9 febbraio 2026 – “Ribellatevi”. Lo ripete più e più volte Salvatore Borsellino. Al Teatro Carlo Felice di Genova ad ascoltarlo ci sono 2mila studenti delle scuole superiori genovesi.
Il fratello di Paolo Borsellino, il magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992, non è riuscito a venire in presenza per motivi di salute. Ma in videocollegamento invita ragazze e ragazzi a lottare. Irrompe l’attualità. “Stiamo vivendo in uno dei periodi più neri”, è l’affondo. La riforma della giustizia, attacca, è un attentato ai principi della Costituzione. Parole che fanno lasciare il teatro al presidente del consiglio regionale Stefano Balleari, “perché – fa sapere poi – l’iniziativa stava prendendo una piega propagandistica”.
“Sicurezza e legalità”, il titolo scelto per l’incontro promosso dal Movimento delle Agende Rosse, insieme alla Fondazione del Teatro, alla Regione e al Comune. Quell’agenda rossa rubata dall’auto di Borsellino nei minuti in cui veniva fatto saltare in aria. Da 34 anni il fratello chiede verità e giustizia.
Sul palco anche due magistrati. La sostituto procuratrice della Dda di Catanzaro Annamaria Frustaci e Nicola Gratteri, oggi procuratore a Napoli, insieme all’attivista e giornalista Ismaele La Vardera, ora deputato regionale in Sicilia.
Tra un intervento e l’altro, la poesia e la musica. E le domande degli studenti. Salvatore Borsellino li invita simbolicamente ad alzare l’agenda rossa. “Combattete – dice – per il vostro futuro”.
Fonte: TG RAI Liguria


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