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Salvatore Borsellino a Martino Ceravolo: «Non siete soli»

5 maggio 2025 – «Caro Martino, non devi ringraziarmi di nulla. Siamo noi che dobbiamo ringraziarti, perché hai consentito che entrassimo nelle vostre vite, e in qualche maniera, attraverso l’amore nella vita di Filippo. Mi sento di scriverti che non siete soli, nel mio piccolo cercherò d’essere sempre presente. Attraverso gesti semplici si possono scalare le montagne più alte. A Filippo ho sperato di dedicare le parole più preziose. Grazie a te. Ti abbraccio forte forte». Le parole di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo e leader del movimento Agende rosse, attraversano la Sicilia e lo Stretto e giungono fino alle Preserre vibonesi.

Ucciso nel 2012

Quello di Filippo Ceravolo è un compleanno triste, ma pregno di significato. La famiglia – papà Martino, mamma Anna, le sorelle Maria Teresa e Giusy – portano fiori e lettere al cimitero di Soriano Calabro. «Filippo è volato in cielo ma è sempre qui con noi», dice Martino. Fosse vivo, suo figlio ieri avrebbe festeggiato il suo trentaduesimo compleanno. Filippo, però, è morto il 25 ottobre del 2012, vittima innocente di un agguato mafioso: i killer spararono alla cieca contro l’auto in corsa del bersaglio ma colpirono il ragazzo, a bordo per un caso fortuito, che morì pochi minuti dopo a soli diciannove anni.

Non solo le Agende rosse

Silvia Camerino, leader delle Agende rosse calabresi e attivista di lungo corso sul fronte antimafia, legge un toccante messaggio che accarezza il cuore dei presenti. A cimitero di Soriano, però, ci sono anche insegnanti e studenti. Sono soprattutto le ragazze a parlare, a dare vigore ed eco al messaggio che parte dalla famiglia e che si rinnova di ricorrenza in ricorrenza.

«Chiediamo risposte alla magistratura»

«Noi non solo non dimentichiamo, ma il tempo che passa alimenta il nostro desiderio di giustizia – spiega Martino Ceravolo – Sono trascorsi tredici anni dalla morte di mio figlio e chiediamo alla magistratura risposte e risultati. Lo chiediamo con grande rispetto, con rinnovata fiducia, ma anche con estrema fermezza». Filippo Ceravolo, infatti, è una delle tante vittime innocenti delle mafie che non ha ancora visto un processo ai presunti assassini.

Istanza alla Dda

Nei giorni scorsi, peraltro, Martino Ceravolo, patrocinato dall’avvocato Michele Gigliotti ha presentato una istanza al procuratore capo di Catanzaro Salvatore Curcio affinché possa avere ragguagli sullo stato delle indagini. «Sappiamo che vige il segreto istruttorio ma interloquire col procuratore Curcio è importante per questa famiglia, che dopo così tanto tempo non può perdere le speranza di avere giustizia per quel figlio strappato via alla vita così presto dalla barbarie della ‘ndrangheta», chiosa l’avvocato Michele Gigliotti.

Pietro Comito (Tgcal24)

 

 

 

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