Lettera aperta a sostegno “dei magistrati siciliani vivi che stanno indagando sulle origini della Seconda Repubblica”. Tra i firmatari il magistrato in pensione Claudio Nunziata e il presidente dei familiari delle vittime del Due agosto Paolo Bolognesi
22 agosto 2012. “Siamo stanchi di piangere e commemorare “eroi” morti. Vogliamo testimoniare la nostra solidarietà a quei magistrati siciliani – vivi! – che, applicando le leggi dello Stato, stanno indagando sulle origini criminose della cosiddetta Seconda Repubblica”. Nelle righe conclusive, il senso di una lettera aperta inviata da Bologna e firmata da alcuni cittadini in solidarietà ai pm “che stanno indagando sulla trattativa Stato-Mafia”.
“Troppo spesso – si legge nell’appello – la solitudine degli uomini e delle donne che hanno contrastato l’illegalità è stata concausa della loro morte violenta. Cittadini che facevano il loro lavoro e il loro dovere. Giornalisti come Giuseppe Fava e Walter Tobagi; giudici come Vittorio Occorsio, Emilio Alessandrini, Mario Amato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino; avvocati come Fulvio Croce e Giorgio Ambrosoli; membri delle forze dell’ordine come Antonio Ammaturo, Pasquale Paola, Carlo Alberto dalla Chiesa; politici come Piersanti Mattarella e Pio La Torre. E tante, troppe altre persone”.
Per questo Bologna “non può tacere Bologna, la nostra città, che a seguito della strage del 2 agosto 1980 ricevette la Medaglia d’oro al valor civile, perchè ‘l’intera popolazione, pur emotivamente coinvolta, aveva dato eccezionale prova di democratica fermezza e di civile coraggiò”. Tra i firmatari il magistrato in pensione Claudio Nunziata, che fu impegnato contro il terrorismo, e il presidente dell’Unione familiari vittime delle varie stragi che hanno insanguinato l’Italia, Paolo Bolognesi.
“Troppo spesso – si legge nell’appello – la solitudine degli uomini e delle donne che hanno contrastato l’illegalità è stata concausa della loro morte violenta. Cittadini che facevano il loro lavoro e il loro dovere. Giornalisti come Giuseppe Fava e Walter Tobagi; giudici come Vittorio Occorsio, Emilio Alessandrini, Mario Amato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino; avvocati come Fulvio Croce e Giorgio Ambrosoli; membri delle forze dell’ordine come Antonio Ammaturo, Pasquale Paola, Carlo Alberto dalla Chiesa; politici come Piersanti Mattarella e Pio La Torre. E tante, troppe altre persone”.
Per questo Bologna “non può tacere Bologna, la nostra città, che a seguito della strage del 2 agosto 1980 ricevette la Medaglia d’oro al valor civile, perchè ‘l’intera popolazione, pur emotivamente coinvolta, aveva dato eccezionale prova di democratica fermezza e di civile coraggiò”. Tra i firmatari il magistrato in pensione Claudio Nunziata, che fu impegnato contro il terrorismo, e il presidente dell’Unione familiari vittime delle varie stragi che hanno insanguinato l’Italia, Paolo Bolognesi.
La Repubblica Bologna

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