di Salvo Palazzolo – 12 gennaio 2014
Davanti al palazzo di giustizia di Palermo arriverà presto una scorta senza precedenti per i magistrati minacciati dalla mafia. Una scorta composta da studenti, professionisti, casalinghe, commercianti e impiegati. L’hanno chiamata «scorta civica».
«Il 18 novembre ci siamo ritrovati in duemila lungo via Maqueda per esprimere solidarietà a Nino Di Matteo e agli altri magistrati minacciati», dice Simone Cappellani, uno degli animatori delle Agende Rosse: «Abbiamo voluto dare un seguito a quella mobilitazione così importante. Anche perché a Palermo è tornata una grande voglia di partecipazione. In prima linea ci sono singoli cittadini ancora prima che associazioni».
Il nuovo movimento antimafia è ormai figlio di Facebook e Twitter. Dice Linda Grasso, anche lei fra i promotori della scorta civica: «Oggi ho creato una nuova pagina sul Web per pubblicizzare l’iniziativa e nel giro di poche ore abbiamo avuto 300 adesioni, anche da fuori Palermo». Miracoli dei social network. «Così Palermo è tornata ad essere laboratorio di partecipazione per l’intero Paese», prosegue Simone Cappellani: «Le nostre iniziative fanno da pilota ad altre, da Nord a Sud».
Si comincia il 20 gennaio. «Ogni giorno saremo presenti dalle 9 alle 11 con un gazebo — spiega Giorgio Colajanni, segretario di Professionisti liberi — ogni giorno si alterneranno i gruppi che aderiscono all’iniziativa». Lunedì, Addiopizzo; martedì, Agende Rosse e Muovi Palermo; mercoledì, Azione Civile e Io mi arruolo; giovedì, Contrariamente; venerdì, Professionisti Liberi e Anpi. Dice ancora Giorgio Colajanni: «Non si può scendere in piazza solo dopo i lutti, o in occasione delle commemorazioni. La società civile deve pensare a forme di impegno quotidiane, questo vuole dire l’iniziativa del gazebo davanti al tribunale. E, soprattutto, non ci può essere impegno senza collegamenta fra le tante realtà che operano nel territorio». Qualche successo è già arrivato, ancora una volta grazie a Facebook: «Proprio oggi ho scoperto un’altra bellissima associazione che lavora a Palermo — spiega Colajanni — anche loro hanno aderito all’iniziativa della scorta civica».
«La scommessa è quella di tornare a essere movimento antimafia di massa», dice Daniele Marannano, presidente di Addiopizzo: «A Palermo, l’attenzione e la sensibilità sono cresciuti, ma è necessario fare un percorso per una partecipazione maggiore, che coinvolta tutlajanni:
la città per bene». Daniele Marannano pensa a una mobilitazione più decisa non solo per i magistrati minacciati, ma più in generale per far fronte alla nuova aggressione della criminalità organizzata, che sarà pure allo sbando per i colpi subiti, ma resta pericolosa, lo dicono gli ultimi incendi di negozi nel centro città. «Ricominciamo da un gazebo — dice il presidente di Addiopizzo — per sensibilizzare tutti i cittadini di Palermo che bisogna esserci per migliorare questa città».
Salvo Palazzolo
Tratto da: La Repubblica-Palermo del 12 gennaio 2014
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