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Stragi 92/93, tra nebbia e foschia.

Bene! Oggi lo pseudo boss u “Scintilluni”, al secolo Antonino Lauricella è stato catturato. Complimenti ai ragazzi della Mobile palermitana che l’hanno arrestato. Grazie a nome mio e in ricordo di tutti i nostri colleghi e dei Magistrati assassinati dai compari di questo individuo.Dalle immagini de u Scintilluni mentre veniva condotto in carcere, ho notato una sua ostentata e gratuita spavalderia. Infatti, per dirla in palermitano, si annacava e si sparava la posa, in netto contrasto col serioso e sobrio comportamento dei ragazzi della Squadra Mobile.
Ma passiamo ad altro, il personaggio in questione non merita altra attenzione.
“La nebbia agli irti colli. Piovigginando sale, E sotto il maestrale. Urla e biancheggia il mar; Ma per le vie…” di Palermo sembra che la nebbia si sia incuneata in quella che sembrava la stagione limpida e chiara delle verità possibili. Da un po’ di tempo, rilevo con moderata delusione, un silenzio sulle stragi del 92/93, sulla presunta trattativa tra Stato e mafia ed in generale sul mondo delle mafie.
Qualche mese fa nel commentare l’ottimismo di inquirenti e cronisti giudiziari, che palesavano un’imminente verità sulle stragi, mi auguravo che l’uragano carico di euforia, non venisse classificato a brezza. Ed oggi spero vivamente che da un giorno all’altro arrivi questa santa e benedetta verità, non solo sulle stragi, ma anche sull’Agenda Rossa di Paolo Borsellino.
Ora, invero, vedo solo nebbia stagnante in quel di Palermo e nel resto del Paese. Nebbia squarciata soltanto dalla notizia che il Viminale è stato costretto ad annettere Spatuzza al programma di protezione. La decisione del Tar di annettere Spatuzza non ha fatto altro che certificare, l’inutilità della legge sui pentiti, relativa al termine temporale dei 180 giorni per rilasciare dichiarazioni. Di fatto, era ed è una Legge obbrobriosa. Una sonora sconfitta di quella classe politica che riteneva e tuttora ritiene di poter regolare a piacimento l’orologio della lotta alla mafia, il cui intento, non latente, era imbavagliare i collaboratori di giustizia, presenti e futuri.
La notizia su Spatuzza, come l’arresto del personaggio in epigrafe, mi convincono che, se vogliamo, possiamo farcela. Ce la dobbiamo fare per Falcone, Borsellino e tutti gli uomini che si sono immolati per noi. La verità sulle stragi ci appartiene. Ed oggi nel vedere il filmato di Lauricella mentre scendeva le scale, mi sono commosso perché sono riaffiorati in me i ricordi degli anni trascorsi alla Mobile: mi sono domandato in quale ufficio è stato interrogato, forse in quello che fu mio o di Cassarà?
Quindi, amici e ragazzi della Mobile palermitana, fatemi vedere le immagini di Matteo Messina Denaro mentre scende quelle scale e per favore, quando avverrà, fatelo sostare innanzi alla lapide dei nostri caduti, posta all’ingresso. Deve leggere i nomi dei veri uomini d’onore, che non tradirono il giuramento fatto verso il Popolo italiano, altro che essere “punciuti” con un’arcaica formula.
 

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