<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>sfruttamento della prostituzione Archivi - 19luglio1992.com</title>
	<atom:link href="https://www.19luglio1992.com/tag/sfruttamento-della-prostituzione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.19luglio1992.com/tag/sfruttamento-della-prostituzione/</link>
	<description>A Paolo, Agostino, Claudio, Eddie Walter, Emanuela,  Vincenzo Fabio.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 27 Nov 2019 15:12:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.4</generator>

<image>
	<url>https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2017/11/cropped-Logo-Agende-Rosse-2-150x150.png</url>
	<title>sfruttamento della prostituzione Archivi - 19luglio1992.com</title>
	<link>https://www.19luglio1992.com/tag/sfruttamento-della-prostituzione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Basta illegalità, soprusi e violenze a Rancitelli (PE). In piazza contro ogni mafia e criminalità</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/basta-illegalita-soprusi-e-violenze-a-rancitelli-pe-in-piazza-contro-ogni-mafia-e-criminalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Di Florio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 15:12:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro neri]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[estorsioneaggressione]]></category>
		<category><![CDATA[Falconeferro di cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[intimidazione]]></category>
		<category><![CDATA[lanciano]]></category>
		<category><![CDATA[mafia foggiana]]></category>
		<category><![CDATA[pescara]]></category>
		<category><![CDATA[racket]]></category>
		<category><![CDATA[rancitelli]]></category>
		<category><![CDATA[roberto straccia]]></category>
		<category><![CDATA[san salvo]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento della prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[spaccio]]></category>
		<category><![CDATA[usura]]></category>
		<category><![CDATA[vasto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.19luglio1992.com/?p=20403</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’attentato incendiario a Rancitelli, rappresaglia per una testimonianza televisiva della realtà che vive una zona di Pescara sempre più ostaggio di violenze, spaccio, racket e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/basta-illegalita-soprusi-e-violenze-a-rancitelli-pe-in-piazza-contro-ogni-mafia-e-criminalita/">Basta illegalità, soprusi e violenze a Rancitelli (PE). In piazza contro ogni mafia e criminalità</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’attentato incendiario a Rancitelli, rappresaglia per una testimonianza televisiva della realtà che vive una zona di Pescara sempre più ostaggio di violenze, spaccio, racket e comportamenti mafiosi, è la dimostrazione dell’escalation in atto. Un episodio gravissimo e inquietante che viene dopo le aggressioni a due troupe televisive e l’intimidazione al consigliere regionale Pettinari, momenti più eclatanti di violenza e soprusi quotidiani.</p>
<p>Aderiamo alla mobilitazione sorta in questi giorni e che scenderà in piazza il 30 novembre. Per gridare con forza la necessità di una lotta titanica che deve essere messa in campo per il ripristino della legalità e della giustizia, di una società che rispetti le regole democratiche e fermi la deriva da far west. E per ribadire l’unica maniera vera e autentica di praticare l’antimafia e commemorare coloro che sono stati assassinati per aver denunciato e lottato contro il terribile cancro criminale che devasta la società abruzzese e italiana tutta. Non ci rassegniamo alla scalata delle classifiche nazionali per reati gravi, al montare dello spaccio, del racket, del malaffare nella gestione dei rifiuti e negli intrecci dei colletti bianchi. E la realtà di Rancitelli è la punta più avanzata di una presenza mafiosa che coinvolge tutta la Regione, come hanno documentato in questi ultimi giorni le ultime novità sulla ricerca di giustizia e verità per <strong>Roberto Straccia</strong> (senza dimenticare gli intrecci criminali dello spaccio di droga che aleggiano sull&#8217;omicidio di <strong>Alessandro Neri</strong>) e le inchieste sul traffico di droga dalla Campania al carcere di Lanciano e sulla penetrazione delle mafie foggiane nel vastese. Nulla abbiamo da aggiungere a quanto già affermato e denunciato negli ultimi mesi, ai diversi comunicati e dossier che abbiamo firmato. E i cui contenuti oggi rilanciamo con ancora più forza, su Rancitelli, Pescara e tutto l’Abruzzo, portandoli nuovamente all&#8217;attenzione pubblica:</p>
<p><strong>2019 anno horribilis delle mafie. A Rancitelli sempre più violenze, si confermano infiltrazioni da Campania e Puglia, mafie dall’est e nigeriane. E tanto altro</strong></p>
<p><a href="https://www.19luglio1992.com/2019-anno-horribilis-delle-mafie-a-rancitelli-sempre-piu-violenze-si-confermano-infiltrazioni-da-campania-e-puglia-mafie-dallest-e-nigeriane-e-tanto-altro/">https://www.19luglio1992.com/2019-anno-horribilis-delle-mafie-a-rancitelli-sempre-piu-violenze-si-confermano-infiltrazioni-da-campania-e-puglia-mafie-dallest-e-nigeriane-e-tanto-altro/</a></p>
<p><a href="http://ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1066/Abruzzo-2019-anno-horribilis-delle-mafie.aspx">http://ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1066/Abruzzo-2019-anno-horribilis-delle-mafie.aspx</a></p>
<h1>Abruzzo, da Rancitelli al vastese non smettiamo mai di aprire gli occhi su mafie e non solo</h1>
<p><a href="https://www.19luglio1992.com/abruzzo-da-rancitelli-al-vastese-non-smettiamo-mai-di-aprire-gli-occhi-su-mafie-e-non-solo/">https://www.19luglio1992.com/abruzzo-da-rancitelli-al-vastese-non-smettiamo-mai-di-aprire-gli-occhi-su-mafie-e-non-solo/</a></p>
<p><a href="http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1064/Abruzzo-da-Rancitelli-al-vastese-non-smettiamo-mai-di-aprire-gli-occhi-su-mafie-e-non-solo.aspx">http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1064/Abruzzo-da-Rancitelli-al-vastese-non-smettiamo-mai-di-aprire-gli-occhi-su-mafie-e-non-solo.aspx</a></p>
<h1>Pescara. Non servono proclami ed esercito ma una reale, capillare azione culturale, sociale e contro il denaro sporco delle mafie e di ogni criminalità</h1>
<p><a href="https://www.19luglio1992.com/pescara-non-servono-proclami-ed-esercito-ma-una-reale-capillare-azione-culturale-sociale-e-contro-il-denaro-sporco-delle-mafie-e-di-ogni-criminalita/">https://www.19luglio1992.com/pescara-non-servono-proclami-ed-esercito-ma-una-reale-capillare-azione-culturale-sociale-e-contro-il-denaro-sporco-delle-mafie-e-di-ogni-criminalita/</a></p>
<p><a href="http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1063/Non-servono-proclami-ed-esercito-ma-una-reale-capillare-azione-Culturale-sociale-e-contro-il-denaro-sporco-delle-mafie-e-di-ogni-criminalita.aspx">http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1063/Non-servono-proclami-ed-esercito-ma-una-reale-capillare-azione-Culturale-sociale-e-contro-il-denaro-sporco-delle-mafie-e-di-ogni-criminalita.aspx</a></p>
<h1>Abruzzo, ricordiamo Paolo Borsellino e Rita Atria aprendo gli occhi e denunciando ogni mafia</h1>
<p><a href="https://www.19luglio1992.com/abruzzo-ricordiamo-paolo-borsellino-e-rita-atria-aprendo-gli-occhi-e-denunciando-ogni-mafia/">https://www.19luglio1992.com/abruzzo-ricordiamo-paolo-borsellino-e-rita-atria-aprendo-gli-occhi-e-denunciando-ogni-mafia/</a></p>
<p><a href="http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1061/Abruzzo-ricordiamo-Paolo-Borsellino-e-Rita-Atria-aprendo-gli-occhi-e-denunciando-ogni-mafia.aspx">http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1061/Abruzzo-ricordiamo-Paolo-Borsellino-e-Rita-Atria-aprendo-gli-occhi-e-denunciando-ogni-mafia.aspx</a></p>
<h1>Sull’aggressione a Rancitelli già sta calando l’oblio, per l’Abruzzo è più comodo credere ancora all’isola felice (che non c’è)</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.19luglio1992.com/sullaggressione-a-rancitelli-gia-sta-calando-loblio-per-labruzzo-e-piu-comodo-credere-ancora-allisola-felice-che-non-ce/">https://www.19luglio1992.com/sullaggressione-a-rancitelli-gia-sta-calando-loblio-per-labruzzo-e-piu-comodo-credere-ancora-allisola-felice-che-non-ce/</a></p>
<p><a href="http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1048/Sull-aggressione-a-Rancitelli-gia-sta-calando-l-oblio-per-l-Abruzzo-e-piu-comodo-credere-ancora-all-isola-felice-che-non-c-e.aspx">http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1048/Sull-aggressione-a-Rancitelli-gia-sta-calando-l-oblio-per-l-Abruzzo-e-piu-comodo-credere-ancora-all-isola-felice-che-non-c-e.aspx</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Associazione Antimafie Rita Atria</strong></p>
<p><strong>Movimento Agende Rosse “Paolo Borsellino – Giovanni Falcone” Abruzzo</strong></p>
<p><strong>PeaceLink Abruzzo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/basta-illegalita-soprusi-e-violenze-a-rancitelli-pe-in-piazza-contro-ogni-mafia-e-criminalita/">Basta illegalità, soprusi e violenze a Rancitelli (PE). In piazza contro ogni mafia e criminalità</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>2019 anno horribilis delle mafie. A Rancitelli sempre più violenze, si confermano infiltrazioni da Campania e Puglia, mafie dall’est e nigeriane. E tanto altro</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/2019-anno-horribilis-delle-mafie-a-rancitelli-sempre-piu-violenze-si-confermano-infiltrazioni-da-campania-e-puglia-mafie-dallest-e-nigeriane-e-tanto-altro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Di Florio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 17:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[Bagarella]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica del tronto]]></category>
		<category><![CDATA[borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[casalbordino]]></category>
		<category><![CDATA[casamonica]]></category>
		<category><![CDATA[consigliere regionale]]></category>
		<category><![CDATA[cupello]]></category>
		<category><![CDATA[Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[ferro di cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[mafia nigeriana]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[pescara]]></category>
		<category><![CDATA[pippo fava]]></category>
		<category><![CDATA[rancitelli]]></category>
		<category><![CDATA[riina]]></category>
		<category><![CDATA[rita atria]]></category>
		<category><![CDATA[san salvo]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento della prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[spada]]></category>
		<category><![CDATA[sulmona]]></category>
		<category><![CDATA[vasto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.19luglio1992.com/?p=20174</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati della recente classifica de Il Sole 24 ore sono l’ennesimo schiaffo a chi ancora crede alla favoletta dell’isola felice e di un Abruzzo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/2019-anno-horribilis-delle-mafie-a-rancitelli-sempre-piu-violenze-si-confermano-infiltrazioni-da-campania-e-puglia-mafie-dallest-e-nigeriane-e-tanto-altro/">2019 anno horribilis delle mafie. A Rancitelli sempre più violenze, si confermano infiltrazioni da Campania e Puglia, mafie dall’est e nigeriane. E tanto altro</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati della recente classifica de Il Sole 24 ore sono l’ennesimo schiaffo a chi ancora crede alla favoletta dell’isola felice e di un Abruzzo tranquillo, pulito, senza mafie. E dove pure se personaggi in odor di mafia arrivano non c’è problema. Le quattro province abruzzesi sono tra le prime 15 nella classifica delle 106 province italiane per usura, con L&#8217;Aquila addirittura sul podio in terza posizione, Teramo al quarto posto, Chieti al nono e Pescara al quindicesimo. E poi per lo spaccio di droga Pescara, per esempio, è al decimo posto e per estorsione all’ottavo. Tutto questo in una Regione dove nel super carcere aquilano sono presenti il maggior numero di detenuti al 41 bis. Un regime sulla cui tenuta negli ultimi mesi si sono registrati allarmanti prese di posizione dei sindacati penitenziari. Ad agosto scorso la Uil Penitenziari ha scritto al prefetto di Sulmona sulla situazione del locale super carcere, chiedendo la massima attenzione ai rischi di “<em>infiltrazioni mafiose, perché con l’apertura da marzo 2020 del nuovo padiglione, bisognerà verificare – stante il conseguente aumento che ne deriverà di familiari e loro accompagnatori i quali avranno accesso ai colloqui e quindi al comprensorio – se gli organici delle restanti forze armate insistenti nel territorio interessato siano sufficienti a contrastare l’eventuale effetto collaterale determinato dallo status posseduto da queste persone delle quali sarebbe opportuno valutare la possibile digressione criminale</em>”. Una realtà che non è solo sulmonese, negli anni ci sono stati vari casi (basti pensare al vastese, come ricordato anche nei mesi scorsi), di personaggi in odor di mafia, camorra o ‘ndrangheta giunti in Abruzzo e che hanno coltivato qui&nbsp; interessi criminali.</p>
<p><strong>Violenza, mafia e spaccio da Rancitelli alle curve</strong></p>
<p>Le minacce in stile mafioso ricevute dal consigliere regionale <strong>Domenico Pettinari</strong> sono solo l’ultimo grave episodio a Rancitelli. Al momento in cui questo testo viene scritto, la probabilità che quando sarà stato pubblicato già altri ne siano avvenuti, è più che alta. Una minaccia legata al sit in a Rancitelli sabato scorso che ha disturbato e ostacolato il traffico di droga, fiorente a tutte le ore. Dopo l’aggressione a due troupe televisive, le gang dello spaccio e della violenza criminale si sentono sempre più forti e prepotenti. In una zona della città dove sono vertiginosi i numeri dello spaccio, delle violenze, del racket delle case abusive, della prepotenza in stile mafioso che spadroneggia. E’ ora di dire basta! Non è accettabile che possano esistere zone franche, luoghi dove dominano i clan, dove la legalità e il diritto vengono quotidianamente schiacciati da criminalità, violenze, prepotenze, minacce. Clan ben conosciuti e con contatti fuori regione, dalla Campania alla Capitale. Dove molti sono imparentati o comunque collegati con i Casamonica e i loro affiliati. Un clan di oltre mille appartenenti con i parenti di altre “famiglie” come Spada, Spinelli, Di Silvio e De Rosa. Cognomi che, in larga parte, riconducono all’Abruzzo dove fino al vastese sono praticamente egemoni nei traffici di droga e non solo. E non sono l’unico contatto emerso quest’anno tra i clan del “Mondo di Mezzo” capitolino e l’Abruzzo. Fabrizio Piscitelli, Il re della droga cresciuto in quella “terra di mezzo” di mafiosi, colletti bianchi, ex Banda della Magliana e neofascisti e che ha sfruttato anche lo stadio per affermarsi, nella giornata nera (perché è comune a queste ed altre tifoserie dove camorra, ‘ndrangheta e spaccio di droga sono presenti – dalle milanesi ad entrambe le romane a quella juventina – anche la radice eversiva politica neofascista) al Divino Amore, è stato omaggiato anche da un gruppo di <strong>Chieti</strong>. La stessa città dove la maxi operazione “<strong>Tallone d’Achille</strong>” ha colpito un potente traffico di droga fiorito anche nell’ambiente “<strong>ultras</strong>”. Così come la recente inchiesta (che segue altre degli anni precedenti) sulla presenza egemonizzante e violenta della ‘ndrangheta nella curva della Juventus (e il tentato attentato a Federico Ruffo di Report l’anno scorso è indicativo della pericolosità violenta) ha visto coinvolto l’Abruzzo.</p>
<p><strong>Basta chiacchiere, concreta lotta alla mafia davanti all’avanzare del cancro mafioso</strong></p>
<p>Il 2019 si sta rivelando anno horribilis e svelando, una volta di più, la presenza radicata delle mafie e della criminalità organizzata nella Regione. E’ ora che le istituzioni e la “società civile” ne prendano definitivamente cosciente. E non si accontentino di vuote e retoriche cerimonie in nome di Falcone, Borsellino e altre persone assassinate dalle mafie. Ma si abbia il coraggio di una vera antimafia, quotidiana, che non si accontenti di facciate e chiacchiere.</p>
<p>Nelle prime settimane del 2019 una corposa operazione ha interessato le rotte del traffico di droga dalla Puglia al vastese. Una nuova maxi operazione contro i clan a Bari ha coinvolto, insieme a Roma ed altre città, anche Chieti. Un traffico internazionale, quello sulla direttiva Albania-Puglia-Vasto, al centro da anni di molte inchieste. In un territorio crocevia negli anni di clan camorristici e di ‘ndrangheta, e dove è sterminato l’elenco delle operazioni contro il traffico nazionale e internazionale di stupefacenti. Ma i nomi, e soprattutto i cognomi, sono sempre gli stessi. Oltre i Pasqualone, i Cozzolino, i Ferrazzo sono sempre esponenti delle famiglie già citate. L’unica variazione è che solo l’anno scorso, per la prima ed unica volta finora, è comparso anche il cognome del clan egemone ad Ostia.</p>
<p>All’inizio di luglio è stato disposto a Roma il sequestro di 120 milioni alla&nbsp; ndrangheta. Una maxi operazione che ha coinvolto anche l’Abruzzo, con sequestri immobiliari a Rocca di Cambio nella provincia aquilana. Un mese dopo, sempre nella stessa provincia, è stata sequestrata una fabbrica che lavora legname. E ad inizio settembre una maxi operazione dei carabinieri ha stroncato un vasto giro di caporalato in agricoltura. Una piaga criminale documentata e accertata da anni. E comune a tutta la Regione, dal vastese (dove non è molto remota nel tempo un’inchiesta a Cupello) a L’Aquila. Dove si è arrivati a documentare il caporalato anche nei cantieri della ricostruzione post terremoto. Secondo l’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva, allegata alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, il suo peso in Abruzzo è del 16,5%, quasi 3 punti superiore alla media nazionale. Nella voce “economia non osservata” sono comprese l’evasione, i pagamenti in nero e lo sfruttamento illegale del lavoro.</p>
<p><strong>La tratta della schiavitù sessuale su tutta la costa</strong></p>
<p>E’ doveroso ricordare quanto emerso nel teramano a luglio. Quando le forze dell’ordine hanno posto fine ad un terribile sfruttamento della prostituzione, una disumana tratta di ragazze sfruttate, violentate, costantemente minacciate. Un turpe e disumano sfruttamento della schiavitù sessuale quotidianità dalla cosiddetta “<strong>bonifica del tronto</strong>” (già nel 2010 “<strong>Sahel</strong>”, una delle principali operazioni nazionali contro le mafie nigeriane e lo sfruttamento della schiavitù sessuale coinvolse Abruzzo, Marche e Puglia a ennesima dimostrazione di quanto sono forti le connessioni criminali tra la nostra Regione e la Puglia) a San Salvo Marina. Nelle scorse settimane è stato arrestato <strong>Ion Magurean</strong>, 39 anni, al vertice di un’organizzazione che sfruttava giovani connazionali rumene, anche minorenni, reclutate nel Paese d’origine e condotte in Italia.&nbsp; arrestato anche in applicazione dell’ordinanza di custodia in carcere firmata dal Tribunale di Pescara per un giro di prostituzione sulla riviera nord della città adriatica, all’esito di un’attività investigativa condotta dai carabinieri della compagnia di Montesilvano. Sfruttamento della prostituzione anche minorile, in un territorio tra Montesilvano, Pescara e Francavilla dove tra strade e appartamenti la criminale tratta è più che fiorente, già segnalata anche nella “Relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata” (<a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/328810.pdf">http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/328810.pdf</a> ) relativa al 2015, comunicata alla Presidenza del Senato il 4 gennaio 2017. Nella quale il porto di Pescara viene definito “<em>il più importante dell’Abruzzo e per i suoi accresciuti scambi commerciali con i Paesi dei Balcani occidentali costituisce uno snodo cruciale per i traffici di sostanze stupefacenti e di esseri umani</em>”&nbsp; e si pone l’attenzione sul richiamo dell’intera provincia per “<em>sodalizi mafiosi interessati al reinvestimento di capitali illecitamente accumulati</em>”. Tra le attività criminali vengono segnalate nel rapporto spaccio di stupefacenti, corse clandestine dei cavalli, gioco d’azzardo, truffe, estorsioni, usura, tratta di esseri umani, sfruttamento della “<em>manodopera clandestina</em>”. E appunto sfruttamento della prostituzione anche minorile.</p>
<p><strong>Due presenze da attenzionare, una su cui appare naturale preoccuparsi</strong></p>
<p>Tutto questo nella regione in cui nel 1989 fu sventato un tentativo di attentato a Giovanni Falcone, dove è in buen ritiro <strong>l’ex ispettore Paolilli</strong>, legato ai depistaggi sull’assassinio di <strong>Nino D’Agostino</strong> e il mancato attentato all’Addaura a Giovanni Falcone e che ancora oggi avrebbe probabilmente molto da chiarire e dichiarare davanti la giustizia. Dove un anno e mezzo è sbarcato, prima nella casa lavoro di Vasto e poi in una fattoria “parrocchiale” a Casalbordino, il terzogenito di Totò Riina. Già condannato a 8 anni per associazione mafiosa, che da sempre&nbsp; rivendica e continua a pubblicizzare il cognome di famiglia che sbandiera orgoglioso (dalla famosa ospitata a Porta a Porta fino alla frenetica attività social dei mesi scorsi, non si può dimenticare l’asta per la cover per cellulari con il suo libro scaduta pochi minuti prima dell’anniversario della strage di via D’Amelio), e allontanato da Padova per la frequentazione con alcuni spacciatori locali. Ora non ha più nessuna misura restrittiva ma lo sconcerto per le sue dichiarazioni sul padre, per quanto esternato sui social e dubbi e perplessità su quale potrebbe essere la “nuova” vita sociale, e con chi potrebbe avere contatti e frequentazioni, sorgono. Senza dimenticare che, secondo intercettazioni rese note nei mesi scorsi dalla Procura di Agrigento (ma ad oggi non risulta nessun addebito sulla sua persona), un ex recluso nella Casa Lavoro di Vasto (l’anno scorso, quando alcuni beatificatori del figlio di Totò Riina erano già in azione) sostiene di aver ricevuto da lui un pizzino in cui con indicati due nomi. Nell’intercettazione resa nota colui che gli inquirenti avevano arrestato con l’accusa di essere il nuovo capomafia di Licata esclama “quello è un ragazzo che ci scappelliamo tutti” (davanti a quel ragazzo ci togliamo tutti il cappello).</p>
<p><strong>La grave crisi ambientale dei rifiuti nel vastese e tante ombre da dipanare</strong></p>
<p>In conclusione non si può che tornare su quanto sta accadendo a Valle Cena e sul fronte dei rifiuti nel vastese. Anche se i confini geografici sembrano altamente superati: nell’inchiesta della Procura vengono attenzionati soprattutto i conferimenti di rifiuti da ditte campane, pugliesi e laziali. E fino alla bocciatura &#8211; resa nota e commentata solo da Comitato Difesa Comprensorio Vastese, Forum H2O e SOA, e su questo ci sarebbe di che riflettere – era clamorosamente in piedi il progetto di nuova discarica. Proposta dal gestore della terza vasca Civeta (quella sotto sequestro) ma che non avrebbe servito il territorio … Come già scritto e ribadito, in altri territori, situazioni di grave emergenza ambientale hanno portato in piazza migliaia e migliaia di persone, mobilitato in massa la società civile. Qua invece, escluso il Comitato Difesa Comprensorio Vastese (al quale attivisti delle nostre associazioni hanno aderito e vi sono attivi), quasi nessuna traccia di tutto ciò. In occasione del primo incendio di quest’anno il Comitato denunciò quello che definì “un avvertimento in stile mafioso”. Un efficace lettura della situazione giunge non da chi di dovere, e neanche da tanti più o meno autoproclamati o presunti (ma ben considerati negli alti livelli mediatici e “politici”) ambientalisti o antimafia, ma da Pinuccio di Striscia la Notizia. Questi alcuni passaggi del suo post su facebook. “<em>è il quinto incendio in tre anni che si innesca dalla discarica. Questo tra i cinque, poi, sembra tra quelli più gravi, con lingue di fuoco altissime che durante tutta la notte hanno incenerito diversi metri cubi di &#8216;monnezza&#8217;, sprigionando fumi che sicuramente non fanno bene alla salute. Quello delle discariche che vanno a fuoco da sole è un problema che siamo ormai abituai ad ascoltare quasi quotidianamente. I numeri ci dicono che dal 2014 fino alla fine del 2018 ben 136 impianti di trattamento rifiuti sono andati a fuoco e tra questi 31 discariche. Poi ci sono tutti i casi del 2019 che, seguendo le cronache, sono veramente tanti. La storia del Civeta inoltre ha altri contorni che si tingono di giallo, a partire dal fatto che il sito è oggetto di un sequestro giudiziario e che l&#8217;azienda che lo gestisce, sotto la quale sono avvenuti 3 dei 5 incendi, è controllata dagli stessi personaggi che in Puglia gestiscono discariche che ogni tanto vanno a fuoco, come successo a Deliceto (Fg) a luglio di quest&#8217;anno. La domanda che mi pongo è come un impianto che dovrebbe rispettare tutti gli standard di sicurezza possa andare a fuoco</em>”. &nbsp;Ricorda già molto, se non quasi tutto. E tanti interrogativi, indignazione, frustrazione sono sul tappeto. Prima questione, come già ha ampiamente documentato il Comitato in questi mesi: puzza, odori forti, già sono – acclarato in medicina, giurisprudenza e dottrina giuridica – sono fonte di malessere e già da loro bisogna tutelare la salute pubblica. Non c’è bisogno di una nuova Seveso o una nuova Bhopal perché chi di dovere si debba muovere … Tanti interrogativi cadono nel silenzio, sindaci che lanciano crociate per concerti e simili tacciono da sempre, il Comitato e solo un altro movimento politico incalzano da mesi su videosorveglianza, monitoraggio dell’aria e altro. Riportarli tutti è impossibile. Ma alcune domande, riprendendo anche quel che scrive Pinuccio sulle discariche pugliesi con lo stesso gestore (assunto alle cronache nazionali per un “dolce” fatto di cronaca…), dovrebbero dominare su tutto “perché il consorzio si trova in questa situazione?&nbsp; Perché c’è un gestore privato e come hanno fatto a caricarsi un personaggio con il curriculum che ha? Perché e cosa hanno portato aziende di altre regioni (soprattutto campane …), di cui si trovano notizie che non fanno stare troppo tranquilli cercando sul web?</p>
<p><em><strong>Alessio Di Florio</strong></em><strong><br />
</strong><em>Associazione Antimafie Rita Atria</em><strong><br />
</strong><em>Movimento Agende Rosse “Paolo Borsellino – Giovanni Falcone” Abruzzo</em><strong><br />
</strong><em>PeaceLink Abruzzo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/2019-anno-horribilis-delle-mafie-a-rancitelli-sempre-piu-violenze-si-confermano-infiltrazioni-da-campania-e-puglia-mafie-dallest-e-nigeriane-e-tanto-altro/">2019 anno horribilis delle mafie. A Rancitelli sempre più violenze, si confermano infiltrazioni da Campania e Puglia, mafie dall’est e nigeriane. E tanto altro</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abruzzo, da Rancitelli al vastese non smettiamo mai di aprire gli occhi su mafie e non solo</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/abruzzo-da-rancitelli-al-vastese-non-smettiamo-mai-di-aprire-gli-occhi-su-mafie-e-non-solo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Di Florio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 09:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[Bagarella]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica del tronto]]></category>
		<category><![CDATA[borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[casalbordino]]></category>
		<category><![CDATA[cupello]]></category>
		<category><![CDATA[Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[ferro di cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[francavilla]]></category>
		<category><![CDATA[giulianova]]></category>
		<category><![CDATA[mafia nigeriana]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[pescara]]></category>
		<category><![CDATA[piervincenzi]]></category>
		<category><![CDATA[ra2]]></category>
		<category><![CDATA[rancitelli]]></category>
		<category><![CDATA[riina]]></category>
		<category><![CDATA[san salvo]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento della prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[spada]]></category>
		<category><![CDATA[vasto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.19luglio1992.com/?p=19979</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Parlate della mafia” è stato uno dei moniti più importanti di Paolo Borsellino. L’anniversario di Via D’Amelio è passato da due mesi e, in attesa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/abruzzo-da-rancitelli-al-vastese-non-smettiamo-mai-di-aprire-gli-occhi-su-mafie-e-non-solo/">Abruzzo, da Rancitelli al vastese non smettiamo mai di aprire gli occhi su mafie e non solo</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Parlate della mafia</em>” è stato uno dei moniti più importanti di <strong>Paolo Borsellino</strong>. L’anniversario di Via D’Amelio è passato da due mesi e, in attesa della prossima commemorazione, le sue parole in terra d’Abruzzi sono state ancora una volta messe da parte. E’ la dinamica di sempre, ad ogni latitudine, che si ripete sempre uguale. Ma a cui è sbagliatissimo arrendersi. Nell’ultima intervista, poche ore prima di essere assassinato, <strong>Pasolini</strong> disse che battendo sempre sullo stesso mattone la casa crolla. E allora, contro ogni dinamica, contro l’ineluttabile che non lo è, continuiamo a battere su questo mattone e a denunciare. Come, per esempio fanno <strong>don Max</strong> e pochi coraggiosi a <strong>Rancitelli</strong> che nelle scorse settimane ha definito la situazione del quartiere pescarese “<em>grave come un tumore al cervello</em>”. Poco tempo prima, audito da una commissione comunale insieme con la presidente dell’associazione “<em>Per una nuova Rancitelli</em>”, ha descritto la mappa di criminalità e degrado.* A fine agosto la stampa abruzzese ha riportato la notizia di diversi blitz delle forze dell&#8217;ordine evidenziando che da inizio anno (a 4 mesi abbondanti dalla fine dell’anno) erano stati almeno 107 gli arresti nelle zone “calde” della città. Rancitelli è uno dei centri nevralgici, uno degli hub del narcotraffico e delle mafie locali, i cui tentacoli arrivano nelle periferie (e anche nei “salotti bene”) di altre città, fino alla Vasto dove si sono incrociati negli anni camorristi campani, mafia foggiana (nel dicembre scorso una maxi operazione ha interessato la provincia di Foggia e il vastese, mentre un mese dopo, in prima serata televisiva, in un documentario sulla mafia albanese si è fatto riferimento alla rotta del narcotraffico che arriva a Vasto), turpi appetiti locali e gli stessi clan di Pescara, Ostia, Roma. Perché tra l&#8217;Abruzzo e Mafia Capitale i legami, di sangue e crimine, sono fortissimi. Il re della droga, cresciuto in quella “terra di mezzo” di mafiosi, colletti bianchi, ex Banda della Magliana e neofascisti e che ha sfruttato anche lo stadio per affermarsi e che partecipò alla “cordata” che arrivò a minacciare il presidente della Lazio, in quella giornata nera al Divino Amore, è stato omaggiato anche da un gruppo di <strong>Chieti</strong>. La stessa città dove la maxi operazione “<strong>Tallone d’Achille</strong>” ha colpito un potente traffico di droga fiorito anche nell’ambiente “<strong>ultras</strong>”.</p>
<p>Tanti sono i “legami” tra l’Abruzzo e clan delle altre regioni. Il 9 settembre scorso un blitz della DDA di Napoli ha arrestato 12 personaggi legati al <strong>clan D’Alessandro</strong>, uno dei coinvolti si trovava a Giulianova. Ma non è stata la prima volta che il clan D’Alessandro s’intreccia con l’Abruzzo: l’anno scorso ci fu un maxi blitz sempre contro il traffico di stupefacenti tra le province di Napoli e L’Aquila, nell’ottobre 2010 emerse che avevano progettato di assassinare un “rivale” che si era stabilito nel pescarese. I <strong>Casamonica</strong> partirono da Pescara (e dalla loro partenza iniziò l&#8217;ascesa dei Ciarelli) e dal Molise alla conquista di Roma, i Tredicine e i Fasciani hanno origine abruzzese, varie famiglie protagoniste da anni e anni della cronaca criminale di questa Regione appartengono alla galassia dei Casamonica e vi sono legati sulle rotte del narcotraffico. Dopo l&#8217;aggressione di <strong>Spada</strong> (e sottolineo ancora una volta: una Spada poco più di un anno fa è stata arrestata in questo territorio) a Piervincenzi in quel di Ostia ci fu una reazione potente. A Febbraio <strong>Daniele Piervincenzi</strong> e <strong>David Chierchini</strong> sono stati aggrediti nel &#8220;Ferro di cavallo&#8221; a Rancitelli. Tanti silenzi, più o meno imbarazzati e interessanti, e nessuno lo ricorda più. La stessa violenza che pesta a sangue chi non accetta l&#8217;arbitrio violento, che minaccia chi disturba o non si piega al racket degli alloggi abusivi. E&#8217; la denuncia del Sunia ormai datata nel tempo ma che ben pochi hanno ascoltato.**</p>
<p>Nel teramano a luglio le forze dell&#8217;ordine hanno posto fine ad un terribile sfruttamento della prostituzione, una disumana tratta di ragazze sfruttate, violentate, costantemente minacciate. E che ci siano di questi turpi e disumani sfruttamento della schiavitù sessuale – ed è quotidianità dalla cosiddetta “<strong>bonifica del tronto</strong>” (qui un documentario televisivo andato in onda in prima serata sul contrasto allo sfruttamento della prostituzione da parte delle <strong>mafie nigeriane</strong> <a href="https://it.dplay.com/nove/sirene/stagione-1-episodio-2-operazione-mafia-nigeriana/">https://it.dplay.com/nove/sirene/stagione-1-episodio-2-operazione-mafia-nigeriana/</a> &nbsp;mentre già nel 2010 “<strong>Sahel</strong>”, una delle principali operazioni nazionali contro le mafie nigeriane e lo sfruttamento della schiavitù sessuale coinvolse Abruzzo, Marche e Puglia a ennesima dimostrazione di quanto sono forti le connessioni criminali tra la nostra Regione e la Puglia) al confine col Molise – dovrebbe sconvolgere, indignare e smuovere ogni coscienza.</p>
<p>Tutto questo nella regione dove per anni gente come <strong>Pasqualone </strong>(nonostante già nel 1994 fosse citato nella relazione parlamentare tante volte riportata in questi anni), <strong>Cozzolino</strong>, <strong>Ferrazzo</strong> nel vastese hanno potuto insediarsi, consolidarsi e costruire vere e proprie organizzazioni dedite a intimidazioni e spaccio. Dove a <strong>Francavilla</strong> si era insediato e consolidata una vera e propria &#8216;ndrina capeggiata da <strong>Cuppari</strong>. Dove le “ombre” sulle morti di <strong>Alessandro Neri</strong> (e proprio indagando sulla sua morte violenta l&#8217;anno scorso ci fu un maxi blitz contro la malavita pescarese) e <strong>Roberto Straccia</strong>. E&#8217; questa sempre la stessa Regione dove le indagini sull&#8217;assassinio dell&#8217;avvocato Fabrizi provocarono terremoti giudiziari che arrivarono fino alla gestione rifiuti nella punta meridionale della Regione. E a Ferrazzo, Cozzolino e Pasqualone si potrebbero aggiungere altri nomi di ex collaboratori di giustizia, boss ai domiciliari o in &#8220;esilio&#8221; e simili che &#8211; giunti in Abruzzo &#8211; nel silenzio e nell&#8217;omertà &#8211; hanno fatto fiorire i loro sporchi affari criminali. Nel silenzio finché non sono intervenute inchieste giudiziarie. E&#8217; questa la Regione che ha accolto (pare ora si sia allontanato da oltre un mese, per mesi e mesi) uno dei rampolli di <strong>Totò Riina</strong>, a cui è stato revocato ogni provvedimento restrittivo il giorno precedente il compleanno di <strong>Falcone</strong> (compleanni, il suo e quella della madre <strong>Bagarella</strong> pare ampiamente festeggiati qui in loco) con un provvedimento che ha stupito persino il suo avvocato, il giorno dell&#8217;anniversario della strage di Via D&#8217;Amelio (meno di mezz&#8217;ora prima dell&#8217;esplosione che assassinò il giudice Borsellino e la sua scorta) chiuse l&#8217;asta online per la cover per cellulari con la copertina del suo libro. Quello del “padre amorevole” e della sua bella famiglia, in cui racconta che è cresciuto senza il suo caro babbo, dispiaciuto di non aver potuto neanche ricevere da lui una carezza. Le stesse cose che disse nella famigerata intervista da Bruno Vespa. E&#8217; questa la Regione dove nel 1989 fu sventato un tentativo di attentato a Giovanni Falcone, sul quale si allega lo stralcio di un articolo de La Stampa dell’epoca. Dove è in buon ritiro <strong>l’ex ispettore Paolilli</strong>, legato ai depistaggi sull&#8217;assassinio di <strong>Nino D&#8217;Agostino</strong> e il mancato attentato all&#8217;Addaura a Giovanni Falcone. Su di lui un appello, che nell’occasione si rilancia, e una circostanziata nota è stata pubblicata dallo storico attivista abruzzese del Movimento delle Agende Rosse Massimiliano Di Pillo <a href="https://www.facebook.com/dipillomassimiliano/photos/a.679834422075466/2438696892855868/?type=3&amp;theater">https://www.facebook.com/dipillomassimiliano/photos/a.679834422075466/2438696892855868/?type=3&amp;theater</a> .</p>
<p>E in conclusione un&#8217;ultima domanda sul silenzio, sull&#8217;omertà e l&#8217;incoscienza. In altri territori vicende di grave devastazione ambientale criminale hanno portato in piazza migliaia e migliaia di persone, mobilitato in massa la società civile. Sono stati denunciati ampiamente colletti bianchi, politici corrotti e conniventi, camorristi e ndranghetisti. Qui abbiamo una discarica sequestrata dove è ormai ampiamente acclarato che hanno sversato imprese di ogni tipo, da grandi e piccoli scheletri nell&#8217;armadio, ditte che sono state accostate anche al re dell&#8217;<strong>ecomafia</strong>, ditte accusate di gravi fatti ambientali in <strong>Campania</strong> e altrove. E tutto gira intorno ad un personaggio che ha ampiamente animato la cronaca nazionale e <strong>pugliese</strong>.</p>
<p><strong><em>Alessio Di Florio</em></strong><strong><br />
</strong><em>Associazione Antimafie Rita Atria</em><strong><br />
</strong><em>Movimento Agende Rosse “Paolo Borsellino – Giovanni Falcone” Abruzzo</em><strong><br />
</strong><em>PeaceLink Abruzzo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* “<em>Sotto il Ferro di Cavallo c’è un viavai costante di tossicodipendenti che fanno la fila per comprare la dose; ai Palazzi Clerico si spaccia cocaina, e si vede anche dalle belle auto che sfilano; dall’altro lato c’è il mercato dell’eroina aperto h24. Veniamo poi al comparto adiacente i Palazzi Clerico e dove c’è un accampamento di tossicodipendenti stanziali, inutile sgomberarlo, tornano dopo pochi minuti. La via Tiburtina è diventata la nuova ‘via della prostituzione’, le ragazze lavorano per quelli che spacciano droga. Via Lago di Capestrano è militarizzata dalla criminalità con due Circoli privati e un bar, nati all’interno di spazi al pianterreno di proprietà dell’Ater non si sa in base a quale bando o graduatoria. In via Lago di Borgiano ci sono altri accampamenti e in via Sacco c’è un’infinità di ruderi e terreni abbandonati, anch’essi occupati da tossicodipendenti. Stessi problemi in via Nora, via Trigno, via Tronto e via Alpi</em>”. Un sistema definito al termine dell&#8217;audizione “<em>mafioso</em>” <em>all’interno di “una bomba sociale con gruppi organizzati che gestiscono uno spaccio controllato di droga: a ridosso dei Palazzi Clerico si spaccia cocaina; all’interno del Ferro di Cavallo c’è la fila ventiquattro ore su ventiquattro per la vendita di eroina; a ridosso dei ruderi ci sono almeno 4 accampamenti con tossicodipendenti stanziali e in via Tiburtina dilaga la prostituzione di giovani che poi usano i soldi sempre per comprare droga</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>**Uno stato d’assedio con gang che “<em>si fanno la guerra per spartirsi il territorio</em>”, “<em>bande di soggetti che girano armati di coltelli e pistole, che spacciano droga, minacciano e picchiano le donne del quartiere che osano ribellarsi. Squarciano gli pneumatici delle auto, su cui versano a sfregio barattoli di vernice colorata</em>”, occupazione abusiva di alloggi “<em>presi con la forza e le minacce ai residenti: se non ve ne andate, bruciamo le case. Dentro gli appartamenti vuoti, vengono lasciati a guardia i pitbull. Gli alloggi vengono poi rivenduti, da questi soggetti ai disperati, per cifre che vanno dai 600 ai 2000 euro</em>”. I residenti, denunciarono gli esponenti del <strong>Sunia</strong>, vivono “<em>nel terrore</em>” di “<em>gente che si accoltella</em>” e va “<em>in giro armata di pistola, che controlla un giro di prostituzione e pedofilia, che si rivendono tra di loro gli appartamenti da occupare a 6-700 euro l’uno</em>”.</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/abruzzo-da-rancitelli-al-vastese-non-smettiamo-mai-di-aprire-gli-occhi-su-mafie-e-non-solo/">Abruzzo, da Rancitelli al vastese non smettiamo mai di aprire gli occhi su mafie e non solo</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
