Le Agende Rosse non hanno titolari. E’ questo che ci rende “diversi”. Ogni cittadino italiano puo’ essere un’Agenda Rossa. Le “Agende Rosse” siamo tutti, siamo quei tanti cittadini che lottano giorno dopo giorno per cambiare un sistema mafioso che ha invaso il nostro modo di essere e di agire nella societa’.Siamo ogni genitore che mostra ai propri figli la differenza tra giusto e sbagliato attraverso esempi concreti. Siamo ogni politico che si oppone al puzzo del compromesso morale. Siamo ogni maestro, ogni insegnante che invita il giudice, l’uomo Paolo Borsellino nella sua classe. Siamo ogni giornalista che racconta senza paura le ingiustizie che si annidano tra chi non ha voce e nelle istituzioni di uno Stato che ha il dovere di sottoporre il suo operato agli occhi del popolo che rappresenta.
Siamo ogni artista che fa dei suoi strumenti di lavoro un mezzo per creare un’opera volta a comunicare senza distinzioni di classe il significato della cultura intesa come emancipazione dell’intelletto e della ragione. Siamo ogni operaio che protesta davanti alla sua fabbrica perche’ gli venga riconosciuto il diritto di vivere dignitosamente ed in condizioni di lavoro sicure. Siamo ogni immigrato che alza la testa davanti alle pretese disumane di padroni spesso collusi con la criminalita’ organizzata locale. Siamo ogni ambientalista che lavora per salvare il Pianeta dalle lobby di potere, dalle multinazionali e dai mafiosi che lucrano sulle risorse del pianeta sino a portarlo alla distruzione. Siamo ogni magistrato che indaga e rivela verita’ scomode. Siamo ogni studente che alza al cielo un’ Agenda Rossa, simbolo di un futuro dove i sogni diventano un traguardo raggiungibile. Ogni cittadino che Resiste e’ prezioso in ugual misura agli altri perche’ ha il potere di rivoluzionare la cultura del denaro e della violenza per trasformarla nella cultura dell’ onesta’ e della pace.
Un megafono, un computer portatile per seguire la diretta da Palermo e poche Agende Rosse rivolte al cielo. Questo il 19 luglio a Macerata. Davanti al Monumento ai caduti ascoltavamo le parole di Salvatore. Ascoltavamo mentre il traffico di automobili e gente ci girava intorno come per schivarci come se non volessero vedere o sentire. Come per dimenticare. Sullo schermo visi famigliari s’infrangevano con la nostra voglia di essere li, insieme a voi in quella via D’amelio affollata di solidarieta’, amore e coraggio. Il coraggio delle idee, dei valori che in quel giorno sono arrivate da tutta Italia per fondersi, per dar vita ad un coro di giustizia e liberta’. Una liberta’ che si nutre e diventa forte proprio grazie alla Giustizia e all’Uguaglianza, in grado di sfondare il muro dell’indifferenza, del silenzio e della paura.
Christina Pacella


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