16 maggio 2025, Legnano – Si inginocchia sul palco per ascoltare da vicino le domande degli studenti, li ascolta e non ha paura di rispondere. E’ Salvatore Borsellino, fratello di Paolo il magistrato siciliano ucciso nella strage di via D’Amelio e che, insieme a Giovanni Falcone, è stato protagonista nella lotta contro la mafia.
Salvatore Borsellino ha ricostruito i tragici fatti che il 19 luglio 1992 costarono la vita a Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina.
Non si è limitato però ai fatti personali, ha cercato di tramandare agli studenti, circa un centinaio, dell’Isis Bernocchi di Legnano quelle pagine di storia italiana che i più giovani non conoscono e che, tuttavia, fanno parte della loro attualità.
Borsellino ha voluto spronare i ragazzi, ricordando che la mafia oggi ha capacità “ha capacità industriali e imprenditoriali e sta sovvertendo l’economia” e solo con la preparazione e lo studio si può combattere una rivolta “Democratica e civile”, ma pur sempre un atto di ribellione a un sistema infettato dal malaffare. “Studiate, studiate e studiate” invitandoli poi a non affidarsi totalmente ai social network perché “non vi vogliono cittadini, ma sudditi. Anzi, solo consumatori”.
Alla mattinata, organizzata da Su La Testa, ha visto la partecipazione anche del sindaco Lorenzo Radice, dell’Assessora Ilaria Maffei e dellaDirigente Scolastica Elena Maria D’Ambrosio.
Una riflessione …
Salvatore Borsellino ha fatto l’elenco delle stragi partendo da quella di Capaci e via D’Amelio, passando per i Georgofili, Via Palestro ed elencando quelle che passeranno, forse, alla storia sotto il nome di ‘Bombe del 1992-1993’: “Un periodo della storia della Repubblica Italiana caratterizzato da una serie di attentati con ordigni da parte dell’organizzazione criminale siciliana di tipo mafioso Cosa nostra, realizzati in Italia durante i primi anni novanta del XX secolo“.
Alla domanda “ne avete mai sentito parlare?“ la platea di studenti è rimasta in silenzio. No, i giovani non conoscono quella storia perché gli attuali programmi scolastici non sono adeguati a creare una conoscenza storica e una coscienza civile. In seconda superiore il programma di storia si ferma al medioevo, in terza superiore si arriva al 1600 e solo in quinta si inizia a parlare di ‘900.
Laura Defendi (sempionenews)

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