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Scarcerazione, domiciliari, revisione del processo. E la santità?

Non so come commentare quello che sta accadendo.
E’ incredibile, abnorme, viscido, imbarazzante, umiliante, vergognoso.
Ieri, scherzando, annunciavo una possibile revisione del Maxiprocesso. Oggi ho paura di aver fatto una previsione azzeccatissima.
Un giorno dopo quello scherzo siamo arrivati alla revisione di un altro processo, non meno importante: quello a Bruno Contrada, che dopo tre gradi di giudizio è stato condannato come colluso con Cosa Nostra.
Il 7 ottobre prossimo, infatti, davanti alla Corte di Cassazione si discuterà della revisione.
Scarcerazione, revisione del processo e ora pure querele.
Il traditore Contrada ci ha preso gusto con l’impunità e definisce ”farneticanti e non meritevoli di ciascun commento” le dichiarazioni che ieri ha rilasciato Salvatore Borsellino, unica voce autorevole che si è levata indignata a fronte di un’apatia quasi totale.
E il fratello del traditore Contrada, Vittorio, ha annunciato pure l’intenzione di querelare Salvatore Borsellino. Siamo alle comiche finali. Uno che moralmente ha sulla coscienza decine di morti, come Boris Giuliano, come Paolo Borsellino, che querela il fratello del giudice che moriva mentre lui si costruiva un alibi su un motoscafo circondato da agenti dei servizi. Cosa dobbiamo aspettarci ancora? Ve l’ho detto, Riina libero. Fidatevi.
Per Provenzano e i Lo Piccolo dovete aspettare, abbiate pazienza.
Non so cosa organizzaremo per protestare contro queste porcate, contro questi uomini che in cambio del silenzio sui peggiori segreti dello Stato stanno ricevendo la libertà.
Chiunque volesse manifestare, fare sit-in pacifici sotto casa della sorella del traditore Contrada, dove lui è “costretto” ai domiciliari, ha la mia “benedizione”.
Ecco l’indirizzo: San Giovanni de la Salle n°21 Varcatura (Na).
Se è il caso sono pronto a raggiungervi.

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