Giovedì 16 giugno alle 19, presso il suggestivo scenario sul promontorio del Monte Pellegrino, a Palermo, si terrà l’incontro “Idea 2.0”, organizzato dalle associazioni Città2.0 e Fare Città e dalla Fondazione Liberal. L’iniziativa – come spiegano gli organizzatori – prevede la realizzazione di un programma di governo della città pensato da chi la vive quotidianamente. Il comitato promotore fornirà cinque linee direttrici: toccherà ai cittadini implementare il predetto programma, prospettando idee, segnalando inefficienze e avanzando proposte più o meno dettagliate“.
In quella data verranno presentate le idee per una nuova Palermo che fino ad allora giungeranno ai promotori. Sembrerebbe la costruzione di un programma elettorale da presentare ad un’ipotetica corsa elettorale, magari la prossima primavera, ma poco importa. La cosa interessante in questa storia è il tavolo dei relatori del 16 giugno. Fianco a fianco ci saranno infatti il professor Adelfio Elio Cardinale, presidente del Cerisdi e Sergio Lari, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta.
Ironia della sorte – come racconta il consulente dell’autorità giudiziaria Gioacchino Genchi – si tratta anche dello stesso magistrato che alla fine degli anni Novanta chiese di approfondire la pista dei mandanti occulti Alfa e Beta, ovvero Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Oggi invece la Palma è finita a coordinare il gabinetto del presidente del Senato Renato Schifani, noto socio d’affari di mafiosi e consulente al comune di Villabate quando questo era in mano al clan Mandalà; è proprio del boss Mandalà che Schifani era stato socio nella Siculabrokers.
Sempre secondo Genchi, e a quanto riportato dal periodico “La voce delle voci”, Anna Palma ha fatto parte dell’ordine cavalleresco del Santo Sepolcro, uno dei più potenti in Sicilia e non solo. Scrive il periodico: “Genchi parla di un anno ben preciso, 1979. Sarebbe stata insignita del titolo di dama dal vescovo di Monreale Salvatore Cassisa e dal conte Arturo Cassina, all’epoca reggente dell’ordine. Al quale apparteneva anche Bruno Contrada: il quale – stando alle memorie difensive del suo legale, Pietro Milio – era certo che l’indizio piu’ forte di mafiosita’ affibbiatogli dalla procura di Palermo era proprio tale iscrizione. A questo punto il Velino, diretto da Lino Iannuzzi, tira in ballo un altro anno, il 1993, quando la Palma ‘chiese e ottenne dai custodi degli archivi vaticani del prestigioso ordine la sua cancellazione’“.
Nel ricorso di Cuffaro alla sentenza di appello, viene raccontata la strettissima amicizia tra la moglie di Cardinale e il maresciallo Antonio Borzacchelli, condannato in primo grado a 10 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici nell’ambito del processo sulle talpe alla Dia. «Nel corso dell’interrogatorio del 3 dicembre 2003 reso all’A.G. di Palermo – ricostruiscono gli avvocati Oreste Dominioni e Antonino Mormino, si legge ancora su “La voce delle voci” – il Ciuro dichiarava di aver appreso dal Carcione (uno dei medici collusi della story, ndr) che il Borzacchelli era intimo amico della dottoressa Palma, con la quale si intratteneva in lunghi incontri (…) che “entra ed esce dall’ufficio della dottoressa Palma” (…) che “in quel periodo e’ andato un sacco di volte in Procura a parlare con la dottoressa Palma facendo uscire tutti fuori dalla stanza”».
Per non farsi mai rinfacciare un eccessivo impegno antimafia, Anna Maria Palma è stata testimone di nozze di Totò Cuffaro, che aveva nominato il fratello, già magistrato della Corte dei Conti, come vicecommissario regionale per l’emergenza idrica in Sicilia. L’assessore Antonello Antinoro, fedelissimo di Cuffaro, lo ha poi fatto direttore generale del dipartimento dei beni culturali, oltre ad aver nominato proprio il marito, Cardinale per l’appunto, al Cerisdi, che secondo Salvatore Borsellino, fratello del giudice, anziché un centro di formazione era una vera e propria copertura per i servizi segreti.
Partecipare o meno sarà una scelta del procuratore. Certo uno si chiede cosa c’entri un galantuomo come Lari con Palermo (i magistrati antimafia panormiti hanno risposto picche all’invito di Cardinale?) e con un programma semi elettorale.


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