione da parte di mediocri e insolventi politici di entrambi gli schieramenti, allertati,
impauriti che Giovanni Falcone, che Paolo Borsellino tornassero a far danni.
Suvvia, non temiamo più di dirlo. Giovanni Falcone aveva intuito che nel gioco grande della mafia entrava prepotentemente la massoneria, i comitati d’affari politico istituzionali, e per questo è stato ucciso.
Paolo Borsellino, dopo aver preteso di indagare in quel senso ed essersi convinto che era la via giusta (senza mai ricevere il via libera dal sig. Giammanco), è stato ucciso.
Luigi De Magistris, dopo aver intuito e dimostrato in parte l’imbarazzante innovativo metodo di spartizione dei fondi europei, della sofisticata metodologia di sperpero di denari pubblici, lontana anni luce dalle sporche tangenti, è arrivato ad un passo dalla morte professionale. Perchè sporcarsi le mani col tritolo, che pesa, puzza e fa un casino? Una biro è più economica e non genera funerali di Stato con calci e sputi ai politici connessi.
Chi risarcirà De Magistris di tutto questo? Non ha più partecipato ad incontri, non ha più potuto essere presente a convegni e manifestazioni, per timore, per certezza che ogni suo sguardo, ogni movimento delle sopracciglia potesse creare un appiglio per quelli che stanno dall’altra parte della barricata. Ma soprattutto sta rischiando di perdere la cosa più preziosa per lui che è l’essere magistrato.
Di scuse non si parla, siamo in Italia, ma almeno, lo dice la Procura di Salerno, se De Magistris sarà punito, pagherà per il nulla, senza alcuna ragione.
Questo sì che renderà il Csm credibile, indipendente ed autorevole come un carro del Carnevale di Viareggio.

Be First to Comment