di Ettore Marini – 23 ottobre 2013
In greco antico il verbo αἱρέω (airèō,) significa “afferrare”, “prendere” ma anche “scegliere” o “eleggere”; da esso deriva αἵρεσις, aìresis, eresia, che significa scelta, da cui eretico, cioè colui che ha “scelto“, chi proclama con forza una propria scelta definitiva. E Salvatore Borsellino è colui che ha fatto una scelta forte; quando, il 19 luglio del 2006, decise di affrontare un lungo cammino, percorrendo più di 750 km a piedi, dai Pirenei a Santiago di Compostela; ma in quel lunghissimo peregrinare egli ritrovò suo fratello Paolo, con cui parlò durante tutto il tragitto, come lo avesse accanto; e ritrovò la voglia di combattere, che aveva perso in anni di silenzio: “Da quel momento avrei dovuto dedicare ogni momento della mia vita alla ricerca di verità e giustizia per mio fratello, il mio migliore amico che avevo ritrovato fuori dal nostro Paese e che ora stava tornando a casa accanto a me. Mai mi ero sentito più pronto e mai avevo avuto così tanta voglia di dire a Paolo che non lo avrei mai più lasciato.” Così scrive Salvatore Borsellino nel libro “Fino all’ultimo giorno della mia vita”, che presenteremo martedì 29 ottobre nella sala del Consiglio Comunale di San Costanzo (PU), alle ore 21,00 in un incontro organizzato da Comune di San Costanzo, Assessorato alla Cultura, e Mov. Agende Rosse di Fano, dal titolo “L’ERETICO – alla ricerca di verità e giustizia per mio fratello”.

Be First to Comment