Press "Enter" to skip to content

Salvatore Borsellino critico su Alberto Di Pisa: richiesti i danni

Per cultura e per intrinseca convinzione non sono fautore di giudizi approssimativi, né tanto meno baso il mio convincimento laddove gli elementi in mio possesso sono del tutto carenti.

Tuttavia, come principio basilare del mio comportamento metto al primo piano la verità, sempre e comunque a costo di pagare un alto tributo. Siffatto modo di agire, infatti, mi ha procurato ferite i cui ricordi fanno emergere latenti lesioni nell’anima, piuttosto che nel corpo. Simili armonie, riferite al mio pensiero di verità, le colgo in un uomo col quale condivido aspetti di forte comunanza, nell’affermare che la Legalità è la base di ogni uomo libero: sto parlando di Salvatore Borsellino.

Ho ritenuto fare questa mia breve premessa, per citare un argomento riportato oggi dai mass-media: La richiesta di risarcimento danni, da parte del Procuratore Capo di Marsala Alberto Di Pisa a Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, Magistrato assassinato con la scorta in via D’Amelio a Palermo.

Non entro nello specifico e quindi non esprimo alcun parere sulla legittima decisione del giudice Di Pisa di chiedere un risarcimento, talché si è sentito offeso dalle dichiarazioni fatte da Salvatore Borsellino.

Dal mio rapporto con Salvatore ho avuto modo di cogliere tutto il dramma che lo attanaglia per la sofferenza nell’attendere giorno dopo giorno, la verità sulla strage di via D’Amelio che, ancora oggi tarda ad arrivare. Quest’attesa, aggravata dalla decisione della Cassazione di non investigare più sulla sottrazione dell’ormai famosa Agenda Rossa , lo mina emotivamente perché è forte e radicata la necessità che venga dissipata la nebbia che avvolge la strage di via D’Amelio.

Da questa disamine, credo, che le critiche di Salvatore Borsellino, fatte durante un dibattito a Marsala, esprimano un parere basato sul fatto che Alberto di Pisa ricopra il medesimo incarico ed Ufficio che fu di Paolo Borsellino. Motivando la sua contrarietà a fatti accaduti a Palermo e meglio conosciuti ed etichettati come il “Corvo” di Palermo: lo stesso Alberto Di Pisa fu accusato di essere l’autore dell’anonimo. Il processo a suo carico venne celebrato a Caltanisetta, ove fu definitivamente prosciolto da ogni accusa. Ma, per quella vicenda fu trasferito a Messina.

Spesso con Salvatore ripercorro le strade, irte e dolorose, che Paolo Borsellino ha dovuto affrontare, tutte in salita, per riaffermare la Legalità a Palermo.

Salvatore Borsellino, per quanto io possa testimoniare, è una persona per bene e non certo astiosa: nella giusta sede saprà argomentare le critiche che hanno dato luogo alla richiesta di risarcimento, ad ogni buon conto gli esprimo tutta la mia vicinanza.

Ed io, da questa richiesta di risarcimento, non posso fare a meno di ricordare quella che fu definita la stagione del “Corvo” di Palermo: “Corvo” che con calunnie prive di fondamento, gettò fango addosso oltre che al Capo della Polizia Parisi, a De Gennaro, Aiala, Giammanco e Falcone.

Lo scritto anonimo, come stabilì l’inchiesta fu scritto da “mani esperti” stanziali proprio all’interno del Palazzo di giustizia di Palermo. Altre “cartelle” anonime furono inviate e i contenuti erano talmente circostanziate che gli esperti ipotizzarono di trovarsi di fronte ad una cordata: cordata nella quale Giovanni Falcone, intravide “menti raffinatissime”.

L’accusa grave che il “Corvo” tentò di far emergere, si fondava sul fatto che le persone prima citate, avrebbero ideato ed avvallato l’operato del presunto killer di Stato, tal Contorno Salvatore, pentito di Cosa Nostra.

Tutto nacque a seguito della presenza nell’hinterland palermitano di Totuccio Contorno che armato, fu rintracciato e catturato. L’anonimo, affermava che una dozzina di boss caduti sotto la gragnola di colpi, nei territori di Bagheria e Casteldaccia, non erano omicidi di stampo mafioso ma omicidi orditi dallo Stato.

In quel periodo furono tanti i “Corvi” che svolazzarono indisturbati a Palermo e se allora ci fosse stato un concorso della lettera anonima più dettagliata e precisa, quella del “Corvo” avrebbe vinto senz’altro l’oscar.

Solo che, come tutti i misteri siciliani, nessuno mai ritirerà l’ambito premio.

Pippo Giordano

Be First to Comment

Lascia un commento