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	<title>Cinà Archivi - 19luglio1992.com</title>
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	<description>A Paolo, Agostino, Claudio, Eddie Walter, Emanuela,  Vincenzo Fabio.</description>
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	<title>Cinà Archivi - 19luglio1992.com</title>
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		<title>Processo trattativa, difesa Cinà: &#8221;No prove su consegna del papello&#8221;</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/processo-trattativa-difesa-cina-no-prove-su-consegna-del-papello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Oppo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 12:39:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Aaron Pettinari L&#8217;avvocato Folli chiede l&#8217;assoluzione “Che Antonino Cinà sia stato il latore del papello (l&#8217;elenco di richieste che Riina fece allo Stato per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img decoding="async" class=" wp-image-11480 alignleft" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/tribunale-palermo-2-300x95.jpg" alt="" width="325" height="103" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/tribunale-palermo-2-300x95.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/tribunale-palermo-2-768x244.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/tribunale-palermo-2-20x6.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2018/03/tribunale-palermo-2.jpg 975w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px" />di Aaron Pettinari</em></p>
<p><span style="color: #a61717;"><strong><em>L&#8217;avvocato Folli chiede l&#8217;assoluzione</em></strong></span></p>
<p>“<em>Che Antonino Cinà sia stato il latore del papello (</em>l&#8217;elenco di richieste che Riina fece allo Stato per mettere fine alle stragi,<em> ndr) non è affatto provato</em>”. Sono questi i presupposti che l&#8217;avvocato<strong> Federica Folli</strong>, legale del medico <strong>Antonino Cinà</strong>, imputato nel processo sulla trattativa Stato-mafia, ha esposto durante l&#8217;arringa difensiva per chiedere l&#8217;assoluzione del proprio assistito. “<em>Chiedo l&#8217;assoluzione perché il fatto non sussiste per mancanza dell&#8217;elemento oggettivo del reato</em> &#8211; ha detto il legale nelle conclusioni &#8211;<em> sia laddove sia qualificato quale fattispecie di cui l&#8217;articolo 338 cpp. Sia laddove venga sussunto nella fattispecie dell&#8217;articolo 289 cpp. Nella formulazione vigente nel 1992. In subordine chiedo l&#8217;assoluzione perché il fatto non costituisce reato, per mancanza dell&#8217;elemento soggettivo, e il non doversi procedere previa riqualificazione del fatto come delitto 289 cpp, con il reato istinto per pervenuta prescrizione ed in via ulteriore l&#8217;intervenuta prescrizione previa esclusione dell&#8217;aggravante di cui l&#8217;articolo 339 comma 2 del cpp</em>”. Dunque, per l&#8217;ennesima volta, è stato messo in discussione proprio il reato contestato (“attentato a corpo politico”), anche se vi è una sentenza della Corte di Cassazione del 2 settembre 2005 in cui, con riferimento all’articolo 338 gli ermellini hanno di fatto sancito che: “<em>Per corpi politici vengono intesi quegli organismi che svolgono una funzione politica, come il Parlamento, il Governo e le Assemblee Regionali, purchè il fatto se configurabile non realizzi l’ipotesi del reato di cui all’art. 289, che sanziona invece la condotta quando essa sia impeditiva e non soltanto turbativa dell’attività del corpo politico minacciato</em>”.<br />
La Folli nel suo intervento ha persino sostenuto che “non vi è la prova certa che tutti gli eventi criminosi, dall&#8217;omicidio Lima alle stragi del 1992, l&#8217;omicidio Lizio, quello di Salvo, l&#8217;attentato a Germanà, le stragi in Continente, avessero come scopo il voler turbare l&#8217;esercizio delle attività governative o più realisticamente altri scopi”.<br />
Secondo l&#8217;impianto accusatorio, così come scritto nella memoria della Procura di Palermo, depositata a novembre 2012 nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa, i boss mafiosi Riina, Provenzano, Brusca, Bagarella e proprio il “postino” del papello <strong>Antonino Cinà</strong>, sono “<em>gli autori immediati del delitto principale, in quanto hanno commesso, in tempi diversi, la condotta tipica di minaccia ad un Corpo Politico dello Stato, in questo caso il Governo, con condotte diverse ma avvinte dal medesimo disegno criminoso, a cominciare dal delitto Lima</em>”.<br />
Durante la requisitoria, in riferimento alle accuse nei confronti del medico, per cui è stata chiesta la <a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/68752-processo-trattativa-chieste-le-condanne-per-gli-imputati.html" target="_self"><strong>condanna a 12 anni di carcere</strong></a>, sono state ricordate le parole di alcuni collaboratori di giustizia come Rosario Naimo il quale ha riferito di un incontro con Riina in cui  il Capo dei capi disse: “<a href="http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/48681-processo-trattativa-le-gravose-responsabilita-di-cina-nel-racconto-di-rosario-naimo.html" target="_self"><strong><em>Saruzzo tu che stai bene con Cinà, questo se ne vuole andare in America, ci vuole lassare soli… cerca di levarglielo dalla testa questo fatto perché lui ha molte responsabilità… noi dipendiamo molto da lui… stiamo cercando di avere qualcosa… qualche privilegio… stiamo aspettando qualcosa&#8230;</em></strong></a>”. Ed è sempre Naimo ad aver raccontato le parole di Cinà: “<em>ho troppe responsabilità, devo contattare politici, tutto sulle mie spalle&#8230; prima facevo solo il medico… ora mi mettono tutte cose sulle mie spalle&#8230;”. Dichiarazioni secondo la Folli “tardive” ed “inattendibili</em>”, così come quelle del pentito Di Giacomo, detenuto per un lungo periodo al 41 bis a Tolmezzo nello stesso reparto con Cinà, in due celle adiacenti, il quale ha riferito in aula come il medico, lamentandosi, avrebbe detto che <a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/64003-trattativa-di-giacomo-rivela-direttorio-di-cosa-nostra-decise-linea-stragista-nel-91.html" target="_self"><em><strong>“l&#8217;origine dei suoi guai è sempre consistita nella vicenda del papello”</strong></em></a>.<br />
“<em>Di Giacomo &#8211; </em>ha detto la Folli &#8211;<em> ha fatto un racconto inverosimile tenuto conto che i boss al 41 bis sono monitorati di continuo</em>”. E ancora più “incredibili”, secondo il legale, sarebbero le <em><a href="http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/53992-trattativa-pentito-damico-cina-collegamento-tra-mafia-e-stato.html" target="_self"><strong>parole di Carmelo D&#8217;Amico il quale parlò di quanto gli fu detto da Antonino Rotolo</strong></a></em>. Ma del papello e di Cinà avevano parlato, pur offrendo indicazioni diverse, anche <a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/63147-stato-mafia-lipari-dietro-la-trattativa-entita-superiori.html" target="_self"><strong>Pino Lipari</strong></a>, <strong>Totò Cancemi</strong>, <strong>Giovanni Brusca</strong> e <strong>Nino Giuffré</strong>.<br />
“<em>Cancemi, Brusca e Giuffré non attribuiscono un ruolo a Cinà mentre Lipari è totalmente inattendibile</em>”. In particolare Lipari, sentito in aula nel novembre 2016, aveva descritto nei particolari le circostanze della confidenza ricevuta nel 2000 proprio dallo stesso Cinà. “<em>A un certo punto Provenzano mi dice di contattare Cinà per avere dei farmaci per la prostata e così ci incontrammo. Gli dissi che Provenzano aveva bisogno di farmaci e fu in quella occasione che gli dissi ‘la sai questa storia?’ E lui mi disse di essere stato contattato in ospedale dal figlio di Ciancimino il quale gli aveva detto che il papà gli voleva parlare. Lui, pensando che si trattasse di qualche malattia andò a casa sua. Cinà mi raccontò le parole di Ciancimino, questi aveva necessità assoluta di parlare con il ‘primario’ (Riina) per una situazione che poteva portare dei vantaggi all&#8217;organizzazione. Cinà mi disse che appena aveva sentito quella cosa voleva defilarsi e disse: ‘don Vito veda di lasciarmi in pace e sistemi le sue cose’. E lui: ‘no, lei deve riferire a Riina assumendosi una grossa responsabilità, c’è questa situazione con i Carabinieri che chiedono di sapere cosa desidera Cosa nostra per far finire queste stragi e lei non si può togliere’. E lui disse che avrebbe cercato di far avere una risposta. Già quando uscì si sentì pedinato. Poi portò questa notizia al Riina, non mi disse per quale via. Mi racconta che questi gli ha dato un foglio di carta in una busta e che l’ha lasciata in portineria in via Sciuti (dove abitava Ciancimino). La sua opinione (di Cinà) era che questo incontro serviva per far arrestare Riina tanto che lo definì ‘il maresciallo Ciancimino</em>”.<br />
Quelle dichiarazioni, secondo la Folli, “<em>non sono credibili e sono il frutto di ripetute contestazioni da parte del pm e non di un fluido ricordo del teste</em>”.<br />
Di Cinà parla anche <strong>Vito Ciancimino</strong> nei primi interrogatori dove lo definisce come interlocutore a cui avrebbe raccontato del colloquio con i carabinieri. “<em>Da quello che dice Ciancimino padre</em> &#8211; ha detto la Folli &#8211;<em> l&#8217;interlocutore mostrò più meraviglia che interesse a sapere cosa volessero</em>”. Un capitolo a parte, nella ricostruzione del difensore del medico è dedicato a Ciancimino jr: “<em>La sua è una figura ambigua e sulla consegna del papello da parte di Cinà non vi è chiarezza e ne parla solo dopo diversi verbali. Ed anche sulla data ed il luogo della consegna del papello c&#8217;è confusione</em>”. <a href="http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/58800-stato-mafia-massimo-ciancimino-un-capitolo-ancora-da-chiudere.html" target="_self"><strong>Il figlio di don Vito in aula ha ricordato che il 29 giugno, al bar Caflisch di Mondello proprio Cinà avrebbe consegnato il &#8216;papello&#8217;</strong> </a>e che nei giorni successivi consegnò quella busta al padre, nella Capitale. Secondo la Folli però quella ricostruzione non sarebbe credibile in quanto il 30 gennaio <strong>Vito Ciancimino</strong> doveva essere a Palermo come testimone di un processo “<em>quindi il papello non poteva essere stato consegnato a Roma</em>”. “<em>A voi giudici &#8211;</em> ha concluso l&#8217;avvocato &#8211;<em> chiedo di togliere l&#8217;etichetta di &#8216;postino&#8217; a Cinà. Un&#8217;etichetta che è stata a lui attribuita mediaticamente</em>”. Il processo è stato rinviato a domani con la discussione dell&#8217;avvocato Di Peri, difensore dell&#8217;ex senatore <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>.</p>
<p>da: <a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/69580-processo-trattativa-difesa-cina-no-prove-su-consegna-del-papello-3.html">www.antimafiaduemila.com</a></p>
<p>22 marzo 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/processo-trattativa-difesa-cina-no-prove-su-consegna-del-papello/">Processo trattativa, difesa Cinà: &#8221;No prove su consegna del papello&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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		<title>Trattativa Stato-Mafia: si chiude il processo</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/trattativa-stato-mafia-si-chiude-il-processo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pat&#38;Guido]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 13:03:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Miriam Cuccu È il giorno della requisitoria dei pm Ascolta la diretta! Dal 2013 la Corte d’Assise di Palermo ha passato sotto la stessa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/trattativa-stato-mafia-si-chiude-il-processo/">Trattativa Stato-Mafia: si chiude il processo</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-10004 alignleft" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2017/12/aula-bunker-ucciardone4-300x187.jpg" alt="" width="337" height="210" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2017/12/aula-bunker-ucciardone4-300x187.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2017/12/aula-bunker-ucciardone4-20x12.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2017/12/aula-bunker-ucciardone4.jpg 500w" sizes="(max-width: 337px) 100vw, 337px" /></strong><strong><br />
</strong><em>di Miriam Cuccu</em></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>È il giorno della requisitoria dei pm</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="https://www.radioradicale.it/eventi/3212" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Ascolta la diretta!</em></a></strong></p>
<p>Dal 2013 la Corte d’Assise di Palermo ha passato sotto la stessa lente di ingrandimento una lunga lista di testimoni, dichiarazioni, carteggi e conversazioni registrate di pentiti, mafiosi, e rappresentanti della istituzioni. Si <a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/52139-stragi-9293-napolitano-qdallo-stato-ci-si-aspettava-uno-sbandamentoq.html" target="_self"><strong>va dalla deposizione “<em>eccellente</em>” dell’ex presidente Napolitano</strong></a> (le stragi furono un “<em>ricatto a scopo destabilizzante di tutto il sistema</em>”) <a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/63770-trattativa-i-dialoghi-riina-lorusso-e-le-telefonate-mancino-d-ambrosio.html" target="_self"><strong>agli “strali” di Totò Riina</strong></a>, passando per <a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/63559-trattativa-nelle-agende-ciampi-svela-la-linea-morbida-sul-41-bis.html" target="_self"><strong>le agende di Ciampi sul rischio di un colpo di Stato durante le stragi del luglio ’93,</strong></a> e le parole intercettate in carcere <a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/67435-processo-trattativa-berlusca-nelle-parole-di-giuseppe-graviano.html" target="_self"><strong>di Giuseppe Graviano</strong></a> “<em>cortesia</em>” chiesta da “<em>Berlusca</em>”. Tutti elementi confluiti nel processo trattativa Stato-mafia, oggi giunto alla sua fase conclusiva. Salvo imprevisti il Presidente <strong>Alfredo Montalto</strong> chiuderà l’istruttoria dibattimentale dopodiché avrà luogo la requisitoria della pubblica accusa con gli interventi dei magistrati <strong>Nino Di Matteo</strong>, <strong>Vittorio Teresi</strong>, <strong>Francesco Del Bene</strong> e <strong>Roberto Tartaglia</strong>.<br />
Sebbene di trattativa si parli, già la <a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/43120-trattativa-stato-mafia-inizia-il-nostro-processo-di-norimberga.html" target="_self"><strong>memoria depositata nel 2012</strong></a>, al termine dell’indagine condotta anche da<strong> Antonio Ingroia</strong>, sottolineava che “<em>nessuno è imputato per il solo fatto di aver trattato</em>”. A fare da “<em>autori immediati del delitto principale</em>”, quello di minaccia ad un Corpo Politico dello Stato, ci sono infatti i boss <strong>Giovanni Brusca</strong> &#8211; oggi collaboratore di giustizia &#8211; <strong>Leoluca Bagarella</strong>, <strong>Antonino Cinà</strong>, il “<em>postino</em>” del papello, insieme a <strong>Totò Riina</strong> e <strong>Bernardo Provenzano</strong>. La posizione di Binnu <em>u’ tratturi</em> era già stata stralciata per le gravi condizioni di salute, che portarono al suo decesso nel luglio 2016. Quanto a Riina, morto il mese scorso nell’ospedale di Parma, la Procura di Palermo ha già anticipato che al termine della requisitoria chiederà alla Corte d’Assise di dichiarare il “<em>non doversi procedere per morte del reo</em>”. Durante l’udienza, però, i pubblici ministeri considereranno ugualmente “<em>i fatti che riguardano direttamente Riina</em>”.<br />
Tra le fila degli ex politici, ad essere accusati di “<em>aver fornito un consapevole contributo alla realizzazione della minaccia</em>” in qualità di “<em>consapevoli mediatori” sono gli ex ufficiali dei Carabinieri <strong>Antonio Subranni</strong>, <strong>Mario Mori</strong> e <strong>Giuseppe De Donno</strong>, insieme agli ex politici <strong>Calogero Mannino</strong> &#8211;<a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/57532-non-ha-commesso-il-fatto-mannino-assolto.html" target="_self"><strong> assolto in primo grado con il rito abbreviato</strong></a> &#8211; e <strong>Marcello Dell’Utri</strong>, già in carcere per concorso esterno. <strong>Massimo Ciancimino</strong>, figlio dell&#8217;ex sindaco di Palermo don Vito, è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa per aver fatto da tramite fra il padre e <strong>Bernardo Provenzano</strong>. Infine <strong>Giovanni Conso</strong> e <strong>Nicola Mancino</strong>, rispettivamente ex ministro della giustizia ed ex ministro dell&#8217;interno, sono “colpevoli di una grave e consapevole reticenza</em>”.<br />
Nel corso dell’udienza il presidente Montalto dovrà anche decidere se acquisire o meno i sei documenti della <em>Fondazione Spadolini</em>, richiesti dalla pubblica accusa in quanto da questi si evincerebbe lo stato di minaccia e preoccupazione vissuto a livello istituzionale tra il ‘92 e il ‘93.<br />
La sentenza, prevista per la prossima primavera, chiude tre anni e mezzo di udienze celebrate sotto il fuoco incrociato di critiche e tentativi di delegittimazione provenienti da più parti, a cominciare dal conflitto di attribuzione sollevato dallo stesso Napolitano contro la Procura di Palermo, e dal <a href="http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/48297-trattativa-stato-mafia-gioco-sporco.html" target="_self"><strong>tentativo di trasferire il processo</strong></a> lontano da Palermo e dai magistrati del pool da parte di Mori. Proprio sul passato dell’ex generale dei Carabinieri al Sid (Servizio Informazioni Difesa) i legali di Mori e De Donno <a href="http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/261-cronaca/52363-stato-mafia-mori-e-de-donno-denunciano-i-pm.html" target="_self"><strong>avevano presentato un esposto</strong></a> in cui si chiedeva conto delle indagini. Anche le minacce contro i magistrati del processo, e in particolare contro Di Matteo (destinatario di una vera e propria condanna a morte da parte del capo di Cosa Nostra), sono finite nel tritacarne della stampa e fatte passare per un tentativo di rilegittimare il dibattimento, a uso e consumo di una maggiore “<em>copertura mediatica</em>”. Nel frattempo, però, i rischi corsi dal pool trattativa continuavano, e continuano, ad essere alti. Forse perché con questo processo &#8211; e l’inchiesta che, parallelamente, prosegue &#8211; ad essere passati sotto il setaccio sono quegli “<em>indicibili accordi</em>” che servirono per traghettare il Paese dalla prima alla seconda Repubblica a suon di bombe e patti tra Stato e mafia. Proprio la prima udienza del “<em>Trattativa</em>” fu inaugurato con una lettera anonima recapitata a Di Matteo: “<em>Attenzione a quando parli, alle auto su cui viaggi, al telefono cellulare. È come se avessi vicino a te una microspia”. </em>Del resto, anche il pentito <strong>Vito Galatolo</strong> aveva riferito, non molto tempo fa, che il pm di Palermo<em> “<a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/55072-stato-mafia-galatolo-testimone-al-processo.html" target="_self"><strong>si è spinto troppo oltre</strong></a></em>”, magari toccando quei fili ad alta tensione che dovevano rimanere sepolti insieme a molti altri segreti di Stato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>tratto da <a href="http://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/68239-trattativa-si-chiude-il-processo.html">Antimafiaduemila.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/trattativa-stato-mafia-si-chiude-il-processo/">Trattativa Stato-Mafia: si chiude il processo</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
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