‘Suicidi?’ – adattamento teatrale di e con Bebo Storti (nella foto) e Fabrizio Coniglio,tratto dal libro “Suicidi?” di Mario Almerighi
Roma – TEATRO Ambra alla Garbatella, p.zza Giovanni da Triora 15, 6-18 dicembre 2011
Tangentopoli in commedia. Due comuni cittadini italiani, giocando a fare gli ispettori, indagano su “3 suicidi eccellenti” di quel periodo: Sergio Castellari, direttore generale degli affari economici del Ministero delle Partecipazioni Statali e consulente dell’Eni, Gabriele Cagliari, presidente dell’Eni e Raul Gardini, capo indiscusso della Montedison e maggior azionista dell’Eni. Perché le scene dei suicidi sono state alterate? Perché Castellari, Cagliari e Gardini si uccidono proprio il giorno in cui dovrebbero incontrare i magistrati? Hanno tutti e 3 un forte legame con l’Eni. E’ solo una coincidenza? Il sistema uccide chi all’improvviso diventa inaffidabile? Non daremo presuntuosamente la soluzione a questi quesiti, ma insinueremo nello spettatore, con le testimonianze, gli interrogatori, le analisi compiute sul luogo del delitto, le perizie e le autopsie, il dubbio che questi suicidi possano forse essere anche degli omicidi, senza cadere nella retorica, ma usando l’ironia e la forza teatrale della rappresentazione. Nulla di ciò che viene rappresentato è inventato ma è tratto da documenti, dichiarazioni e perizie ufficiali, raccolte con minuziosa scrupolosità dal presidente del tribunale di Civitavecchia Mario Almerighi. Lo spettacolo “Suicidi?” è infatti tratto dal libro “Suicidi?” di cui Almerighi è l’autore.
Ma perché riattraversare quel periodo? Perché riparlarne? Tutti sappiamo che era uso comune, in quegli anni, il “sistema” delle tangenti; il favore all’amico di partito, al sodale, alla persona “vicina” per ideologia e per appartenenza. Una mafia che si stringe attorno all’idea di Patria, ma che poi fa spreco di denaro pubblico. Una classe dirigente e politica che ha perso, se mai l’ha avuto, il senso dello stato, del “servire il popolo” ma che è invece terrorizzata dal perdere i propri privilegi, dal veder svanire il potere con i privilegi. E così montagne di danaro pubblico vanno in fumo fra gli anni settanta e gli anni novanta, indebitando lo stato, e quindi i cittadini italiani per i prossimi decenni a venire. Riattraversare quel periodo con queste tre vicende è anche un modo per capire che cosa è il nostro paese oggi e cosa continuerà ad essere negli anni, se questo “sistema” non verrà smantellato.
Fonte: www.romanotizie.it
Le prossime date:
- Milano al Teatro della Cooperativa dall’ 11 al 22 gennaio 2012
- Formigine (Modena) il 26 gennaio
- 25 gennaio Argenta (Emilia Romagna)
- 27 e 28 gennaio a Firenze al Teatro Puccini
“Siamo ancora come ai tempi di Mani pulite”. Bebo Storti porta in scena i suicidi eccellenti
L’attore all’Ambra-Garbatella a Roma ripercorre la storia delle morti di Cagliari, Castellari e Gardini. “Riapro un capitolo della nostra storia che sembra non essersi mai chiuso a guardare le ultime vicende poltico-giudiziarie”
ROMA – A risentire i nomi e le storie di Tangentopoli che nel ’92 squassarono il mondo politico italiano, sembra di seguire dei reperti archeologici, specie di fronte alle nuove inquietanti inchieste giudiziarie su tangenti e malefatte che stanno terremotando in questi giorni la Regione Lombardia. “Non si può stare mai tranquilli”, scherza con finto tono salomonico Bebo Storti. L’attore, il leggendario Conte Uguccione delle edizioni più spinte e amate di Mai dire gol, l’indimenticata trasmissione di Italia 1, con queste inchieste presenti e passate c’entra. Da stasera al Teatro Ambra di Roma, nel quartiere della Garbatella, insieme a Fabrizio Coniglio porta in scena Suicidi? , ovvero le “strane” morti di Gabriele Cagliari, Sergio Castellari e Raul Gardini negli anni clou di Mani Pulite. Lo spettacolo ne fa una ricostruzione “militante”, che lascia trapelare l’ombra dell’omicidio in quei suicidi eccellenti, grazie a una fonte autorevole come Mario Almerighi, pretore d’assalto in Sardegna prima e a Genova poi e giudice istruttore sulla morte di Calvi. In un libro intitolato “Suicidi?” (Casa editrice Università La Sapienza), Almerighi torna agli anni Ottanta e alle carte della maxi inchiesta su Tangentopoli mettondene in evidenza le incongurenze, le contraddizioni e dunque portando allo scoperto un’altra versione dei fatti. “Dal nostro punto di vista – dice Storti – è uno spettacolo, l’unico che c’è in giro in Italia, su Mani Pulite”.
Appunto: perché tornare a una cosa vecchia di vent’anni?
“Perché è una emanazione diretta di quello che accade ancora. Basta vedere il caso di Franco Nicoli Cristiani, il vicepresidente della Regione Lombardia. La magistratura non ha mai smesso di lavorare. Certo, è tutto da provare ma se Nicoli Cristiani prendeva tangenti per permettere ad alcuni conoscenti, amici e sodali di sepperllire la m… sotto il sedere dei lombardi, stiamo parlando di un reato grave. Se verrà confermato, dà il termometro di quanto Mani Pulite sia ancora qui tra noi”.
Il libro di Almerighi è una ricostruzione dettagliata degli ultimi momenti di vita dei tre protagonisti di Mani Pulite. Voi come avete lavorato su quel materiale?
“Da un adattamento teatrale che Fabrizio Coniglio e lo stesso Almerighi hanno fatto dal libro abbiamo cambiato, improvvisato… In scena siamo in un salotto, due amici che si ritrovano e cominciano a parlare dei tre casi seguendo i fili che riannodano le tre vicende. Il testo è rimasta una indagine, i cui risultati sostengono che siamo di fronte a tre omicidi tutti legati all’Eni, ai malaffari intorno all’Eni e a un clima politico più generale. Non dimentichiamo per esempio che Cagliari era un socialista importante, non uno qualunque che aveva preso tre milioni di tangenti; Castellari era un sottosegratario che distribuiva denaro tra le imprese maggiori delle econonia italiana. Erano insomma personaggi di primo piano”.
Secondo lei da quel clima è cambiato qualcosa?
“Fra la fine anni Ottanta e il ’95 il debito pubblico sale dal 60 al 118% del Pil e c’erano a gestire l’economia italiana Tremonti, De Michelis, Sacconi, Brunetta… Le sembra cambiato qualcosa? Ecco perché faccio uno spettacolo su Mani Pulite”.
In questi giorni si parla di voglia di cambiare di aria nuova con il governo dei tecnici. Lei che fino al 2010 è stato consigliere regionale in Lombardia per Rifondazione Comunista che idea ha?
“Mi è bastata la manovra di Monti: colpire con l’1% i capitali scudati, e tagliare la sanità non mi sembra una cosa giusta. Come dice Don Zanotelli, se fai saltare per aria le spese della difesa per le missioni di guerra vengono fuori 46 miliardi belli freschi, se non fai l’alta velocità in Piemonte ne risparmi 6 di miliardi di euro, ma soprattutto se fai pagare regolarmente le frequenze tv ne prendi altri otto/nove miliardi. I soldi insomma si potevano tirar fuori se non volevi toccare le tasche degli italiani”.
Anna Benedettini, La Repubblica (06 dicembre 2011)
Suicidi? Castellari, Cagliari, Gardini
Descrizione
Siamo negli anni Ottanta e la maxi inchiesta su tangentopoli che segna il crollo di un’intera classe politica corrotta fa da sfondo al presunto suicidio di tre personaggi eccellenti: Sergio Castellari, direttore delle Partecipazioni statali, Gabriele Cagliari, presidente dell’Eni e Raul Gardini, il più importante industriale della chimica italiana. Mario Almerighi, magistrato attualmente presidente del Tribunale di Civitavecchia, affronta attraverso un’attenta analisi tecnico-giuridica l’attestazione dei fatti sollevando dubbi sulla narrazione ufficiale che vede come protagonisti, appunto, i tre presunti suicidi. Mettendo in evidenza eloquenti incongruenze, l’autore si interroga e anima una riflessione che tende a restituire al lettore e alla società una possibile verità dei fatti.
Informazioni bibliografiche
- Titolo del Libro: Suicidi? Castellari, Cagliari, Gardini
- Autore: Almerighi Mario
- Editore: Centro Stampa d’Ateneo
- Collana: Colibrì, Nr. 1
- Data di Pubblicazione: 2011
- Genere: problemi e servizi sociali
- Argomento: Cagliari, gabriele Castellari, sergio Gardini, raul
- ISBN: 8895814479 9788895814476

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