<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>aggressione Archivi - 19luglio1992.com</title>
	<atom:link href="https://www.19luglio1992.com/tag/aggressione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.19luglio1992.com/tag/aggressione/</link>
	<description>A Paolo, Agostino, Claudio, Eddie Walter, Emanuela,  Vincenzo Fabio.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Oct 2019 17:42:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.4</generator>

<image>
	<url>https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2017/11/cropped-Logo-Agende-Rosse-2-150x150.png</url>
	<title>aggressione Archivi - 19luglio1992.com</title>
	<link>https://www.19luglio1992.com/tag/aggressione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>2019 anno horribilis delle mafie. A Rancitelli sempre più violenze, si confermano infiltrazioni da Campania e Puglia, mafie dall’est e nigeriane. E tanto altro</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/2019-anno-horribilis-delle-mafie-a-rancitelli-sempre-piu-violenze-si-confermano-infiltrazioni-da-campania-e-puglia-mafie-dallest-e-nigeriane-e-tanto-altro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Di Florio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 17:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[Bagarella]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica del tronto]]></category>
		<category><![CDATA[borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[casalbordino]]></category>
		<category><![CDATA[casamonica]]></category>
		<category><![CDATA[consigliere regionale]]></category>
		<category><![CDATA[cupello]]></category>
		<category><![CDATA[Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[ferro di cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[mafia nigeriana]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[pescara]]></category>
		<category><![CDATA[pippo fava]]></category>
		<category><![CDATA[rancitelli]]></category>
		<category><![CDATA[riina]]></category>
		<category><![CDATA[rita atria]]></category>
		<category><![CDATA[san salvo]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento della prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[spada]]></category>
		<category><![CDATA[sulmona]]></category>
		<category><![CDATA[vasto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.19luglio1992.com/?p=20174</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati della recente classifica de Il Sole 24 ore sono l’ennesimo schiaffo a chi ancora crede alla favoletta dell’isola felice e di un Abruzzo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/2019-anno-horribilis-delle-mafie-a-rancitelli-sempre-piu-violenze-si-confermano-infiltrazioni-da-campania-e-puglia-mafie-dallest-e-nigeriane-e-tanto-altro/">2019 anno horribilis delle mafie. A Rancitelli sempre più violenze, si confermano infiltrazioni da Campania e Puglia, mafie dall’est e nigeriane. E tanto altro</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati della recente classifica de Il Sole 24 ore sono l’ennesimo schiaffo a chi ancora crede alla favoletta dell’isola felice e di un Abruzzo tranquillo, pulito, senza mafie. E dove pure se personaggi in odor di mafia arrivano non c’è problema. Le quattro province abruzzesi sono tra le prime 15 nella classifica delle 106 province italiane per usura, con L&#8217;Aquila addirittura sul podio in terza posizione, Teramo al quarto posto, Chieti al nono e Pescara al quindicesimo. E poi per lo spaccio di droga Pescara, per esempio, è al decimo posto e per estorsione all’ottavo. Tutto questo in una Regione dove nel super carcere aquilano sono presenti il maggior numero di detenuti al 41 bis. Un regime sulla cui tenuta negli ultimi mesi si sono registrati allarmanti prese di posizione dei sindacati penitenziari. Ad agosto scorso la Uil Penitenziari ha scritto al prefetto di Sulmona sulla situazione del locale super carcere, chiedendo la massima attenzione ai rischi di “<em>infiltrazioni mafiose, perché con l’apertura da marzo 2020 del nuovo padiglione, bisognerà verificare – stante il conseguente aumento che ne deriverà di familiari e loro accompagnatori i quali avranno accesso ai colloqui e quindi al comprensorio – se gli organici delle restanti forze armate insistenti nel territorio interessato siano sufficienti a contrastare l’eventuale effetto collaterale determinato dallo status posseduto da queste persone delle quali sarebbe opportuno valutare la possibile digressione criminale</em>”. Una realtà che non è solo sulmonese, negli anni ci sono stati vari casi (basti pensare al vastese, come ricordato anche nei mesi scorsi), di personaggi in odor di mafia, camorra o ‘ndrangheta giunti in Abruzzo e che hanno coltivato qui&nbsp; interessi criminali.</p>
<p><strong>Violenza, mafia e spaccio da Rancitelli alle curve</strong></p>
<p>Le minacce in stile mafioso ricevute dal consigliere regionale <strong>Domenico Pettinari</strong> sono solo l’ultimo grave episodio a Rancitelli. Al momento in cui questo testo viene scritto, la probabilità che quando sarà stato pubblicato già altri ne siano avvenuti, è più che alta. Una minaccia legata al sit in a Rancitelli sabato scorso che ha disturbato e ostacolato il traffico di droga, fiorente a tutte le ore. Dopo l’aggressione a due troupe televisive, le gang dello spaccio e della violenza criminale si sentono sempre più forti e prepotenti. In una zona della città dove sono vertiginosi i numeri dello spaccio, delle violenze, del racket delle case abusive, della prepotenza in stile mafioso che spadroneggia. E’ ora di dire basta! Non è accettabile che possano esistere zone franche, luoghi dove dominano i clan, dove la legalità e il diritto vengono quotidianamente schiacciati da criminalità, violenze, prepotenze, minacce. Clan ben conosciuti e con contatti fuori regione, dalla Campania alla Capitale. Dove molti sono imparentati o comunque collegati con i Casamonica e i loro affiliati. Un clan di oltre mille appartenenti con i parenti di altre “famiglie” come Spada, Spinelli, Di Silvio e De Rosa. Cognomi che, in larga parte, riconducono all’Abruzzo dove fino al vastese sono praticamente egemoni nei traffici di droga e non solo. E non sono l’unico contatto emerso quest’anno tra i clan del “Mondo di Mezzo” capitolino e l’Abruzzo. Fabrizio Piscitelli, Il re della droga cresciuto in quella “terra di mezzo” di mafiosi, colletti bianchi, ex Banda della Magliana e neofascisti e che ha sfruttato anche lo stadio per affermarsi, nella giornata nera (perché è comune a queste ed altre tifoserie dove camorra, ‘ndrangheta e spaccio di droga sono presenti – dalle milanesi ad entrambe le romane a quella juventina – anche la radice eversiva politica neofascista) al Divino Amore, è stato omaggiato anche da un gruppo di <strong>Chieti</strong>. La stessa città dove la maxi operazione “<strong>Tallone d’Achille</strong>” ha colpito un potente traffico di droga fiorito anche nell’ambiente “<strong>ultras</strong>”. Così come la recente inchiesta (che segue altre degli anni precedenti) sulla presenza egemonizzante e violenta della ‘ndrangheta nella curva della Juventus (e il tentato attentato a Federico Ruffo di Report l’anno scorso è indicativo della pericolosità violenta) ha visto coinvolto l’Abruzzo.</p>
<p><strong>Basta chiacchiere, concreta lotta alla mafia davanti all’avanzare del cancro mafioso</strong></p>
<p>Il 2019 si sta rivelando anno horribilis e svelando, una volta di più, la presenza radicata delle mafie e della criminalità organizzata nella Regione. E’ ora che le istituzioni e la “società civile” ne prendano definitivamente cosciente. E non si accontentino di vuote e retoriche cerimonie in nome di Falcone, Borsellino e altre persone assassinate dalle mafie. Ma si abbia il coraggio di una vera antimafia, quotidiana, che non si accontenti di facciate e chiacchiere.</p>
<p>Nelle prime settimane del 2019 una corposa operazione ha interessato le rotte del traffico di droga dalla Puglia al vastese. Una nuova maxi operazione contro i clan a Bari ha coinvolto, insieme a Roma ed altre città, anche Chieti. Un traffico internazionale, quello sulla direttiva Albania-Puglia-Vasto, al centro da anni di molte inchieste. In un territorio crocevia negli anni di clan camorristici e di ‘ndrangheta, e dove è sterminato l’elenco delle operazioni contro il traffico nazionale e internazionale di stupefacenti. Ma i nomi, e soprattutto i cognomi, sono sempre gli stessi. Oltre i Pasqualone, i Cozzolino, i Ferrazzo sono sempre esponenti delle famiglie già citate. L’unica variazione è che solo l’anno scorso, per la prima ed unica volta finora, è comparso anche il cognome del clan egemone ad Ostia.</p>
<p>All’inizio di luglio è stato disposto a Roma il sequestro di 120 milioni alla&nbsp; ndrangheta. Una maxi operazione che ha coinvolto anche l’Abruzzo, con sequestri immobiliari a Rocca di Cambio nella provincia aquilana. Un mese dopo, sempre nella stessa provincia, è stata sequestrata una fabbrica che lavora legname. E ad inizio settembre una maxi operazione dei carabinieri ha stroncato un vasto giro di caporalato in agricoltura. Una piaga criminale documentata e accertata da anni. E comune a tutta la Regione, dal vastese (dove non è molto remota nel tempo un’inchiesta a Cupello) a L’Aquila. Dove si è arrivati a documentare il caporalato anche nei cantieri della ricostruzione post terremoto. Secondo l’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva, allegata alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, il suo peso in Abruzzo è del 16,5%, quasi 3 punti superiore alla media nazionale. Nella voce “economia non osservata” sono comprese l’evasione, i pagamenti in nero e lo sfruttamento illegale del lavoro.</p>
<p><strong>La tratta della schiavitù sessuale su tutta la costa</strong></p>
<p>E’ doveroso ricordare quanto emerso nel teramano a luglio. Quando le forze dell’ordine hanno posto fine ad un terribile sfruttamento della prostituzione, una disumana tratta di ragazze sfruttate, violentate, costantemente minacciate. Un turpe e disumano sfruttamento della schiavitù sessuale quotidianità dalla cosiddetta “<strong>bonifica del tronto</strong>” (già nel 2010 “<strong>Sahel</strong>”, una delle principali operazioni nazionali contro le mafie nigeriane e lo sfruttamento della schiavitù sessuale coinvolse Abruzzo, Marche e Puglia a ennesima dimostrazione di quanto sono forti le connessioni criminali tra la nostra Regione e la Puglia) a San Salvo Marina. Nelle scorse settimane è stato arrestato <strong>Ion Magurean</strong>, 39 anni, al vertice di un’organizzazione che sfruttava giovani connazionali rumene, anche minorenni, reclutate nel Paese d’origine e condotte in Italia.&nbsp; arrestato anche in applicazione dell’ordinanza di custodia in carcere firmata dal Tribunale di Pescara per un giro di prostituzione sulla riviera nord della città adriatica, all’esito di un’attività investigativa condotta dai carabinieri della compagnia di Montesilvano. Sfruttamento della prostituzione anche minorile, in un territorio tra Montesilvano, Pescara e Francavilla dove tra strade e appartamenti la criminale tratta è più che fiorente, già segnalata anche nella “Relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata” (<a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/328810.pdf">http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/328810.pdf</a> ) relativa al 2015, comunicata alla Presidenza del Senato il 4 gennaio 2017. Nella quale il porto di Pescara viene definito “<em>il più importante dell’Abruzzo e per i suoi accresciuti scambi commerciali con i Paesi dei Balcani occidentali costituisce uno snodo cruciale per i traffici di sostanze stupefacenti e di esseri umani</em>”&nbsp; e si pone l’attenzione sul richiamo dell’intera provincia per “<em>sodalizi mafiosi interessati al reinvestimento di capitali illecitamente accumulati</em>”. Tra le attività criminali vengono segnalate nel rapporto spaccio di stupefacenti, corse clandestine dei cavalli, gioco d’azzardo, truffe, estorsioni, usura, tratta di esseri umani, sfruttamento della “<em>manodopera clandestina</em>”. E appunto sfruttamento della prostituzione anche minorile.</p>
<p><strong>Due presenze da attenzionare, una su cui appare naturale preoccuparsi</strong></p>
<p>Tutto questo nella regione in cui nel 1989 fu sventato un tentativo di attentato a Giovanni Falcone, dove è in buen ritiro <strong>l’ex ispettore Paolilli</strong>, legato ai depistaggi sull’assassinio di <strong>Nino D’Agostino</strong> e il mancato attentato all’Addaura a Giovanni Falcone e che ancora oggi avrebbe probabilmente molto da chiarire e dichiarare davanti la giustizia. Dove un anno e mezzo è sbarcato, prima nella casa lavoro di Vasto e poi in una fattoria “parrocchiale” a Casalbordino, il terzogenito di Totò Riina. Già condannato a 8 anni per associazione mafiosa, che da sempre&nbsp; rivendica e continua a pubblicizzare il cognome di famiglia che sbandiera orgoglioso (dalla famosa ospitata a Porta a Porta fino alla frenetica attività social dei mesi scorsi, non si può dimenticare l’asta per la cover per cellulari con il suo libro scaduta pochi minuti prima dell’anniversario della strage di via D’Amelio), e allontanato da Padova per la frequentazione con alcuni spacciatori locali. Ora non ha più nessuna misura restrittiva ma lo sconcerto per le sue dichiarazioni sul padre, per quanto esternato sui social e dubbi e perplessità su quale potrebbe essere la “nuova” vita sociale, e con chi potrebbe avere contatti e frequentazioni, sorgono. Senza dimenticare che, secondo intercettazioni rese note nei mesi scorsi dalla Procura di Agrigento (ma ad oggi non risulta nessun addebito sulla sua persona), un ex recluso nella Casa Lavoro di Vasto (l’anno scorso, quando alcuni beatificatori del figlio di Totò Riina erano già in azione) sostiene di aver ricevuto da lui un pizzino in cui con indicati due nomi. Nell’intercettazione resa nota colui che gli inquirenti avevano arrestato con l’accusa di essere il nuovo capomafia di Licata esclama “quello è un ragazzo che ci scappelliamo tutti” (davanti a quel ragazzo ci togliamo tutti il cappello).</p>
<p><strong>La grave crisi ambientale dei rifiuti nel vastese e tante ombre da dipanare</strong></p>
<p>In conclusione non si può che tornare su quanto sta accadendo a Valle Cena e sul fronte dei rifiuti nel vastese. Anche se i confini geografici sembrano altamente superati: nell’inchiesta della Procura vengono attenzionati soprattutto i conferimenti di rifiuti da ditte campane, pugliesi e laziali. E fino alla bocciatura &#8211; resa nota e commentata solo da Comitato Difesa Comprensorio Vastese, Forum H2O e SOA, e su questo ci sarebbe di che riflettere – era clamorosamente in piedi il progetto di nuova discarica. Proposta dal gestore della terza vasca Civeta (quella sotto sequestro) ma che non avrebbe servito il territorio … Come già scritto e ribadito, in altri territori, situazioni di grave emergenza ambientale hanno portato in piazza migliaia e migliaia di persone, mobilitato in massa la società civile. Qua invece, escluso il Comitato Difesa Comprensorio Vastese (al quale attivisti delle nostre associazioni hanno aderito e vi sono attivi), quasi nessuna traccia di tutto ciò. In occasione del primo incendio di quest’anno il Comitato denunciò quello che definì “un avvertimento in stile mafioso”. Un efficace lettura della situazione giunge non da chi di dovere, e neanche da tanti più o meno autoproclamati o presunti (ma ben considerati negli alti livelli mediatici e “politici”) ambientalisti o antimafia, ma da Pinuccio di Striscia la Notizia. Questi alcuni passaggi del suo post su facebook. “<em>è il quinto incendio in tre anni che si innesca dalla discarica. Questo tra i cinque, poi, sembra tra quelli più gravi, con lingue di fuoco altissime che durante tutta la notte hanno incenerito diversi metri cubi di &#8216;monnezza&#8217;, sprigionando fumi che sicuramente non fanno bene alla salute. Quello delle discariche che vanno a fuoco da sole è un problema che siamo ormai abituai ad ascoltare quasi quotidianamente. I numeri ci dicono che dal 2014 fino alla fine del 2018 ben 136 impianti di trattamento rifiuti sono andati a fuoco e tra questi 31 discariche. Poi ci sono tutti i casi del 2019 che, seguendo le cronache, sono veramente tanti. La storia del Civeta inoltre ha altri contorni che si tingono di giallo, a partire dal fatto che il sito è oggetto di un sequestro giudiziario e che l&#8217;azienda che lo gestisce, sotto la quale sono avvenuti 3 dei 5 incendi, è controllata dagli stessi personaggi che in Puglia gestiscono discariche che ogni tanto vanno a fuoco, come successo a Deliceto (Fg) a luglio di quest&#8217;anno. La domanda che mi pongo è come un impianto che dovrebbe rispettare tutti gli standard di sicurezza possa andare a fuoco</em>”. &nbsp;Ricorda già molto, se non quasi tutto. E tanti interrogativi, indignazione, frustrazione sono sul tappeto. Prima questione, come già ha ampiamente documentato il Comitato in questi mesi: puzza, odori forti, già sono – acclarato in medicina, giurisprudenza e dottrina giuridica – sono fonte di malessere e già da loro bisogna tutelare la salute pubblica. Non c’è bisogno di una nuova Seveso o una nuova Bhopal perché chi di dovere si debba muovere … Tanti interrogativi cadono nel silenzio, sindaci che lanciano crociate per concerti e simili tacciono da sempre, il Comitato e solo un altro movimento politico incalzano da mesi su videosorveglianza, monitoraggio dell’aria e altro. Riportarli tutti è impossibile. Ma alcune domande, riprendendo anche quel che scrive Pinuccio sulle discariche pugliesi con lo stesso gestore (assunto alle cronache nazionali per un “dolce” fatto di cronaca…), dovrebbero dominare su tutto “perché il consorzio si trova in questa situazione?&nbsp; Perché c’è un gestore privato e come hanno fatto a caricarsi un personaggio con il curriculum che ha? Perché e cosa hanno portato aziende di altre regioni (soprattutto campane …), di cui si trovano notizie che non fanno stare troppo tranquilli cercando sul web?</p>
<p><em><strong>Alessio Di Florio</strong></em><strong><br />
</strong><em>Associazione Antimafie Rita Atria</em><strong><br />
</strong><em>Movimento Agende Rosse “Paolo Borsellino – Giovanni Falcone” Abruzzo</em><strong><br />
</strong><em>PeaceLink Abruzzo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/2019-anno-horribilis-delle-mafie-a-rancitelli-sempre-piu-violenze-si-confermano-infiltrazioni-da-campania-e-puglia-mafie-dallest-e-nigeriane-e-tanto-altro/">2019 anno horribilis delle mafie. A Rancitelli sempre più violenze, si confermano infiltrazioni da Campania e Puglia, mafie dall’est e nigeriane. E tanto altro</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Solidarietà alla troupe Rai aggredita a Carsoli. E’ necessario impegno concreto e non retorica e dichiarazioni di circostanza</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/solidarieta-alla-troupe-rai-aggredita-a-carsoli-e-necessario-impegno-concreto-e-non-retorica-e-dichiarazioni-di-circostanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Di Florio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2019 17:43:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[carsoli]]></category>
		<category><![CDATA[cupello]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[rancitelli]]></category>
		<category><![CDATA[sulmona]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.19luglio1992.com/?p=20095</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Associazione Antimafie Rita Atria-Presidio Abruzzo, il Movimento delle Agende Rosse “Paolo Borsellino-Giovanni Falcone” Abruzzo e PeaceLink Abruzzo esprimono la loro solidarietà alla giornalista Serena Massimi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/solidarieta-alla-troupe-rai-aggredita-a-carsoli-e-necessario-impegno-concreto-e-non-retorica-e-dichiarazioni-di-circostanza/">Solidarietà alla troupe Rai aggredita a Carsoli. E’ necessario impegno concreto e non retorica e dichiarazioni di circostanza</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Associazione Antimafie Rita Atria-Presidio Abruzzo, il Movimento delle Agende Rosse “Paolo Borsellino-Giovanni Falcone” Abruzzo e PeaceLink Abruzzo esprimono la loro solidarietà alla giornalista <strong>Serena Massimi</strong> e all’operatore <strong>Ennio Balducci</strong> della Rai per l’aggressione subita a Carsoli. Nel 2019 è la terza volta, dopo i due precedenti a Rancitelli, in cui vengono violentemente colpiti operatori dell’informazione durante il loro lavoro. Una Regione che ha perso alcune preziose fonti d’informazione indipendente e dove forti sono le presenze di mafie, criminalità varie, organizzazioni economiche che agiscono al limite se non oltre della legalità non è accettabile il rischio dell’avvio&nbsp; di un’emergenza informazione in questa Regione, come già avviene in altri luoghi d’Italia e del Mondo in cui l’informazione è vittima di minacce, aggressioni e tentativi sempre più violenti di impedirla.</p>
<p>Serena Massimini ed Ennio Balducci si erano recati a Carsoli per un servizio sulle denunce di cattivi odori che i cittadini portano avanti da anni. Quattro anni ci fu anche un’interrogazione parlamentare al riguardo. Così come denunce di cattivi odori, spesso legali al ciclo dei rifiuti, vengono portate avanti anche in altri territori, come Cupello e Sulmona. Tutto questo deve interrogare l’Abruzzo, i suoi cittadini e i loro rappresentanti. Come ha recentemente sottolineato il Comitato Difesa Comprensorio Vastese il non sentire cattivi odori già è un diritto da tutelare. Come ha scritto in un comunicato il Comitato sorto a Cupello la Corte di Cassazione il 26 settembre 2012 ha emesso condanna per un impianto autorizzato alle emissioni e che non aveva superato i limiti tabellari di legge, il 5 maggio 2014 il TAR Veneto ha sentenziato che il cattivo odore anche se non è disciplinato in maniera specifica dal legislatore, è da considerarsi una forma di inquinamento atmosferico che può causare pesanti disagi per la qualità della vita e per l’ambiente. Ma ci sono anche tante altre situazioni, ambientali e sociali (la prepotente e pervasiva presenza criminale a Rancitelli dovrebbe essere in cima a tutte le priorità di questa Regione, come abbiamo rimarcato in vari comunicati) – oggetto anche di inchieste della magistratura – a cui sarebbe obbligatorio interessarsi. E intervenire in maniera netta, decisa e risoluta. E’ necessario un impegno reale e concreto per la legalità e i diritti. Non bastano retoriche, cerimonie, inaugurazioni e dichiarazioni di circostanza sull’onda dell’emozione che svaniscono dopo poche ore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Associazione Antimafie Rita Atria – Presidio Abruzzo</strong></p>
<p><strong>Movimento delle Agende Rosse “P. Borsellino-G. Falcone” Abruzzo</strong></p>
<p><strong>PeaceLink Abruzzo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/solidarieta-alla-troupe-rai-aggredita-a-carsoli-e-necessario-impegno-concreto-e-non-retorica-e-dichiarazioni-di-circostanza/">Solidarietà alla troupe Rai aggredita a Carsoli. E’ necessario impegno concreto e non retorica e dichiarazioni di circostanza</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abruzzo, da Rancitelli al vastese non smettiamo mai di aprire gli occhi su mafie e non solo</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/abruzzo-da-rancitelli-al-vastese-non-smettiamo-mai-di-aprire-gli-occhi-su-mafie-e-non-solo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Di Florio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 09:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[Bagarella]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica del tronto]]></category>
		<category><![CDATA[borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[casalbordino]]></category>
		<category><![CDATA[cupello]]></category>
		<category><![CDATA[Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[ferro di cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[francavilla]]></category>
		<category><![CDATA[giulianova]]></category>
		<category><![CDATA[mafia nigeriana]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[pescara]]></category>
		<category><![CDATA[piervincenzi]]></category>
		<category><![CDATA[ra2]]></category>
		<category><![CDATA[rancitelli]]></category>
		<category><![CDATA[riina]]></category>
		<category><![CDATA[san salvo]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento della prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[spada]]></category>
		<category><![CDATA[vasto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.19luglio1992.com/?p=19979</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Parlate della mafia” è stato uno dei moniti più importanti di Paolo Borsellino. L’anniversario di Via D’Amelio è passato da due mesi e, in attesa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/abruzzo-da-rancitelli-al-vastese-non-smettiamo-mai-di-aprire-gli-occhi-su-mafie-e-non-solo/">Abruzzo, da Rancitelli al vastese non smettiamo mai di aprire gli occhi su mafie e non solo</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Parlate della mafia</em>” è stato uno dei moniti più importanti di <strong>Paolo Borsellino</strong>. L’anniversario di Via D’Amelio è passato da due mesi e, in attesa della prossima commemorazione, le sue parole in terra d’Abruzzi sono state ancora una volta messe da parte. E’ la dinamica di sempre, ad ogni latitudine, che si ripete sempre uguale. Ma a cui è sbagliatissimo arrendersi. Nell’ultima intervista, poche ore prima di essere assassinato, <strong>Pasolini</strong> disse che battendo sempre sullo stesso mattone la casa crolla. E allora, contro ogni dinamica, contro l’ineluttabile che non lo è, continuiamo a battere su questo mattone e a denunciare. Come, per esempio fanno <strong>don Max</strong> e pochi coraggiosi a <strong>Rancitelli</strong> che nelle scorse settimane ha definito la situazione del quartiere pescarese “<em>grave come un tumore al cervello</em>”. Poco tempo prima, audito da una commissione comunale insieme con la presidente dell’associazione “<em>Per una nuova Rancitelli</em>”, ha descritto la mappa di criminalità e degrado.* A fine agosto la stampa abruzzese ha riportato la notizia di diversi blitz delle forze dell&#8217;ordine evidenziando che da inizio anno (a 4 mesi abbondanti dalla fine dell’anno) erano stati almeno 107 gli arresti nelle zone “calde” della città. Rancitelli è uno dei centri nevralgici, uno degli hub del narcotraffico e delle mafie locali, i cui tentacoli arrivano nelle periferie (e anche nei “salotti bene”) di altre città, fino alla Vasto dove si sono incrociati negli anni camorristi campani, mafia foggiana (nel dicembre scorso una maxi operazione ha interessato la provincia di Foggia e il vastese, mentre un mese dopo, in prima serata televisiva, in un documentario sulla mafia albanese si è fatto riferimento alla rotta del narcotraffico che arriva a Vasto), turpi appetiti locali e gli stessi clan di Pescara, Ostia, Roma. Perché tra l&#8217;Abruzzo e Mafia Capitale i legami, di sangue e crimine, sono fortissimi. Il re della droga, cresciuto in quella “terra di mezzo” di mafiosi, colletti bianchi, ex Banda della Magliana e neofascisti e che ha sfruttato anche lo stadio per affermarsi e che partecipò alla “cordata” che arrivò a minacciare il presidente della Lazio, in quella giornata nera al Divino Amore, è stato omaggiato anche da un gruppo di <strong>Chieti</strong>. La stessa città dove la maxi operazione “<strong>Tallone d’Achille</strong>” ha colpito un potente traffico di droga fiorito anche nell’ambiente “<strong>ultras</strong>”.</p>
<p>Tanti sono i “legami” tra l’Abruzzo e clan delle altre regioni. Il 9 settembre scorso un blitz della DDA di Napoli ha arrestato 12 personaggi legati al <strong>clan D’Alessandro</strong>, uno dei coinvolti si trovava a Giulianova. Ma non è stata la prima volta che il clan D’Alessandro s’intreccia con l’Abruzzo: l’anno scorso ci fu un maxi blitz sempre contro il traffico di stupefacenti tra le province di Napoli e L’Aquila, nell’ottobre 2010 emerse che avevano progettato di assassinare un “rivale” che si era stabilito nel pescarese. I <strong>Casamonica</strong> partirono da Pescara (e dalla loro partenza iniziò l&#8217;ascesa dei Ciarelli) e dal Molise alla conquista di Roma, i Tredicine e i Fasciani hanno origine abruzzese, varie famiglie protagoniste da anni e anni della cronaca criminale di questa Regione appartengono alla galassia dei Casamonica e vi sono legati sulle rotte del narcotraffico. Dopo l&#8217;aggressione di <strong>Spada</strong> (e sottolineo ancora una volta: una Spada poco più di un anno fa è stata arrestata in questo territorio) a Piervincenzi in quel di Ostia ci fu una reazione potente. A Febbraio <strong>Daniele Piervincenzi</strong> e <strong>David Chierchini</strong> sono stati aggrediti nel &#8220;Ferro di cavallo&#8221; a Rancitelli. Tanti silenzi, più o meno imbarazzati e interessanti, e nessuno lo ricorda più. La stessa violenza che pesta a sangue chi non accetta l&#8217;arbitrio violento, che minaccia chi disturba o non si piega al racket degli alloggi abusivi. E&#8217; la denuncia del Sunia ormai datata nel tempo ma che ben pochi hanno ascoltato.**</p>
<p>Nel teramano a luglio le forze dell&#8217;ordine hanno posto fine ad un terribile sfruttamento della prostituzione, una disumana tratta di ragazze sfruttate, violentate, costantemente minacciate. E che ci siano di questi turpi e disumani sfruttamento della schiavitù sessuale – ed è quotidianità dalla cosiddetta “<strong>bonifica del tronto</strong>” (qui un documentario televisivo andato in onda in prima serata sul contrasto allo sfruttamento della prostituzione da parte delle <strong>mafie nigeriane</strong> <a href="https://it.dplay.com/nove/sirene/stagione-1-episodio-2-operazione-mafia-nigeriana/">https://it.dplay.com/nove/sirene/stagione-1-episodio-2-operazione-mafia-nigeriana/</a> &nbsp;mentre già nel 2010 “<strong>Sahel</strong>”, una delle principali operazioni nazionali contro le mafie nigeriane e lo sfruttamento della schiavitù sessuale coinvolse Abruzzo, Marche e Puglia a ennesima dimostrazione di quanto sono forti le connessioni criminali tra la nostra Regione e la Puglia) al confine col Molise – dovrebbe sconvolgere, indignare e smuovere ogni coscienza.</p>
<p>Tutto questo nella regione dove per anni gente come <strong>Pasqualone </strong>(nonostante già nel 1994 fosse citato nella relazione parlamentare tante volte riportata in questi anni), <strong>Cozzolino</strong>, <strong>Ferrazzo</strong> nel vastese hanno potuto insediarsi, consolidarsi e costruire vere e proprie organizzazioni dedite a intimidazioni e spaccio. Dove a <strong>Francavilla</strong> si era insediato e consolidata una vera e propria &#8216;ndrina capeggiata da <strong>Cuppari</strong>. Dove le “ombre” sulle morti di <strong>Alessandro Neri</strong> (e proprio indagando sulla sua morte violenta l&#8217;anno scorso ci fu un maxi blitz contro la malavita pescarese) e <strong>Roberto Straccia</strong>. E&#8217; questa sempre la stessa Regione dove le indagini sull&#8217;assassinio dell&#8217;avvocato Fabrizi provocarono terremoti giudiziari che arrivarono fino alla gestione rifiuti nella punta meridionale della Regione. E a Ferrazzo, Cozzolino e Pasqualone si potrebbero aggiungere altri nomi di ex collaboratori di giustizia, boss ai domiciliari o in &#8220;esilio&#8221; e simili che &#8211; giunti in Abruzzo &#8211; nel silenzio e nell&#8217;omertà &#8211; hanno fatto fiorire i loro sporchi affari criminali. Nel silenzio finché non sono intervenute inchieste giudiziarie. E&#8217; questa la Regione che ha accolto (pare ora si sia allontanato da oltre un mese, per mesi e mesi) uno dei rampolli di <strong>Totò Riina</strong>, a cui è stato revocato ogni provvedimento restrittivo il giorno precedente il compleanno di <strong>Falcone</strong> (compleanni, il suo e quella della madre <strong>Bagarella</strong> pare ampiamente festeggiati qui in loco) con un provvedimento che ha stupito persino il suo avvocato, il giorno dell&#8217;anniversario della strage di Via D&#8217;Amelio (meno di mezz&#8217;ora prima dell&#8217;esplosione che assassinò il giudice Borsellino e la sua scorta) chiuse l&#8217;asta online per la cover per cellulari con la copertina del suo libro. Quello del “padre amorevole” e della sua bella famiglia, in cui racconta che è cresciuto senza il suo caro babbo, dispiaciuto di non aver potuto neanche ricevere da lui una carezza. Le stesse cose che disse nella famigerata intervista da Bruno Vespa. E&#8217; questa la Regione dove nel 1989 fu sventato un tentativo di attentato a Giovanni Falcone, sul quale si allega lo stralcio di un articolo de La Stampa dell’epoca. Dove è in buon ritiro <strong>l’ex ispettore Paolilli</strong>, legato ai depistaggi sull&#8217;assassinio di <strong>Nino D&#8217;Agostino</strong> e il mancato attentato all&#8217;Addaura a Giovanni Falcone. Su di lui un appello, che nell’occasione si rilancia, e una circostanziata nota è stata pubblicata dallo storico attivista abruzzese del Movimento delle Agende Rosse Massimiliano Di Pillo <a href="https://www.facebook.com/dipillomassimiliano/photos/a.679834422075466/2438696892855868/?type=3&amp;theater">https://www.facebook.com/dipillomassimiliano/photos/a.679834422075466/2438696892855868/?type=3&amp;theater</a> .</p>
<p>E in conclusione un&#8217;ultima domanda sul silenzio, sull&#8217;omertà e l&#8217;incoscienza. In altri territori vicende di grave devastazione ambientale criminale hanno portato in piazza migliaia e migliaia di persone, mobilitato in massa la società civile. Sono stati denunciati ampiamente colletti bianchi, politici corrotti e conniventi, camorristi e ndranghetisti. Qui abbiamo una discarica sequestrata dove è ormai ampiamente acclarato che hanno sversato imprese di ogni tipo, da grandi e piccoli scheletri nell&#8217;armadio, ditte che sono state accostate anche al re dell&#8217;<strong>ecomafia</strong>, ditte accusate di gravi fatti ambientali in <strong>Campania</strong> e altrove. E tutto gira intorno ad un personaggio che ha ampiamente animato la cronaca nazionale e <strong>pugliese</strong>.</p>
<p><strong><em>Alessio Di Florio</em></strong><strong><br />
</strong><em>Associazione Antimafie Rita Atria</em><strong><br />
</strong><em>Movimento Agende Rosse “Paolo Borsellino – Giovanni Falcone” Abruzzo</em><strong><br />
</strong><em>PeaceLink Abruzzo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* “<em>Sotto il Ferro di Cavallo c’è un viavai costante di tossicodipendenti che fanno la fila per comprare la dose; ai Palazzi Clerico si spaccia cocaina, e si vede anche dalle belle auto che sfilano; dall’altro lato c’è il mercato dell’eroina aperto h24. Veniamo poi al comparto adiacente i Palazzi Clerico e dove c’è un accampamento di tossicodipendenti stanziali, inutile sgomberarlo, tornano dopo pochi minuti. La via Tiburtina è diventata la nuova ‘via della prostituzione’, le ragazze lavorano per quelli che spacciano droga. Via Lago di Capestrano è militarizzata dalla criminalità con due Circoli privati e un bar, nati all’interno di spazi al pianterreno di proprietà dell’Ater non si sa in base a quale bando o graduatoria. In via Lago di Borgiano ci sono altri accampamenti e in via Sacco c’è un’infinità di ruderi e terreni abbandonati, anch’essi occupati da tossicodipendenti. Stessi problemi in via Nora, via Trigno, via Tronto e via Alpi</em>”. Un sistema definito al termine dell&#8217;audizione “<em>mafioso</em>” <em>all’interno di “una bomba sociale con gruppi organizzati che gestiscono uno spaccio controllato di droga: a ridosso dei Palazzi Clerico si spaccia cocaina; all’interno del Ferro di Cavallo c’è la fila ventiquattro ore su ventiquattro per la vendita di eroina; a ridosso dei ruderi ci sono almeno 4 accampamenti con tossicodipendenti stanziali e in via Tiburtina dilaga la prostituzione di giovani che poi usano i soldi sempre per comprare droga</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>**Uno stato d’assedio con gang che “<em>si fanno la guerra per spartirsi il territorio</em>”, “<em>bande di soggetti che girano armati di coltelli e pistole, che spacciano droga, minacciano e picchiano le donne del quartiere che osano ribellarsi. Squarciano gli pneumatici delle auto, su cui versano a sfregio barattoli di vernice colorata</em>”, occupazione abusiva di alloggi “<em>presi con la forza e le minacce ai residenti: se non ve ne andate, bruciamo le case. Dentro gli appartamenti vuoti, vengono lasciati a guardia i pitbull. Gli alloggi vengono poi rivenduti, da questi soggetti ai disperati, per cifre che vanno dai 600 ai 2000 euro</em>”. I residenti, denunciarono gli esponenti del <strong>Sunia</strong>, vivono “<em>nel terrore</em>” di “<em>gente che si accoltella</em>” e va “<em>in giro armata di pistola, che controlla un giro di prostituzione e pedofilia, che si rivendono tra di loro gli appartamenti da occupare a 6-700 euro l’uno</em>”.</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/abruzzo-da-rancitelli-al-vastese-non-smettiamo-mai-di-aprire-gli-occhi-su-mafie-e-non-solo/">Abruzzo, da Rancitelli al vastese non smettiamo mai di aprire gli occhi su mafie e non solo</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abruzzo, ricordiamo Paolo Borsellino e Rita Atria aprendo gli occhi e denunciando ogni mafia</title>
		<link>https://www.19luglio1992.com/abruzzo-ricordiamo-paolo-borsellino-e-rita-atria-aprendo-gli-occhi-e-denunciando-ogni-mafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Di Florio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2019 17:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri documenti]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[casalbordino]]></category>
		<category><![CDATA[casamonica]]></category>
		<category><![CDATA[Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[ferro di cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[pescara]]></category>
		<category><![CDATA[piervincenzi]]></category>
		<category><![CDATA[rai2]]></category>
		<category><![CDATA[rancitelli]]></category>
		<category><![CDATA[riina]]></category>
		<category><![CDATA[vasto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.19luglio1992.com/?p=19427</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene” è stato uno dei più importanti moniti di Paolo Borsellino. Parlare della mafia,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/abruzzo-ricordiamo-paolo-borsellino-e-rita-atria-aprendo-gli-occhi-e-denunciando-ogni-mafia/">Abruzzo, ricordiamo Paolo Borsellino e Rita Atria aprendo gli occhi e denunciando ogni mafia</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2019/07/xaggresrancitelli.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-19428 size-medium" src="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2019/07/xaggresrancitelli-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2019/07/xaggresrancitelli-300x300.jpg 300w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2019/07/xaggresrancitelli-150x150.jpg 150w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2019/07/xaggresrancitelli-768x766.jpg 768w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2019/07/xaggresrancitelli-20x20.jpg 20w, https://www.19luglio1992.com/wp-content/uploads/2019/07/xaggresrancitelli.jpg 794w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>“<em>Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene</em>” è stato uno dei più importanti moniti di <strong>Paolo Borsellino</strong>. Parlare della mafia, fare nomi, cognomi, atti e fatti. <strong>Rita Atria</strong> scrisse che “<strong><em>prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c&#8217;è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi</em></strong><strong>”. </strong><strong>Quei modi “sbagliati” fatti di omertà, connivenze, silenzi, accettazione e assuefazione sono linfa vitale, complicità e il maggior alleato della mapolitica, della corruzione e del mondo di mezzo animato da </strong>violenza, intimidazioni, spaccio, estorsione, presenza oppressiva che rende pericoloso anche solo circolare in alcune zone dei paesi soprattutto in alcune ore<strong>. </strong>Non chiudere gli occhi ma anzi aprirli e farli aprire. Impegnarsi a svegliare le coscienze e ripudiare ogni “modo sbagliato”. Qualsiasi impegno contro le mafie e il malaffare, la criminalità e l’inquinamento del tessuto sociale non può che partire da qui. &nbsp;Nel 2019 sono bisogni impellenti anche in Abruzzo. E che siano una necessità vitale lo dimostra – ancora una volta – la cronaca recente. E allora, in quest’Abruzzo la cui cronaca è costantemente animata da inchieste e fatti che coinvolgono clan e affini, vogliamo ricordarli scrivendo e denunciando ancora una volta le mafie, le loro presenze e i loro sporchi traffici e violenze.</p>
<p>Questo mese di luglio è iniziato con la notizia del sequestro, disposto nella Capitale, di 120 milioni alla ndrangheta. Una maxi operazione che ha coinvolto anche l’Abruzzo, con sequestri immobiliari a Rocca di Cambio nella provincia aquilana. Ancora una volta, come varie volte negli anni (basti pensare che a Pizzoferrato oltre dieci anni fa furono sequestrati immobili riconducibili a “Sandokan” Schiavone), l’Abruzzo si rivela una delle regioni nelle quali le mafie investono e riciclano. Gli inquirenti hanno sottolineato, tra le caratteristiche del sodalizio criminale colpito, la “pervasività nel tessuto economico” e i “vincoli parentali tra loro intercorrenti che ne rafforzano oltremodo la coesione”. Una pervasività che, accostando ‘ndrangheta e Abruzzo, riporta all’operazione Design che nel febbraio 2017 sgominò l’oppressiva presenza dei Cupparo a Francavilla. All’alba del 21 febbraio 2017 fu colpita una rete di spaccio, usura e riciclaggio riconducibile alla ‘ndrangheta reggina tra Abruzzo, Lombardia, Campania e Calabria. Al vertice del sodalizio criminale i Cupparo, giunto a Francavilla nel 2009 dove stavano reinvestendo capitali di origine illecita. I proventi dello spaccio della droga venivano quindi, reimpiegati nell’acquisizione di attività commerciali – nel settore della raccolta di scommesse elettroniche e nella ristorazione – e in episodi di usura in danno di piccoli commercianti e imprenditori locali in difficoltà. I profitti venivano in parte reimpiegati in attività imprenditoriali in Calabria, come nel commercio di autoveicoli e nella realizzazione di villaggi turistici di grandi dimensioni.</p>
<p><strong>Il “Mondo di Mezzo” d’Abruzzo</strong></p>
<p>I vincoli parentali sono tra i punti di forza di clan come i principali di Roma e dintorni, Casamonica e Spada. Nei mesi scorsi sono usciti tre libri d’inchiesta sulle origini, l’ascesa e il dominio criminale delle due famiglie. Autori: <strong>Nello Trocchia, Floriana Bulfon e Federica Angeli</strong>. Nel libro “A mano disarmata” Federica Angeli denuncia come con la violenza gli Spada si impongano mentre intorno fioriscono omertà, paura e assuefazione alla loro presenza. Dal “ferro di cavallo” a Pescara (di cui ci siamo già abbondantemente occupati nel febbraio scorso dopo l’aggressione alla troupe RAI <a href="https://www.19luglio1992.com/sullaggressione-a-rancitelli-gia-sta-calando-loblio-per-labruzzo-e-piu-comodo-credere-ancora-allisola-felice-che-non-ce/">https://www.19luglio1992.com/sullaggressione-a-rancitelli-gia-sta-calando-loblio-per-labruzzo-e-piu-comodo-credere-ancora-allisola-felice-che-non-ce/</a> ) al vastese la cronaca ci riporta innumerevoli episodi, fatti e vita quotidiana con le stesse caratteristiche. Violenza, intimidazioni, spaccio, estorsione, presenza oppressiva che rende pericoloso anche solo circolare in alcune zone dei paesi soprattutto in alcune ore. Una realtà che vede protagonisti proprio famiglie imparentate, e in costante contatto, con i Casamonica. Nel “Ferro di Cavallo” la prima settimana di luglio è iniziata con l’accoltellamento di un senegalese, di cui è stato accusato un esponente della famiglia Spinelli – Valentino – già in passato al centro della cronaca nera. L’anno scorso ha violentemente aggredito un poliziotto al Pronto Soccorso e già nel 2011 fu arrestato con l’accusa di spaccio. Posto ai domiciliari dopo l’accoltellamento, Spinelli è stato nuovamente arrestato due giorni dopo per la sparatoria che ha portato al ferimento di due romeni. Alla base di entrambi questi episodi il traffico di droga a Rancitelli.</p>
<p>Nel libro “Casamonica – viaggio nel mondo parallelo del clan che ha conquistato Roma” (in ordine cronologico il primo uscito, ma le stesse dinamiche e gli stessi fatti sono riportati nell’intensa inchiesta di Floriana Bulfon ) Nello Trocchia, oltre a riportare nomi, fatti (come le connessioni e l’esser cresciuti all’ombra dell’ex cassiere della banda della Magliana Nicoletti) e inchieste, sottolinea un dato che riporta alle origini dei Casamonica e di altri criminali “re di Roma”: la galassia criminale imperniata sui Casamonica va oltre i suoi mille appartenenti e il loro impero romano, a partire da altre “famiglie” come Spada, Di Silvio e De Rosa. Cognomi che, in larga parte, riconducono all’Abruzzo. La Regione, insieme al Molise, da cui i Casamonica partirono per la Capitale. Così come sono originari dell’Abruzzo i Fasciani e i Tredicine. Ma non è solo una questione di origini e lontane radici. In realtà è cronaca nera anche degli ultimi anni, costantemente presente negli atti giudiziari e nella stampa abruzzese. La favoletta dell’Abruzzo isola felice, sanissima con al massimo qualche “problemino” dopo il terremoto (copyright tra gli altri dell’ultima ex presidente della Commissione Antimafia e di quella che dovrebbe essere la maggior associazione impegnata contro le mafie d’Italia), è costantemente smentita da almeno 20/30 anni. E dalla vera storia d’Abruzzo e dei suoi “mondi di mezzo”, fatti di usura, estorsione, sfruttamento della prostituzione, violenze continue, gli affiliati e alleati dei Casamonica sono da sempre tra i maggiori protagonisti). Nello Trocchia, oltre a riportare nomi, fatti (come le connessioni e l’esser cresciuti all’ombra dell’ex cassiere della banda della Magliana Nicoletti) e inchieste, sottolinea un dato che riporta alle origini dei Casamonica e di altri criminali “re di Roma”: la galassia criminale imperniata sui Casamonica va oltre i suoi mille appartenenti e il loro impero romano, a partire da altre “famiglie” come Spada, Di Silvio e De Rosa. Cognomi che, in larga parte, riconducono all’Abruzzo. La Regione, insieme al Molise, da cui i Casamonica partirono per la Capitale. Così come sono originari dell’Abruzzo i Fasciani e i Tredicine. Ma non è solo una questione di origini e lontane radici. In realtà è cronaca nera anche degli ultimi anni, costantemente presente negli atti giudiziari e nella stampa abruzzese. E della vera storia d’Abruzzo e dei suoi “mondi di mezzo”, fatti di usura, estorsione, sfruttamento della prostituzione, violenze continue, gli affiliati e alleati dei Casamonica sono da sempre tra i maggiori protagonisti.</p>
<p><strong>Le morti di Straccia e Neri e le possibili connessioni con il traffico di droga</strong></p>
<p>Già nel febbraio scorso abbiamo accennato alle denunce, già di oltre un anno fa, di Piervincenzi sul “ventre oscuro” di Pescara e degli sviluppi sulla morte del giovane Alessandro Neri. Sono passati mesi e nulla nella società “civile” si è mosso. Tutto passa nell’indifferenza generale. A novembre scorso è emerso un possibile collegamento tra gli arrestati di una maxi operazione antidroga e l’omicidio di Neri. Il ragazzo potrebbe essere stato ucciso, secondo la ricostruzione resa nota, al culmine di una lite per il mancato pagamento di una partita di droga, di cui si sarebbe fatto garante. La sua capacità di intavolare trattative di compravendita di ogni tipo, dalle aste alle auto, potrebbe aver indotto personaggi della criminalità locale a sfruttarla per la compravendita della partita che poi gli è costata la vita. Traffico di droga al centro di una pista anche per un altro omicidio avvenuto negli ultimi anni a Pescara, quello di Roberto Straccia. Archiviato ufficialmente come “non omicidio”, un investigatore privato incaricato dalla famiglia del giovane ha ipotizzato che potrebbe essere stato ucciso perché testimone di un traffico di droga nel porto di Pescara. Quel porto che nella “Relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata” (<a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/328810.pdf">http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/328810.pdf</a> &nbsp;) relativa al 2015, comunicata alla Presidenza del Senato il 4 gennaio 2017, venne definito “<em>il più importante dell’Abruzzo e per i suoi accresciuti scambi commerciali con i Paesi dei Balcani occidentali costituisce uno snodo cruciale per i traffici di sostanze stupefacenti e di esseri umani</em>” – e richiamo dell’intera provincia per “<em>sodalizi mafiosi interessati al reinvestimento di capitali illecitamente accumulati</em>”. Tra le attività criminali segnalate nel rapporto spiccano spaccio di stupefacenti, corse clandestine dei cavalli, gioco d’azzardo, truffe, estorsioni, usura, tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione “<em>anche minorenni</em>”, sfruttamento della “<em>manodopera clandestina</em>”. Proventi di attività illegali, si legge ancora, “<em>vengono reinvestiti anche nell’acquisto di esercizi commerciali ed immobili</em>”.</p>
<p>La cronaca di questi giorni, come sottolineato all’inizio, ci riporta la notizia del sequestro alla ‘ndrangheta di 120 milioni. Esattamente due anni fa alla camorra fu sequestrato oltre il triplo. Nel luglio 2017 l’operazione Omphalos della procura di Napoli stronca “<em>un’attività di riciclaggio realizzata essenzialmente attraverso investimenti immobiliari, con la complicità di funzionari di banca e amministratori comunali</em>” che ha visto coinvolti i clan Mallardo, Puca, Aversano, Verde, Di Lauro e Amato- Pagano e che ha portato al sequestro di un patrimonio stimato 600 milioni in varie regioni tra cui l’Abruzzo. Due mesi dopo un nuovo sequestro sempre contro attività di reinvestimento di esponenti del clan Mallardo in Toscana, Abruzzo, Molise e Puglia. Il clan Mallardo è attivo nel territorio di Giugliano in Campania ma uno dei dati delle due inchieste che colpisce è che l’unica Regione coinvolta in entrambi è l’Abruzzo, non la Campania.<br />
A marzo 2018 è emersa la notizia che l’ex boss del clan camorristico La Montagna di Caivano, oggi pentito, Carlo Oliva ha ricostruito i traffici di droga tra Napoli e Teramo in un processo contro un vasto giro di usura, estorsioni, rapine e spaccio.</p>
<p><strong>La frontiera vastese </strong></p>
<p>Tra le frontiere abruzzesi della penetrazione delle mafie sicuramente c’è Vasto. A partire dal 2006, anno dell’operazione Histonium, diverse inchieste hanno stroncato il tentativo di costruire vere e proprie cosche autoctone. Tre i dominus intorno ai quali stavano nascendo queste organizzazioni:&nbsp; prima Pasqualone, poi Cozzolino e infine Ferrazzo. Organizzazioni criminali che si erano radicati nel territorio, imponendosi con la violenza ecapace di organizzare anche veri e propri attentati. Ma tante altre sono state le inchieste, occorrerebbe probabilmente un libro per ripercorrerle tutte, che hanno stroncato negli anni traffici di stupefacenti, estorsioni e usura. E’ dell’agosto scorso una delle ultime maggiori che hanno coinvolto “famiglie” imparentate coi Casamonica, Spinelli e De Rosa, e nella quale (per la prima volta in questo territorio) è comparsa anche un’esponente degli Spada. Altre inchieste, l’ultima all’inizio di quest’anno, ha interessato le rotte del traffico di droga dalla Puglia, spesso proveniente dai Balcani, al vastese. Un traffico internazionale, quello sulla direttiva Albania-Puglia-Vasto, documentato anche da un’inchiesta del reporter spagnolo David Beriain sulle organizzazioni criminali albanesi andato in onda sul canale 9 il 23 gennaio scorso.</p>
<p>In questi ultimi mesi una vera e propria emergenza ambientale ha colpito tutto il territorio con il sequestro della discarica locale. Gestita negli ultimi mesi da una società riconducibile all’imprenditore foggiano Bonassisa (già finito al centro della cronaca pugliese e nazionale), e in passato oggetto di travagliate vicende che meriterebbero ampi approfondimenti, la Procura di Vasto ha sequestrato l’impianto indagando sui rifiuti provenienti da altre regioni (Lazio, Campania e Puglia) e qualità e gestione degli stessi. Mentre la “politica” locale si trastulla in schermaglie e richieste di dissequestro parziale (solo per i comuni del territorio), che non sta in piedi perché dovrebbe essere materialmente impossibile indagare su dei rifiuti se altri arrivano nel frattempo, dopo due precedenti l’anno scorso di recente abbiamo avuto anche un incendio. Praticamente impossibile la natura accidentale, appare come un “inquietante segnale in stile mafioso”. In una vicenda già grave e inquietante prima. E da un porto industriale non lontano da questo territorio nel 2014 partì un carico di ecoballe respinto dalla Romania, che fece scalpore sulla stampa rumena che per settimane titolò sulla “nave dei veleni” italiana.</p>
<p><strong>L’allontanamento del giudice La Rana per le sue inchieste scomode</strong></p>
<p>Ma Vasto è stata anche la città di un altro episodio, inquietante su certi aspetti e quasi sconosciuto a livello nazionale. A inizi anni Duemila è costretto a lasciare la città il giudice La Rana, nel mirino di una campagna di fango e delegittimazione dopo che alcune sue inchieste avevano toccato alti livelli politici locali. Una campagna partita, riportò il GIP di Chieti, da una “<em>vera e propria spedizione bellica, premeditata, organizzata e studiata nei particolari</em>”. Una spedizione con al centro un vero e proprio dossier, pieno di false accuse, con il quale fu oggetto di svariate denunce nel 2003. Tutte nel tempo rivelatesi infondate. Ma intanto l’obiettivo era stato raggiunto: infangato e allontanato da Vasto il giudice La Rana non poté proseguire le sue inchieste. Nel 2011 dopo la notizia uscita su un quotidiano locale, in realtà destituita di fondamento, che poteva tornare a Vasto il giudice La Rana si vide recapitare un proiettile calibro 9 parabellum e una lettera con il messaggio “<em>sei proprio sicuro di voler tornare a Vasto? Pensaci bene</em>”.</p>
<p><strong>L’arrivo e la permanenza del rampollo della famiglia Riina</strong></p>
<p>Questo è il territorio dove, un anno e mezzo fa, è sbarcato il terzogenito di Totò Riina, Giuseppe Salvatore detto Salvo. L’autore del libro sulla sua famiglia, dove veniva elogiato il padre Totò, presentato anche a Porta a Porta. Già condannato in passato a 8 anni per associazione mafiosa, Salvo Riina era sottoposto a misure restrittive a Padova. Dopo che era stata accertata la sua frequentazione con spacciatori locali, nell’autunno 2017 Salvo Riina viene spedito nella Casa Lavoro di Vasto. Da dove è passato a scontare la sua pena residua in una fattoria sociale nella vicina Casalbordino. E’ tornato libero nel maggio scorso, quando il Tribunale di Pescara gli ha revocato le misure restrittive. La sua assidua attività social, dove continuamente continua a pubblicizzare il suo libro, a spendere parole di gratitudine e vanto per il padre Totò la sua famiglia e altre attività che rendono a dir poco perplessi, ha suscitato oltre la nostra solo un’altra presa di posizione. Da parte di Azione Civile che ha sottolineato quando “nel 2001 passando in autostrada all’altezza di Capaci disse “Ci appizzano (appendono, ndr) ancora le corone di fiori a ‘stu cosu (a questa cosa, ndr)…”, parole che non ha mai rinnegato. Così come non ha mai pubblicamente preso le distanze dalla sua famiglia di origine, o addirittura a collaborare con la magistratura, mentre sui social e in interviste rilasciate non ha mai smesso di “raccontare quello che continua a definire un buon padre”. Il 19 giugno il suo nome è tornato sulle cronache giudiziarie, anche se (al momento in cui quest’articolo viene scritto) per dovere di cronaca va riportato che non risultato essere destinatario di alcun provvedimento dell’autorità giudiziaria. Nell’ambito dell’operazione “Assedio”, condotta dai carabinieri di Agrigento, è stato arrestato Angelo Occhipinti, indicato come il nuovo capomafia di Licata. Intercettato dagli inquirenti, durante una “riunione” in un magazzino nel&nbsp; luglio scorso, Occhipinti afferma – riferendosi a Riina Jr – che “quello è un ragazzo che ci scappelliamo tutti” (davanti a quel ragazzo ci togliamo tutti il cappello). E’ la risposta ad uno dei convocati alla riunione, Massimo Tilocca che è stato recluso dal dicembre 2017 al maggio 2018 nella Casa Lavoro di Vasto. Tilocca, secondo quando emerso, aveva appena riferito che – nel periodo trascorso a Vasto – avrebbe ricevuto un pizzino da Salvo Riina con l’ordine, una volta uscito dal carcere, di “stuccare” (ovvero eliminare) un licatese, tal Vincenzo Sorprendente. Nel renderlo noto, a margine dell’operazione “Assedio”, gli inquirenti hanno sottolineato che su questa particolare vicenda le indagini sono ancora in corso e quindi non si può ancora ufficialmente confermare o smentire nulla.</p>
<p><em><strong>Alessio Di Florio</strong></em><strong><br />
<em>Associazione Antimafie Rita Atria</em><br />
<em>Movimento Agende Rosse “Paolo Borsellino – Giovanni Falcone” Abruzzo</em><br />
<em>PeaceLink Abruzzo</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.19luglio1992.com/abruzzo-ricordiamo-paolo-borsellino-e-rita-atria-aprendo-gli-occhi-e-denunciando-ogni-mafia/">Abruzzo, ricordiamo Paolo Borsellino e Rita Atria aprendo gli occhi e denunciando ogni mafia</a> proviene da <a href="https://www.19luglio1992.com">19luglio1992.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
