La presenza di Silvio Berlusconi nella trasmissione Servizio Pubblico, di Michele Santoro, doveva essere, secondo le aspettative, un match improntato sul”attualità e sul passato non tanto remoto dell’ex presidente del Consiglio. Invece, il match è stato una delusione totale: una cocente affermazione del nulla, una “ribollita” di fatti e misfatti arcinoti con un’appendice di uno show sgradevole e ridicolo. Ma tralascio il giudizio politico, anche se mi chiedo come ha fatto Berlusconi a diventare presidente del Consiglio. Boh! I misteri del suolo italico. Quello che mi preme evidenziare e lo faccio con rammarico, perchè mi sento offeso e umiliato, è l’idea che Berlusconi ha della città di Palermo e della Sicilia nel suo insieme. Egli ieri sera ha affermato, e non è la prima volta, che il senatore Marcello Dell’Utri è accusato di mafia sol perchè “è nato a Palermo”. Il signor Silvio Berlusconi, sa perfettamente che l’equazione mafia/nascita, nel caso di specie Palermo, non è affatto la conseguenza delle accuse che la magistratura palermitana rivolge a Dell’Utri. E’ del tutto evidente che l’amico degli amici Marcello Dell’Utri, è stato condannato, seppure in appello e con il processo da rifare, non già per il suo documento anagrafico, ma bensì per altri noti motivi. Il processo giungerà a sentenza e se ha delle responsabilità o se è innocente si vedrà. Ma a Silvio Berlusconi che vorrebbe di nuovo proporsi a diventare presidente del Consiglio e quindi reiterando i misteri italici, qualcuno dovrebbe spiegare che le repsonsabilità penali esulano dal luogo di nascita.
Ed io mi rivolgo al presidente della Regione Sicilia, Crocetta e al sindaco di Palemo Orlando, affinchè respingono al mittente l’equazione Palermo uguale mafia. Io invece vorrei far sommessamente notare al signor Berlusconi, uso il signore col termine genuino che noi palermitani siamo soliti dare (eventualmente se lo faccia spiegare da Dell’Utri che appunto è nato a Palermo), che centinaia di migliaia di palermitani sono persone perbene: persone che lavorano con onestà e che con tutte le loro forze trasmettono ai propri figli, quei valori di legalità. Il Berlusconi, sempre per giustificare il suo amico Dell’Utri, ha detto: “E’ un padre di famiglia!” Ma che significa, che essendo genitore non può far parte della mafia o aiutarla col concorso esterno? E, ritornando alla mia città natia, che è Palermo, egregio signor Berlusconi, ci sono stati miei concittadini che a differenza del suo amico, sono morti per essere nati a Palermo. Ne cito solo tre, visto che lei ha la memoria ad intermittenza, o meglio fa finta di non ricordarsi: Ninni Cassarà, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Sono nati a Palermo, ma non erano mafiosi e nemmeno inquisiti per mafia.
Pippo Giordano
Pippo Giordano

Be First to Comment