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Stage di via d’Amelio, la GIP Luparello ordina alla procura di Caltanissetta lo svolgimento di 43 approfondimenti investigativi

25 aprile 2026 – Dalle indagini su Gladio a quelle di Giovanni Falcone sul delitto di Piersanti Mattarella, fino all’aereo che avrebbe sorvolato Capaci il giorno della strage. Sono ben 43 gli approfondimenti investigativi ordinati alla Procura di Caltanissetta dalla gip Graziella Luparello, che a dicembre ha respinto la richiesta dei pm di archiviare le indagini sui mandanti esterni delle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Istanza già rigettata nel maggio 2022, quando la gip aveva chiesto di fare nuove verifiche in 32 punti. Due anni e mezzo dopo, la Procura ha nuovamente chiesto di archiviare l’inchiesta, sempre rimasta a carico di ignoti, ma pure questa volta Luparello ha respinto, ordinando un numero addirittura superiore di accertamenti. Una decisione “abnorme” per l’ufficio inquirente guidato da Salvatore De Luca, che ha trascinato la giudice davanti alla Cassazione. Uno scontro senza precedenti, che ha visto la Suprema corte dare ragione a Luparello e bocciare il ricorso dei pm.

La decisione della Cassazione ha fatto cadere il segreto sull’ordinanza con cui la gip ha ordinato nuove indagini. Un provvedimento di 286 pagine che contesta duramente la pista su “Mafia-appalti”, recentemente definita dal procuratore De Luca come una “sicura concausa” delle bombe davanti alla Commissione Antimafia. Secondo Luparello, invece, puntare su questa ricostruzione è una scelta “affetta da severa miopia”, in contrasto con “tutta una serie di elementi” che inducono a temere che “l’ostinata blindatura dell’affare mafia-appalti” possa comportare “un ingessamento dell’accertamento giudiziario intorno a un aspetto certamente importante e (verosimilmente) fondato dell’indagine, ma enucleato dal contesto storico-criminale complessivo e con brutale recisione del tessuto connettivo con le radici più profonde dei fatti oggetto di indagine”.

E ancora, la gip scrive che “il filone ‘mafia-appalti’, non scevro di una sua intrinseca plausibilità” non può “spiegare gli eventi tellurici scatenatisi in Italia negli anni 90 né riesce a cogliere gli evidenti nessi sintattici tra i diversi eventi tragici che hanno mortificato la storia repubblicana del Paese”. Ecco perché chiede ai pm di “abbandonare qualunque approccio ‘mistico’ o dogmatico alla questione mafia-appalti”. La replica dell’ufficio inquirente nisseno è stata affidata a una nota (nella scheda) con cui De Luca ricorda come su “Mafia-appalti” la sua Procura abbia “per la prima volta in più di trent’anni” svolto approfondite indagini “individuando concreti e gravi elementi (secondo le nostre valutazioni) a sostegno di tale concausa delle stragi, che non può essere sminuita a robetta di poco conto”.

Va detto che, nella sua ordinanza, la gip elogia lo “scrupolo d’indagine quasi maniacale” dei pm, apprezzandone “l’enorme sforzo investigativo”, anche se poi contesta “un arresto dell’impegno requirente di fronte a ostacoli rispetto ai quali può rivelarsi proficuo esperire un tentativo concreto di superamento”. Per questo traccia un nuovo piano d’indagine in 43 punti. Si parte dall’acquisizione delle carte su Gladio, per verificare se ci furono “esercitazioni” nello stesso periodo degli “attentati terroristici degli anni 70”, ma anche a caccia di “circostanze utili” a chiarire il fallito attentato dell’Addaura. I pm dovranno poi capire se ci furono contatti tra Cosa Nostra e gli uomini del “Supersismi”, l’entità deviata dei servizi di cui faceva parte Francesco Pazienza negli anni 80. Luparello sospetta poi che gli interrogatori di Falcone a Licio Gelli e di Paolo Borsellino a Gaspare Mutolo possano essere stati spiati, visto che chiede ai pm di capire quali “uffici romani” venissero usati all’epoca dai magistrati e se quei locali fossero “captati”.

La giudiceordina poi di verificare se l’esplosivo utilizzato nelle stragi fosse compatibile con quello custodito in un arsenale scoperto in una villetta di Alcamo (Trapani) nel 1993. Su Capaci, invece, il Dna femminile estratto da una guanto di lattice trovato nei pressi del cratere sull’autostrada andrà comparato con quello di Ivana Orlando, moglie del defunto Giovanni Aiello, alias “Faccia da mostro”, l’ex poliziotto che compare e scompare sullo sfondo delle bombe.

Numerosi approfondimenti riguardano Paolo Bellini, l’ex Avanguardia nazionale, indagato dai pm nisseni in un altro procedimento, per il quale è stata già chiesta l’archiviazione. Proprio le richieste sull’ex terrorista nero avevano spinto la Procura a ricorrere in Cassazione contro Luparello, visto che alcuni accertamenti, ha spiegato De Luca, “sono già stati svolti”, mentre un’altra parte è considerata “impossibile” da compiere, per la morte di persone che dovrebbero essere interrogate. Su altre verifiche relative a Bellini, invece, la Procura ha “delegato indagini ancor prima della decisione della Corte”. Per compiere il resto delle indagini, invece, De Luca ha fatto sapere di avere già chiesto la proroga dei termini: i quattro mesi concessi a dicembre sono appena scaduti.

Saula Caia e Giuseppe Pipitone (Il Fatto Quotidiano)

 

 

 

 

 

 

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